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7 Settembre 2026 Professione Stuntman: Neri Orlando Dragon Sesti in ”Odissea” di Christopher Nolan
Da Montalcino fino al set di una delle più grandi produzioni hollywoodiane degli ultimi anni: è la storia di Neri Orlando Dragon Sesti, classe 2002, inglese con legami familiari a Montalcino, ha frequentato la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Insieme, nel territorio del Brunello e che, da qualche anno lavora come stuntman a livello internazionale. Una professione che lo ha portato a collaborare con uno dei registi più importanti del mondo, Christopher Nolan, durante le riprese del suo ultimo capolavoro, “L’Odissea”, che ha visto protagonista un cast stellare, con attori del calibro di Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Charlize Theron e Zendaya, solo per citarne alcuni.
“Lavorando a “L’Odissea” - afferma Sesti in un’intervista a Sky News Uk - è stato straordinario osservare Christopher Nolan all’opera: la sua attenzione ai dettagli e la chiarezza assoluta del piano d’azione, dalla definizione di ciò che andava fatto fino alla sua effettiva realizzazione, erano uno spettacolo da vedere”.
E ancora, parlando delle attività richieste nel suo mestiere afferma: “Quando c’è di mezzo il fuoco - spiega Sesti - tutto si gioca in pochi secondi: è qui che c’è la differenza tra una performance spettacolare, di cui tutti andiamo fieri, e conseguenze davvero gravi. Durante il mio addestramento ho vissuto situazioni critiche, sia in prima persona che con i miei colleghi e amici. Ti capita di ricoprire il ruolo di “addetto alla sicurezza” mentre il tuo collega, dall’altra parte, è letteralmente avvolto dalle fiamme: devi avere la certezza che lui, e chiunque altro partecipi alla scena, sia vigile e pronto a intervenire. Non amo particolarmente le acrobazie subacquee e nello specifico quelle che prevedono l’uso di bombole e immersioni in profondità… Mi piacciono l’apnea e i tuffi dalle rocce, ma c’è qualcosa nelle bombole d’ossigeno che mi mette un po’ a disagio”.
“Nei primi anni della mia carriera ho sofferto molto la solitudine - racconta ancora Neri Sesti - viaggiavo continuamente verso nuovi paesi e località per imparare cose nuove sugli stunt, ma così facendo mi ritrovavo lontano dalla famiglia e dagli amici. In media, mi spostavo da un luogo all’altro ogni due-quattro mesi. Mi ci è voluto molto tempo per abituarmi a stare con me stesso e a essere amico di me stesso nei momenti di bisogno. Provo un’immensa gratitudine per i miei genitori straordinari: mi hanno sempre dato amore incondizionato, mi hanno spronato a dare sempre di più e mi hanno sempre sostenuto”.
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