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Brunello al top per WS

C’è Montalcino sul podio dei migliori produttori del Belpaese di “OperaWine: Finest Italian Wines, 100 Great Producers”, lista stilata da Wine Spectator, unico responsabile alla scelta dei “Top 100” d’Italia, per “Anteprima Vinitaly” 2012 (Verona, 24 marzo: operawine.com). Tra i magnifici 100 produttori d’Italia, ci sono 9 aziende di Brunello - Altesino, Casanova di Neri, Castello Banfi, Tenuta Col d’Orcia, Nardi, Siro Pacenti, Tenuta Greppo (Biondi Santi), Mastrojanni, Valdicava - e altre 5 con cantine a Montalcino (Allegrini, Antinori, Gaja, Frescobaldi, San Felice).

Ferragamo: “i grandi marchi”

“… le uve sono capaci di rendere unico il Brunello. Terre uniche cui la mia famiglia è molto legata e che mio fratello Massimo, appassionato di Brunello e Montalcino, valorizza e promuove in tutto il mondo attraverso la sua tenuta di Castiglion del Bosco … Del resto il nostro, come il Brunello, sono due marchi internazionali simbolo non solo della Toscana, ma di tutto lo stile italiano che vince nel mondo”. Così, ieri, a Montalcino, Giovanna Gentile Ferragamo, uno dei membri della famiglia-griffe dell’alta moda internazionale “Salvatore Ferragamo”.

Il 2007 per i critici del vino

Ecco l’annata 2007 nei giudizi di due importanti critici stranieri, a Montalcino, in questi giorni per Benvenuto Brunello: per Othmar Kiem, firma della rivista austriaca “Falstaff”, il Brunello 2007 è “charming”: tannino maturo, molto morbido, troverà grande successo sul mercato. Un vino forse senza la longevità del 2006, ma non tutti i vini devono essere per forza longevi, perché vanno anche bevuti … Per il Master of Wine Uk Tim Atkin il 2007 è senz’altro un’annata buona (in alcuni casi molto buona), caratterizzata da grande espressività e alcol ben bilanciato.

1992, nasce “BB”

A volte le migliori idee nascono in modo inusuale. L’origine di “Benvenuto Brunello” ce la racconta Stefano Campatelli, direttore del Consorzio: “era il 1992 - spiega - e con l’allora presidente Sante Turone e il vice-presidente Andrea Costanti cominciammo a pensare ad un evento di presentazione della vendemmia. Dopo qualche tempo, in un tour in Giappone, una notte in cui eravamo tutti e tre svegli per colpa del jet-lag, nacque il progetto vero e proprio di “Benvenuto Brunello”. Fummo i primi: solo dopo qualche anno si unirono il Nobile ed il Chianti Classico”.

Brunello al via!

Torna “Benvenuto Brunello”, l’evento che ogni anno richiama a Montalcino giornalisti ed operatori da tutto il mondo: domani 24 febbraio si apre la presentazione, nel Chiostro del Museo, del Brunello 2007, della Riserva 2006 e del Rosso di Montalcino 2010, tre vendemmie a “5 stelle”. A seguire, cena di gala nei ristoranti del paese. Sabato 25 febbraio, al Teatro degli Astrusi, verranno poi assegnati i premi Leccio d’Oro, sarà presentata la vendemmia 2011 e si potrà assistere alla posa della formella celebrativa, quest’anno disegnata dalla griffe Salvatore Ferragamo.

Il Brunello futurista

Era il 1935, l’Italia era nel pieno dell’era fascista: all’Enoteca Italiana di Siena, nella Mostra Nazionale di Vini Tipici, fu organizzato un concorso di “Poesia bacchica amorosa e guerriera”, la cui giuria era presieduta da Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo. Nella cena di gala, in onore del vincitore, il poeta Lorenzo Viani, Marinetti improvvisò una vera e propria performance artistica, salì sul tavolo e levando il calice urlò: “il Brunello è benzina”. Una frase celebre con cui il Brunello diventò il “carburante che muove il mondo”.

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