La Fondazione Bertarelli “salva” Sant’Agostino
Il primo obiettivo sarà un attento restauro dei preziosi affreschi di Sant’Agostino, una delle chiese più importanti di Montalcino e della Toscana, rovinati dal tempo e dall’incuria: ma sono molti altri i progetti in cantiere della Fondazione Bertarelli (voluta e sostenuta dalla famiglia Bertarelli, composta da Ernesto Bertarelli e Maria Iris Bertarelli, sorella di Claudio Tipa, e da Donatella Bertarelli, che possedeva l’industria farmaceutica Serono, venduta negli anni passati, e oggi patron di Alinghi, la mitica barca che ha solcato i mari del mondo e vinto la Coppa America di vela), tutti rivolti alla salvaguardia dei beni artistici e architettonici del territorio tra Montalcino e il Monte Amiata.









Brunello, le due facce di un vino-icona: local, perché simbolo del sogno toscano e di un territorio tra i più desiderati dai wine lovers italiani e stranieri - che qui vengono per l’arte, la storia, la cultura ed i paesaggi, ma anche per fare scorta di bottiglie; global, perché marchio famoso nel mondo, capace di esportare ben il 65% della produzione e tra i più venduti sul web, come documentato da eBay. Montalcino è un territorio che tutti vorrebbero venire a visitare, per vedere da vicino dove nasce quel vino che delle proprie origini lascia traccia in ogni bicchiere: un richiamo talmente potente che in molti hanno addirittura deciso di trasferire qui le proprie vite, i propri affetti e le proprie abitudini, per lavorare in una delle tante professioni legate alla produzione del Brunello. E proprio il
“Il vino è una questione culturale, una “macchina per pensare”, e non c’è differenza tra un’opera d’arte ed una grande bottiglia”: così Sandro Chia, artista di fama internazionale e vigneron a Montalcino, racconta il suo pensiero sul nettare di Bacco. “La passione per l’arte - spiega Chia - si è impossessata della mia vita da subito, ma non c’è una cesura con quella per il vino, anzi, l’arte ha portato con se l’amore per la vigna senza nessun tipo di priorità o di squilibrio”. Secondo il grande pittore, il fatto che il vino non sia un alimento, ma una questione culturale, è una scoperta recente, che si sta diffondendo sempre di più: “Coloro che si accostano al vino - dice - sanno che questo è una “macchina per pensare”, che va oltre il gusto, che è solo la parte iniziale.
A Montalcino se ne parla da anni: c’è chi la auspica, c’è chi la teme e c’è chi, come professor Attilio Scienza, uno dei massimi esperti di vitivinicoltura e ordinario di viticoltura all’Università di Milano, la considera un valore aggiunto. La zonazione, tema “caldo” non solo a Montalcino, consiste in un’indagine per lo studio del territorio, al fine di ripartirlo in zone omogenee. Il territorio di Montalcino, delimitato dalle valli dell’Orcia, dell’Asso e dell’Ombrone, assume una forma quasi quadrata, su cui possiamo immaginare una piramide: le facce delimitano i quattro versanti più importanti. “Sono convinto - spiega Scienza - che la zonazione rappresenti un vantaggio. Ma attenzione: non deve assumere il significato di classificazione, ovvero di giudizio di merito. La zonazione andrebbe fatta per due ragioni: la prima è che solo così si valutano e si valorizzano le diversità del territorio. A
Campi imbiancati, alberi ricoperti di neve, temperature che di notte arrivano fino a -10 °C: è lo scenario di questi giorni a Montalcino. Ma quali sono i rischi per le coltivazioni? I pericoli più grossi li corrono gli olivi, a causa del freddo.
Sandro Chia, fra gli artisti italiani più apprezzati e noti all’estero, personaggio molto legato al nostro territorio e che per tanto tempo vive anche nel suo splendido Castello di Romitorio, 

