I “grandi” del Novecento
C’è un Brunello di Montalcino tra i migliori 12 vini del Novecento: nel 2000, “Wine Spectator”, “bibbia” Usa dell’enologia internazionale, elesse, unico vino italiano, il Brunello Riserva Biondi Santi 1955 nei 12 “grandi” del Novecento. Un riconoscimento di enorme prestigio per Montalcino, con il Brunello Biondi Santi in compagnia, tra gli altri, di Château Margaux 1900, Château Mouton Rothschild 1945, Château Petrus 1961, Penfolds Grange 1955, Château Cheval Blanc 1947, Domaine de la Romanée-Conti 1937, Château d’Yquem 1921. “Dove sarebbe l’Italia senza i grandi, vecchi vini di Biondi Santi?” scrisse James Suckling.









Si potrà acquistare solo tra 5 anni, ma c’è già la certezza che il Brunello 2011 occuperà un posto d’onore nelle cantine degli eno-appassionati di tutto il mondo: questa mattina una giuria di esperti e produttori ha assegnato - in “Benvenuto Brunello” - “quattro stelle” alla vendemmia 2011, mentre prosegue la presentazione a media e buyers del Brunello 2007, della Riserva 2006 e del Rosso 2010, tre eccezionali annate giudicate a “cinque stelle”. Il vino di Montalcino, intanto, vola alto sulla crisi: in controtendenza sulla congiuntura economica internazionale, il Brunello non teme scossoni. Secondo un’indagine Winenews
Già nel 1540 lo scrittore Pietro Aretino ringraziava un amico per il dono di un “caratello di prezioso, delicato Moscadello”. Più tardi, nel 1685, Francesco Redi nel suo “Bacco in Toscana” ne decantava le lodi, scrivendo “Del leggiadretto, del sì divino Moscadelletto di Montalcino”. Poi fu Ugo Foscolo che, nell’Ottocento, traeva conforto nelle sue fatiche letterarie da un buon bicchiere di Moscadello. Il vino storico di Montalcino (famoso anche per i suoi “fiaschetti”), dopo secoli di fama seguiti da un lungo periodo di oblio, sta oggi tornando a nuovi fasti, anche grazie alle lungimiranza di intelligenti aziende che su esso scommettono e investono.
La storia del vino di Montalcino inizia da lontano. Ma quando compare, in un documento ufficiale, la prima volta il nome “Brunello”? Secondo Montalcinonews.com, risale al 1870, quando a Siena si tenne una storica Expo provinciale di “Arti belle, industrie e agraria”, che raccoglieva 436 vini. Da Montalcino arrivarono 10 produttori, che presentavano tipologie tra le più variegate, da “moscadello” a “rosso comune”, da “vin santo” a “bianco comune
Esattamente 45 anni fa, il 18 aprile 1967, fu costituito il Consorzio del Brunello, l’organo di tutela e di controllo del vino di Montalcino. Il Consorzio nacque all’indomani del riconoscimento della Doc al Brunello, come libera associazione fra i produttori. Un organismo che, nel corso del tempo, è cambiato nel ruolo e nella struttura: dal 1979, con decreto ministeriale, il Consorzio ha iniziato a svolgere molteplici attività
Con “Benvenuto Brunello” 2012 debutta la vendemmia 2007, la Riserva 2006 e vengono assegnate le stelle all’annata 2011. Rumors parlano di tre annate eccezionali, tanto da far pensare all’en plein di stelle. Come ogni anno l’anteprima sarà ricca di avvenimenti e occasioni per approfondimenti e degustazioni. A Montalcino arriveranno giornalisti e operatori e saranno assegnati i premi “Leccio d’Oro”.
E’ uno dei più influenti critici mondiali, in grado di cambiare le sorti di una cantina con il proprio giudizio: James Suckling, ex corrispondente europeo di Wine Spectator, oggi “one man show” del settore, ha espresso valutazioni entusiaste dopo le prime degustazioni di Brunello 2007.
Nonostante la crisi economica, un buon vino (su tutti il Brunello di Montalcino) rimane per tanti una giusta gratificazione: un italiano su cinque, specie gli uomini compresi tra i 25 e 34 anni, sono disposti a fare sacrifici pur di acquistare una bottiglia di vino prestigioso.
Globale, sempre più competitivo, forte di mercati consolidati da un lato e di nuovi emergenti da presidiare dall’altro, il mondo del vino non può adagiarsi sugli allori, e, soprattutto in tempi non facili, deve riuscire a fare sinergia, esigenza sempre più sentita a tutti i livelli, per poter rispondere alle sfide che ha davanti.
I migliori Brunello 2007? Montosoli di Altesino, Valdicava e Altero di Poggio Antico con 98/100 punti, subito seguiti da Tenuta Nuova di Casanova di Neri, Luce di Luce della Vite e Siro Pacenti con 97/100 punti, Poggio alle Mura di Castello Banfi e Pianrosso di Ciacci Piccolomini d’Aragona, con 96/100.

