Uomini & Terra

Boccale di Trebbiano, calice di Brunello

Brunello, Moscadello, Trebbiano Bianco: cosa hanno in comune? A ritroso i vini che hanno fatto la storia di Montalcino. Nei secoli del Medioevo, anche a Montalcino, la viticoltura era orientata al fabbisogno locale. Ma dove si metteva il vino? In boccali (oggi conservati nel Museo), rinvenuti nelle volte della Loggia del Palazzo Pubblico, in 46 preziosi esemplari in maiolica arcaica delle fornaci locali, ricchi, eleganti nelle forme e ornati, a formare forse la più imponente restituzione di ceramiche del Trecento in Italia, stando a Hugo Blake, una delle autorità mondiali di archeologia medievale.

Giudizi/2: i critici stranieri

Othmar Kiem, firma di “Falstaff”, racconta che il Brunello 2007 avrà successo sul mercato: “un vino - spiega - forse senza la longevità del 2006, ma non tutti i vini devono essere per forza longevi, perché vanno anche bevuti…”. Per il Master of Wine inglese Tim Atkin il 2007 è senz’altro “un’annata buona, caratterizzata da grande espressività e alcol ben bilanciato”. Steven Spurrier (Decanter) afferma: “ho assaggiato il Rosso 2010 e mi è piaciuto, molto buono e fresco. Ma la mia preferenza va alla Riserva 2006: grande profondità e ricchezza,

Brunello, tra i più venduti su eBay

Su internet, ormai, si può comprare di tutto, da un capo all’altro del pianeta, vino compreso. Su eBay, il più grande negozio online del mondo, gli eno-appassionati hanno speso, nei primi 10 mesi 2011, ben 2,3 milioni di euro per le bottiglie più amate, acquistate a prezzo fisso e da venditori top. Un’enoteca virtuale in cui i vini più venduti sono i rossi italiani, toscani in testa, con il duo Supertuscan - Brunello a rappresentare il binomio più cliccato. “

Ferragamo, wine & fashion

Una composizione floreale in cui le foglie di vite, i pampini e i grappoli fanno da sfondo a un bicchiere e una bottiglia di vino, tra delicati fiori bianchi e rosa: ecco (nella foto) l’immagine scelta dagli stilisti della maison Ferragamo, celebre griffe del made in Italy, per rappresentare il Brunello 2011. La formella è stata apposta, oggi, sul Palazzo Comunale di Montalcino, per sancire le “4 stelle” della vendemmia 2011. Ma quest’anno “il rating del Brunello” si potrà anche indossare, e con un fine benefico: con lo stesso disegno sono state realizzate felpe e t-shirt by Ferragamo, in vendita per acquistare un’ambulanza per la Misericordia di Montalcino.

Brunello in positivo: +10% sul 2010

Un anno d’oro per il Brunello: il 2011 si chiude con un incremento del fatturato del 10% sul 2010, attestando così il giro d’affari dei vini di Montalcino su 155 milioni di euro. Nonostante la difficile congiuntura economica, Montalcino tiene nei mercati di tutto il mondo, confermando le proprie posizioni nei principali Paesi di riferimento. Nella hit list dell’export i mercati più importanti vedono confermati al primo posto gli Stati Uniti, seguiti da Germania, Svizzera, Canada, Inghilterra e Giappone. Da segnalare la performance del Rosso (con 4,5 milioni di bottiglie vendute, contro i 3,2 del 2010). “I risultati raggiunti -

Montalcino “melting pot”

Non solo Brunello: forse non tutti sanno che Montalcino è anche una città-modello di accoglienza e integrazione razziale, a tutti i livelli. Qui vivono e lavorano oltre 600 persone di 47 differenti Paesi: dagli albanesi agli inglesi, dagli americani ai giapponesi, passando per romeni, filippini e tedeschi. Ma anche sloveni, tunisini, indiani e cubani. Un piccolo melting pot che in questa comunità di poco più di 5.000 abitanti sembra funzionare perfettamente: mai un problema di ordine pubblico, mai un episodio di

Una balena tra le vigne

La più grande e antica balena fossile mai rinvenuta in Italia e nel bacino del Mediterraneo dormiva tra le vigne di Montalcino: lo scheletro completo di un cetaceo di oltre 5 milioni di anni è stato trovato nel 2007 nei vigneti di Castello Banfi, grazie al lavoro del team di paleontologi del Gruppo Mineralogia e Paleontologia di Scandicci. Oggi quest’area dista dal mare oltre 30 chilometri, ma la balena risale al Pliocene (5,3 milioni di anni fa), quando qui c’era un fondale marino. “Dal punto di vista del terroir - spiega il professor Attilio Scienza -

La ghiacciaia: prototipo del frigorifero

L’odierno frigorifero ha origini lontane nel tempo. Era la ghiacciaia, un contenitore di varie forme e dimensioni che, in ambito domestico e non, assolveva alla funzione che in seguito avrebbe assunto il moderno elettrodomestico. Il funzionamento di questo prototipo di frigorifero era molto semplice: nell’inverno veniva riempita l’intercapedine con strati di ghiaccio intervallati da paglia e fogliame, che servivano da isolante e permettevano, così, di conservare il ghiaccio fino ai mesi estivi.

Back to top