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Argiano raggiunge la certificazione Equalitas

ArgianoDopo il primo posto nella classifica di Wine Spectator con il Brunello di Montalcino 2018, e dopo aver già ottenuto, prima a Montalcino, lo “status” di azienda plastic free, Argiano, cantina di Brunello di proprietà della famiglia Esteves, raggiunge un altro traguardo ottenendo la certificazione Equalitas - Standard Sopd per il Modulo “Organizzazione Sostenibile - Os”, che si basa sui tre principi fondamentali della sostenibilità (ambientale, etica ed economica), esaminando attentamente ogni aspetto, dall’impatto ambientale alle pratiche etiche e al bilancio economico di un’azienda vinicola.

“Argiano continua così il suo impegno verso la sostenibilità ambientale e la qualità dei suoi prodotti, confermando la sua posizione di leader nel settore vinicolo - si legge in una nota dell’azienda guidata da Bernardino Sani - un riconoscimento che rappresenta un ulteriore passo verso un percorso iniziato tempo fa, volto a un futuro sostenibile. La conduzione agricola di Argiano, infatti, è da tempo impostata sull’equilibrio e la biodiversità, ponendo al centro delle sue pratiche il suolo, inteso come fondamento del processo produttivo”.

“Argiano si distingue come azienda biologica e plastic free, eliminando gli insetticidi e le plastiche monouso dal processo produttivo, seguendo modelli circolari, riutilizza gli scarti aziendali e promuove le pratiche ambientali delle 4R - prosegue il comunicato - l’attenzione alla biodiversità include la custodia delle arnie vicino ai vigneti e progetti per migliorare il suolo. Il progetto “Argiano Carbon Neutral” ha reso l’azienda leader nel settore vinicolo nell’Alleanza “Siena Carbon Neutral”, con una totale compensazione delle emissioni di CO2. Equalitas rappresenta quindi un ulteriore tassello che premia le pratiche sostenibili dell’azienda, confermando il suo impegno costante verso la sostenibilità e la responsabilità ambientale”.

Argiano nella Top 100 di Wine-Searcher

Etichetta del Brunello 2018 di ArgianoIl Brunello di Montalcino di Argiano - anche grazie evidentemente alla recente conquista del titolo di vino n. 1 al mondo, con l’annata 2018, nella “Top 100” 2023 della rivista “Wine Spectator” - è l’unico Brunello nella “Top 100 Most Searched-For Wines & Spirits” del portale Wine-Searcher, che incrocia ogni giorno le ricerche ed i prezzi da milioni di database di enoteche e wine shop di tutto il mondo. Il Brunello di Montalcino di Argiano chiude proprio la classifica, al n. 100, ottavo vino italiano (dopo Sassicaia, Tignanello, Masseto, Ornellaia, Solaia, Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno e Flaccianello della Pieve di Fontodi) di una graduatoria che certifica come cambia il mondo, cambiano gli stili di produzione e di consumo del vino, cambia il mercato ma le griffe più ricercate sono sempre i grandi classici, vini affermati, con una grande qualità riconosciuta, valori importanti, e marchi forti, voluti da grandi appassionati, big spender e collezionisti.

Il Brunello 2018 di Argiano è il più scambiato sul Liv-Ex

Brunello 2018 di Argiano Wine of the YearAnche se qualcuno continua a storcere il naso, le grandi classifiche internazionali del vino confermano di avere i loro effetti sul mercato. E, in particolare, la “Top 100” by “Wine Spectator” che, come ormai ben noto, ha incoronato il Brunello di Montalcino 2018 di Argiano al n. 1, come “Wine of the Year”. Che, chiaramente, è diventato subito un vino richiestissimo dai collezionisti, tanto che, secondo il Liv-Ex, che monitora i trend e l’andamento del mercato secondario - a darne notizia è il sito Winenews.it - nella settimana tra il 10 novembre (quando la notizia è arrivata) ed il 16 novembre, gli scambi sulla piattaforma sono schizzati in alto, con il Brunello di Montalcino Argiano 2018 vino più scambiato in assoluto, in volume, sulla piattaforma, con un valore arrivato a 690 sterline per una cassa da 12 bottiglie, e con un’altra etichetta della cantina guidata da Bernardino Sani, e di proprietà dell’imprenditore brasiliano Andrè Esteves, in top 5, ovvero il Brunello di Montalcino 2015 (a 344 sterline a cassa). Insieme ad altri due vini italiani, che sono due grandi classici come il Tignanello 2020 di Antinori (1.160 sterline a cassa da 12 bottiglie) ed il Sassicaia 2019 della Tenuta San Guido (2.450 sterline, che è stato anche in assoluto il vino che ha mosso più valore nel periodo tra gli utenti del Liv-Ex), oltre al celeberrimo Chateau Lynch-Bages 2020, da Bordeaux (960 sterline).

Entra nel vivo l'Argiano Baroque Music Festival

Jean Rondeau e Thomas Dunford. Foto ABMF 2023 by Simone FerriniEntra nel vivo l’Argiano Baroque Music Festival, un viaggio tra le meraviglie del repertorio musicale barocco con concerti di altissima qualità e di livello internazionale. Musica che risuonerà nel cortile della stupenda Villa cinquecentesca Bell’Aria “al calar della sera”. Dopo la preview con Jean Rondeau e Thomas Dunford (nella foto di Simone Ferrini), il ricco cartellone prosegue il 18 agosto con l’Ensemble L’Archicembalo che sarà protagonista nella lettura di celebri pagine di Antonio Vivaldi. Il viaggio tra i tesori dell’early music continua il 20 agosto con “Un’alma innamorata”, selezione di arie di George Frederic Handel di cui saranno interpreti il soprano Francesca Aspromonte, reduce dal debutto al Teatro alla Scala di Milano e al Teatro Real di Madrid, insieme al violinista Boris Begelman e all’ensemble L’arsenale sonoro. E, ancora, il 25 agosto nei suggestivi spazi del cortile della Villa a diffondersi sarà la musica del clavicembalo di Marco Mencoboni. Cembalista, direttore e organista tra i più apprezzati della sua generazione dedito alla riscoperta del repertorio antico di Barocco e Rinascimento. Il 27 agosto ultima serata dedicata prevalentemente all’opera di Carl Friedrich Abel, virtuoso della viola da gamba, ispirazione di generazioni di compositori nell’Europa del tardo Settecento. Ad eseguirne celebri pagine La Tabatière, ensemble tedesco pluripremiato e composto da docenti della Hochschule di Francoforte. I concerti si tengono “al calar della sera” nel cortile della Villa con posti limitati a 100 ospiti così da permettere agli ascoltatori un’ottimale condizione di visione e di ascolto. Precede ogni performance musicale un raffinato aperitivo, momento in cui poter degustare i vini della Tenuta, visitare la Cantina e approfondire la conoscenza della sua pregiata produzione.

La tenuta di Argiano, da più di 400 anni, intreccia la propria storia con quella del territorio di Montalcino. A testimoniarne la rilevanza, Villa Bell’Aria, edificio cinquecentesco che domina la tenuta. Varie sono state, nei secoli, le famiglie nobiliari di origine senese succedutesi come proprietarie della tenuta. Fino ad arrivare, nell’Ottocento, alla conduzione di Ersilia Caetani Lovatelli. Nel 1967, Argiano entra ufficialmente nella storia del vino italiano come azienda fondatrice del Consorzio del Brunello di Montalcino. Dal 2013 la proprietà fa capo alla famiglia del finanziere brasiliano André Esteves che ha affidato la guida dell’azienda a Bernardino Sani. Quest’ultimo, dal 2015, ne firma anche i vini. Alla sua gestione si deve la valorizzazione dei vigneti, la produzione di vini di eccellenza e la creazione di un Wine Relais di lusso dall’ospitalità a cinque stelle. E proprio come disse Bernardino Sani a MontalcinoNews, “l’Argiano Baroque Music Festival era nato per festeggiare il restauro della Villa ma poi è diventato un appuntamento fisso. Siamo contentissimi di come sta andando ed anche questa terza edizione è partita nel migliore dei modi. Montalcino ha un altro evento importante e adesso non resta che attendere i concerti di agosto. La proprietà, io e il direttore artistico siamo felici del risultato del festival”.

Argiano, Rondeau incanta Montalcino

Jean Rondeau e Thomas Dunford. Foto ABMF 2023 by Simone FerriniMontalcino capitale della musica barocca. Davvero un bello spettacolo quello andato in scena alla preview dell’attesa terza edizione dell’Argiano Baroque Music Festival, rassegna che abbraccia la musica di qualità in uno scenario prestigioso nel cuore della terra del Brunello. Venerdì 21 luglio, protagonisti sono stati il duo composto dal celebre clavicembalista francese Jean Rondeau, uno dei migliori clavicembalisti al mondo, accompagnato da Thomas Dunford alla tiorba e al liuto. Il programma è stato improntato su celebri pagine del repertorio francese del XVII e XVIII secolo, un concerto che ha regalato grandi emozioni in uno scenario unico come quello della Villa cinquecentesca di Argiano. Tutto esaurito con il pubblico che ha avuto la possibilità di degustare i celebri vini di Argiano una delle griffe più prestigiose del Brunello di Montalcino.

"Rondeau - spiega alla Montalcinonews Antonio Artese, direttore artistico e ideatore dell'Argiano Baroque Music Festival - è uno dei più grandi e il pubblico è stato entusiasta di aver assistito a questo concerto. C'è stato un silenzio incredibile, tutti erano con il fiato sospeso, la bellezza e particolarità del festival sta anche nel non usare amplificatori, la musica è naturale. Chi è venuto ad assistere al concerto è uno spettatore appassionato, sono davvero soddisfatto. E ci tengo a ringraziare in particolar modo la Piccola Accademia di Montisi".

"L'Argiano Baroque Music Festival - sottolinea alla Montalcinonews Bernardino Sani, Ceo di Argiano - era nato per festeggiare il restauro della Villa ma poi è diventato un appuntamento fisso. Siamo contentissimi di come sta andando ed anche questa terza edizione è partita nel migliore dei modi. Montalcino ha un altro evento importante e adesso non resta che attendere i concerti di agosto. La proprietà, io e il direttore artistico siamo felici del risultato del festival".

Antonio Artese. Foto ABMF 2023 by Simone Ferrini

Dopo la preview, il ricco cartellone prosegue il 18 agosto con l’Ensemble L’Archicembalo descritto come “…un ensemble italiano barocco dallo stile agile e vitale e dalle brillanti performance” nella lettura di celebri pagine di Antonio Vivaldi. Il viaggio tra i tesori dell’early music continua il 20 agosto con “Un’alma innamorata”, selezione di arie di George Frederic Handel di cui saranno interpreti il soprano Francesca Aspromonte, reduce dal debutto al Teatro alla Scala di Milano e al Teatro Real di Madrid, insieme al violinista Boris Begelman e all’ensemble L’arsenale sonoro. E, ancora, il 25 agosto nei suggestivi spazi del cortile della Villa a diffondersi sarà la musica del clavicembalo di Marco Mencoboni. Cembalista, direttore e organista tra i più apprezzati della sua generazione dedito alla riscoperta del repertorio antico di Barocco e Rinascimento. La terza edizione dell’ABMF termina il 27 agosto con una serata dedicata prevalentemente all’opera di Carl Friedrich Abel, virtuoso della viola da gamba ispirazione di generazioni di compositori nell’Europa del tardo Settecento. Ad eseguirne celebri pagine La Tabatière, ensemble tedesco pluripremiato e composto da docenti della Hochschule di Francoforte. I concerti si tengono “al calar della sera” nel cortile della Villa con posti limitati a 100 ospiti così da permettere agli ascoltatori un’ottimale condizione di visione e di ascolto. Precede ogni performance musicale un raffinato aperitivo, momento in cui poter degustare i vini della Tenuta, visitare la Cantina e approfondire la conoscenza della sua pregiata produzione.

Madonna di Della Robbia torna a casa grazie ad Argiano

Madonna con Bambino di Luca della RobbiaQuando la “Madonna con Bambino” di Luca della Robbia, anche detta “Madonna di Santa Fiora”, conservata per quasi 100 anni nelle collezioni della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, negli Stati Uniti, venne messa all’asta a New York da Sotheby’s nel 2021, in seguito alla decisione del museo di alienare una parte del proprio patrimonio di arte antica per focalizzarsi sull’arte moderna e contemporanea, il sindaco di Santa Fiora, Federico Balocchi, lanciò un appello - “Aiutateci a riportare a casa la Madonna di Santa Fiora” - a istituzioni, collezionisti e mecenati, ricevendo il sostegno tra gli altri del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e del rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari. A distanza di circa due anni il desiderio è stato esaudito grazie alla generosa disponibilità dei nuovi proprietari, i brasiliani Lilian e André Esteves. Hanno comprato l’opera per circa due milioni di dollari, conservandola nella raccolta di arte antica italiana (curata dalla galleria Benappi Fine Art), all’interno della loro tenuta di Argiano, a Montalcino, dove producono Brunello. E si sono resi disponibili a prestarla al paese di Santa Fiora.

L’esposizione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale e realizzata con il contributo del Consiglio regionale della Toscana, si terrà nel borgo amiatino dal 27 luglio al 10 agosto, nel Palazzo Sforza Cesarini. La “Madonna con Bambino” di Luca della Robbia torna così a casa, seppur in modo temporaneo, nel luogo d’origine, dopo oltre un secolo e mezzo di assenza e un lungo peregrinare tra collezioni e musei, grazie a una virtuosa sinergia tra istituzioni, mercato e collezionismo privato.

“Il patrimonio culturale è una geografia di cicatrici, di perdite, di sottrazioni ma è anche dunque un corpo da curare e ogni piccolo intervento di cura, come questo, ci permette di capire il grande amore che tutti abbiamo per quello che chiamiamo, in un modo un po’ astratto, patrimonio culturale ma che è, in realtà, il corpo più grande a cui tutti i nostri corpi appartengono – spiega il rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari, che interverrà all’inaugurazione, il 27 luglio (ore 11.30) – questo risarcimento, questo atto di cura e di amore è quindi un modo diverso per vedere e per guardare quello che costantemente abbiamo sotto gli occhi. Per questo è davvero importante”.

“Con questa mostra offriamo l’occasione di guardare da vicino un piccolo grande capolavoro del Rinascimento toscano legato alla storia illustre di Santa Fiora - afferma il sindaco Federico Balocchi - La mostra rappresenta per il nostro borgo e per tutta l’Amiata un’operazione culturale di grandissimo valore e di sicuro richiamo. Vedere quest'opera davvero bellissima ci consentirà di apprezzare ancora di più e ci impegna a valorizzare l’intera collezione di robbiane presente nel nostro territorio, che è sicuramente una delle più imponenti e meglio conservate. Ringraziamo la proprietà che ci garantisce l’opportunità di avere a Santa Fiora, anche se solo temporaneamente, questa mirabile opera che invito tutti a venire a vedere.”

“La Toscana diffusa è fatta anche di grandi collaborazioni, di sinergie, di passioni e desideri che si trasformano in fatti, in recuperi, in riacquisizioni - ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani - La mostra che a Santa Fiora dal 27 luglio al 10 agosto espone la preziosa “Madonna con Bambino” di Luca della Robbia è un esempio magnifico del nostro patrimonio culturale da un lato e della Toscana diffusa dall’altro. In un'esposizione unica nel suo genere si racconta non solo la bellezza straordinaria di quest’opera robbiana che finalmente è tornata a casa, ma anche la positività di un’operazione virtuosa, tenace e lungimirante di cui la Toscana è stata capace. Con gioia do il “bentornata” a uno dei nostri capolavori e ringrazio il sindaco e l’amministrazione comunale di Santa Fiora per aver voluto questa mostra di cui tutta la Toscana è orgogliosa e che il largo pubblico potrà apprezzare”.

La mostra, allestita a Palazzo Sforza Cesarini, resterà aperta dal 27 luglio al 10 agosto, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 e 30 alle 19 e 30. L’ingresso è libero.

Focus: l'opera Madonna con Bambino di luca della Robbia

Tutte le robbiane tuttora presenti nelle chiese di Santa Fiora, così come questa Madonna protagonista dell’evento espositivo, furono probabilmente commissionate dalla famiglia Sforza sotto l’influenza di Bosio I, fratello di Francesco duca di Milano, Conte di Santa Fiora e Cotignola, grazie al matrimonio con Cecilia Aldobrandeschi. Proprio Bosio I, o qualche personalità illustre legata alla sua corte, potrebbe quindi essere stato il committente di questa piccola Vergine destinata alla devozione privata, forse un dono per sua moglie Cecilia, sposata nel 1439, e morta prematuramente nel 1451.

Non abbiamo nessuna notizia documentaria riguardante l’opera ma possiamo ipotizzarne la collocazione all’interno di una chiesa o in un convento di Santa Fiora almeno fino al 1866 quando, a seguito della soppressione degli ordini e delle congregazioni religiose, la robbiana dovette essere prelevata dal suo luogo di origine entrando nelle disponibilità del Comune che la mise in vendita insieme ad altri beni ugualmente provenienti da enti religiosi soppressi.

Il compratore fu Léon Mathieu Henri de Somzée, (Liegi, 1837 - Spa, 1901), ingegnere minerario belga, con una lunga carriera alla guida di molteplici compagnie internazionali legate allo sfruttamento del gas, ma soprattutto un collezionista appassionato e poliedrico che diede vita a una raccolta straordinaria per la varietà delle opere che la costituivano, dalle antichità classiche ed egizie ad oggetti d’arte medievali e rinascimentali come arazzi, vetri, avori, smalti e mobili, fino ai dipinti antichi italiani, fiamminghi e francesi.

È probabile che de Somzée acquistò la robbiana durante un suo soggiorno in Italia: la presenza di gas era abbondante nei territori vulcanici del Monte Amiata, zona che de Somzée dovette frequentare certamente negli anni in cui fu direttore dei lavori per l’estrazione del gas per la Compagnie Générale pour l’Éclairage et le Chauffage par le Gaz’ o durante il suo successivo incarico come direttore generale della Fabbrica del Gas Italia. La robbiana lasciò dunque Santa Fiora e partì alla volta del Belgio. L’opera tornò ad essere visibile nel 1880 all’Exposition National Belge di Bruxelles, dove la sezione dell’arte italiana veniva rappresentata da una cernita delle opere principali proprio della collezione di de Somzée, all’epoca una delle più importanti del Paese: tra queste compariva anche la robbiana di cui, per la prima volta, in catalogo si ricordava la provenienza dal Monastero di Santa Fiora e l’acquisto del collezionista direttamente dal Comune. La robbiana fu presentata ancora all’Esposizione d’Arte Antica di Bruxelles del 1888 e all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 per poi uscire dall’orbita del magnate belga. A più riprese, tra il 1901 e il 1907, l’intera sua collezione fu infatti venduta in asta dagli eredi presso la galleria Galerie J. Fievez di Bruxelles. Tra le sculture fiorentine, al lotto 1142 del catalogo di vendita del 1904, ricompariva così la robbiana per la quale, questa volta, si segnalava la provenienza dalla chiesa dei Cappuccini di Santa Fiora (intendendo con questo, forse, la chiesa di Santa Chiara legata al convento dei Cappuccini in via delle Monache). L’opera lasciò così il Belgio per giungere negli Stati Uniti dove nel 1929 il mercante d’arte berlinese Paul Bottenwieser la vendette alla Albright Art Gallery di Buffalo (dal 1962 Albright-Knox Art Gallery), dopo averla lasciata in prestito al museo per più di un anno, durante il quale l’attribuzione a Luca della Robbia ricevette l’avallo di studiosi celebri come Wilhelm von Bode e George Gronau, la Albright Art Gallery decretò l’acquisto di questa robbiana rara e precoce, potendo così vantare di avere nelle proprie collezioni uno dei pochi pezzi sicuramente di mano di Luca della Robbia presenti fuori dall’Italia.

L’osservazione delle qualità formali ed espressive di questo piccolo ma potente altorilievo, ci fa capire di essere in presenza di uno dei vertici di Luca della Robbia: i colori sono tenui e sfumati, l’esecuzione accurata del modellato lascia trasparire il rapporto di affettuosa consuetudine tra la Madonna e il Bambino che si protende in avanti per accarezzarle il viso. Nonostante la resa preziosa ed algida della terracotta invetriata, si percepisce l’affondare lieve nelle carni del Bambino della mano della Madre che lo culla e lo osserva in un gesto di commuovente dolcezza. È questa l’umanità familiare, sospesa e silenziosa che caratterizza le opere più belle di Luca della Robbia. Confrontata con il rilievo di medesima tipologia custodito a Berlino o con altre Madonne dello stesso periodo, la robbiana di Santa Fiora si distingue per la sua finezza esecutiva, per la sensibilità espressiva del modello e l’eleganza della sua tavolozza, confermando di essere, dopo tanti anni di oblio e lontananza, uno dei pezzi più belli e sentiti tra i primi esperimenti in ceramica invetriata di Luca della Robbia.

Grandi nomi all'Argiano Baroque Music Festival n.3

ArgianoTorna la grande musica in uno scenario di pregio che è il cuore di una delle più prestigiose realtà produttrici di Brunello. Parliamo dell’Argiano Baroque Music Festival, la kermesse musicale internazionale dedicata alla grande musica del repertorio barocco. Cinque le date per questa attesa terza edizione: si parte con una preview il 21 luglio per poi entrare nel vivo il 18, 20, 25, 27 agosto. Ad ospitare alcuni dei più noti protagonisti del mondo della early music la bellissima villa cinquecentesca di Argiano. “Sono particolarmente lieto - spiega il direttore artistico Antonio Artese - di presentare questa terza edizione dell’Argiano Baroque Music Festival. Quest’anno abbiamo prestato particolare attenzione, non solo al profilo artistico internazionale degli interpreti, ma ad un programma che presenti un excursus con un focus sugli strumenti: dalla voce femminile, al flauto traversiere, dal clavicembalo, all’ensemble di archi e continuo. Tutti i progetti presentati evidenziano la passione degli artisti nella ricerca di vere e proprie gemme dello sconfinato repertorio del Barocco. Offriamo così al nostro pubblico una “degustazione”, sempre per rimanere nel tema multisensoriale, di una vastissima produzione musicale che è un tesoro ancora tutto da scoprire. Tutto ciò unito alla bellezza del paesaggio toscano e in particolare delle terre del Brunello. L’intimità dell'ascolto che offre il cortile della villa cinquecentesca "Bell'Aria", offrirà ai nostri ospiti l'opportunità di vivere un'esperienza musicale ed estetica che riconcilia con la natura e con i capolavori della musica”.

Il festival punta sulla qualità proponendo nelle sue cinque date protagonisti di assoluta rilevanza del panorama musicale barocco internazionale. Si parte con la preview del 21 luglio vedrà protagonista il duo composto dal celebre clavicembalista francese Jean Rondeau accompagnato da Thomas Dunford alla tiorba e al liuto, in un programma improntato a celebri pagine del repertorio francese del XVII e XVIII secolo. Il ricco cartellone prosegue il 18 agosto con l’Ensemble L’Archicembalo che si cimenterà nella lettura di celebri pagine di Antonio Vivaldi. Il viaggio tra i tesori dell’early music continua il 20 agosto con “Un’alma innamorata”, selezione di arie di George Frederic Handel di cui saranno interpreti il soprano Francesca Aspromonte, reduce dal debutto al Teatro alla Scala di Milano e al Teatro Real di Madrid, insieme al violinista Boris Begelman e all’ensemble L’arsenale sonoro. E, ancora, il 25 agosto nei suggestivi spazi del cortile della Villa a diffondersi sarà la musica del clavicembalo di Marco Mencoboni. Cembalista, direttore e organista tra i più apprezzati della sua generazione dedito alla riscoperta del repertorio antico di Barocco e Rinascimento. La terza edizione dell’Abmf termina il 27 agosto con una serata dedicata prevalentemente all’opera di Carl Friederich Abel, virtuoso della viola da gamba, ispirazione di generazioni di compositori nell’Europa del tardo Settecento. Ad eseguirne celebri pagine La Tabatière, ensemble tedesco pluripremiato e composto da docenti dell’Hochschule di Francoforte. I concerti si tengono “al calar della sera” nel cortile della Villa con posti limitati a 100 ospiti così da permettere agli ascoltatori un’ottimale condizione di visione e di ascolto. Precede ogni performance musicale un raffinato aperitivo, momento in cui poter degustare i vini della Tenuta, visitare la Cantina e approfondire la conoscenza della sua pregiata produzione.

info@argianomusicfestival.com. www.argianomusicfestival.com

Una "chicca" di Banfi nell'asta di Finarte

Le 12 bottiglie di Chardonnay 1989 di Banfi dedicate a 12 diversi protagonisti della scena politica italiana disegnati da Giorgio Forattini Un prestigioso viaggio enoico tra le eccellenze italiane. Una selezione di 141 lotti, che attraversa le principali regioni del vino del Belpaese con un numero ancora maggiore di denominazioni, dalle più conosciute a quelle di nicchia, sono i protagonisti dell’asta online (ed a tempo) di Finarte (https://www.finarte.it/) che, aspettando l’appuntamento con la grande vendita all’incanto in marzo, il 13 febbraio assegnerà ai collezionisti centinaia di bottiglie. Prezzi di partenza assolutamente accessibili, e lotti, oltre che per tutte le tasche, per tutti i gusti, con una chicca “storica”: le 12 bottiglie di Chardonnay 1989 della griffe del Brunello di Montalcino Banfi, dedicate a 12 diversi protagonisti della scena politica italiana (da Craxi a De Michelis, da Andreotti a Cossiga) disegnati dal grande Giorgio Forattini per celebrare i Mondiali di Calcio “Italia 90” dal nome “Forza Italia”. Da segnalare, inoltre, il ruolo da protagonista del Brunello di Montalcino con le griffe di Argiano, Fattoria dei Barbi e Caparzo.

Oasi di pace e musica, il Telegraph elogia Argiano

Argiano Baroque Music Festival, un concerto della seconda edizione“Un’oasi di pace in Val d’Orcia (...), dove è possibile degustare setosi vini o assistere a un concerto nel suo festival musicale”. Così il “The Telegraph” su Argiano, storica cantina di Brunello inserita dal quotidiano britannico tra le destinazioni da visitare in Italia. L’ennesima dimostrazione del fascino che esercita il territorio di Montalcino fuori dal Belpaese. Intanto, dopo le due prime serate di luglio, siamo arrivati a metà del programma della seconda edizione dell’Argiano Baroque Music Festival, kermesse internazionale di musica barocca ospitata nella Villa di Argiano. Il 19 agosto l’appuntamento è dedicato al barocco francese, con musiche di Rameau e Couperin ad opera del clavicembalista Christophe Rousset, mentre il 26 agosto a chiudere la rassegna saranno il controtenore Raffaele Pe e La Lira di Orfeo, composta da Anais Chen, André Lislevand e Davide Pozzi, con un repertorio vocale di Claudio Monteverdi, Dario Castello e Giovanni Battista Riccio. I concerti iniziano alle ore 20 e sono anticipati da un aperitivo con prodotti della tenuta e finger food e, per chi lo desidera, una visita della Villa e delle sue cantine (restaurate di recente) con degustazione annessa. Per maggiori info e prenotazioni visitare www.argianomusicfestival.com.

Torna l’Argiano Baroque Music Festival

Argiano Baroque Music FestivalQuattro serate all’insegna della musica e del buon vino nel cuore della terra del Brunello. È ufficiale il programma della seconda edizione dell’Argiano Baroque Music Festival, kermesse internazionale di musica barocca che si terrà nella Villa di Argiano il 21 e il 23 luglio e il 19 e il 26 agosto. A precedere i concerti un aperitivo con prodotti della tenuta e finger food e, per chi lo desidera, una visita della Villa e delle sue cantine (restaurate di recente) con degustazione annessa.

Qui il programma completo.

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