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Il “rispetto” al centro del Brunello 2018 di Biondi Santi

La voce del Brunello Biondi-SantiRaccontare le nuove annate di un grande vino, che sono già di per sé storie ogni anno diverse, legandole ad un valore, ad una storia vera e propria e ad un racconto attraverso la voce di attori professionisti: è il progetto “La Voce di Biondi-Santi”, “library” di vino e racconti che ogni marzo accompagna l’uscita sul mercato delle nuove annate - in questo caso il Brunello di Montalcino 2018 e due annate storiche, 2010 e 1988 - prodotte nella cantina “culla” del grande rosso toscano, con la famiglia Biondi-Santi, ed oggi del gruppo francese Epi, della famiglia Descours. Il tema della terza edizione è il “rispetto”, perché “tutto ciò che facciamo al Greppo nasce da questo valore”, commenta Giampiero Bertolini, amministratore delegato di Biondi-Santi. “Rispetto per la storia di Biondi-Santi e il patrimonio che porta con sé. Ma anche per il territorio, di cui siamo custodi, e per le peculiarità del nostro terroir. Rispetto per le persone, ovviamente, che siano parte del team di lavoro o che siano i nostri partner in giro per il mondo. E per i nostri consumatori, che possono contare su vini che non hanno mai tradito le aspettative, grazie al carattere del nostro Brunello di Montalcino forgiato in quasi 150 anni di attenzione al dettaglio. Mentre prepariamo il futuro e affrontiamo le sfide di oggi, il rispetto ci guida nel fare il meglio per la nostra azienda, per Montalcino e per tutti gli appassionati del nostro vino, che sanno di poter contare su un prodotto di straordinaria longevità”.

Al “rispetto” si ispira l’audiolibro inedito “La Corona” di Joanne Harris, scrittrice affermata a livello internazionale, sceneggiatrice e librettista, nominata Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla Regina Elisabetta II. Con le voci (confermate) dell’artista Neri Marcorè, per l’edizione italiana, e di Tomas Arana, per la versione inglese, “La Corona” è un succedersi di brevi storie raccontate con voci diverse all’interno di una cornice narrativa fiabesca in un’atmosfera fantastica in cui si trovano tracce del libro più noto dell’autrice, “Chocolat”, il best-seller da cui è stato tratto il celebre film, seppur il riferimento più esplicito de “La Corona” sia a “I racconti delle mille e una notte”.

Per mettersi in ascolto dei nuovi contenuti - audiolibro e podcast - l’esperienza viaggia tramite il Qr code presente sul collo delle bottiglie di Brunello di Montalcino 2018. Quest’anno i contenuti saranno fruibili anche attraverso una nuova web app, che permette di visualizzarli suddivisi per argomento: i racconti, la descrizione dei vini e gli interventi degli “Spiriti Affini” sul tema dell’anno. Una biblioteca da ascoltare, per immergersi sempre più, e meglio, nel mondo di Biondi-Santi.

Quattro conversazioni riprodotte in podcast approfondiscono il tema dell’anno con le personali interpretazioni da parte dei protagonisti: “Rispettare la storia raccontando il futuro” per l’ad Giampiero Bertolini; “I vigneti storici, la nostra cassaforte” per il direttore tecnico Federico Radi; “Non possiamo controllare la natura” per il velista Giovanni Soldini; lo “spirito affine” scelto quest’anno da Biondi-Santi e “Il rispetto è un valore reciproco” per l’autrice Joanne Harris che parla anche del suo personale incontro con Biondi-Santi.

Biondi Santi nella Top 100 della “Star Wine List”

Brunello di Montalcino Riserva di Biondi SantiC’è anche Biondi Santi, cantina icona del Brunello di Montalcino, nella Top 100 by “Star Wine List”, il ranking che mette in fila i produttori maggiormente presenti, con i loro prodotti, nelle carte dei vini di enoteche e ristoranti internazionali di alto livello, con oltre 40 Paesi tenuti in considerazione insieme a 2.700 carte dei vini. La guida “Star Wine List”, nata a Stoccolma nel 2017, si focalizza sui wine bar e ristoranti con le migliori carte del vino e, a Parigi, il suo fondatore, Krister Bengtsson, ha presentato la Top 100 dominata dalla Francia, presente con oltre 70 cantine, ma con tanta Italia, secondo Paese rappresentato. Alla posizione n. 52 Tenuta Biondi-Santi, la “culla” del Brunello di Montalcino e nome che è un autentico mito dell’enologia.

Biondi Santi nella “Top 100” by “Wine & Spirits”

Produzione, promozione, vendita: è questo, semplificando, l’eterno ciclo del mercato, per qualsiasi merce. Anche per il vino. E se il pensiero ora è soprattutto alla fase produttiva, con la vendemmia 2023 che si prende la scena, la promozione, dopo la breve pausa agostana, sta ripartendo a tutta forza, e già guarda anche all’autunno; e, in particolare, se si parla di vino italiano, al mercato Usa, che pur mostrando qualche segnale di difficoltà, resta, comunque, il primo partner straniero nonché approdo sicuro per le cantine del Belpaese. Tante e prestigiose, come sempre, saranno quelle selezionate nella lista delle “Top 100 Wineries of 2023” dal magazine “Wine & Spirits”, tra i più importanti in Usa per gli addetti ai lavori. Tra queste anche Biondi Santi, culla del Brunello di Montalcino, che l’11 ottobre 2023 sarà tra le protagoniste, insieme a tanti top brand del mondo, del “Top 100 Tasting”, di scena al Metreon di San Francisco, per l’edizione n. 20 della celeberrima degustazione. Il cui ricavato, come sempre, sarà devoluto alla San Francisco Baykeeper, organizzazione che si occupa di mantenere salubri i corsi d’acqua che alimentano l’industria del wine & food in California.

Oscar del Vino, premiati Biondi Santi e Banfi

Il Brunello di Montalcino Biondi-Santi (foto pagina Facebook di Bibenda)Un vino e un territorio da "oscar". Non poteva mancare il Brunello di Montalcino tra le cantine, grandi griffe del vino italiano e punti di riferimento dei loro territori, insignite degli “Oscar del Vino 2023 - XXIII Premio Internazionale del Vino”, uno dei premi storici del vino italiano, riporta Winenews, ideato nel 1999 da Franco Ricci, presidente Fis (Fondazione Italiana Sommelier) e Bibenda, “con l’intento di sottolineare anche un aspetto più leggero nella degustazione, un po’ più lontana da rigidi schemi, un lato più “mondano” del vino, inserendolo in una competizione che ricalca i parametri dell’Oscar del cinema, con tanto di accademia che, nel caso del vino, decide soltanto le nomination, mentre i premi vengono assegnati in diretta dalla platea dei partecipanti”. Sabato 6 maggio sono andate in scena le degustazioni e votazioni degli Oscar 2023, tra tutti quelli in nomination. Come “miglior vino Rosso” è stato scelto il Brunello di Montalcino 2010 Biondi Santi, mentre l'Oscar per il “miglior vino del Territorio” è andato al Brunello di Montalcino Poggio all’Oro Riserva 2016 Banfi.
Gli altri premiati: l’Oscar per il “miglior vino Bianco” è andato, ex aequo, al Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2021 Marisa Cuomo e all’Alto Adige Terlaner I Primo Grande Cuvée 2020 Cantina Terlano. Come “miglior Spumante” è stato eletto, invece, l’Alta Langa Pas Dosé Zero 140 Mesi Luna Riserva 2009 Enrico Serafino, mentre il “miglior vino Rosato” premiato con l’Oscar è Il Rogito 2021 Cantine del Notaio, ed il “miglior vino Dolce” il Passito di Pantelleria Ben Ryé 2019 Donnafugata. L’Oscar per il “miglior vino del miglior Produttore” è andato al Barolo Cannubi 2018 Marchesi di Barolo della famiglia Abbona.

La “meraviglia” di Biondi Santi

Neri Marcorè e Giampiero BartoliniRaccontare le nuove annate di un grande vino, che sono già di per sé storie ogni anno diverse, legando ad un valore, ad una storia vera e propria e ad un racconto attraverso la voce: così si articola il progetto “La Voce di Biondi-Santi”, edizione n. 2 della “library” di vino e racconti che accompagna l’uscita sul mercato delle nuove annate, in questo caso il Brunello Riserva 2016 e il Brunello 2017, prodotte nella cantina “culla” del grande rosso toscano, con la famiglia Biondi-Santi, ed oggi del gruppo francese Epi, della famiglia Descours.

Tema 2023 è la “meraviglia”, interpretata in quattro conversazioni riprodotte in podcast con le personali interpretazioni del sentimento di “Meraviglia” da parte dei protagonisti: qualcosa di inaspettato per Giampiero Bertolini, ad Biondi-Santi; la confidenza tra terra, tempo e vino per Federico Radi, direttore tecnico; la bellezza nascosta si può toccare con mano per Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze lo “spirito affine” scelto quest’anno da Biondi-Santi per discorrere sul tema dell’anno. Mentre l’attore Neri Marcorè, ormai habituè del mondo del vino e partner in questo progetto di Biondi Santi, La voce di Biondi Santidà voce all’audiolibro “Enigma in luogo divino”, scritto da Gianni Farinetti. Una narrazione a tinte gialle, ironica, ambientata a Parigi tra personaggi sorprendenti e d’antan, che ruota intorno al mistero di una speciale bottiglia battuta all’asta: la leggendaria Riserva 1955 di Biondi-Santi, unico vino italiano selezionato tra i 12 migliori del ventesimo secolo da “The Wine Spectator”. Del progetto fanno parte anche il podcast di Giampiero Bertolini e Federico Radi riservato alla presentazione delle nuove annate di Riserva, Brunello e Rosso di Montalcino, mentre l’autore Gianni Farinetti parla del suo personale incontro con Biondi-Santi in “Di antica meraviglia, avventura e ironia”.

“Abbiamo scelto per questa edizione 2023 “Meraviglia” perché è un concetto di cui abbiamo molto parlato in cantina nell’ ultimo anno. “La Voce di Biondi-Santi” risponde al desiderio di condividere con la nostra comunità di collezionisti e appassionati di vino, i pensieri e i principi che guidano ogni giorno il nostro percorso evolutivo. Apriamo una finestra su ciò che accade in azienda, in modo che chi stappa una bottiglia di Biondi-Santi possa avere una comprensione ancora più profonda del lavoro e delle persone che stanno dietro al vino”, commenta Giampiero Bertolini, ad Biondi-Santi.

Brunello social fotoUn’edizione, quella de “La Voce di Biondi-Santi 2023”, all’insegna di “Meraviglia. Dedicarsi. Lasciarsi stupire”, che accompagna l’uscita sul mercato, dal 1 marzo, di due annate molto diverse tra loro: una temperata e relativamente piovosa, l’altra molto calda e arida, che esprimono lo stile di Biondi-Santi in due modi distinti, nel pieno rispetto dell’equilibrio tra struttura e freschezza che da sempre sono alla base della longevità insita nel Dna di Biondi-Santi. Il Brunello di Montalcino Riserva 2016, in particolare, è “un classico che coniuga struttura, finezza e freschezza in un equilibrio gustativo che fa presagire una lunga vita in bottiglia. È il frutto di una stagione vegetativa molto regolare, che ha visto la giusta quantità di pioggia e sole, al momento giusto. L’estate 2016 è stata calda ma senza picchi estremi, con piogge rinfrescanti a fine agosto, che hanno favorito l’escursione termica tra il giorno e la notte. Questo ha prolungato il processo di maturazione finale delle uve, esaltando il lato aromatico e la struttura di questa Riserva”, spiega Biondi-Santi. Secondo cui, invece, “il Brunello di Montalcino 2017 è un vino che sorprende per la sua espressione fragrante in un’annata caratterizzata da un clima caldo e asciutto. L’altitudine dei vigneti di Biondi-Santi ha contribuito all’incontro proficuo tra acidità e frutta dolce, conservando una moderata gradazione alcolica del 13,5% ed esprimendosi con tannini a grana fine, che hanno mostrato la loro qualità già durante la fermentazione. Un Brunello che rappresenta in modo preciso la firma stilistica delle vigne di Biondi-Santi”.

Focus: La voce di Biondi Santi 2023, “Meraviglia. Dedicarsi. Lasciarsi stupire”.

Neri Marcorè dà voce all’audiolibro ‘Enigma in luogo divino’ scritto da Gianni Farinetti.  Una narrazione a tinte gialle, ironica, ambientata a Parigi tra personaggi sorprendenti e d’antan, che ruota intorno al mistero di una speciale bottiglia battuta all’asta: la leggendaria Riserva 1955 di Biondi-Santi.

Quattro conversazioni riprodotte in podcast approfondiscono il tema dell’anno con le personali interpretazioni del sentimento di ‘Meraviglia’ da parte dei protagonisti: qualcosa di inaspettato per Giampiero Bertolini, Amministratore Delegato; la confidenza tra terra, tempo e vino per Federico Radi, Direttore Tecnico; la bellezza nascosta si può toccare con mano per Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze,  lo “spirito affine” scelto quest’anno da Biondi-Santi per discorrere sul tema dell’anno. Inoltre, il podcast di Giampiero Bertolini e Federico Radi riservato alla presentazione delle nuove annate di Riserva, Brunello e Rosso di Montalcino. Anche l’autore Gianni Farinetti parla del suo personale incontro con Biondi-Santi in “Di antica meraviglia, avventura e ironia”.

Biondi Santi tra i "vigneti da favola" imperdibili

Una immagine dei vigneti di Biondi Santi con una bellissima veduta panoramicaVigneti da sogno e che meritano la copertina. Ci sono anche i filari della Tenuta Greppo-Biondi Santi a Montalcino, dove è nato il Brunello alla fine dell’Ottocento, tra i vigneti italiani da visitare almeno una volta nella vita, “grandi bellezze” ricche di natura, storia e cultura, custodite dalle cantine nei territori del vino italiano come fossero monumenti e da cui nascono etichette tra le più famose al mondo. Sono loro i protagonisti del racconto fotografico “150 Vineyards you need to visit before you die” dalla giornalista newyorkese Shana Clarke che ha selezionato, riporta WineNews, come in un catalogo d’arte, 150 tra i vigneti più belli al mondo, dal Sudafrica all’Argentina, dal Cile agli Usa, dalla Nuova Zelanda all’Australia, dalla Cina al Giappone, dalla Georgia all’Armenia, dalla Germania alla Grecia, dalla Spagna al Portogallo, dalla Francia all’Italia che vanta ben “15 Vigneti Meraviglia".

Il Brunello di Biondi Santi invecchierà nello spazio

Il Brunello di Biondi Santi invecchierà nello spazioColtivare il Sangiovese nello spazio e valutare l’invecchiamento del Brunello in orbita, a 400 km di altezza e una velocità al suolo di oltre 28.000 km all’ora. È l’obiettivo di “Vino nello spazio”, un’iniziativa unica nel suo genere che mette il vino, la sua cultura e la sua storia al centro di un progetto avveniristico, ideato dal fondatore della Fondazione Italiana Sommelier Franco Maria Ricci, per esplorare le prospettive future della vite. Ricci ha scelto tre vitigni rappresentativi dell’eccellenza vitivinicola italiana, Sangiovese, Aglianico e Nebbiolo, e tre aziende iconiche che, nel valorizzare questi vitigni, raccontano ogni giorno al mondo una storia di tradizione enologica unica del made in Italy: Biondi Santi, Feudi di San Gregorio e Gaja. I vini delle tre cantine e le loro barbatelle sono stati affidati all’Agenzia Spaziale Italiana per la realizzazione di un esperimento scientifico avanzato che avrà come destinazione il primo avamposto umano in orbita nello spazio, la Stazione Spaziale Internazionale. La consegna è avvenuta ieri a Roma, in occasione del 15° Forum Internazionale della Cultura del Vino, organizzato dalla Fondazione Italiana Sommelier.

Il Brunello di Biondi Santi invecchierà nello spazioSei bottiglie di vino, di due differenti annate - Brunello di Montalcino Riserva 2006 e 2015 per Biondi Santi, Piano di Montevergine 2012 e 2015 per Feudi di San Gregorio, Barolo Sperss 1988 e 2017 per Gaja - e tre barbatelle con le foglie del proprio vitigno, sono state consegnate da ciascun produttore per esperimenti scientifici in microgravità e per lo studio delle potenzialità della coltivazione delle piante nello spazio.

Per ciascuna annata sarà inviata una bottiglia in orbita sulla Stazione Spaziale per studiare la sua conservazione sperimentale a 400 chilometri di altezza a una velocità al suolo di oltre 28mila chilometri all’ora. Un’altra bottiglia di ciascuna annata sarà esaminata dal Gabinetto di Analisi dell’Agenzia Spaziale Italiana prima del viaggio nello spazio e l’ultima bottiglia sarà custodita presso la Fondazione Italiana Sommelier per la comparazione dopo il viaggio di ritorno. L’intento è quello di valutare il potere di invecchiamento dei vini nello spazio e indagare sulle variabili di conservazione delle annate più recenti rispetto a quelle più mature di ciascun vino, in aperto confronto con la straordinaria longevità che le contraddistingue sulla Terra.

Biondi Santi, il primo produttore nella storia del Brunello, ha aderito al progetto con la consegna del Brunello di Montalcino Riserva 2006 e l’ultima uscita sul mercato, l’annata 2015. “Il vino è una storia che evolve nel tempo, Biondi Santi ha nel suo dna la sperimentazione e il ricorso a tecniche innovative adottate in primis da enologi illuminati come Franco Biondi Santi, che arrivò alla identificazione del clone BBS11 nel 1978 – spiega l’ad di Biondi Santi, Giampiero Bertolini - oggi Biondi Santi è entrata in una nuova era ed è una grande emozione portare una nostra barbatella nello spazio, con i nostri vini, e pensare che questo possa rappresentare un nuovo passo per aggiungere informazioni utili al futuro della nostra cantina”.

Un Brunello Riserva 1888 Biondi Santi all'asta

Il Brunello di Montalcino Riserva 1888 di Biondi SantiChi si aggiudicherà un vero e proprio mito della storia enoica? Il Brunello di Montalcino Riserva 1888 di Biondi-Santi, ossia il primo Brunello prodotto nella storia, è il protagonista assoluto dell’asta online “Vini Italiani” di Wannenes (il cui reparto Wine & Spirits è seguito da Gelasio Gaetani d’Aragona), fino al 17 maggio (https://wannenesgroup.com/auctions/wine-spirits-4-18-may-2022/). Dopo l’intuizione creativa di Clemente Santi, che introdusse la fermentazione del Sangiovese Grosso in purezza e l’affinamento nelle botti grandi, suo nipote, Ferruccio Biondi Santi, fu il primo ad etichettare un vino con il nome ufficiale di Brunello di Montalcino. Nel caveau di Tenuta Il Greppo - “La Storica” - ne sono conservate appena due bottiglie, una, invece, custodita per decenni nella cantina privata del ristorante “La Baita” di Roma, quotata tra gli 8.000 ed i 10.000 euro, è quella dell’asta di cui abbiamo appena parlato. Tra i 203 lotti da segnalare anche le sei bottiglie di Brunello di Montalcino “Pegasos” 2005 Case Basse di Gianfranco Soldera (1.900-2.200 euro).

La "Voce di Biondi-Santi" e il Brunello da ascoltare

La ‘Voce di Biondi-Santi’ è il rito che da quest’anno accompagnerà l’uscita delle nuove annate di Brunello di MontalcinoUn vino prestigioso, un nome che è una istituzione in campo enoico, da degustare e da scoprire anche attraverso l'ascolto: La “Voce di Biondi-Santi” è il rito che da quest’anno accompagnerà l’uscita delle nuove annate di Brunello di Montalcino. Il tema sarà “Equilibrio”, inteso come stato di armonia tra uomo, natura e tempo che definisce il dna dei vini Biondi-Santi, alla base della loro eccezionale longevità. Un’operazione culturale voluta dall’azienda per portare oltre i confini di Tenuta Greppo - lì dove il Brunello di Montalcino è stato creato nel 1888 - le esperienze, le storie e le conversazioni che nascono attorno ai suoi vini e che poi viaggiano in tutto il mondo. Un rito che racconta il vino attraverso altri mondi, dalla letteratura alla musica, all’arte e che raccoglie attorno a sé, come in un salotto, anno dopo anno, una comunità “eletta” di collezionisti, appassionati e amici invitati ad ‘ascoltare con cura’ il mondo di Biondi-Santi.

A ispirare “La Voce di Biondi-Santi” del 2022 sono il Brunello di Montalcino Riserva 2015 e il Brunello di Montalcino 2016, entrambi figli di vigneti cresciuti in alta collina, che sviluppano la loro personalità nell’equilibrio tra le caratteristiche dell’annata e l’imprinting del loro habitat. Due espressioni molto diverse del Sangiovese, una, la 2015, che racconta un’estate calda e poco piovosa, e l’altra, quella del 2016, piuttosto lineare e mite.

La ‘Voce di Biondi-Santi’ è il rito che da quest’anno accompagnerà l’uscita delle nuove annate di Brunello di MontalcinoCuore de “La voce di Biondi-Santi” è un audiolibro, un racconto letterario inedito, dal titolo “Grappoli di note”, scritto per Biondi-Santi dalla scrittrice e giornalista Elena Dallorso. Le voci narranti sono quelle dell’attore dai mille talenti Neri Marcorè e, per la versione inglese, di Tomas Arana, voce calda di pellicole come Il Gladiatore e Pearl Harbor.

Attorno all’audiolibro, Biondi-Santi ha raccolto, in formato podcast, una serie di conversazioni che nascono nel “Salotto Biondi-Santi”, dove Giampiero Bertolini, amministratore delegato, e Federico Radi, direttore tecnico, conversano insieme a Elena Dallorso di natura, musica e vino. Per dare più profondità al dibattito sul tema annuale sono state invitate anche due interpreti femminili di fama internazionale, che hanno affinità con le protagoniste del racconto “Grappoli di Note”: Beatrice Venezi, giovane donna toscana che ha conquistato i palcoscenici più prestigiosi del mondo come direttore d’orchestra e Susan Lin, musicista che un certo punto della vita ha scelto la strada del vino, diventando Master of wine.

Direttamente dalle bottiglie Brunello 2016 e Riserva 2015 è possibile scaricare il podcast, tramite prooftag, con cui Giampiero Bertolini e Federico Radi danno voce ai nuovi vini dell’anno per offrire un’esperienza che si rinnova, da inquadrare e ascoltare.

Biondi-Santi, la Riserva 2012 è da 100/100

Il Brunello di Montalcino Riserva 2012 della Tenuta Greppo è l’ultimo vino firmato da Franco Biondi SantiArriva un altro importante risultato internazionale per il Brunello di Montalcino che si conferma ai vertici per storia, qualità e unicità ancora una volta al top in quanto ad eccellenza. Il Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Biondi-Santi ha ottenuto l’ambito riconoscimento dei 100/100 di “Wine Enthusiast”. Kerin O’Keefe, wine-critic tra le più importanti al mondo ed Italian Editor del prestigioso magazine americano, lo ha descritto come “la Biondi-Santi Riserva per antonomasia, che riflette lo stile che ha reso famosa l’azienda, ma mostra chiaramente il tratto distintivo di estrema eleganza di Franco (Biondi Santi ndr)”. Biondi-Santi è la griffe storica che ha inventato il Brunello alla fine dell’Ottocento alla Tenuta Greppo a Montalcino, oggi è di proprietà del gruppo francese Epi della famiglia Descours. Kerin O’Keefe è entrata nei dettagli su un vino che l’ha pienamente convinta. “Nel 2012 questo livello di finezza non era facile da raggiungere -scrive nella newsletter in uscita il 16 marzo e poi nell’edizione di maggio del magazine “Wine Enthusiast”, anticipate da WineNews - nel complesso l’annata è stata caratterizzata da una stagione vegetativa calda, ma le piogge di fine agosto e inizio settembre hanno restituito equilibrio alle uve. Nonostante le temperature estive elevate, la Riserva 2012 di Biondi-Santi mostra notevole freschezza ed equilibrio, anche grazie all’altitudine e alla posizione dei vigneti dell’azienda, dove le fresche temperature notturne rinfrescano le uve. Ma il merito va anche a Franco e alla sua incrollabile fiducia nella vendemmia precoce per preservare i livelli di acidità”. Un pioniere, Franco Biondi Santi, omaggiato nella Riserva 2012 da una dedica e da un pendaglio che racconta i suoi successi. La 2012 è la sua ultima Riserva: doveva uscire sul mercato nel 2019 ma Biondi-Santi ha deciso di attendere un anno per dare a questo vino statuario del tempo in più per affinarsi e trovare così il suo equilibrio ideale.

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