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Bottega Spa mette radici a Montalcino

L'azienda di Brunello di Montalcino Domus Vitae è stata acquisita da Bottega SpaBottega Spa, azienda trevigiana fondata nel 1977 da Aldo Bottega, ha messo radici a Montalcino, con l’azienda Domus Vitae, 83 ettari (di cui 13 a Rosso di Montalcino e 70 boschivi) vicino al borgo di Camigliano (un affitto a lungo termine destinato a trasformarsi in un acquisto). La cantina, ospitata da un cassero senese dell’Ottecento, un tempo struttura a difesa del territorio, produce Brunello di Montalcino, Brunello Riserva Prêt-à-Porter (il packaging è stato creato dalla stilista americana Denise Focil; l’etichetta è stampata su un rettangolo di ecopelle marrone, incorniciato da una serie di borchie metalliche), Rosso di Montalcino, Sant’Antimo, grappa di Brunello e olio di oliva biologico. Il Brunello 2015 e il Rosso 2018 saranno presentati in occasione di Benvenuto Brunello 2020, che vedrà l’“esordio” a Montalcino di Bottega, realtà che produce grappe, liquori, Prosecco, Amarone, Ripasso, Bolgheri, Chianti e Chianti Classico ed esporta in oltre 140 Paesi nel mondo, in particolar modo Corea del Sud, Singapore, Germania, Svizzera e Svezia. Il Brunello, con Domus Vitae, rappresenta un ulteriore veicolo di traino per l’export.

“Da quando ho iniziato la mia attività imprenditoriale nel mondo del vino - spiega Sandro Bottega - Montalcino è sempre stato un punto di riferimento importante. Si sono verificate le condizioni per entrare in possesso di una cantina all’interno della denominazione e ho quindi deciso di rafforzare sempre più il legame tra la mia azienda e uno dei territori simbolo dell’enologia italiana. Abbiamo scelto Domus Vitae, realtà consolidata situata nella zona di Camigliano e contornata da un’ampia estensione boschiva, perché in questo contesto si crea un microclima particolare ed estremamente favorevole alla coltivazione della vite”.

Focus: Bottega Spa

L’azienda Bottega, guidata da Barbara, Sandro e Stefano Bottega, è al tempo stesso cantina e distilleria. Fondata nel 1977 da Aldo Bottega con la denominazione Distilleria Bottega, l'azienda ha sede a Bibano di Godega (TV), 50 km a nord di Venezia, dove produce grappe, vini e liquori che si rivolgono a un target di livello alto e medio alto. Tra le grappe, commercializzate con i marchi Alexander e Bottega, si distinguono le pregiate selezioni di monovitigni e i distillati maturati in barrique. La gamma dei vini Bottega comprende il Prosecco, tra cui il noto Bottega Gold, e altri spumanti di grande personalità. In due cantine a gestione diretta, in Valpolicella e a Montalcino vengono prodotti Amarone, Ripasso, Brunello di Montalcino e altri grandi rossi. Completano l’offerta Bottega i liquori alla frutta e alle creme, tra cui Limoncino, Gianduia, Fiordilatte. L’azienda, che nel 2013 si è trasformata in Bottega S.p.A., distribuisce i propri prodotti in oltre 140 paesi nel mondo.

Benvenuto Brunello 2020, cresce l’attesa

Benvenuto Brunello 2015Non è una sorpresa, perché l’aspettativa per il nuovo Brunello 2015, giudicato a cinque stelle e come una delle migliori annate di sempre, è altissima, ma Benvenuto Brunello 2020 va verso il record di presenze. Gli accrediti per gli operatori sono praticamente esauriti in pochissimi giorni, centinaia di giornalisti nazionali e internazionali non mancheranno alla giornata dedicata alla stampa (21 febbraio), mentre sono ancora a disposizione i biglietti per i winelovers, che avranno tre giorni (22-23-24 febbraio) per degustare le nuove annate in uscita - il Brunello di Montalcino 2015, il Brunello Riserva 2014, il Rosso di Montalcino 2018, il Moscadello e il Sant’Antimo - nella suggestiva cornice del Complesso di Sant’Agostino.

C’è grande attesa anche di scoprire il programma ufficiale: dallo chef che curerà la cena di gala del venerdì ai premi Leccio d’Oro e i convegni organizzati al Teatro degli Astrusi, fino al nome top secret di chi poserà sul muro del Palazzo Comunale storico la formella celebrativa contenente le stelle assegnate all’ultima vendemmia. Un compito andato in passato a personalità del calibro di Sting, Alex Zanardi, Carlo Petrini, Sandro Chia, Oliviero Toscani, Roberto Cavalli, Salvatore Ferragamo, Oscar Farinetti e Emilio Giannelli, solo per citarne alcuni.

Il Brunello di Siro Pacenti “Wine of the Year 2019”

Il proprietario di Siro Pacenti, Giancarlo PacentiIl Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2015 di Siro Pacenti è il “Wine of the Year 2019” del guru del vino James Suckling. L’annuncio è stato dato a Pechino, al Rosewood Hotel, in occasione del “Great Wines of the World Grand Tasting”. “Già essere tra i primi 10-15 migliori vini è strepitoso, essere il n. 1 è semplicemente fantastico”, ha commentato il proprietario di Siro Pacenti, Giancarlo Pacenti, che ha definito il suo Brunello 2015 il “vino della mia carriera”.

“Scegliere solo un Brunello tra i tanti che hanno sorpreso è stato un compito duro - ha spiegato Suckling - ma alla fine abbiamo puntato su Siro Pacenti, un perfetto esempio di cosa rende il Brunello 2015 così irresistibile da comprare e bere. Lo abbiamo assaggiato almeno cinque volte in estate e ogni volta ci piaceva di più. È uno dei migliori giovani Brunello che ho assaggiato in vita mia”.

In totale, sono 12 i Brunello inseriti nella “Top 100 Wines of 2019”, undici dei quali hanno ricevuto il massimo, 100 punti. Nella Top 10 entrano anche il Brunello 2015 di Renieri (n. 2) e il Brunello 2015 di Fuligni (n. 8), seguiti dalle etichette di Ciacci Piccolomini d’Aragona, Luce della Vite, Canalicchio di Sopra, Talenti, San Filippo, Giodo, Valdicava, San Polo e Casanova di Neri. Un’annata, la 2015, che è stata definita “storica” dal critico americano, che ha spiegato come nella decisione, quest’anno, di puntare sul Brunello di Montalcino (su un totale di 25.000 vini assaggiati) ha pesato anche il rapporto qualità-prezzo.

Focus: i Brunello di Montalcino nella Top 100 di Suckling

N. 1 - Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2015 di Siro Pacenti

N. 2 - Brunello di Montalcino 2015 di Renieri

N. 8 - Brunello di Montalcino 2015 di Eredi Fuligni

N. 14 - Brunello di Montalcino Pianrosso 2015 di Ciacci Piccolomini d’Aragona

N. 19 - Brunello di Montalcino 2015 di Luce della Vite

N. 22 - Brunello di Montalcino La Casaccia 2015 di Canalicchio di Sopra

N. 25 - Brunello di Montalcino Piero 2015 di Talenti

N. 30 - Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 di San Filippo

N. 32 - Brunello di Montalcino 2015 di Giodo

N. 34 - Brunello di Montalcino Villa Montosoli 2015 di Valdicava

N. 45 - Brunello di Montalcino Vignavecchia 2015 di San Polo

N. 48 - Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2015 di Casanova di Neri

Il video delll'annuncio del Wine of the Year 2019

Il Brunello protagonista della Milano Wine Week

Il Brunello protagonista della Milano Wine WeekUnire la massima eccellenza enologica italiana e due grandi chef di fama internazionale: è questo l’obiettivo di “Brunello tra le Stelle”, l’evento che poco fa il Consorzio del Brunello ha presentato alla Milano Wine Week per il primo appuntamento in vista dell’eccezionale 2020, l’anno che vedrà il debutto sul mercato mondiale del Brunello 2015, un’annata la cui vendemmia ha avuto quattro anni fa una valutazione a 5 stelle da parte degli esperti.

Al Park Hyatt di Milano a fare gli onori di casa è stato lo chef due stelle Michelin Andrea Aprea, anima del ristorante VUN all’interno del rinomato hotel milanese. Insieme a lui un altro straordinario nome della cucina gourmet italiana, Alfonso Iaccarino, anche lui due stelle Michelin per le sue creazioni da gustare al Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi.

Il Brunello protagonista della Milano Wine Week“Ci aspettano mesi di impegni entusiasmanti per la presentazione del Brunello 2015, con due prossimi eventi negli Stati Uniti e in Canada, naturalmente in attesa del grande appuntamento con Benvenuto Brunello 2020 - spiega Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino - per questo siamo onorati di essere a Milano in occasione della Wine Week con due chef strepitosi come Aprea e Iaccarino, che ci seguiranno oltreoceano: siamo fermamente convinti che l’eccellenza enogastronomica sia il miglior biglietto da visita per l’Italia nel mondo, e un format come la Wine Week si sposa alla perfezione con la nostra filosofia di tutela e promozione del Made in Italy”.

Suckling: Brunello 2015 tra i vini del momento

James Suckling riceverà la cittadinanza onoraria di Montalcino il 20 gennaioTra i vini italiani del momento “c’è di sicuro il Brunello di Montalcino, con l’uscita dell’annata 2015”. Lo ha detto a WineNews James Suckling, una delle voci più seguite della critica enoica internazionale, soprattutto in Asia, ma non solo, con il suo portale www.jamessuckling.com, e cittadino onorario di Montalcino. “Quando parlo di Italia - spiega Suckling - faccio sempre comparazioni con il sistema delle denominazioni della Francia, perchè in Cina è il punto di riferimento, quindi spiego che come in Francia ci sono Bordeaux e Borgogna, in Italia ci sono Brunello di Montalcino e Barolo, per comunicare concetti che tutti possono capire. Ma a volte quando si parla troppo di denominazioni, di Doc e Docg, gli asiatici si perdono subito. Allora penso che oggi la cosa più importante sia ancora comunicare il marchio dei grandi vini italiani, poi possiamo parlare delle denominazioni. Anche in Usa, ancora, in fondo è così. La Toscana è sempre n.1, poi qualcuno cerca anche le piccole denominazioni, ma ancora la comunicazione dei grandi vini e dei grandi marchi conta più della denominazione”.

La Cina, adesso al secondo posto, “sarà il primo mercato mondiale del vino nei prossimi 5 anni - continua Suckling -  e qui c’è tanto potenziale per i vini italiani, c’è una buona comunicazione, ma anche tanto tanto da fare. E, anche per me, per la mia compagnia, uno degli obiettivi è essere il n. 1 in Cina, che sarà un Paese sempre più importante per il vino”.

Il vino italiano, aggiunge il critico americano, sconta ancora un divario di valore enorme con quello francese, con le bottiglie del Belpaese che, secondo le stime medie in export, a bottiglia, viaggia su 5-6 euro in media, mentre quello d’Oltralpe vola sui 15-16 euro. “Una differenza che non è giusta, e questo accade solo perchè i più grandi vini francesi sono molto più cari dei grandi vini italiani: non è una questione di qualità, ma solo di immagine e reputazione nel mercato. I vini francesi hanno lavorato 200 anni e più su questo, in Italia forse ci si lavora da 20 anni, è solo qui la differenza”.

L’importante è essere presenti sui mercati, ed in questo senso lo strumento per la promozione nei Paesi Terzi dell’Ocm Vino, sottolinea Suckling, è importante. “È uno strumento che funziona bene perchè aiuta produttori che vogliono andare nel mondo, che è fondamentale, anche per conoscere quello che succede fuori dal mercato italiano. Perchè la comunicazione via internet, via social, aiuta, è importante, ma è ancora più importante viaggiare, essere presenti sui mercati, conoscere e farsi conoscere”. Anche per capire non solo i grandi cambiamenti, ma anche quelli più piccoli. Come, per, esempio, quello delle grandi collezioni private e delle cantine di pregio nelle case degli appassionati del mondo. “È un fenomeno molto meno importante che in passato. Io abito ad Hong Kong, per 6-7 mesi all’anno giro in Asia, e qui i giovani non hanno grandi cantine a casa. Magari hanno una piccola collezione di 50 bottiglie, ma non sono tanto interessati ad accantonare il vino, quanto a comprare grandi vini, anche vecchie annate, e berle subito. Si va insomma verso un consumo più smart anche del grande vino: ci sono tanti vini buonissimi nel mondo, i giovani si prendono il loro tempo per cercare cosa comprare sui social, su internet, condividono informazioni, e sono molto più informati di quanto lo eravamo noi 20 anni fa”.

Insomma, sembra che la strada sia spianata per il business enoico. Eppure, nonostante nel mondo aumentino produzione e produttori di vino, non tutto è così semplice. “Lo dico sempre a chi me lo chiede: con il vino è difficile fare soldi. Ci sono tanti costi, poi il vino va venduto, e ci sono tanti problemi di logistica, di marketing, di riscossione e così via. Non per questo non si deve investire in questo settore, che è bellissimo. Ma si deve farlo consapevoli che fare soldi, e fare profitto, non è affatto semplice”.

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