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Brunello, +17% vendite in Usa a inizio 2024

Calice di Brunello e bandiera Usa“Si tratta di una notizia importante in chiave di mercato, perché arriva dal media del vino di riferimento negli Stati Uniti e nel mondo. Sapevamo, già dall’ultimo Benvenuto Brunello, che il favore della critica sulla 2019 era praticamente unanime; ora questo riconoscimento, che premia una volta di più una comunità di produttori eccellenti nel loro lavoro e fortunati di poterlo fare a Montalcino”. Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci, attraverso una nota ufficiale, commenta il report del senior editor di Wine Spectator, Bruce Sanderson, pubblicato nel numero di giugno della prestigiosa rivista Usa, e rilanciato in Italia da Montalcinonews.com nei giorni scorsi. Un articolo che celebra l’ultima annata commerciale (la 2019) di Brunello di Montalcino, sul mercato da gennaio scorso. “Una pletora di bottiglie impressionanti, un’annata fenomenale”, scrive Sanderson, che ha dato una valutazione da 90/100 in su agli oltre 125 assaggi (comprese una ventina di Riserva 2018) mentre ha giudicato nel complesso la 2019 con il ranking di 98/100, uno dei migliori mai conseguiti dalla denominazione e paragonabile ad annate-culto come la 2010 e la 2015. Nell’editoriale di apertura, Marvin Shanken rileva una “impennata di popolarità” della Docg negli Usa.

L’endorsement della rivista americana, spiega il Consorzio del Brunello in una nota, è certificato anche dal successo della nuova annata commerciale del Brunello sul mercato a stelle e strisce: secondo le elaborazioni dell’Osservatorio del vino Uiv su base Sipsource, nei primi 4 mesi di quest’anno la reazione del trade e dei consumatori si è infatti tradotta in una crescita tendenziale delle vendite off e on trade del 17%, in netta controtendenza rispetto ai consumi generali di vino negli Usa.

Il numero di giugno rappresenta solo l’ultimo riconoscimento del Brunello da parte di Wine Spectator: nella sua Top 100 dei migliori vini al mondo, la Docg toscana risulta infatti la più premiata tra le denominazioni italiane. Dal 1988, anno di istituzione del ranking della rivista, ben 15 etichette di Montalcino si sono piazzate nelle prime 10 posizioni, in 2 casi sul gradino più alto del podio. Un rapporto virtuoso, quello tra Montalcino e gli States, che si rispecchia anche nell’enoturismo. Gli americani rappresentano di gran lunga gli ospiti più numerosi, con circa un quarto delle presenze complessive nel borgo e nelle campagne del comune senese.

Wine Spectator incorona il Brunello 2019. “Un trionfo”

Bruce Sanderson, senior editor di Wine Spectator “Il trionfo del Brunello 2019”. È il titolo dell’articolo che Bruce Sanderson ha firmato per l’ultimo numero di Wine Spectator, in cui il senior editor del prestigioso magazine Usa riassume le degustazioni dell’annata uscita quest’anno sul mercato, oltre 125 etichette tutte sopra i 90 punti. “Un’annata entusiasmante”, “fenomenale”, che arriva “al culmine di una serie di annate eccellenti”, spiega Sanderson, che assegna 98 punti alla 2019, mettendola sullo stesso piano della 2010 e della 2015, e “appena al di sotto della stellare 2016”, da lui giudicata con 99 punti. “Quello che rende l’annata 2019 di Brunello ancora più eccitante - prosegue Sanderson - è che ci sono vini bellissimi da tutte le zone di Montalcino”. “Il Brunello - aggiunge l’editore Marvin Shanken nel suo editoriale di apertura della rivista - sta godendo di un’impennata di popolarità negli Stati Uniti”.

Sono due i vini migliori (98 punti) secondo Bruce Sanderson: il Brunello di Montalcino Piaggione 2019 di Podere Salicutti e il Brunello di Montalcino Vigna del Suolo 2019 di Argiano, che lo scorso anno, con il Brunello di Montalcino 2018, ottenne il riconoscimento di “Wine of The Year” sempre da Wine Spectator. A 97 punti troviamo invece il Brunello di Montalcino 2019 de Le Chiuse, il Brunello di Montalcino 2019 di Lisini, il Brunello di Montalcino Pelagrilli 2019 di Siro Pacenti, il Brunello di Montalcino 2019 di Castello Romitorio e il Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2019 di Valdicava, quest’ultimo da 100/100 invece per un altro importante wine critic, James Suckling, che nella sua graduatoria aveva assegnato il massimo dei voti anche al Brunello di Montalcino Giovanni Neri 2019 di Casanova di Neri. Che ritroviamo, a 96 punti, nella classifica di Sanderson, assieme ad un altro cru della cantina guidata da Giacomo Neri, il Tenuta Nuova 2019, e ai vini di Canalicchio di Sopra, Caprili, Donatella Cinelli Colombini, La Fiorita, Le Ragnaie, Livio Sassetti e Val di Suga.

Bruce Sanderson, nel suo focus su Montalcino, si dedica anche al Brunello Riserva 2018. “Ne ho recensite due dozzine e in generale non sono qualitativamente migliori dell’annata 2018. A volte mancano di eleganza e purezza, con tannini duri e astringenti, anche se i migliori colpiscono nel segno”. Tra questi il Brunello di Montalcino Ugolforte Riserva 2018 di San Giorgio (96 punti), il Brunello di Montalcino Cerretalto Riserva 2018 di Casanova di Neri, il Brunello di Montalcino Riserva 2018 de La Fiorita e il Brunello di Montalcino Gemini Riserva 2018 de La Serena (95 punti).

Focus: i punteggi top del Brunello di Montalcino 2019

98 punti

Brunello di Montalcino Vigna del Suolo 2019 di Argiano

Brunello di Montalcino Piaggione 2019 di Podere Salicutti

97 punti

Brunello di Montalcino 2019 de Le Chiuse

Brunello di Montalcino 2019 di Lisini

Brunello di Montalcino Pelagrilli 2019 di Siro Pacenti

Brunello di Montalcino 2019 di Castello Romitorio

Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2019 di Valdicava

96 punti

Brunello di Montalcino La Casaccia 2019 di Canalicchio di Sopra

Brunello di Montalcino 2019 di Caprili

Brunello di Montalcino Giovanni Neri 2019 di Casanova di Neri

Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2019 di Casanova di Neri

Brunello di Montalcino Prime Donne 2019 di Donatella Cinelli Colombini

Brunello di Montalcino Fiore di NO 2019 de La Fiorita

Brunello di Montalcino Casanovina Montosoli 2019 de Le Ragnaie

Brunello di Montalcino Mulino 2019 di Livio Sassetti

Brunello di Montalcino Poggio al Granchio 2019 di Val di Suga

Focus: i punteggi top del Brunello di Montalcino Riserva 2018

96 punti

Brunello di Montalcino Ugolforte Riserva 2018 di San Giorgio

95 punti

Brunello di Montalcino Cerretalto Riserva 2018 di Casanova di Neri

Brunello di Montalcino Riserva 2018 de La Fiorita

Brunello di Montalcino Gemini Riserva 2018 de La Serena

94 punti

Brunello di Montalcino AdAlberto Riserva 2018 di Caprili

Brunello di Montalcino Riserva 2018 di Carpineto

Brunello di Montalcino Vigna Ripe al Convento Riserva 2018 di Castelgiocondo (Frescobaldi)

Brunello di Montalcino Gli Angeli Riserva 2018 de La Gerla

Brunello di Montalcino Riserva 2018 di Poggio Landi

Brunello di Montalcino Riserva 2018 di Greppone Mazzi (Ruffino)

Wine Advocate, il Brunello 2019 e la “Novelle Vague”

Monica Larner (al centro) con Campinoti e Mori, i due protagonisti degli assaggi di Wine Advocate Il Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2019 de Le Ragnaie e il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2019 de Il Marroneto al vertice con 99 punti, a sfiorare la perfezione, e tre etichette, il Brunello di Montalcino 2019 di Poggio di Sotto, il Brunello di Montalcino 2019 di Giodo e il Brunello di Montalcino Teatro 2019 di Salicutti, a contendersi il terzo gradino del podio (98+). E poi ancora, a 98 punti, il Brunello di Montalcino Passo del Lume Spento 2019 de Le Ragnaie, il Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2019 di Canalicchio di Sopra, il Brunello di Montalcino Filo di Seta 2019 di Castello Romitorio e il Brunello di Montalcino Giovanni Neri 2019 di Casanova di Neri. Seguono, a 97+, il Brunello di Montalcino Pianrosso 2019 di Ciacci Piccolomini d’Aragona, il Brunello di Montalcino Sugarille 2019 di Pieve Santa Restituta e il Brunello di Montalcino Riserva 2018 di Poggio di Sotto e, a 97 punti, il Brunello di Montalcino Filare 25 2019 e il Brunello di Montalcino Giuseppe Tassi 2019 di Tassi, il Brunello di Montalcino Casanovina Montosoli 2019 de Le Ragnaie, il Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2019 di Altesino, il Brunello di Montalcino 2019 di Gianni Brunelli - Le Chiuse di Sotto, il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2019 di Mastrojanni, il Brunello di Montalcino 2019 de Il Marroneto, il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2019 di Casanova di Neri, il Brunello di Montalcino Vigna del Suolo 2019 di Argiano, il Brunello di Montalcino La Casaccia 2019 di Canalicchio di Sopra, il Brunello di Montalcino Piaggione 2019 di Salicutti e il Brunello di Montalcino Rennina 2019 di Pieve Santa Restituta. Sono i primi assaggi top (ne seguiranno altri nelle prossime settimane) dell’annata 2019 di Brunello di Montalcino, secondo Monica Larner, firma italiana di “Robert Parker Wine Advocate” e tra le più profonde conoscitrici e narratrici del vino italiano nel mondo. Che ha assaggiato di recente 178 vini di Montalcino, tra cui anche il Brunello Riserva 2018, il Rosso di Montalcino 2021 e qualche Igt Toscana, per poi dedicare un report all’annata 2019, che “si avvicina alla 2016”, anche se quest’ultima “rimane superiore in termini di eleganza e longevità”.

Cosa ha colpito di più Monica Larner del Brunello 2019 “è quello che percepisco come un possibile inizio di una nuova identità”. “È troppo presto per chiamarla “new wave” o “nouvelle vague” - sottolinea - ma i cinefili potrebbero riconoscere alcuni modelli, un desiderio di sperimentazione e uno spirito di iconoclastia che possono essere paragonati al movimento cinematografico francese della fine degli Anni Cinquanta, guidato da Jean-Luc Godard, Agnès Varda e François Truffaut. Mi riferisco ad un gruppo sempre più affiatato di vignaioli artigiani come Il Marroneto, Le Chiuse, Le Ragnaie, Pian dell’Orino, Poggio di Sotto, Salicutti e Stella di Campalto, che stanno indipendentemente ma simultaneamente spingendo l’asticella verso l’alto. Il loro lavoro si basa su classici senza tempo creati da Biondi-Santi, Cerbaiona, Soldera e Salvioni. Prendo in prestito dalla lingua francese un altro termine: direi che questo gruppo sta dimostrando una chiara “raison d’être” (ragione d’essere, ndr). Si muovono con assoluta fiducia nella produzione di vino per abbracciare il lato “borgognone” o “baroleggiante” del Sangiovese che cattura sapori vibranti, luce ed energia. Sono cristallini nei loro metodi e nei loro messaggi. Esistono per perseguire l’eleganza del Sangiovese e la bellezza di Montalcino”.

“I Brunello di Montalcino 2019 sono una forza di ottimismo e di unificazione - prosegue Monica Larner - in realtà ho sentito uno spirito di comunità attorno a questi vini e un senso più chiaro di finalità che mi era sfuggito nelle annate precedenti”. “Montalcino, grazie a questa “Nouvelle Vague” - conclude la firma di “Robert Parker Wine Advocate” - sta emergendo come un territorio del vino ancora più complesso, affidabile e illuminato”.

Brunello 2019, i primi giudizi della critica

La giornalista Alessandra Piubello a Benvenuto Brunello Si è aperto oggi a Montalcino Benvenuto Brunello, l’anteprima dei vini del territorio pronti a debuttare nel mercato. Nei calici il Brunello Riserva 2018, il Rosso di Montalcino 2022 e soprattutto il Brunello 2019, sul quale si sono create grandi aspettative. “Ho parlato con diversi giornalisti e il risultato è stato positivo per tutti, stanno parlando di una grandissima annata - commenta Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello - c’era attesa ma i risultati hanno superato le aspettative. I produttori hanno già ritirato 2,2 milioni di fascette per preparare il vino che uscirà a gennaio, segno evidente che il mercato aspetta con impazienza quest’annata”.

“In linea generale è un’annata buona - sottolinea Alessandra Piubello, che scrive, tra le altre, per Veronelli e Vertdevin - è stata un’annata calda e si sente nei vini. Alcuni produttori non hanno saputo gestire bene il legno e l’alcolicità a volte si sente. Ero convinta che il legno nel Brunello fosse superato e invece non lo è del tutto. Se dovessi fare un raffronto verrebbe sicuramente dopo la 2016, per me magica. Ci troviamo alcuni vini pronti, espressivi, eleganti e freschi. Non sono la maggior parte però ci sono”. “Mi piace molto, è tutta un’altra storia rispetto alla 2018. Si va dal buono all’eccezionale”, dice Alessandro Torcoli di Civiltà del Bere. Per Riccardo Viscardi (DoctorWine) “la coerenza nell’interpretazione dell’annata dei produttori non è la stessa. Questo potrebbe essere un bene, purtroppo invece andiamo ad intercettare delle interpretazioni che sono troppo tendenti all’evoluzione. Sono poche, gli altri sono molto interessanti e buoni. L’annata è molto buona ma qualcuno l’ha interpretata in maniera non molto consona”. “Le attese di un’annata importante sono rispostate - commenta Filippo Bartolotta - diversamente dalla 2017 e dalla 2018 tutto il territorio ha risposto bene. Per me sta emergendo molto una chiarezza tra i quadranti, si legge molto di più. Le zone di nord ovest e nord est stanno emergendo con vini con tannini di tessitura straordinaria e un alcol più sotto controllo rispetto alla parte sud. Che esce bene, è molto più espressiva e con un frutto molto più dolce, con vini buoni però con più alcolicità”.

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Gardini: “Brunello 2019, una delle migliori di sempre”

Luca Gardini“L’annata 2019 è da considerarsi senza dubbio come una delle migliori mai prodotte, persino migliore della 2016. Riesce a riassumere quanto di meglio offerto dalle annate più favorevoli del territorio di Montalcino, con ricordi di acidità tipici degli anni Ottanta”. Non ha dubbi Luca Gardini, uno dei più influenti wine critic a livello internazionale, nel giudicare il Brunello di Montalcino 2019, che uscirà sui mercati di tutto il mondo nel 2024 e sarà degustato in anteprima a Benvenuto Brunello. “La vendemmia 2019 può essere definita eccezionale per la straordinaria qualità dei prodotti ottenuti”, scrive Gardini, oggi alla regia della Guida dei Vini de L’Espresso, nel suo report su Gardininotes.com. Dove sono addirittura 12 i Brunello di Montalcino a raggiungere la perfezione dei 100/100, con sei etichette - Brunello di Montalcino Vigna del Suolo 2019 di Argiano, Brunello di Montalcino Giovanni Neri 2019 e Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2019 di Casanova di Neri, Brunello di Montalcino 2019 e Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2019 de Il Marroneto e Brunello di Montalcino 2019 de Le Potazzine - che strappano anche il massimo riconoscimento, il “110 cum laude”, che va a quelle bottiglie capaci di assommare tutte le caratteristiche che contribuiscono a fare un vino inimitabile, un fuoriclasse, un capolavoro del panorama enoico. Nella top 100 dedicata alla Dogc di Montalcino i vini fino ai 95 punti, secondo Gardini, hanno un potenziale d’invecchiamento di oltre 15 anni, mentre le etichette sotto i 95 punti possono aspettare 10-15 anni prima di essere bevute.

“La vendemmia 2019 può essere definita eccezionale, per la straordinaria qualità dei prodotti ottenuti - scrive il wine critic - il clima è stato estremamente costante, con la prima metà dell'anno piuttosto rigida e umida, le piogge primaverili hanno consentito la creazione di importanti riserve idriche nel terreno, adatte ad affrontare un’estate moderatamente calda, senza particolari picchi di calore prolungati nel tempo e caratterizzato da precipitazioni ridotte. Il mese di settembre ha visto temperature miti e notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, che hanno consentito la perfetta maturazione fenolica delle uve. Ogni fase della fase vegetativa della vite ha fornito alla pianta ciò di cui aveva bisogno: umidità, fresco, luce, calore, sbalzo termico e ventilazione, arrivando al momento della raccolta con uve succose e ricche di tannini. I vini prodotti da queste uve eccezionali hanno mostrato dati analitici equilibrati durante le fasi iniziali della vinificazione, con un valore di picco sia per gli antociani che per i polifenoli”.

Focus: i Brunello 2019 top secondo Luca Gardini

110 cum laude

Brunello di Montalcino Vigna del Suolo 2019 di Argiano

Brunello di Montalcino Giovanni Neri 2019 di Casanova di Neri

Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2019 di Casanova di Neri

Brunello di Montalcino 2019 de Il Marroneto

Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2019 de Il Marroneto

Brunello di Montalcino 2019 de Le Potazzine

100/100

Brunello di Montalcino Vigna Marruccheto 2019 di Banfi

Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2019 di Canalicchio di Sopra

Brunello di Montalcino Colombaio 2019 di Cava d’Onice

Brunello di Montalcino Pianrosso 2019 di Ciacci Piccolomini d’Aragona

Brunello di Montalcino 2019 di Fuligni

Brunello di Montalcino 2019 di Giodo

99+

Brunello di Montalcino Vigna Poggiarelli 2019 di Cortonesi

99 punti

Brunello di Montalcino 2019 de Le Chiuse

Brunello di Montalcino 2019 di Capanna

Brunello di Montalcino 2019 de Il Poggione

98+

Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2019 di Banfi

Brunello di Montalcino 2019 di Belpoggio

Brunello di Montalcino Sensis 2019 di Cava d’Onice

Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2019 di Mastrojanni

Brunello di Montalcino 2019 di Ridolfi

Brunello di Montalcino 2019 di Sanlorenzo

Brunello di Montalcino Giuseppe Tassi 2019 di Tassi

98 punti

Brunello di Montalcino 2019 di Argiano

Brunello di Montalcino Vigna La Casaccia 2019 di Canalicchio di Sopra

Brunello di Montalcino Vigna del Fiore 2019 di Fattoria dei Barbi

Brunello di Montalcino 2019 di Gorelli

Brunello di Montalcino 2019 di Poggio di Sotto

Brunello di Montalcino Ugolforte 2019 di San Giorgio

Brunello di Montalcino 2019 di Talenti

97+

Brunello di Montalcino 2019 di Casanova di Neri

Brunello di Montalcino 2019 di Ciacci Piccolomini d’Aragona

Brunello di Montalcino 2019 di Col d’Orcia

Brunello di Montalcino La Mannella 2019 di Cortonesi

97 punti

Brunello di Montalcino 2019 di Canalicchio di Sopra

Brunello di Montalcino 2019 di Castelgiocondo (Frescobaldi)

Brunello di Montalcino 2019 di Castello Romitorio

Brunello di Montalcino 2019 di Fattoria dei Barbi

Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2019 di Mastrojanni

Brunello di Montalcino 2019 di San Guglielmo

Brunello di Montalcino 2019 di Sassetti – Livio Pertimali

Brunello di Montalcino Vigna Colombaiolo 2019 di Tassi

I primi assaggi di Brunello 2019 aspettando le stelle

La Commissione d'Assaggio del Consorzio del BrunelloSucculenza, piacevolezza, maturità dei tannini e una grande potenza. Sono alcune delle caratteristiche che emergono dalle prime degustazioni del Brunello ottenuto dall’ultima vendemmia, che andrà in commercio nel 2024. A realizzarle, stamattina nella sede del Consorzio del Brunello, una commissione ad hoc composta da enologi, tecnici e giornalisti provenienti da tutta Italia, che hanno assaggiato al buio 45 etichette e dovranno assegnare un punteggio, da una a cinque stelle, all’annata 2019. Stelle che saranno svelate il 2 febbraio durante Benvenuto Brunello e saranno poste nella formella celebrativa realizzata ogni anno da un personaggio di spicco nel panorama nazionale e internazionale, come Sting e Alex Zanardi, tanto per citare gli esempi più recenti.

Benvenuto Brunello durerà 4 giorni, dal 21 al 24 febbraio, col primo giorno aperto ai giornalisti e gli altri tre anche agli enoappassionati, che potranno assaggiare i nuovi vini in uscita, tra cui il Brunello 2015 che sta avendo un’enorme aspettativa, tanto che “tra metà novembre e fine dicembre - continua Bindocci - il Consorzio ha consegnato 3 milioni di fascette. È una grande soddisfazione vedere che i produttori di Montalcino negli anni continuano a migliorare e a ricercare la qualità e l’eccellenza”.

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