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Mastrojanni tra i top del "Decanter Wine Awards"

Il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2018 di MastrojanniC'è anche il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2018 di Mastrojanni, tra i 7 “Best in Show” del Belpaese, ai “Decanter Wine Awards” 2023, ovvero, come riporta WineNews, la più prestigiosa competizione vinicola in Uk e tra le più importanti al mondo, firmata dal magazine “Decanter”. E che, nell’edizione celebrativa dell’anniversario n. 20, vede il trionfo dell’Italia, in cima alla classifica delle medaglie di platino (28) e con la Toscana “regina”, facendo segnare una delle migliori prestazioni dell’intera competizione. Tre le medaglie di platino per il Brunello di Montalcino: Tenuta Luce, Brunello di Montalcino 2018; Capanna, Brunello di Montalcino Riserva 2017; Collemattoni, Brunello di Montalcino 2018.

La Togata, Brunello 2018 è "Gold Metal"

La proprietà de La Togata è della famiglia Angel, l'azienda è a guida femminileIl Brunello di Montalcino 2018 de La Togata ha conquistato una delle 13 “Gold Medal” assegnate all'Italia all’“International Wine Challenge 2023”, una delle competizioni più influenti al mondo, con oltre 6.000 etichette in gara da oltre 50 Paesi, degustate alla cieca da esperti internazionali. Per il Belpaese, in tutto, sono state 625 in totale le etichette premiate: alle 13 “Gold Medal” vanno sommate le 118 “Silver Medal”, i 219 “Bronze Medal” ed i 275 “Commended”. La Togata è una piccola e brillante realtà a conduzione familiare che possiede vigneti nella zona sud-ovest del territorio comunale di Montalcino e la cantina a Sant'Angelo in Colle. La proprietà è della famiglia Angel, la conduzione è tutta al femminile grazie a Stephania, Vanessa ed Azzurra. L'azienda è condotta anche da Jeanneth Angel, Master of Wine, che vanta una pluriennale esperienza nel marketing internazionale nel mondo del vino.

Oscar del Vino, premiati Biondi Santi e Banfi

Il Brunello di Montalcino Biondi-Santi (foto pagina Facebook di Bibenda)Un vino e un territorio da "oscar". Non poteva mancare il Brunello di Montalcino tra le cantine, grandi griffe del vino italiano e punti di riferimento dei loro territori, insignite degli “Oscar del Vino 2023 - XXIII Premio Internazionale del Vino”, uno dei premi storici del vino italiano, riporta Winenews, ideato nel 1999 da Franco Ricci, presidente Fis (Fondazione Italiana Sommelier) e Bibenda, “con l’intento di sottolineare anche un aspetto più leggero nella degustazione, un po’ più lontana da rigidi schemi, un lato più “mondano” del vino, inserendolo in una competizione che ricalca i parametri dell’Oscar del cinema, con tanto di accademia che, nel caso del vino, decide soltanto le nomination, mentre i premi vengono assegnati in diretta dalla platea dei partecipanti”. Sabato 6 maggio sono andate in scena le degustazioni e votazioni degli Oscar 2023, tra tutti quelli in nomination. Come “miglior vino Rosso” è stato scelto il Brunello di Montalcino 2010 Biondi Santi, mentre l'Oscar per il “miglior vino del Territorio” è andato al Brunello di Montalcino Poggio all’Oro Riserva 2016 Banfi.
Gli altri premiati: l’Oscar per il “miglior vino Bianco” è andato, ex aequo, al Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2021 Marisa Cuomo e all’Alto Adige Terlaner I Primo Grande Cuvée 2020 Cantina Terlano. Come “miglior Spumante” è stato eletto, invece, l’Alta Langa Pas Dosé Zero 140 Mesi Luna Riserva 2009 Enrico Serafino, mentre il “miglior vino Rosato” premiato con l’Oscar è Il Rogito 2021 Cantine del Notaio, ed il “miglior vino Dolce” il Passito di Pantelleria Ben Ryé 2019 Donnafugata. L’Oscar per il “miglior vino del miglior Produttore” è andato al Barolo Cannubi 2018 Marchesi di Barolo della famiglia Abbona.

Museo del Brunello, le novità profumano di storia

Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello“Questo Museo è stato creato nel 1999 ed era una cosa estremamente interessante e all'epoca innovativa, ovviamente il tempo passa e avanzando anche la ricerca della storia e avanzando il Brunello che ha fatto tantissimi progressi, abbiamo accumulato una massa di informazioni che dovevano essere riportate. E così da un anno a questa parte abbiamo lavorato per trasferire nel museo le novità. Le cose più importanti sono una completa ricostruzione della parte che riguarda il Brunello, soprattutto per dare evidenza di una profondità storica”. Stefano Cinelli Colombini, proprietario della storica Fattoria dei Barbi, illustra alla MontalcinoNews le novità del Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello. In particolare, “gli ultimi due secoli di riconoscimenti in tutto il mondo che per tanti motivi tendiamo a dimenticare. Noi viviamo in un oggi perenne ma è un oggi che si è originato in un passato che nel caso del Brunello è estremamente importante”. Cinelli Colombini ha aggiunto che “quello che ho voluto fare è ricordare con documenti e testimonianze, tutta questa straordinaria storia e accompagnare i visitatori in questo, nell'unicità di Montalcino, qui abbiamo elaborato qualcosa di straordinario. Tanto è nato qua, questo straordinario insieme di storia, di presente, di passato, di fascino è qualcosa che vogliamo comunicare con questo museo”.

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Rosso e Brunello protagonisti a Bruxelles

Brunello e Rosso di Montalcino tra le eccellenze toscane a BruxellesIn attesa di Vinitaly, il Brunello e il Rosso di Montalcino sono stati tra le "primizie" di un importante evento europeo. La Regione Toscana e le sue eccellenze agroalimentari hanno avuto un ruolo da protagonista a Bruxelles nella “5th Edition of Arepo European event on quality and origin products”, manifestazione organizzata dall’associazione europea Arepo, in collaborazione con AgroSmart global. Il Brunello e il Rosso di Montalcino sono stati gli ambasciatori che la Regione Toscana ha portato a Bruxelles in rappresentanza delle sue Dop e Igp insieme alla finocchiona, l'olio evo Seggiano, il Pane toscano. E proprio nella capitale belga in questi giorni era presente Eroica, la cicloturistica più famosa al mondo (con un appuntamento a Montalcino a maggio), protagonista con una mostra e ospite al Parlamento Europeo.
Come ha spiegato la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi, “la nostra regione è in pole position in Italia e in Europa grazie alla produzione vinicola: le 58 Dop e Igp producono un valore di vino imbottigliato superiore al miliardo di euro. Sono in crescita anche le nostre produzioni food: 31 Dop e Igp che producono un valore economico di circa 150 milioni. La Toscana è ai vertici in particolare per la produzione di olio e carni fresche. Sono dati che dimostrano la crescente solidità economica delle nostre produzioni agro-alimentari di qualità e la funzione di traino che possono svolgere per l’intero comparto agroalimentare soprattutto in funzione dell’export. Ma la qualità va tutelata e protetta. Gli attacchi sono tanti." Per questo, conclude Saccardi, "l’agricoltura toscana offre un’ampia gamma di prodotti di qualità che devono innanzitutto essere difesi e poi devono essere portati a conoscenza dei consumatori che spesso ignorano le peculiarità che si celano dietro i marchi, le denominazioni e le certificazioni. Tutelarli da un lato e diffonderne il consumo e la conoscenza dall’altro, sono quindi compiti primari che si rafforzano grazie anche a iniziative come queste”.

L’evento di Bruxelles ha riunito tutti i maggiori soggetti interessati ad approfondire le sfide future che interesseranno le Dop e le Igp. Un focus particolare è stato dedicato all'impatto che potrebbero avere le diverse modifiche normative che interessano il comparto delle produzioni di qualità: dalla tutela delle denominazione, alla definizione e misurazione dei criteri di sostenibilità, dall'unificazione della normativa per la tutela dei vini e del food, al valore che queste hanno per i territori rurali ed il contrasto allo spopolamento delle aree interne. La Regione Toscana è membro fondatore di Arepo, nata nel 2004, Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine, che riunisce oltre alle 35 Regioni europee anche le associazioni di produttori che operano nel settore dei prodotti d’origine, rappresentando il 60% delle produzioni food registrate e tutelate dalla Ue. Arepo ha l’obiettivo di promuovere e difendere gli interessi dei produttori e dei consumatori delle regioni europee impegnate nella valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità.

Ai lavori della conferenza hanno partecipato il commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, gli eurodeputati Paolo De Castro e Anne Sander, i rappresentanti del Comitato europeo delle Regioni e di numerose istituzioni locali oltre ai membri di Arepo.

Il Brunello di Montalcino in “The Last of Us”

Il Brunello di Col d'Orcia in The Last of UsAnno 2023, vent’anni esatti dall’inizio della pandemia che, da un semplice fungo, sta velocemente trasformando l’umanità in zombie. Il plot non è troppo dissimile da tante altre storie che da decenni stuzzicano la fantasia di sceneggiatori, registi, fumettisti e, ovviamente, produttori di videogame. È lo spunto da cui è nato anche “The Last of Us”, adattamento televisivo dell’omonimo videogioco del 2013 che, in poche settimane, ha raggiunto numeri esorbitanti, in Usa come in Italia. Prodotta da Sony Pictures Television per HBO, con un investimento di ben 100 milioni di dollari per i 9 episodi della prima stagione, la serie ruota intorno al viaggio, atroce e sfiancante, di Joel Miller (Pedro Pascal), che ha l’incarico di portare fuori dalla zona di quarantena la giovane Ellie Williams, che non ha conosciuto il mondo prima dell’apocalisse.

Alle loro vicende, tante se ne intrecciano, ma solo un filo narrativo viene svolto in maniera indipendente, dall’inizio alla fine. È la storia di Bill e Frank, una parentesi di strana normalità, dove la fragilità umana e l’amore prendono il sopravvento sul catastrofismo. La fine, però, è vicina anche per loro, e nella loro ultima sera, decidono di regalarsi una cena ... pre-pandemica. Con una buona bottiglia di vino, la cui etichetta non è sfuggita all’occhio dello spettatore più attento: non è visibile l’annata, ma è il Brunello di Montalcino di Col d’Orcia. Product placement raffinato? Non proprio, perché secondo gli esperti di tv e comunicazione Usa sarebbe stata una semplice scelta, di buon gusto, degli sceneggiatori Craig Mazin e Neil Druckmann.

Il Brunello chiude le vendite 2022 a +18%

Vigneto di BrunelloAspettando i tanti appuntamenti in calendario nel 2023, dal Prowein di Düsseldorf (19-21 marzo) al Vinitaly a Verona (2-5 aprile), da Red Montalcino a inizio estate a Benvenuto Brunello a novembre (che vedrà confermata l’appendice in contemporanea in diversi Paesi chiave), il Brunello di Montalcino brinda ai successi del 2022, che ha visto la commercializzazione di quasi tutta l’annata 2017 (il 94%) e il sold out della Riserva 2016. Non solo: le vendite di Brunello registrano un +18% a valore (e +7% a volume) rispetto al 2021, piazzando dunque un significativo aumento del prezzo medio. I dati arrivano dal Consorzio del Brunello su base Osservatorio Prezzi, lo strumento di rilevazione delle vendite basato sulle dichiarazioni di un campione omogeneo di imprese del territorio.

Il panel monitorato, che rappresenta il 28% della capacità produttiva della Docg, evidenzia una performance positiva in quasi tutti i mercati export di sbocco e in quello interno. In particolare, spicca la domanda nel Belpaese, primo mercato per il re dei rossi toscani, con un rialzo in valore a +27% (+19% i volumi). Molto bene anche gli ordini dagli Stati Uniti, che con una chiusura di anno a +29% si confermano principale sbocco internazionale con una quota di mercato che sale a circa il 30% sul totale delle vendite di Brunello oltreconfine. Luce verde, nella top 5 dell’export, anche per Canada, Germania e Svizzera, mentre arretra la domanda del Regno Unito.

“Lo scorso anno le nostre imprese sono riuscite a fare ancora meglio del già fortunato biennio precedente – ha detto il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci –, e questo fa particolarmente piacere. In primo luogo, perché è la dimostrazione di come il nostro brand territoriale sia sempre più apprezzato nel mondo a prescindere dal blasone delle singole annate; poi perché il risultato è stato raggiunto nonostante una dotazione della nuova annata commerciale 2017 di circa il 15% inferiore rispetto a quella precedente. ‘Consolidamento’ – ha concluso Bindocci - sarà la parola chiave di un 2023 che si apre con molte insidie di carattere congiunturale, da conseguire attraverso un’attività intensa di promozione e posizionamento in Italia e all’estero”.

Gdo, Brunello in controtendenza in Usa

I vigneti di MontalcinoIl vino italiano nella grande distribuzione è in flessione ma il Brunello di Montalcino va in controtendenza. Un consuntivo negativo del 2022, dai tre mercati stranieri fondamentale per il vino italiano - parliamo di Usa, Uk e Germania - che valgono la metà delle esportazioni, arriva nero su bianco dai dati elaborati dall’Osservatorio del Vino Unione Italiana Vini (Uiv) - Vinitaly su base Nielsen-IQ, approfonditi da WineNews.it. Guardando alle denominazioni, secondo l’Osservatorio, nell’ultimo anno, forti erosioni dei volumi venduti negli Usa per Chianti (-9%), Lambrusco (-13%), Montepulciano d’Abruzzo (-12%), e rossi piemontesi (escluso Barolo, -10%), mentre prosegue in scia positiva la corsa del Prosecco, a +4% (+41% sul 2019), e sul versante dei rossi, cresce del 5% il Brunello di Montalcino. Nei tre top buyer, nel 2022, sono stati venduti 4,9 milioni di ettolitri di vino italiano (-9% sul 2021), per valori in riduzione del 5%, a 4,7 miliardi di euro. Sulle vendite del 2021, manca all’appello l’equivalente di 63 milioni di bottiglie e un controvalore di 253 milioni di euro. Fra i tre mercati, le performance generali peggiori si registrano in UK (-11% volume e -8% valore), mentre gli Usa smorzano a -2% l’erosione in valore (2,1 miliardi di euro), limitando il minus a volume a -5%. La Germania al -7% valoriale affianca una perdita del 10% volume (1,7 milioni di ettolitri). Va però considerato, rileva l’Osservatorio, la riapertura del fuori casa, con un mercato della ristorazione dato in crescita consistente. Un ritorno alle normalità del pre-Covid anche se non va dimenticata la crisi economica che ha il suo peso.

Una "chicca" di Banfi nell'asta di Finarte

Le 12 bottiglie di Chardonnay 1989 di Banfi dedicate a 12 diversi protagonisti della scena politica italiana disegnati da Giorgio Forattini Un prestigioso viaggio enoico tra le eccellenze italiane. Una selezione di 141 lotti, che attraversa le principali regioni del vino del Belpaese con un numero ancora maggiore di denominazioni, dalle più conosciute a quelle di nicchia, sono i protagonisti dell’asta online (ed a tempo) di Finarte (https://www.finarte.it/) che, aspettando l’appuntamento con la grande vendita all’incanto in marzo, il 13 febbraio assegnerà ai collezionisti centinaia di bottiglie. Prezzi di partenza assolutamente accessibili, e lotti, oltre che per tutte le tasche, per tutti i gusti, con una chicca “storica”: le 12 bottiglie di Chardonnay 1989 della griffe del Brunello di Montalcino Banfi, dedicate a 12 diversi protagonisti della scena politica italiana (da Craxi a De Michelis, da Andreotti a Cossiga) disegnati dal grande Giorgio Forattini per celebrare i Mondiali di Calcio “Italia 90” dal nome “Forza Italia”. Da segnalare, inoltre, il ruolo da protagonista del Brunello di Montalcino con le griffe di Argiano, Fattoria dei Barbi e Caparzo.

Il Brunello a Wine&Siena 2023

Wine and SienaFabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello, interverrà a Wine&Siena, il primo grande evento enoico italiano dell’anno, firmato dal patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher e in programma dal 27 al 30 gennaio in gran parte al Santa Maria della Scala. Il 27 gennaio Bindocci parteciperà alla tavola rotonda dal titolo “Il ruolo dei Consorzi di Tutela”, moderata dal dg di Qualivita Mauro Rosati, alla presenza di altri vertici dei consorzi toscani (Chianti Classico, Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano e Orcia).

La giornata, organizzata nella sede di Banca Mps in Piazza Salimbeni, si aprirà alle ore 10.30 con il convegno dal titolo: “Vino Futuro Italia. Identità, origine, ambiente, qualità ed economia”. Al centro dell’incontro la valorizzazione delle sinergie tra Banca Mps, i Consorzi di Tutela e le Istituzioni per strutturare una nuova strategia del settore vitivinicolo italiano. Ad aprire i lavori saranno Maurizio Bai, CCO Imprese e Private di Banca Mps, e Angelo Riccaboni, presidente Comitato di Indirizzo-Santa Chiara Lab. A seguire la tavola rotonda con Bindocci e a concludere l’intervento di Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Il 28, il 29 e il 30 gennaio spazio ai percorsi di degustazione dei prodotti enogastronomici a Palazzo Squarcialupi. Saranno presenti anche diverse cantine di Montalcino, da Donatella Cinelli Colombini a Fuligni, da Bellaria a Famiglia Fagnani, da La Gerla a La Serena, da Lazzeretti a Paradiso di Cacuci, da Piombaia a Poggio Il Castellare fino a Ridolfi (qui l’elenco dei partecipanti).

Tra le attività collaterali si segnala, il 28 gennaio alle ore 16.30 al Grand Hotel Continental, la masterclass “Rossi purosangue Dogc di 6 regioni” dove parteciperà l’azienda Casato Prime Donne con il Brunello di Montalcino 2018. Lo stesso giorno, all’Enoteca ‘Sotto al Duomo’ (Piazza San Giovanni 2, ore 17-20) Distilleria Deta organizza ‘Grappa&Territori’, tre degustazioni con grappe firmate da Distilleria Deta (che proporrà la Grappa Brunello di Montalcino Riserva) e Distilleria Marzadro in abbinamento ad assaggi di cioccolato e salsiccia di cinta senese. Ogni masterclass, a ingresso gratuito e su prenotazione, avrà la durata di circa quaranta minuti e sarà guidata da Paolo Bini, assaggiatore e docente Anag.

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