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Il Brunello nella serie tv “Drops of God”

I protagonisti di Drops of GodTra i vini protagonisti di una delle serie tv più seguite in questo momento in tutto il mondo c’è anche il Brunello di Montalcino 2005 di Poggio di Sotto, unica etichetta del Belpaese, assieme al Barolo Cannubi Boschis 2001 di Luciano Sandrone, ad entrare nella produzione internazionale “Drops of God”, tratta dal celebre manga giapponese “Kami no shizuku”, firmato dal grande maestro Tadashi Agi, in onda su Apple Tv+. Al centro della storia, due fratelli, entrami caratterizzati da un’ossessiva passione per il vino, che girano i continenti per rintracciare alcune delle bottiglie più pregiate al mondo, chiamate “I 12 apostoli”, che daranno loro accesso alla cantina milionaria del defunto padre.

Oltre ai due italiani, gli altri vini menzionati dalla serie arrivano principalmente dalle grandi regioni vinicole della Francia, oltre che un paio da Spagna e California. Dopo la messa in onda, queste etichette hanno visto un forte aumento di interesse in tutta l’Asia, in particolare in Giappone e Corea. C’è poi un tredicesimo vino, ovvero “The Drops of God”, la vetta assoluta della perfezione enologica, che nel manga originale non viene rivelato, in quanto si sostiene che ognuno ha la sua personalissima preferenza.

La serie si apre con il mondo del vino in lutto perché Alexandre Léger, creatore della famosa “Léger Wine Guide” e figura di riferimento dell’enologia, è appena morto nella sua casa di Tokyo. Alexandre lascia una figlia, Camille (l’attrice Fleur Geffrier), che vive a Parigi e non vede il padre dalla separazione dei genitori, avvenuta quando lei aveva nove anni. Camille vola a Tokyo per assistere alla lettura del testamento di Léger e scopre che suo padre le ha lasciato una straordinaria collezione di vini, la più grande al mondo secondo gli esperti, del valore di 148 milioni di dollari. Ma, per ottenere l’eredità, Camille deve competere con un giovane e brillante enologo, Issei Tomine (Tomohisa Yamashita), che, nel testamento di Léger, viene indicato come suo “figlio spirituale”. Ma tra Camille e Issei la competizione potrebbe essere complicata da altri sentimenti...

Slow Wine 2023, 13 cantine di Brunello presenti

Giancarlo Gariglio, curatore guida Slow WineSono 13 le cantine di Brunello rappresentate nell’edizione 2023 di “Slow Wine”, la guida enoica di Slow Food curata da Giancarlo Gariglio. Quattro aziende di Montalcino – Baricci, Fornacina, Il Paradiso di Manfredi, Le Chiuse – ottengono il massimo riconoscimento, la “Chiocciola”, assegnato per il modo in cui i vignaioli interpretano valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food. Otto i produttori di Montalcino che si aggiudicano la “Bottiglia”, assegnata a chi esprime un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate in degustazione: Biondi Santi, Il Colle, Salvioni - La Cerbaiola, Le Ragnaie, Poggio di Sotto, Sesti, Stella di Campalto e Tiezzi. Infine, nell’elenco delle “Monete” (buon rapporto qualità-prezzo in tutte le bottiglie prodotte) figura Pian delle Querci.

Rosso e Brunello a VinoVip Cortina

VinoVip Cortina 2022Sei vini di Montalcino prenderanno parte a “VinoVip Cortina” (10-11 luglio), evento biennale organizzato dalla rivista Civiltà del Bere a Cortina d’Ampezzo. Il primo giorno, il 10 luglio, è dedicato a un talk show sul tema delle “nuove competenze” (ovvero il patrimonio di conoscenze indispensabili a chi opera a livello professionale nel mondo del vino, sia nell’ambito della produzione sia per la comunicazione e i servizi), alla cena di benvenuto (su invito) e alla proiezione di “...continuavano a chiamarlo trinità” per celebrare il 50° anniversario della pellicola che vede per la seconda volta in azione la coppia Bud Spencer-Terence Hill (ingresso gratuito su prenotazione).

Il secondo e ultimo giorno, l’11 luglio, si terrà l’evento clou: oltre 170 etichette saranno in degustazione al Golf Club, con vista mozzafiato sulle Dolomiti (ore 15.30-19, ingresso fino alle 18 al costo di 30 euro). Ciascuna delle 59 aziende protagoniste offrirà al pubblico di ospiti e appassionati tre vini o distillati. A rappresentare Montalcino ci sono Banfi (che proporrà il Rosso di Montalcino 2019 e il Brunello di Montalcino 2017), Biondi Santi (Rosso di Montalcino 2019, Brunello di Montalcino 2016 e Brunello di Montalcino Riserva 2015) e Carpineto (Brunello di Montalcino Riserva 2016).

Un family office rileva Castiglion del Bosco

Una veduta del resort Rosewood Castiglion del BoscoUn altro passaggio di mano nella terra del Brunello. Castiglion del Bosco, una delle più grandi e storiche tenute del territorio di Montalcino, tra i soci fondatori del Consorzio del Brunello, passa ad un importante family office internazionale (che resta riservato, così come la cifra dell’affare). A confermarlo una nota ufficiale dell’azienda, anticipata da WineNews, dalla quale emerge come Massimo e Chiara Ferragamo rimarranno coinvolti nell’azienda, così come è confermato anche il management, a partire dal Ceo Simone Pallesi. “La decisione di questo avvicendamento – si legge nel comunicato – nasce con l’obiettivo di garantire lo sviluppo futuro sia della parte ospitalità che di quella agricola dell’intera proprietà, e avviene nel segno della continuità”.

Proprietà di Massimo e Chiara Ferragamo dal 2003, Castiglion del Bosco si estende su 2.000 ettari con 62 ettari di vigneti (250.000 bottiglie di Brunello prodotte all’anno), un’elegante e innovativa cantina che accoglie al suo interno il Millecento Wine Club e l’unico golf club privato in Italia, con 18 buche disegnate dal leggendario campione del British Open Tom Weiskopf, oltre ad un resort 5 stelle situato nell’antico borgo medievale (con 42 Suite, 11 Ville con piscina privata, Spa e 2 ristoranti) che continuerà ad essere gestito da Rosewood Hotels & Resorts.

Massimo Ferragamo, proprietario di Castiglion del Bosco a Montalcino“Dal momento in cui, folgorato dalla bellezza del posto, decisi di intraprendere questa avventura imprenditoriale, sono passati quasi 20 anni - afferma Massimo Ferragamo, in una nota stampa che WineNews è in grado di anticipare - un impegno costante in nome della massima qualità, anche come azienda vitivinicola. Oggi, con orgoglio, guardo a tutto ciò che abbiamo costruito. Castiglion del Bosco ha assorbito una notevole quantità di energie materiali e mentali ed è arrivato il momento di far crescere ulteriormente questa proprietà unica e inimitabile. Le sfide e i progetti da realizzare sono ancora molti e di grande portata. Tale consapevolezza mi ha spinto a fare quest’importante passo e vediamo con grande positività un avvicendamento nella proprietà che garantisca a  un consolidamento e uno sviluppo futuro per poter cogliere le opportunità che si apriranno a livello globale in uno scenario sempre più competitivo”.

“Con l’acquisizione di oggi Montalcino si conferma cosmopolita del vino e con un comune denominatore: quello dell’appeal del brand, della qualità del suo Brunello e del territorio”, commenta il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci. Tutto questo “segna un altro prestigioso passaggio di proprietà per un territorio vitivinicolo tra i più noti al mondo e un vino – il Brunello di Montalcino – che risulta il più conosciuto dai consumatori italiani. Diamo il benvenuto – ha concluso - ai nuovi arrivati a Montalcino che, ci auguriamo, contribuiranno non solo alla crescita del nostro brand ma anche al rispetto dell’ambiente e della sua biodiversità. Valori da sempre fondamentali per il territorio di Montalcino. Un grazie a Chiara e Massimo Ferragamo che negli anni hanno mostrato passione e attaccamento al territorio di Montalcino aiutandolo nella sua crescita”.

Il direttore del Consorzio del Brunello al digital talk di Wine&Siena

Il direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino, Michele Fontana, parteciperà al primo digital talk che fa da anteprima a Wine&Siena (12-14 marzo), primo evento enogastronomico dell’anno del fondatore del Merano WineFestival, Helmuth Köcher. “Vino Italiano, l’anno che verrà” è il filo conduttore dei quattro appuntamenti che ogni giovedì, alle ore 18.30, andranno in streaming sui canali Facebook di The Winehunter, Merano Wine Festival, del mensile Espansione, EWine, Confcommercio Siena e altre pagine specializzate nel settore dell’enogastronomia.

Ogni puntata avrà un suo focus preciso. Domani si inizia con le prospettive dopo la pandemia e i canali di vendita (Gdo e e-commerce) che hanno aiutato le aziende nei momenti difficili. Poi sarà la volta dei mercati asiatici e in particolare la Cina con collegamenti dalla provincia di Guangdong. Terzo e quarto digital talk sono invece dedicati alle opportunità che offre il Pnrr ai produttori vitivinicoli e quali sono gli strumenti finanziari a disposizione delle aziende agricole del settore in Italia con il contributo di Banca Mps.

L’ambasciata a Londra e il legame tra Brunello e Uk

MontalcinoÈ un rapporto forte e consolidato quello tra il Brunello e il Regno Unito, tra i mercati più importanti d'Europa. Impossibile dimenticare quel 28 aprile 1969, quando l’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat scelse personalmente un Brunello di Montalcino Riserva 1955 di Biondi Santi per una cena di gala con la Regina Elisabetta II d’Inghilterra conquistando letteralmente la scena enoica della “Swinging London”, che non sapeva bene cosa fosse il Brunello.

Quella cena si svolse all’ambasciata italiana a Londra, ambasciata che oggi ha appena pubblicato un post sui suoi profili social dedicato a Montalcino, città medievale “conosciuta principalmente per il suo vino” ma con tanto altro da offrire. Dalla trecentesca Fortezza, “che svolse un ruolo cruciale come ultima linea di difesa della Repubblica Senese contro l’espansione dei Medici”, alla Cattedrale neoclassica, dall’Abbazia di Sant’Antimo al Museo Civico e Diocesano di Arte Sacra che “ospita una delle collezioni artistiche di scuola senese più eccezionali d’Italia”. E poi i panorami mozzafiato della Val d’Orcia, patrimonio Unesco dal 2004, e la storica “Sagra del Tordo”, tradizionale festa di Montalcino che “si svolge l’ultimo fine settimana di ottobre con tamburi e sfilata in costume”, conclude l’ambasciata italiana a Londra.

Brunello e Sanremo, due simboli d’Italia

Casa SanremoIeri si è alzato il sipario sul Festival di Sanremo n. 72 e a “Casa Sanremo”, il “salotto” dell’attesissimo Festival della Canzone Italiana, c’era anche il Brunello di Montalcino di Greppone Mazzi, cantina con circa 25 ettari vitati a Brunello di proprietà dal 1979 del Gruppo Ruffino, realtà vinicola toscana ultracentenaria e unico “partner” enoico della kermesse. Così, mentre le star della musica illuminano la scena del Teatro Ariston, il vino più conosciuto dagli italiani, il Brunello di Montalcino, è il protagonista nei calici tra lounge, ristoranti, salotti e wine bar dell’area hospitality, da cui passano tutti, cantanti, stampa e vip, in “armonia” con i piatti degli chef nei cooking show e insieme alle eccellenze dell’agroalimentare italiano.

Brunello Crossing si farà, aggiornate le regole sanitarie

Brunello Crossing Serviranno il green pass rafforzato e la mascherina Ffp2 fino all'uscita dell'abitato di Montalcino, ma è confermata l’edizione n. 5 della Brunello Crossing (12-13 febbraio), che torna dopo un anno di stop e lo fa in grande stile, con i partecipanti iscritti al Trofeo Banfi (45 km) che potranno aspirare alla convocazione in nazionale di corsa in montagna. Per le tre gare competitive - oltre a Banfi anche i trofei legati alle cantine Ciacci Piccolomini d’Aragona (23 km) e Fattoria dei Barbi (14 km) - è previsto un numero massimo di 400 atleti distribuiti sui 500 m2 della zona partenza. Ciascun atleta dovrà rispettare la distanza di un metro lateralmente e longitudinalmente, sarà inoltre obbligatorio indossare la mascherina Ffp2 che sarà possibile togliere solo dopo l’uscita dall’abitato di Montalcino.

Per quanto riguarda la Walk & Nordic Walking da 13 km si è optato per la partenza “alla francese” con la prima wave che potrà partire dalle 9.30 alle 10, la seconda ‘onda’ dalle 10 alle 10.30 e la terza dalle 10.30 alle 11. Per tutte è previsto un numero massimo di 10 camminatori al minuto. Allo scopo di limitare il rischio di contagio sono stati soppressi i servizi spogliatoio e docce e dormire in autonomia. Resta invece attivo, e sarà localizzato in area partenza-arrivo, il servizio di deposito sacche solo per le manifestazioni competitive. Il pasta party sarà garantito con una sacca pic nic.

Gli organizzatori della Brunello Crossing hanno previsto per la sola distanza di 45 km Trofeo Banfi il pettorale gratis per uomini con più di 750 punti ITRA e 600 punti per le donne, e ancora pettorale e camera per uomini con più di 850 punti ITRA e 700 per le donne, oltre a prevedere un rimborso spese per i primi 5 uomini e prime 5 donne.

Le iscrizioni sono aperte online sul sito, attenzione al numero limite di 400 partecipanti competitivi per ogni distanza. La manifestazione organizzata da Asd Montalcino Trail in collaborazione con il Comune di Montalcino e il Consorzio del Brunello di Montalcino

Caparzo acquista 4,5 ettari di Brunello

Elisabetta Gnudi Angelini ha acquisito 1,6 ettari di Brunello di Montalcino nel cru storico MontosoliAnche il 2022 si apre all’insegna degli affari, nel mondo del vino. Ed i protagonisti sono uno dei territori più vitali in questo senso, e tra i più prestigiosi del mondo, quello del Brunello di Montalcino, ed una delle imprenditrici più importanti del vino, Elisabetta Gnudi Angelini. Che, come WineNews è in grado di anticipare, sotto uno dei suoi brand più importanti, Caparzo, realtà storica del territorio, ha acquisto l’azienda La Pescaia, realtà con 4,5 ettari di vigneto, tutti a Brunello, in zone di assoluto prestigio (visto che i terreni confinano con quelli di altre realtà che sono riferimenti qualitativi del territorio, come Eredi Fuligni, nella microzona “I Cottimelli”, e in quella di “Pian dell’Orino” e “Greppo - Biondi Santi”, “culla” del Brunello di Montalcino). L’affare, all’asta, è stimabile per un valore di 3,5 milioni di euro. Con Elisabetta Gnudi Angelini che, dunque, dopo aver acquisito nel 2019 1,6 ettari nel cru storico di Montalcino, Montosoli, ha portato ad oltre 65 ettari a Brunello e 25 ettari a Rosso la sua “dote” in quel di Montalcino, dove oltre a Caparzo, è proprietaria anche del “gioiellino” Altesino, una delle più belle e storiche realtà del territorio.

Un affare che consolida il valore del gruppo guidato da Elisabetta Gnudi Angelini, uno dei riferimenti della Toscana del vino, che mette insieme oltre 300 ettari di vigneto, con la cantina di Borgo Scopeto, nel Chianti Classico (70 ettari vitati) e La Doga delle Clavule nel Morellino di Scansano (60 ettari vitati), che si aggiungono a quelli di Montalcino.

Un piccolo “regno” del vino e dell’ospitalità di alto livello, attraverso il quale Elisabetta Gnudi Angelini si dedica non solo ai territori ma anche all’arte, con tante azioni di mecenatismo e di supporto al patrimonio artistico italiano, come avviene, tra le altre cose, a supporto dell’associazione Civita (guidata da Gianni Letta), con una linea di grandi vini dedicati, il cui ricavato, nel tempo, ha contribuito al recupero di opere importanti: dagli affreschi della Chiesa di San Francesco ad Amatrice a “La Madonna col bambino” di Gentile da Fabriano, da “La deposizione di Cristo nel sepolcro” appartenente alla Scuola Senese del XVII secolo a “La Madonna delle Grazie e Santi” del Perugino, passando per 23 preziose urne funerarie etrusche di età ellenistica. L’ultimo intervento in ordine di tempo sostenuto dai proventi di Vino Civitas è quello delle consolle rococò della Galleria Corsini di Roma, commissionate dal cardinal Neri Maria Corsini e suo fratello Bartolomeo.

Brunello di Montalcino, il bilancio del 2021

Il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci“Abbiamo fatto gioco di squadra, dimostrando che l’unione fa la forza, perchè il risultato del singolo è un premio per tutti i produttori”. Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, riassume così l’anno che si è appena concluso tra i vigneti di Montalcino. “Chiudiamo il 2021 con risultati al di sopra di ogni più rosea aspettativa – spiega Bindocci – il Brunello viene venduto e consumato, siamo la denominazione più conosciuta in Italia. E il merito è dei nostri soci, che negli anni hanno alzato l’asticella della qualità ottenendo grandi riconoscimenti sulle riviste nazionali e internazionali”. Non bisogna però cullarsi sugli allori, osserva il presidente del Consorzio. “Occorre investire sul marketing, tenere alta l’attenzione sulla denominazione. Si spiegano così l’anticipo a novembre della presentazione delle nuove annate e l’evento di New York il prossimo febbraio. I mercati stanno già chiedendo i nuovi vini in commercio, la Riserva 2016 e il Brunello 2017. Sono convinto che avranno un grande successo”. Il primo appuntamento del Consorzio del Brunello nel 2022 è proprio “Benvenuto Brunello Usa”, nell’ultimo weekend di febbraio, mentre in Italia l’edizione n. 31 partirà l’11 novembre 2022 con l’anteprima dei nuovi millesimi.

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