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“Art&Wine”, il Brunello raccontato tramite l’arte

La shopper disegnata da Carlotta Parisi per il Consorzio del Brunello Tre eccellenze del Made in Italy, vino, arte e artigianato, si incontrano a Vinitaly 2019. Si chiama “Art&Wine” ed è il nuovo progetto del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. “L’idea è di promuovere il nostro vino e il nostro territorio sotto altre sfaccettature grazie a collaborazioni con artisti“, spiega il direttore del Consorzio Giacomo Pondini.

La prima, Carlotta Parisi, illustratrice e scultrice montalcinese di talento, ha ideato il disegno di un foulard e una shopper in edizione limitata, rigorosamente Made in Italy, che saranno esposti in vetrina a Vinitaly 2019. “Sono onorata di dare inizio a questo progetto che ho accolto da subito con grande entusiasmo - racconta Parisi - interpretare il nostro prodotto di eccellenza e il nostro territorio per restituirlo in linee e colori è un compito non facile ma anche molto affascinante. Profumi, gusti, suoni, paesaggi che regalano sempre grandi emozioni e che sono certa ci regaleranno interpretazioni da collezionare da parte dei prossimi artisti che saranno coinvolti in questo bellissimo progetto”.

Il foulard disegnato da Carlotta Parisi per il Consorzio del BrunelloIl foulard è stato realizzato in creponne di pura lana ovis Aries 100%, da tessitura italiana stampata in Italia, lavata agli enzimi con prodotti naturali per renderla morbida e confezionata da sapienti mani artigiane con una sfrangiatura interamente manuale che ne garantisce l’unicità. La shopper viene realizzata artigianalmente in Italia. La stampa attraversa più fasi di lavorazione che permettono una definizione cromatica perfetta. La tracolla è in pelle sintetica high tech marchio registrato anallergico e completamente riciclabile approvato dall'associazione vegani come sostitutivo della pelle. Gli scatti sono realizzati dal fotografo Nicola Bartolommei.

Il foulard disegnato da Carlotta Parisi per il Consorzio del Brunello“Art&Wine” rientra all’interno di un progetto più ampio di rilancio del merchandising del Consorzio. A breve usciranno calamite e agende con la riproduzione di alcune formelle celebrative di Benvenuto Brunello. E poi felpe, magliette, grembiuli, cappelli… Ma l’abbinamento oggetto lussoso-artista resta senza dubbio il più affascinante.

La foto di Pino e quella finestra sulla Valdorcia

La bella foto di Pino SanfilippoDa qualche giorno, sotto il nostro Loggiato, molti montalcinesi avranno notato l’aprirsi di una nuova “finestra” sulla Val d’Orcia. Già, proprio quella finestra che una volta esisteva davvero regalando alla Piazza un vero affaccio sulla valle sottostante. L’autore della bellissima foto, lo avranno capito subito in tanti, è Pino Sanfilippo, le cui dote umani e il suo talento dietro a una macchina fotografica o a una videocamera ci mancano ancora tantissimo. L’immagine rientra nel progetto della mostra “Parole Eretiche” dedicata al montalcinese Giovanni Moglio che si è conclusa pochi giorni fa e che ha coinvolto, nell’ultimo mese, anche i ragazzi che frequentano le scuole di Montalcino e che si sono interessati alla storia di questo personaggio. L’idea, partita dagli studi di Annibale Parisi, ha avuto il merito di tornare finalmente ad approfondire la storia di questa persona. Ma la foto cosa c’entra con la mostra? Ce lo spiega Carlotta Parisi, curatrice, insieme al babbo Annibale e al professore Leandro Conte della rassegna appena conclusa.

La bella foto di Pino Sanfilippo“Per non dimenticare ancora… E perché sarebbe bello credere nell’utopia (eresia?) che il loggiato un giorno venga davvero riaperto per tornare ad essere una terrazza sulla nostra straordinaria valle, magari dedicandone il nome a Giovanni Moglio visto che una targa in suo onore è stata già posta poco lontano dalla finestra agli inizi del 1900. Un altro motivo per cui tutti insieme abbiamo voluto che proprio questa foto fosse messa lì è perché il suo autore è Pino Sanfilippo di cui tutti noi abbiamo il piacere di mantenere vivo il ricordo. Pino fece questo bellissimo scatto nel 2013 proprio per questo spazio della finestra tamponata del Cappellone - aggiunge Carlotta Parisi - perché volevo al tempo realizzare una scultura raffigurante un babbo con il figlio sulle spalle a guardare il panorama, come mi raccontava di fare, quando era piccolo, Annibale. Pino rispose subito alla mia richiesta con la sua solita generosità e professionalità, aspettando settimane prima di trovare la giornata perfetta per fare questo scatto. L’installazione per motivi di tempi e costi non fu poi realizzata ma dopo tanti anni, ci è sembrato questo un momento perfetto per collocare finalmente quell’immagine nel suo posto e regalare ai montalcinesi e ai visitatori uno scorcio inatteso e al contempo di memoria”. L’ok del Comune è arrivato e Montalcino può godere di una risorsa artistica in più nel suo centro.

Prorogata la mostra su Giovanni Moglio

Prorogata la mostra dedicata a Giovanni Moglio “Parole Eretiche”, la mostra storica e artistica del Palazzo Comunale Storico di Montalcino dedicata al predicatore francescano Giovanni Moglio, è stata prorogata fino al 4 novembre. “Una notizia che ci rende molto felici, perchè permetterà la visita anche ai ragazzi delle scuole”, spiega alla Montalcinonews Carlotta Parisi, che ha ideato la mostra insieme a suo babbo Annibale. “Sapere così che le nuove generazioni conosceranno e approfondiranno questo bel personaggio montalcinese da troppo dimenticato, ci fa sentire davvero soddisfatti del lavoro portato avanti con passione e impegno in attesa della pubblicazione del 2019. Siamo molto felici del successo della mostra che, soprattutto grazie alla bella giornata di apertura e la scenografica installazione di Piazza del Popolo, ha suscitato fin da subito tanta curiosità e attenzione”.

“È stato bello - continua Parisi - sentire le persone che vivono più la piazza, spiegare ai molti visitatori il significato della pira, del tribunale e della fotografia gigante. Avevamo messo della cartellonista chiara con traduzione in inglese ma vedere che le persone hanno fatto da cicerone all’opera ha dato il vero senso al nostro fare. A settembre il nome di Moglio risuonava nella piazza e questo ha fatto da traino per le altre location più decentrate”.

Anche l’installazione della Chiesa di San Francesco sarà visibile tutti i giorni, aggiunge Parisi. “Sì, al momento la ASL, proprietaria dell’immobile, ci ha permesso di prorogare l’apertura della Chiesa che ricordo essere inagibile. Infatti l’installazione di San Francesco è accessibile dalla porta secondaria, dal chiostro della ASL, ed è possibile vedere la chiesa, e il nostro intervento artistico, solo da un accesso limitato e protetto. Abbiamo scelto di trattare il tema della pietà, tema molto caro agli Spirituali, di cui Moglio era sostenitore. Per chi si chiede perché non abbiamo pulito la chiesa vi invito a leggere la descrizione prima di entrare che vi spiega la motivazione delle nostre scelte e che vi può aiutare a capirne e apprezzarne il significato. Rinnovo l’invito a fare una passeggiata e a soffermarsi pochi minuti in solitudine per rivedere un luogo chiuso da troppo tempo e soffermarsi a riflettere su un tema importante e contemporaneo come la pietà”.

Orari della mostra 

Palazzo Comunale Storico: 10-13 /14-17.40 (lunedì chiuso)
San Francesco: 10-18 tutti i giorni

 

Alla scoperta di Giovanni Moglio

Annibale ParisiMontalcino dedica un mese, quello di settembre, a Giovanni Moglio, una figura che merita di essere riscoperta e conosciuta, soprattutto dalle nuove generazioni. Torneremo a più riprese a parlare di questo evento, il più grande dell’estate della città. Un succoso antipasto ce lo dà intanto Carlotta Parisi, l’artista che, insieme a babbo Annibale, ha creduto a questo progetto e che da mesi sta lavorando intensamente alla riuscita di un evento che già prevede ulteriori sviluppi per gli anni a venire. Carlotta ci ha scritto e noi, volentieri, pubblichiamo una ricca anticipazione di quello che presto vedremo e vedrete con i vostri occhi: qua sotto ci sono un mix di domande, opinioni e cronologia di come è nato il progetto “Parole Eretiche” con tanti interessanti aneddoti. Buona lettura.

Carlotta Parisi, come è nata l’idea della mostra ?

“L’idea nasce da mio babbo Annibale, persona appassionata di storia locale che da ormai vent’anni compie ricerche sul nostro territorio e i suoi personaggi. Approfondendo a poco a poco la figura di fra Giovanni Moglio si è reso conto della sua grandezza che lo ha portato ad essere conosciuto non solo in Italia ma anche in Europa. Da tutto il materiale raccolto nasce l’idea di farne una mostra per condividerne le interessanti scoperte”.

Chi era (in breve) Moglio...

“Partito da Montalcino esattemente 500 anni fa dopo aver preso i voti nel Convento di San Francesco, si laurea a Ferrara nel 1526 diventando uno dei più grandi predicatori della sua epoca. Noto anche per il suo carattere ironico e pungente fu certamente tra i primi a portare il nome di Montalcino in giro per l’Italia e l’Europa essendo conosciuto come “Il Montalcino”. Moglio era un predicatore francescano, insegnava il Vangelo alla gente comune ma il suo modo di farlo non era visto di buon occhio dalla Chiesa Romana. Interdetto dal predicare si ostinò a farlo rifiutandosi di scappare all’estero e trovare così la salvezza. Fu così condannato come eretico dall’appena costituitosi Ufficio dell’Inquisizione ed è certo che fu il primo ad essere giudicato pubblicamente, impiccato e poi arso sul rogo in Campo de’ Fiori il 4 settembre del 1553”.

Piero SbarluzziL’idea di “Parole Eretiche” ha trovato terreno fertile tra gli studiosi.

“Annibale ha incontrato lo scorso anno il professor Leandro Conte dell’Università di Siena che subito si è appassionato allo studio di questo personaggio coinvolgendo altri amici docenti e diventando insieme a me e a babbo il curatore di tutto l’evento. Si è costituito così un Comitato Scientifico che ha portato avanti il progetto con affiatamento e passione. Così, partendo da tutto il materiale raccolto da Annibale negli anni, i professori Irene Fosi e Giovanni Pizzorusso dell’Università di Chieti, la storica dell’arte Irene Sbrilli e il giovane professore Michele Camaioni, che per competenza su quell’esatto momento di storia sta al vertice del gruppo, sono stati preziosissimi nel curare l’aspetto storico di questa nostra mostra. Visto il bellissimo frutto di questo enorme lavoro nel 2019 è prevista una pubblicazione importante dedicata a questo studio e a tutto il nostro progetto “Parole Eretiche che speriamo” getti un seme per la nascita di un Centro Studi di Storia Moderna. Ma questo sarà un nuovo bel capitolo-Moglio di cui vi terremo aggiornati”.

Parole Eretiche” non avrà solo una connotazione storica.

“No, lo spunto storico sarà affiancato dall’arte, interesse che da sempre mi lega profondamente a babbo Annibale. L’arte arricchirà il percorso storico con sede nelle bellissime sale del Vecchio Palazzo Comunale attigue all’ufficio turistico, con il contributo degli artisti Francesco del Casino, Emo Formichi, Pier Luigi Olla e Piero Sbarluzzi, che hanno accolto il nostro invito con entusiasmo. Ma non solo, un’istallazione scenografica ed evocativa in Piazza del Popolo, a cura di Annibale Parisi con il contributo dell’architetto Edoardo Milesi, ricorderà l’ultimo momento di vita di Moglio con uno spunto suggestivo che speriamo sia una bella sorpresa per i montalcinesi e chi si troverà a passare per Montalcino dall’1 al 20 settembre l’installazione di piazza infatti sarà smantellata prima della fine di tutta la mostra). La chiesa di San Francesco, chiusa da tempo per inagibilità e da dove Moglio è partito esattamente 500 anni fa, sarà inoltre sede di un’altra suggestiva installazione dedicata alla Pietà, tema caro agli spirituali di cui Moglio faceva parte. Anche il teatro ha risposto alla nostra chiamata con entusiasmo e il laboratorio “FerMenti in scena” a cura di Stefano de Luca e Manfredi Rutelli partirà proprio dalla figura di Moglio per il lavoro di questo 2018. Lo spettacolo, frutto di questa esperienza, andrà in scena la sera stessa dell’inaugurazione alle ore 21 e le voci risuoneranno per tutto il mese di settembre nella Chiesa di Sant’Agostino. Sempre grazie all’amico Manfredi Rutelli, che da anni arricchisce l’offerta culturale a Montalcino con la sua direzione artistica del nostro teatro e non solo, il pomeriggio del primo settembre David Riondino sottolineerà l’installazione di Piazza del Popolo con una lettura teatrale relativa a Moglio”.

Il professor Leandro ConteCi sarà anche un tuo lavoro in “Parole Eretiche”.

“Sì, ci sarà anche un mio lavoro nel Palazzo Comunale Storico anche se ancora non sono riuscita a terminarlo. Ero stata chiamata dal professor Conte e da mio babbo proprio per realizzare una scultura da affiancare alla parte storica, ma fin da subito mi sono ritrovata ad organizzare e coordinare tutto il nostro progetto, sospendendo per un po’ la mia prima attività di scultrice. Per la prima volta assumo il ruolo di curatrice e si sta rivelando un’esperienza impegnativa e in qualche momento anche molto molto difficile ma che mi sta arricchendo sotto tanti aspetti”.

Chi ha contribuito alla realizzazione della mostra?

“Questa mostra è stata possibile grazie all’apporto di molte persone ed è stato indetto anche un concorso per artisti. In tanti ci stanno aiutando e dei generosi partner hanno supportato e reso possibile il nostro progetto. In primis il Comune di Montalcino che nella figura di Christian Bovini ha da subito accolto con entusiasmo l’idea di una mostra-evento su Giovanni Moglio. A seguire alcuni amici produttori di Brunello a cui abbiamo chiesto sostegno e che hanno risposto con grande generosità. Ultima, ma non meno importante, Ocra, e la sua Onlus Scuola Permanente dell’Abitare, che oltre a sostenere il nostro progetto con spazi e competenze, si è fatta promotrice dell’intero evento e ha indetto un concorso artistico “Opere Eretiche” partendo dalla figura di Moglio. Approfitto per ricordare che nelle giornate dell’1 e 2 settembre anche i montalcinesi e i visitatori potranno votare le opere selezione ed esposte nel chiostro Ocra decretandone il vincitore della giuria popolare”.

Un momento della ricerca storica su MoglioQuanto è importante riscoprire la figura di Fra Giovanni Moglio?

“Tantissimo, per i motivi che ho citato sopra e non solo. A Montalcino c’è una via che tutti conoscono dedicata a Giovanni Moglio, ma non credo che i giovani sappiano chi sia stato e cosa abbia fatto di importante e coraggioso questo nostro concittadino. A dire il vero credo che in pochissimi in assoluto sappiano chi sia stato Moglio e io stessa ho potuto conoscerne la grandezza grazie ai racconti di mio babbo. Obbiettivo di tutto il progetto è quello di restituire memoria a un grande Montalcinese dimenticato e coinvolgere anche le scuole iniziando dalle nuove generazioni a far capire quanto importante sia conoscere la storia del proprio territorio e approfondirne la conoscenza. Sarà una mostra-evento ricca quindi di tanti spunti storico-artistici che speriamo possano coinvolgere tutti i montalcinesi e non solo aprendo uno spunto di riflessione anche sui temi importanti e attuali quali la libertà d’opinione e la tolleranza religiosa”.

Parisi à Paris con le opere di Carlotta e Annibale

Carlotta e Annibale Parisi artwork Parigi 2018Un periodo d’oro per Carlotta Parisi. Pochi giorni fa il nuovo servizio Rai sulle sue creazioni, su Unomattina in Famiglia (decima trasmissione Rai che parla del suo lavoro di scultrice di carta!), adesso la notizia di una mostra all’estero, precisamente in quel di Parigi. Nella capitale francese Carlotta presenterà le sue sculture di carta esposte insieme ai disegni su carta del padre Annibale. Lavori che l’artista di Montalcino ha cominciato a produrre nel 2011, lo stesso anno in cui il celebre trasformista Arturo Brachetti, grazie al suo tour, le ha fatte conoscere in tutta Italia. Le sculture di Carlotta adesso approdano a Parigi per rendere omaggio ai personaggi dei libri dei suoi autori preferiti, tra i quali primeggia Erri De Luca. Carlotta e Annibale Parisi esporranno nella Petite Galerie / Librairie Italienne Tour de Babel, nel cuore del Marais. In questa nuova mostra padre e figlia dialogano con rinnovato entusiasmo e poesia.

Carlotta Parisi porta le sue opere a ParigiLa redazione della Montalcinonews ha contattato Carlotta per sapere il suo stato d’animo a poche settimane dall’inizio dell’avventura in terra francese. “Un sogno che si avvera, Parisi à Paris! Le mie sculture di carta e i disegni di babbo Annibale insieme, proprio come iniziammo a Bagno Vignoni nel 2011. Un’opportunità per far conoscere il nostro lavoro fuori dal territorio in cui viviamo ma anche di confrontarsi in un nuovo progetto. Ho scelto di lavorare sul tema libro visto che esponiamo nella piccola galleria di una libreria italiana nel centralissimo Marais. Lavorare sui testi che più ho amato, tra i quali i primi romanzi di Erri De Luca, mi ha regalato stimoli ed emozioni che ho tradotto in nuove linee e nuove sfumature di cui sono particolarmente soddisfatta e con le quali i ritratti scelti dalla collezione dei disegni di babbo Annibale dialogano perfettamente. Un nuovo piccolo grande traguardo di cui sono riconoscente alla vita”. La mostra sarà visitabile dall’8 giugno al 7 luglio, dal martedì al sabato (ore 10-13 e 14-19). Il 7 giugno, a partire dalle ore 19.30, il vernissage alla presenza degli artisti. Se siete in zona...fateci un salto! C’è un piccolo cuore di Montalcino che batte nella grande città dell’arte mondiale.

Cristicchi a Montalcino per la mostra di Carlotta Parisi

Simone Cristicchi e Carlotta Parisi a MontalcinoUna sorpresa gradita che non è passata inosservata ieri a Montalcino catturando l’attenzione di tanti curiosi. Simone Cristicchi, popolare musicista, ha fatto visita domenica nella città del Brunello in occasione della giornata di chiusura della mostra di Carlotta Parisi “Carta InCanta” andata in scena nella trecentesca Fortezza. I due artisti sono amici e si conoscono da tempo e, già in passato, Cristicchi che è molto legato al territorio del Monte Amiata, aveva scritto un pezzo estemporaneo osservando le opere di Carlotta. Ma il cantautore esploso a Sanremo ha voluto esprimere un’altra dedica osservando le sculture della Parisi: “commosso da tanta verità trasformata in meraviglia… come dovrebbe essere la vita di ogni essere umano!”. Per Carlotta Parisi, dopo gli apprezzamenti di Staino il giorno dell’inaugurazione, si è chiusa dunque nel migliore dei modi la mostra che l’ha vista protagonista nella sua città.

Carlotta Parisi: “la mia vita in mostra con carta e favole”

Carlotta Parisi in azione, foto Giuseppe SanfilippoNe hanno parlato giornali e riviste nazionali, adesso finalmente ci siamo. Domani si inaugura la mostra di Carlotta Parisi “Carta InCanta, questa piccola favola”. Trenta lavori inediti, tra disegni e sculture in papier-mâché, su cui Carlotta ha lavorato da un anno. Un diario personale e sul mondo visto attraverso uno sguardo sognante ma allo stesso tempo razionale e con un pensiero sempre calibrato. La mostra sarà visitabile presso la Fortezza di Montalcino dove resterà aperta al pubblico fino al 24 settembre. Un ritorno a casa, nella patria del Brunello, dove Carlotta Parisi è nata e lavora presso il suo atelier nel centro storico. Ecco la nostra intervista a poche ore dal taglio del nastro della mostra.

Carlotta, non è la prima volta che esponi a Montalcino, cosa cambia rispetto al passato? No, non è la prima volta. Ne ho fatte altre di mostre ma solamente collettive. Questa è invece la mia prima personale.

Trenta lavori completamente nuovi, tra disegni e sculture in papier-mâché. Opere che hai definito fortemente autobiografiche. Sì, soprattutto nel corpo centrale. Il titolo è “Carta InCanta”. Il sottotitolo, “questa piccola favola”, è legato al mondo della fiaba. La mostra è una storia fantastica in cui mi racconto, sette tappe che accompagnano la mia vita.

Nella tua esposizione descrivi quindi la tua vita. C’è spazio anche per il futuro? Ho immaginato anche un futuro, esatto. Nella stanza della campana, che è dentro la Fortezza, ho creato una famiglia con un figlio più grande, adolescente. È poi c’è il mio futuro ideale, rappresentato dall’oggetto del dondolo: un concetto che mi riporta all’infanzia, ma che simboleggia due poli opposti, ovvero l’equilibrio e l'instabilità della vita e dei rapporti.

Carlotta Parisi mentre dipinge un'operaIl titolo è “Carta InCanta” e si basa su un materiale di consumo umile. Perché questa scelta? E’ un materiale umile a cui sono affezionata perché è vicino all’infanzia, piace a me come a tutti i bambini. Ricordo ancora il profumo della carta, il foglio bianco, il tracciare le linee. È la semplicità del mio segno, poi consolidato dal tipo di scelta formativa che ho fatto (illustrazione editoriale). L’incanto della carta, poi, viene trasformato in scultura.

Staino ha detto: “Carlotta la carta l’ha sicuramente amata e compresa più di quanto non abbia saputo farlo io”. Forse ha detto così perché l’ho approfondita di più, l’ho distrutta, l’ho ricostruita, magari intendeva in questo senso. Alla fine, con la carta, è l’amore che ci unisce.

Come vi siete conosciuti con Staino? Una decina di anni fa in un’osteria durante una festa di Francesco Guccini che presentava il suo ultimo disco a Bologna.

Anche Cristicchi ha scritto testi su di te. Vedendo le mie sculture ha scritto un pezzo estemporaneo, un rimando molto poetico. Manca di punteggiatura e mi piace tantissimo, è spontaneo, sono capriole di parole. Ci siamo conosciuti grazie al Monte Amiata, si è innamorato di Arcidosso, dei minatori e di Santa Fiora che ha portato anche a Sanremo. Ultimamente ha interpretato il Cristo dell’Amiata, sul Monte Labbro, è un’artista che apprezzo molto.

Quanto ti ha cambiata “Paper Cirkus”, con il quale hai girato l’Italia con Arturo Brachetti? È stato il mio volano. Avevo realizzato nel 2011 una mostra di sculture di carta affiancata dai disegni del mio babbo per esaudire la mia voglia di propormi come scultrice. La mostra è stata vista dal promotore di Arturo che mi ha invitato a portarla a Roma durante il suo tour. Non l’ho fatto perché era “sconnessa”, ho pensato invece ad un lavoro a tema. È piaciuto, e lo abbiamo portato non solo a Roma ma in tutta Italia. È stata un’opportunità unica a livello di visibilità e anche un riconoscimento personale importante a due mesi dalla prima mostra (agosto 2011, ad ottobre ero già a Roma!). In due mesi di scultura è successo tutto quello che non era successo in 15 anni di illustrazione.

Paper Cirkus è stato creato in un solo mese. Il tuo processo produttivo segue l’istinto? Io di natura sono molto impaziente, veloce, però poi ho bisogno di riposo! Voglio vedere la cosa finita, in modo impulsivo.

Una creazione di Carlotta ParisiCome ti definiresti? Illustratrice, scultrice, o altro ancora? Mi definirei scultrice, anche se l’ultima opera della mostra è un bosco e alle pareti ci sono quattro disegni, stampe su carta che riprendono il mio narrare la quotidianità per immagini. Da queste suggestioni giornaliere è nata la voglia di riprendere a disegnare che non significa comunque illustrare. Voglio essere più libera ed esprimere me stessa. Dopo la mostra mi piacerebbe sperimentare il disegno, tornare a disegnare come se fosse un atto intimo e non come illustrazione. Ci tengo a precisarlo.

Dopo un lungo periodo di studio a Milano, sei tornata a Montalcino dove sei nata. Un cerchio che si chiude? Non proprio perché finché c’è vita i cerchi non si chiudono mai. Anche se nella mostra ci sono tanti cerchi che si chiudono. Diciamo allora che questo è un primo cerchio che si è chiuso. Non sento l’esigenza di allontanarmi da Montalcino, anche se, dopo tre anni a crescere mio figlio, sono stata ferma e vorrei ricominciare a viaggiare, a confrontarmi con l’arte contemporanea che qui è difficile perché ce n’è poca. A novembre andrò alla Biennale, il primo viaggio voglio farlo a Berlino. Penso che continuerò a stare qui, è la mia scelta di vita, ma mai dire mai.

Montalcino quanto ha influito nel tuo modo di operare, nelle tue creazioni? A livello di immagini la Val d’Orcia ha fatto tanto. A livello emotivo e di spalla comunicativa, affiancare il mio nome a Montalcino è sempre stato, lo è anche adesso, efficace. Sono felice di essere promossa da Montalcino e di promuovere Montalcino.

Il testo che Simone Cristicchi ha dedicato a Carlotta: “(…) sono schegge di vita ammaestrate le magie di Carlotta. Parto di forma e fantasia, istantanee delicate, attimi congelati nel sempre. Semi di necessaria follia. Capriole improvvise di carta.(…).” Come quelle che è possibile ammirare in Fortezza da domani.

Staino: “La carta mi ha fatto conoscere Carlotta Parisi”

Sergio Staino a TorrenieriDopo il grande successo di Paper Cirkus, Carlotta Parisi, illustratrice e scultrice su carta, torna a raccontarsi con opere anche fortemente autobiografiche nella mostra “CARTA InCANTA, questa piccola favola”, trenta lavori completamente nuovi, tra disegni e sculture in papier-mâché, ai quali Carlotta sta lavorando da un anno, una sorta di diario su sé e il mondo visti attraverso uno sguardo sognante forte però di un pensiero razionale sempre calibrato.

La mostra, aperta dal 2 al 24 settembre nella Fortezza di Montalcino, dove Carlotta Parisi è nata e lavora presso il suo atelier nel centro storico, riunisce le opere più rappresentative della produzione di un’artista di vibrante poeticità che lavora sulle forme sempre partendo da un segno lineare forte e pulito, emblematico di un pensiero che fa del disegno l'espressione più intima, meditata e completa, del suo essere artista.

“Galeotta fu la carta, non il libro - scrive Sergio Staino, che ha dedicato per l’occasione un testo di presentazione - è stato l’amore verso questo materiale così umile e al tempo stesso così meraviglioso che ha determinato l’incontro tra me e Carlotta Parisi. Lei però la carta l’ha sicuramente amata e compresa più di quanto non abbia saputo farlo io. Carlotta ha proseguito su questa strada antica ed è andata ben al di là. Ancora parte dal foglio di carta, ancora i suoi pensieri più profondi si materializzano in forme e colori bidimensionali. Carlotta la carta la fa rinascere non come supporto ma già essa opera d’arte in forme eleganti e inaspettate, forme di gatti felici dalle code troppo lunghe, di pesci pronti a navigare nei sogni, di donne dai grandi fianchi pronti ad accogliere il mondo. Ed è andata anche più in là perché questa carta l’ha fatta tornare all’origine, l’ha riposta nuovamente nel grembo in cui è nata, nell’acqua che la macera e la fa tornare poltiglia come già essa fu un tempo. E da questo grembo la fa rinascere per una seconda volta sotto forma di leggerissima scultura a tutto tondo”.

Simone Cristicchi invece dedica alla Parisi parole che non si discostano molto dalla poesia: “sono schegge di vita ammaestrate, le magie di Carlotta. Parto di forma e fantasia, istantanee delicate, attimi congelati nel sempre. Semi di necessaria follia. Capriole improvvise di carta”.

Carlotta Parisi, artista di Montalcino che terrà a settembre una mostra nella città del Brunello

“Il titolo vuole essere un omaggio e un grazie alla carta su cui da sempre segno le mie linee e fisso i miei colori e con cui da qualche anno costruisco anche le mie sculture”, racconta Parisi, molto amata sia in Italia che fuori (negli Stati Uniti, per esempio, una sua scultura di carta si trova a fianco di un Picasso in una nota collezione privata di Chicago). “Amo la sua leggerezza, il suo calore, la sua resistenza insita nella sua fragilità. Carta InCANTA ferma, e segna soprattutto, questo mio momento artistico e creativo”.

La mostra è allestita secondo un percorso a ‘tappe’: è articolata su due piani, si apre con un autoritratto “Io sono Etrusca” (citazione da Marino Marini, che affianca il racconto in poesia della mostra stessa) e prosegue nei due ambienti del piano superiore articolata intorno a quello che è il cuore della mostra, sia in termini di allestimento che di opere. Una lunga tavola bianca, una sorta d'installazione sospesa ma al tempo stesso ancorata alla terra da tre tipi diversi di pietra locale. Una lunga ideale linea bianca che si allunga anche sulle pareti sulla quale la Parisi si racconta attraverso 9 rappresentazioni dal forte valore simbolico.

'Nunziatina', opera di Carlotta Parisi

Dai gatti coloratissimi nella prima sala, rappresentativi della sua produzione storica più riconoscibile, per quanto questi del tutto nuovi, alle sculture nella seconda sala che segnano le tappe più importanti del lavoro e della vita della Parisi. Chiude la mostra “La famiglia sul cavallo a dondolo”: un uomo, una donna, un bambino sul dondolo a simboleggiare l’equilibrio e l’instabilità della vita e dei rapporti. Sullo sfondo di quest’opera che apre alla vita e al futuro, un grande disegno di un bosco. Un bosco leggero, acquerellato, sereno ma con quelle grandi macchie rosse che si aprono spesso nei tronchi, sorta di squarci di passione, sangue, vita, accenno di un bosco che è protezione e pericolo al contempo.

Nella mostra di Carlotta Parisi c’è molto anche della sua terra, la Val d’Orcia, entro la quale il suo viaggio attuale si svolge, un paesaggio nel quale da secoli è racchiusa l’idea stessa di bellezza. “La bellezza della mia Val d’Orcia è ogni giorno nutrimento per l’anima - spiega - ho realizzato spesso donne abbondanti e accoglienti che la rappresentano e che citano pezzi di paesaggio nei loro stessi corpi, essi stessi colline”.

Due opere di Carlotta Parisi con sullo sfondo Montalcino

Una mostra che può anche diventare lo spunto per ritrovare fuori del percorso espositivo, sul territorio, suggestioni visive che rimandano alle opere, citazioni di un paesaggio dell’anima universale e di cui la Toscana è emblematicamente icona.

Paesaggi fortemente personalizzati dalla valenza narrativa forte di un segno da illustratrice di fiabe e racconti. Colori terrosi, materici, caldi, bruni e arancio, verde oliva  ma anche spesso i bianchi, l’ocra. Una trama di campi arati, colli e distese di erba in movimento, pezzature di boschi, appunto. Lo sguardo di Carlotta Parisi non si sofferma più di tanto però sulla realtà. Il suo è un viaggio nel segno, nel colore, nella materia, tra le pieghe delle carte, e il paesaggio è un pretesto per una rappresentazione interiore, un cromatismo di idee ed emozioni. “Quello di Carlotta Parisi è il canto libero di un'opera senza fini immediatamente illustrativi. Insomma, un ingresso nel mondo dell’arte con la “A” maiuscola, potrebbe dire un critico di altri tempi”, scrive Sergio Staino.

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