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Due Brunello tra i top di Falstaff

Due Brunello tra i top di Falstaff“101 migliori vini italiani”, secondo l’autorevole magazine tedesco Falstaff (nel numero di Giugno 2023, che ha per titolo di copertina “La Dolce Vita - Il mondo italiano del piacere in tutte le sue sfaccettature”), la voce più seguita in un mercato, quello teutonico, fondamentale per i produttori italiani. In quella che, spiega a WineNews, il corrispondente dall’Italia, Otmar Kiem, “non è un classifica, ma una selezione di vini di altissima qualità ed interessanti, che, secondo noi, sono quelli fondamentali da assaggiare per capire la varietà e la diversità del vino italiano, e l’essenza di alcuni territori". Tra i vini presenti anche il Tenuta Nuova Brunello di Montalcino di Casanova di Neri ed il Brunello di Montalcino Riserva di Poggio di Sotto.

Il calciatore Lucas Leiva a Montalcino

Lucas Leiva da Casanova di NeriUn altro campione dello sport attratto dal fascino di Montalcino. Dopo aver giocato e vinto la partita di Serie A a Cagliari, Lucas Leiva, calciatore della Lazio e appassionato di vino, ha approfittato dei due giorni liberi concessi dall’allenatore Maurizio Sarri per conoscere di persona uno dei territori enoici più famosi al mondo. Il 7 marzo Leiva ha fatto visita a Casanova di Neri, il contatto è nato sui social. “Ci ha scritto su Instagram, chiedendo se potesse venire a fare un giro - ci dice Giovanni Neri - ha visitato la cantina e ha degustato il Brunello di Montalcino 2017 e il Brunello di Montalcino Cerretalto 2016, credo fosse la sua prima volta a Montalcino ma conosceva bene il Brunello, se ne intende di vini”, ha detto Neri, che ha ricevuto in dono la maglia biancoceleste n. 6 del centrocampista brasiliano. “Grazie per l’accoglienza”, ha salutato su Instagram Leiva.

DoctorWine: Casanova di Neri “azienda dell’anno 2022”

La famiglia Neri, di Casanova di NeriCasanova di Neri è “l’azienda dell’anno 2022” secondo la Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2022 di Daniele Cernilli DoctorWine, che sarà presentata il 2 e 3 ottobre a Milano e il 9 ottobre a Roma. La celebre griffe di Brunello è stata premiata per il Rosso di Montalcino 2019, il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2016 e il Brunello di Montalcino Cerretalto 2015, eletto “miglior vino da uve Sangiovese 2022”. “È una bellissima soddisfazione – commenta Giacomo Neri – anche perché considero Daniele Cernilli come un padre spirituale del vino italiano. Un grande piacere e un grande risultato, che condivido con tutto il team di Casanova di Neri e con il territorio di Montalcino”.

OperaWine 2020, c’è tanto Brunello di Montalcino

Le vigne della tenuta di Casanova di NeriSono 103 le eccellenze del vino italiano selezionate da “Wine Spectator” per “OperaWine” 2020, il tradizionale appuntamento (di scena il 18 aprile 2020) che precede l’apertura di Vinitaly ed unica degustazione firmata dalla celebre rivista americana fuori dagli States. I nomi sono stati annunciati a “Wine2Wine”, la piattaforma di Vinitaly per il business, l’aggiornamento e la formazione professionale della community internazionale del vino di scena fino a domani a Verona. Per quanto riguarda il Brunello, nell’elenco figurano cantine di Montalcino oltre alle aziende che producono (anche) il Brunello. Ciò in attesa di scoprire tutte le etichette che rappresenteranno le aziende per OperaWine: Allegrini, Antinori (Guado al Tasso & Castello della Sala), Altesino, Biondi-Santi, Canalicchio di Sopra, Carpineto (con Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2010), Casanova di Neri, Castello Banfi, Eredi Fuligni, Famiglia Cotarella, Il Poggione, Lisini, Marchesi de’ Frescobaldi, San Filippo, Valdicava.

Guarda la video-intervista a Giacomo Neri (Casanova di Neri)

 

Biwa, tris del Brunello nella top 50 italiana

Giacomo NeriAl Centro Congressi Fondazione Cariplo a Milano sono stati premiati i 50 migliori vini d’Italia, selezionati dal comitato internazionale di Biwa (Best Italian Wine Awards), la classifica creata nel 2012 da Andrea Grignaffini e Luca Gardini. Le 50 etichette sono state selezionate nel corso dell’estate attraverso tasting alla cieca dalla giuria internazionale composta da alcuni fra i maggiori esperti di vino al mondo - Kenichi Ohashi, Amaya Cervera, Tim Atkin, Christy Canterbury, Lu Yang, Othmar Kiem, Luciano Ferraro, Antonio Paolini, Pier Bergonzi, Eros Teboni e Andrea Gori - e dai due fondatori del premio Andrea Grignaffini, critico e giornalista enogastronomico, membro del Comitato Scientifico di Alma, e Luca Gardini, Wine Killer, palato riconosciuto a livello mondiale e primo italiano entrato in Wine-Searcher che l’ha riconfermato anche nel 2019 fra i primi quattro critici a livello mondiale. A vincere è la Toscana con Bolgheri Sassicaia DOC 2016 di Tenuta San Guido. Ma nella lista dei migliori 50 Montalcino è presente: nella top-ten, e precismaente al n.8 c’è Casanova di Neri con il Brunello di Montalcino Cerretalto 2013. Al n.34 si classifica Il Marroneto con il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie Riserva 2013; al n.37 il Brunello di Montalcino 2015 de Le Potazzine. Nel corso della serata sono stati anche assegnati gli Awards, premi speciali fuori classifica: tra questi anche il Premio vino da uve autoctone rosso a Podere Giodo con Giodo - Brunello di Montalcino 2014. Un riconoscimento “per quell’etichetta che continua a portare avanti il messaggio enologico del proprio territorio attraverso l’utilizzo di una o più varietà autoctone a bacca rossa”.

“Liv-ex”, il Brunello si siede tra i grandi

Giampiero BertoliniMontalcino e il suo Brunello si siedono ancora una volta al tavolo dei “grandi” del vino internazionale. La vetrina questa volta è quella del “Liv-ex”, il benchmark londinese del mercato dei fine wine che, come sottolinea il sito specializzato WineNews, analizzando vendite e quotazioni di migliaia di etichette, è il punto di riferimento per chi, in tutto il mondo, investe nel vino da collezione. In prima fascia, tra i vini che costano dalle 2.877 sterline a cassa in su, troviamo 3 italiani tra i 77 in totale, tra questi anche il Biondi Santi Brunello di Montalcino Riserva, a 3.583 sterline. Sulle novità della “Liv-ex Classification 2019” che riguardano l’Italia, sono 39 i vini classificati, di cui ben 30 new entry. Detto della prima fascia, in seconda (tra le 792 e le 2.876 sterline a cassa) troviamo Casanova di Neri con i suoi due cru; Brunello di Montalcino Cerretalto Casanova di Neri (2.080 sterline) e Brunello Montalcino Tenuta Nuova Casanova di Neri (1.221 sterline). In questa fascia figura il Brunello di Montalcino Poggio di Sotto (983 sterline). La terza fascia (tra le 504 e le 791 sterline a cassa) comprende anche il Brunello di Montalcino Valdicava (536 sterline) mentre in quarta fascia (tra le 360 e le 503 sterline a cassa) approda il Brunello di Montalcino Conti Costanti (466 sterline). Dunque fare un salto in avanti enorme, grazie ad una strategia di lungo respiro capace però di dare in breve tempo i primi, importanti, frutti, è invece Biondi Santi, la griffe del Brunello di Montalcino e tra le storiche aziende del Belpaese, con un patrimonio unico di vecchie annate. “Un risultato straordinario ed inaspettato, che ci riporta nel gotha dei vini migliori al mondo - racconta a WineNews Giampiero Bertolini, ceo di Biondi Santi - ottenuto in poco tempo e grazie a due aspetti importanti: il primo è la coerenza che la famiglia Biondi Santi ha sempre avuto nel creare questa icona, che noi, come gruppo Epi, abbiamo ereditato. Si parla ancora dei vini fatti da Franco Biondi-Santi, con coerenza e rigidità, per cui è prima di tutto il riconoscimento al lavoro della famiglia. L’altro fattore per me importante è legato ad un lavoro di distribuzione più selettivo, che in due anni ha rimesso il Brunello di Biondi Santi nelle mani dei trader e dei consumatori giusti nel mondo. Oggi è dove merita, tra i migliori vini del mondo, ed è giusto così, se si pensa che l’annata 1955 è considerata tra i 12 vini migliori del secolo scorso. In questo contesto si inserisce il progetto “La Storica”, attraverso cui tracceremo e garantiremo che tutte le Riserve che escono dalla nostra cantina riporteranno una menzione in etichetta che certifichi che quella bottiglia è uscita, in quel momento, dalla cantina. Avere 39 vini sul Liv-ex - conclude Bertolini - è un dato straordinario, che ci lascia un messaggio importante: dobbiamo continuare a lavorare sul valore, che è la strategia vincente da portare avanti, questo è il segno tangibile che stiamo facendo bene”.

Giacomo Neri premiato dal Ministro Centinaio

Giacomo Neri, proprietario di Casanova di Neri, con il Ministro Gian Marco Centinaio (sx) e il sommelier Luca Gardini (dx)Si è svolta ieri al Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano, alla presenza del Ministro del turismo e dell’agricoltura Gian Marco Centinaio, l’edizione 2018 di The Winesider Best Italian Wine Awards, la classifica creata da Luca Gardini e Andrea Grignaffini che ha premiato i 50 migliori vini d’Italia, tra i quali ben quattro di Montalcino: il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2013 de Il Marroneto (n. 19), il Brunello di Montalcino Lupi e Sirene 2013 di Podere Le Ripi (n. 42), il Brunello di Montalcino 2013 di Belpoggio (n. 43) e, infine, il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2013 di Casanova di Neri (nella foto Giacomo Neri), che si è issato al terzo posto nella speciale classifica stilata da una giuria internazionale composta da tredici fra i maggiori esperti di vino al mondo (Lu Yang, Othmar Kiem, Kenichi Ohashi, Amaya Cervera, Tim Atkin, Christy Canterbury, Luciano Ferraro, Daniele Cernilli, Antonio Paolini, Pier Bergonzi e Marco Tonelli oltre a Gardini e Grignaffini).

“Per noi sta diventando una costante nel corso degli anni, una grande soddisfazione per tutto il territorio di Montalcino - spiega Giacomo Neri alla Montalcinonews - È sempre un onore poi esser premiati dal Ministro Centinaio, è stato un piacere conoscerlo. Ha spiegato che avrà grande attenzione per l’agricoltura e per il vino ed è di certo un buon augurio”.

Il Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano ha ospitato l’edizione 2018 di The Winesider Best Italian Wine Awards“Pensiamo di aver iniziato in questi mesi a dare risposte al mondo del vino, con il lavoro del Comitato Vino e dando strumenti ai produttori per la promozione internazionale - commenta all’Ansa il Ministro Gian Marco Centinaio - Vogliamo lavorare in sinergia con le associazioni di categoria e consentire al prodotto vino di essere trainante in agricoltura. Turismo e vino sono un abbinamento vincente. Sono sempre più numerosi i turisti che scelgono l’enoturismo per scoprire un territorio. Sosterremo questo settore come ci chiedono i produttori e i tour operator. Inoltre, grande attenzione alla tutela della qualità dei vini italiani vittime di copiature in tutto il mondo. Abbiamo bloccato il Prosecco in lattina e i vini in polvere, e bloccheremo ogni tentativo di copiatura del vino italiano”.

Brunello Casanova di Neri 3° miglior vino italiano

Giacomo NeriIl terzo miglior vino italiano dell’anno è il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2013 di Casanova di Neri. Questo il verdetto dei Best Italian Wine Awards, secondo la giuria guidata da Luca Gardini e Andrea Grignaffini, insieme a Luciano Ferraro, capo redattore del Corriere della Sera e firma della rubrica Corriere DiVini (che ha anticipato la notizia, la presentazione ufficiale il 17 settembre a Milano, ndr), “Doctor Wine” Daniele Cernilli, Antonio Paolini, coordinatore guide food Gambero Rosso e firma di alcune fra le maggiori testate di settore, Pier Bergonzi, vice direttore de La Gazzetta dello Sport e fondatore della rubrica “Gazza Golosa”, il sommelier Marco Tonelli e nomi di rilievo a livello internazionale, come Kenichi Ohashi, l’unico Master of Wine giapponese, Amaya Cervera (Spagna), fondatrice del sito internet spanishwinelover.com e wine journalist con un’esperienza di oltre 15 anni, il wine writer e Master of Wine inglese Tim Atkin, e la Master of Wine ed wine educator americana Christy Canterbury, oltre alle new entry Lu Yang, primo Master Sommelier di Cina, e Othmar Kiem per l’Italia di Falstaff.

In classifica si registrano anche il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2013 de Il Marroneto (n. 19), il Brunello di Montalcino Lupi e Sirene 2013 di Podere Le Ripi (n. 42) e il Brunello di Montalcino 2013 di Belpoggio (n. 43). Al primo posto della graduatoria troviamo il Sassicaia 2015 della Tenuta Sanguido, seguito sul podio dal Barbaresco Asili Vecchie Viti 2012 di Roagna.

NY Wine Expericence, Montalcino al top

Priscilla Incisa, Giacomo Neri e Jacopo Biondi Santi“Nel 2006 siamo arrivati primi con il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001, undici anni dopo è arrivato il quarto posto con il Brunello di Montalcino Etichetta Bianca 2012. Per noi è un onore e una grande gioia perché conferma la costanza per il lavoro che facciamo e cinquanta anni di storia unica. Siamo davvero felici”. Queste le parole rilasciate alla Montalcinonews da Giacomo Neri in merito alla notizia del tasting dedicato ai migliori 10 vini del 2017 di “Wine Spectator” che saranno protagonisti di un importante evento a Manhattan (la “New York Wine Expericence”). Giacomo Neri presenterà, in veste di produttore, uno dei suoi gioielli di famiglia davanti all’importante platea degli States. Un Paese, gli Usa, che rimane il primo mercato straniero per l’Italia del vino, dove le importazioni enoiche, nei primi 5 mesi del 2018, sono diminuite del 6,8% in volume e cresciute del 9,7% in valore, con l’Italia che, secondo l’Italian Wine & Food Institute, è cresciuta del +0,6% in quantità e del +11,3% in valore (608 milioni di dollari). Italia che, per mantenere le sue posizioni di leadership e per contenere il poderoso recupero dei vini francesi, sta investendo risorse delle cantine private, di player come Vinitaly e l’Ice, che proprio dagli States ha fatto partire la sua campagna istituzionale “Italian Wine - Taste the Passion”, in corso, con un investimento di 8 milioni di euro.

Giacomo NeriD’altronde per fare promozione nei grandi mercati serve una presenza costante, ma servono anche i grandi eventi. E il Belpaese sarà, appunto, attore principale di uno degli appuntamenti del vino più celebri in Usa, la “New York Wine Experience” di “Wine Spectator”, come da tradizione di scena ad ottobre (18-20) al Marriot Marquis Hotel, nel cuore di Manhattan. E, in attesa di conoscere le cantine (50, nel 2017, per il nostro Paese), l’Italia sarà protagonista dei seminari della “New York Wine Experience”, come quello dedicato alla verticale dei vini della Tenuta Greppo di Biondi Santi, la cantina dove nell’Ottocento è nato il Brunello di Montalcino, mentre tra le “Wine Stars” ci sarà Priscilla Incisa della Rocchetta, che guida la celebre Tenuta San Guido, culla del Sassicaia, insieme al padre Nicolò Incisa della Rocchetta E poi, come detto prima, il tasting sui top 10 di “Wine Spectator” con Casanova di Neri ancora una volta portabandiera di Montalcino.

“Wine Spectator”, Brunello Casanova di Neri è quarto

Ancora un brillante risultato per il Brunello di Montalcino Casanova di NeriE finalmente arriva l’Italia e lo fa proprio grazie al Brunello di Montalcino. La prestigiosa “Top 100” del magazine Usa “Wine Spectator” nelle prime dieci posizioni aveva lasciato il Belpaese a bocca asciutta. Ma nel conto alla rovescia arriva una gradita sorpresa perché alla posizione numero quattro troviamo il Brunello di Montalcino di Casanova di Neri del 2012. E il ghiaccio è stato rotto. Soltanto in tre occasioni l’Italia è riuscita a guadagnare il gradino più alto del podio e l’ultima volta, correva l’anno 2006, lo fece proprio con il Brunello di Montalcino 2001 Tenuta Nuova di Casanova di Neri. Molto positivo il giudizio espresso dalla firma di “Wine Spectator” Bruce Anderson: “Brunello ben strutturato, lineare e vibrante, capace di offrire una lunghezza eccezionale ed un finale sinuoso, da godere appieno tra il 2020 ed il 2035. Ha aromi e sapori di lampone, ciliegia, fiori, ma anche mineralità e tabacco”. “E’stata sicuramente una piacevolissima sorpresa - queste le parole di Giacomo Neri rilasciate alla Montalcinonews - dopo undici anni ritorniamo in alto in questa prestigiosa classifica e c’è una davvero una grande soddisfazione in azienda. Dedico questo risultato a mia madre in particolare, poi a tutta la famiglia e ai preziosi collaboratori che ogni giorno mettono passione, sacrificio e impegno in quello che fanno”. La “Top 10” raduna i vini selezionati tra quelli che hanno conquistato un punteggio superiore ai 90 punti assegnati dalla rivista Usa, tenendo conto di prezzo, disponibilità sul mercato e di un fattore “x” legato all’emozione. E chissà che non arrivi l’ultimo “acuto” tutto italiano. Presto si svelerà la prima posizione del ranking e il Brunello di Montalcino ha tutte le carte in regola per ambire alla leadership…Difficile, ma non impossibile.

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