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Un risultato storico: due stelle Michelin per Montalcino

Gli chef Matteo Temperini e Domenico Francone (foto Francone: Paolo Biava)Un risultato storico per Montalcino. Oggi si sono svelati i ristoranti stellati dell'edizione n.68 della Guida Michelin, la più prestigiosa. Accanto alla conferma per il terzo anno consecutivo del ristorante Sala dei Grappoli Poggio alle Mura di Castello Banfi-Il Borgo, guidato dallo chef Domenico Francone, la "new entry" è Campo del Drago di Rosewood Castiglion del Bosco che ha ottenuto la sua prima stella Michelin, ambito riconoscimento assegnato dall’autorevole guida. Una notizia di valore per il territorio di Montalcino che conferma la propria eccellenza in ambito enogastronomico. La Sala dei Grappoli di Castello Banfi, azienda leader del territorio, è ancora una volta tra i big della ristorazione: premiato il talento dello chef Domenico Francone, già ai fornelli per il tristellato Heinz Beck. "Per noi - commenta alla Montalcinonews Enrico Viglierchio, presidente di Banfi Srl - la conferma della stella Michelin è sicuramente importante e ci fa immensamente piacere perché testimonia l'impegno ed il lavoro fatto in questo anno. Il riconoscimento della Michelin è qualcosa di speciale per noi ma anche per tutto il territorio che è capace di offrire una esperienza territoriale a 360°. Il premio per Campo del Drago ci rende molto felici perché è importante per tutta Montalcino, ci auguriamo che ne possano arrivare altri. Avere due stellati significa mettere una bandierina di eccellenza per il nostro territorio".

Sotto la guida dello Chef Matteo Temperini (classe 1974 di Poggibonsi), Campo del Drago, festeggia la sua prima stella Michelin. Matteo utilizza solo ingredienti provenienti dalla sua Toscana, selezionando personalmente i fornitori locali. Tra i punti di forza c'è la cura dell’orto biologico all’interno del Resort, insieme all'orticoltore di fiducia, affinché le verdure siano protagoniste in ogni piatto. Tra quelli più celebri di Matteo c'è il tortello di stufato di manzo, spezie di panforte e tartufo nero. "Siamo onorati - ha commentato Mirko Marchi, Managing director di Rosewood Castiglion del Bosco - di aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento, che rappresenta il frutto di un percorso fatto di passione e dedizione da parte del nostro talentuoso team che ha lavorato instancabilmente per raggiungere un traguardo tanto importante. Inoltre, conferma il nostro impegno nell’offrire un'esperienza culinaria straordinaria, profondamente legata alla destinazione. Sono molto orgoglioso di tutti loro".

Temperini ha lavorato in Francia dove il leggendario Alain Ducasse lo ha nominato prima sous chef nel suo ristorante parigino Spoon - Food and Wine, e poi chef de partie nel suo rinomato locale tre stelle Michelin Le Louis XV a Monaco. A questo apprendistato stellato sono seguite esperienze lavorative a New York, Lugano e Macao, che hanno consentito a Matteo di ampliare i propri orizzonti gastronomici. Tornato in Italia, dopo un periodo come chef de partie presso l'Enoteca Pinchiorri di Firenze ha assunto un ruolo di primo piano nel ristorante Il Gallopapa a Castellina in Chianti, dove ha conquistato nel 2002 la prima stella Michelin. Nel 2008 Matteo è diventato Executive Chef dell'Hotel Le Sirenuse di Positano e ha portato il ristorante La Sponda a conquistare la prima stella Michelin nel 2011, riconoscimento che ha mantenuto da allora. Nel 2019 è entrato a far parte di Rosewood Castiglion del Bosco. “È un onore e una grande emozione aver portato la stella Michelin al Campo del Drago - commenta Temperini -. La Toscana è la mia terra, e poterne valorizzare gusti, sapori e tradizioni attraverso la mia cucina è la più grande soddisfazione. È infatti dalla Toscana e dai suoi incredibili frutti e prodotti che quotidianamente traggo ispirazione, che poi elaboro insieme alla mia splendida brigata. A questa e al team di Rosewood Castiglion del Bosco va tutta la mia gratitudine per condividere emozioni, fatiche e autentici momenti di vita insieme. Senza mai mollare”.

Tra i premiati durante la presentazione della Guida Michelin che si è tenuta a Corte Franca (Brescia) c'è anche Stefano Quero, sommelier del ristorante "Condividere" di Torino, vincitore dell’“Award Michelin Sommelier 2023”, l’esclusivo premio che il Consorzio del Brunello (partner della manifestazione) assegna ogni anno a chi si è distinto nella divulgazione della conoscenza dei vini del territorio di Montalcino. A consegnare il premio, una magnum di Brunello di Montalcino 2017, il direttore del Consorzio Michele Fontana. Si rinnova così la partnership tra il Brunello e Michelin una collaborazione nata nel 2014 e rafforzata nel 2018 con l’istituzione di un riconoscimento speciale.

“Con l’assegnazione della stella Michelin al ristorante Campo del Drago di Castiglion del Bosco, Montalcino raddoppia la propria presenza stellata su territorio. Nell’ultimo biennio i ristoranti di due nostre aziende vinicole hanno infatti conseguito la stella Michelin: ci sembra un buon modo per concentrare l’attenzione sulla qualità di un territorio che si riconosce in un comun denominatore, il vino, ma che è in grado di esprimere mille eccellenze. Per questo facciamo i complimenti alla new-entry Tenuta Castiglion del Bosco e allo chef, Matteo Temperini, e al ristorante Sala dei Grappoli Poggio alle Mura di Castello Banfi-Il Borgo, guidato dallo chef Domenico Francone per conferma della stella”. Lo ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, commentando la stella assegnata oggi dalla Guida Michelin al ristorante Campo del Drago di Castiglion del Bosco.

“Riteniamo - ha aggiunto il presidente del Consorzio a tre giorni dall’avvio di Benvenuto Brunello (11-21 novembre) - che per un territorio come Montalcino sia fondamentale lavorare sulla qualità totale, nel vino come nell’ospitalità o nella ristorazione. È un obiettivo strategico per affermare l’immagine di un territorio che deve essere sempre più bandiera dello stile di vita italiano nel mondo”.

Un family office rileva Castiglion del Bosco

Una veduta del resort Rosewood Castiglion del BoscoUn altro passaggio di mano nella terra del Brunello. Castiglion del Bosco, una delle più grandi e storiche tenute del territorio di Montalcino, tra i soci fondatori del Consorzio del Brunello, passa ad un importante family office internazionale (che resta riservato, così come la cifra dell’affare). A confermarlo una nota ufficiale dell’azienda, anticipata da WineNews, dalla quale emerge come Massimo e Chiara Ferragamo rimarranno coinvolti nell’azienda, così come è confermato anche il management, a partire dal Ceo Simone Pallesi. “La decisione di questo avvicendamento – si legge nel comunicato – nasce con l’obiettivo di garantire lo sviluppo futuro sia della parte ospitalità che di quella agricola dell’intera proprietà, e avviene nel segno della continuità”.

Proprietà di Massimo e Chiara Ferragamo dal 2003, Castiglion del Bosco si estende su 2.000 ettari con 62 ettari di vigneti (250.000 bottiglie di Brunello prodotte all’anno), un’elegante e innovativa cantina che accoglie al suo interno il Millecento Wine Club e l’unico golf club privato in Italia, con 18 buche disegnate dal leggendario campione del British Open Tom Weiskopf, oltre ad un resort 5 stelle situato nell’antico borgo medievale (con 42 Suite, 11 Ville con piscina privata, Spa e 2 ristoranti) che continuerà ad essere gestito da Rosewood Hotels & Resorts.

Massimo Ferragamo, proprietario di Castiglion del Bosco a Montalcino“Dal momento in cui, folgorato dalla bellezza del posto, decisi di intraprendere questa avventura imprenditoriale, sono passati quasi 20 anni - afferma Massimo Ferragamo, in una nota stampa che WineNews è in grado di anticipare - un impegno costante in nome della massima qualità, anche come azienda vitivinicola. Oggi, con orgoglio, guardo a tutto ciò che abbiamo costruito. Castiglion del Bosco ha assorbito una notevole quantità di energie materiali e mentali ed è arrivato il momento di far crescere ulteriormente questa proprietà unica e inimitabile. Le sfide e i progetti da realizzare sono ancora molti e di grande portata. Tale consapevolezza mi ha spinto a fare quest’importante passo e vediamo con grande positività un avvicendamento nella proprietà che garantisca a  un consolidamento e uno sviluppo futuro per poter cogliere le opportunità che si apriranno a livello globale in uno scenario sempre più competitivo”.

“Con l’acquisizione di oggi Montalcino si conferma cosmopolita del vino e con un comune denominatore: quello dell’appeal del brand, della qualità del suo Brunello e del territorio”, commenta il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci. Tutto questo “segna un altro prestigioso passaggio di proprietà per un territorio vitivinicolo tra i più noti al mondo e un vino – il Brunello di Montalcino – che risulta il più conosciuto dai consumatori italiani. Diamo il benvenuto – ha concluso - ai nuovi arrivati a Montalcino che, ci auguriamo, contribuiranno non solo alla crescita del nostro brand ma anche al rispetto dell’ambiente e della sua biodiversità. Valori da sempre fondamentali per il territorio di Montalcino. Un grazie a Chiara e Massimo Ferragamo che negli anni hanno mostrato passione e attaccamento al territorio di Montalcino aiutandolo nella sua crescita”.

Tutelare l’ambiente attraverso l’arte: il progetto di Castiglion del Bosco

“Un’opportunità non solo per collaborare con artisti emergenti di talento e promuovere le loro opere d’arte, ma anche per contribuire a sensibilizzare il pubblico su temi estremamente importanti, come quello della tutela ambientale. Da sempre ci impegniamo ad essere quanto più sostenibili e questo è un passo in più per rendere le nostre azioni ancora più concrete”. Con queste parole Massimo Ferragamo, proprietario con la moglie Chiara di Castiglion del Bosco, commenta l’ultimo progetto della storica tenuta di Montalcino, “Chardonnay Inspires”: tre giovani artisti internazionali, tutti di base in Cina, sono stati chiamati a interpretare il protagonista di questa iniziativa, lo Chardonnay di Castiglion del Bosco e il suo simbolo, l’iconico leprotto di Castiglion del Bosco, che a sua volta ne ha ispirato l’originale etichetta in bottiglia. La scelta è ricaduta sulla bottiglia di Chardonnay non solo per la sua grafica, già giovane e frizzante, ma anche perché il tappo in vetro Vinolok© ne permette il riutilizzo, mantenendo inalterata la freschezza e le note floreali del vino.

“Chardonnay Inspires” riafferma l’importanza e il valore dell’arte come mezzo di comunicazione unico per Castiglion del Bosco, che già dal 2013 coinvolge rinomati artisti contemporanei per personalizzare un’edizione limitata di Brunello di Montalcino, dal nome “Zodiaco”.

Focus: gli artisti e le opere

Classe 1991, Wang Zhiyi vive e lavora tra Shanghai e Wuhan. L’opera dell’artista cinese si focalizza sul simbolismo e sulla percezione della relazione tra colore e grafica, esplorando le relazioni tra la psicologia umana e l’immagine, il suono e il testo.

Partendo dal leprotto, simbolo di questo vino, Wang ha scelto di utilizzare l’arancione brillante delle carote come colore predominante. I blocchi di colore sono tagliati con specifiche proporzioni, mentre il nastro adesivo con la sua texture trasparente accentua il colore, senza nascondere i contenuti dell’etichetta.

Nella visione dell’artista, la bottiglia può essere ri-utilizzata come contenitore per centrifughe di frutta e verdura a base di carota.

Originario di Chicago ma di base a Shanghai dal 2010, è invece Redic, artista eclettico che ama lavorare assemblando materiali diversi tra loro e attraverso progetti di installazione, performance in pubblico e lavoro in team, con una particolare attenzione alla tematica del riciclo dei materiali di scarto delle città.

Redic ha trasformato la bottiglia in un vaso per i fiori, con l’idea di portare nelle case delle persone l’arte e la bellezza della natura in modo funzionale e originale allo stesso tempo. “The Mosaic Wine Vase” permette all’osservatore di ricondurre alla memoria i bei momenti conviviali con i propri cari, davanti ad un bicchiere di Chardonnay.

Dalla Cina arriva anche il terzo artista scelto per reinterpretare lo Chardonnay di Castiglion del Bosco: nato a Chongqing nel 1986, Wang Haoming porta la creatività sviluppata prima a Shanghai presso ZUCZUG, una delle principali case di moda indipendenti della metropoli, e poi con WHM, il proprio brand di abbigliamento.

Elemento di ispirazione per la sua “Water Bottle Holder” è stata proprio il pratico tappo Vinolok © in vetro che permette alla bottiglia di avere una seconda vita come contenitore. Questo ha portato alla memoria dell’artista gli antichi contenitori realizzati in trama di bambù tipici delle case cinesi alla fine del secolo scorso e che fungevano da protettori per i contenitori di vetro. Wang ha voluto quindi ricreare un involucro elegante e comodo per il riutilizzo della bottiglia, utilizzando uno spesso filo di lana rossa che fosse da un lato esteticamente piacevole alla vista, grazie alla trama ad intreccio, e dall’altro fungesse da protezione.

La magia della vendemmia del Brunello

La magia della vendemmia del Brunello con Rosewood Castiglion del BoscoPer festeggiare la tradizione della vendemmia dal 21 settembre al 4 ottobre Rosewood Castiglion del Bosco propone un soggiorno esclusivo all’insegna del momento più atteso per i cultori del vino: un’esperienza di due notti in villa con visite in vigna accompagnati da professionisti del settore. Si potrà infatti partecipare alla raccolta dei grappoli maturi in vigneto e ai primi passaggi di vinificazione del Brunello di Montalcino di Castiglion del Bosco e godere di un pranzo picnic tra i filari di vite dai colori che virano verso i toni caldi del foliage autunnale.

Il prezzo di partenza è di 6.026 euro per una villa a tre camere. Per info e prenotazioni: 0577 1912001 –cdelbosco.reservations@rosewoodhotels.com.

Finanziamenti, la case history di Castiglion del Bosco

Massimo FerragamoIn un mondo del vino che cerca nuove forme di accesso alla liquidità, non solo per far fronte all’emergenza Covid, la novità, prima del genere, arriva da Montalcino e da una delle sue realtà più celebrate, Castiglion del Bosco di Massimo Ferragamo, che ha ottenuto un finanziamento da un milione di euro da Banco Bpm (tecnicamente si chiama “inventory loan”). A garantire la linea di credito il pregiato vino sfuso in magazzino, che resterà comunque nella piena disponibilità dell’azienda e potrà essere sostituito dalle vendemmie successive, per consentire l’imbottigliamento e l’invecchiamento delle annate prossime alla messa in commercio. Il finanziamento ha durata di 4 anni (con 12 mesi di pre-ammortamento), tasso fisso e rimborso di interessi e capitale su base semestrale.

L’operazione, per i servizi di consulenza e certificazione, si avvale della collaborazione di Pwc e Valoritalia, che su base periodica svolgeranno le procedure di verifica fisica sul magazzino. Valoritalia controllerà anche la corrispondenza dei quantitativi riportati nei registri Sian e al sopralluogo, con prelievo dei campioni, al fine di verificare i requisiti previsti dal Disciplinare.

“Siamo orgogliosi di aver costruito questa operazione innovativa, che ci auguriamo possa diventare un riferimento importante per la nostra Denominazione in una fase congiunturale difficile – spiega Simone Pallesi, amministratore unico della Castiglion del Bosco Agricola - il finanziamento su privilegio valorizza lo sfuso e sostiene il produttore nel percorso di affinamento del vino in cantina, creando valore per l’intera Denominazione. Abbiamo lavorato con un gruppo di persone che esprimono quella straordinaria capacità silenziosa di portare a termine i progetti, nonostante le avversità, spinti dalla passione per il lavoro e dalla soddisfazione di un traguardo raggiunto insieme”.

“Questa operazione rappresenta da un lato un segno tangibile della vicinanza di Banco Bpm alle eccellenze del territorio in una complessa congiuntura economica – commenta Adelmo Lelli, responsabile direzione territoriale tirrenica di Banco Bpm – dall’altro è la conferma della nostra attenzione al comparto agroalimentare attraverso strumenti di finanza innovativi e taylor made adeguati a valorizzarne al meglio l’asset più rilevante che spesso è proprio il magazzino. Non in ultimo ha un valore simbolico per il contributo che tale strumento potrà dare, anche in futuro, allo sviluppo di un’eccellenza italiana come il Brunello”.

“Il contributo di un ente di certificazione come Valoritalia ha consentito di sviluppare strumenti finanziari innovativi destinati alle imprese vitivinicole – commenta Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia – fornendo le necessarie garanzie tecniche che da sempre costituiscono uno degli elementi problematici per la concessione del credito. Siamo convinti che la collaborazione tra Banco BPM, Castiglion del Bosco e Valoritalia costituisca un modello virtuoso destinato a diffondersi in tutta Italia ed a portare notevoli vantaggi al settore vitivinicolo, anche in periodi ordinari”.

Castiglion del Bosco riapre all’enoturismo

Castiglion del Bosco riapre all’enoturismoDal 15 giugno Castiglion del Bosco, una delle più grandi e antiche tenute del territorio di Montalcino di proprietà di Massimo e Chiara Ferragamo, riaprirà nuovamente ad enoappassionati ed entusiasti che, attraverso tour organizzati, saranno guidati in percorsi esperienziali alla scoperta della cantina e dei vigneti, con l’esplorazione dei terroir, le degustazioni con abbinamenti ai formaggi toscani ed altri prodotti locali e le verticali di vecchie annate. I percorsi saranno organizzati solo su prenotazione (tel +39 0577 1913 238; wine@castigliondelbosco.com e tel 05771913750).

Tra le proposte di Castiglion del Bosco troviamo il “Classic Tour” (tour alla scoperta della Member’s Cellar con una degustazione di quattro diverse tipologie di vino, tra cui il Brunello di Montalcino), la Wine Experience (visita della cantina e della bottaia e degustazione di sei vini accompagnati da una selezione di formaggi toscani, pane fresco, olio e miele di produzione aziendale), un abbinamento vino & formaggio (tour nel vigneto Campanna e nella cantina, a seguire una degustazione di sei vini incluso il Vin Santo abbinati a sei formaggi tipici tra cui pecorini toscani, formaggio fresco ed erborinato, alla scoperta dei migliori abbinamenti con ogni tipologia di vino) e una verticale di Brunello (sei annate. Durante la visita in cantina si potranno scoprire tutti i processi di vinificazione e visitare la bottaia dove invecchiano i vini migliori. La degustazione dei vini è accompagnata da una selezione di pecorini toscani, pane fresco, olio extra vergine di oliva e miele di produzione aziendale).

Il wedding è un business per Montalcino? Analisi e dati

Tanti stranieri decidono di sposarsi a MontalcinoSi parla molto di “wedding”, del turismo legato ai matrimoni. Ma quanto è importante per Montalcino? E in quale misura riesce a “smuovere” l’economia locale? Ci sono delle potenzialità ancora non esplorate? Si ha consapevolezza di questo nuovo filone di turismo in cui molti territori stanno investendo? La Montalcinonews ha deciso di fare un’analisi per fotografare la situazione attuale. Intanto partiamo da un punto: per quanto riguarda i matrimoni di “fascia alta”, che rappresentano una nicchia, Montalcino è messa molto bene. Posti, ad esempio, come Castello Banfi, Castiglion del Bosco e Castello di Velona rappresentano delle vere e proprie eccellenze. Non a caso nomi famosi del mondo dello sport o dello spettacolo (da Simone Inzaghi con Gaia Lucariello fino a Caroline Wozniacki con David Lee...) hanno scelto la patria del Brunello perché qui hanno trovato qualità, paesaggi unici, prodotti eccezionali e comodità. E Montalcino, grazie anche a questi resort, ha beneficiato di una visibilità internazionale. Ma i grandi numeri si fanno però con i matrimoni di “fascia medio-alta”, come dimostra l’alto numero di stranieri che scelgono l’Italia per dirsi il loro “sì” eterno. E qui la situazione cambia. Montalcino paga in un certo senso un “deficit” rispetto ai paesi limitrofi, forse non consapevole, ma questo accade anche per altri contesti, che il turismo legato ai matrimoni genera ricadute economiche positive per tutta la cittadina: dalle cantine ai ristoranti, dai negozi alle enoteche. Anche perché il matrimonio, alla fine, non dura più un giorno ma i festeggiamenti si prolungano per l’intero fine settimana, come dimostra la tendenza chiamata “wedding week”.

La Toscana è leader nazionale. Ma andiamo con ordine e iniziamo dai numeri. Confcommercio Siena nei giorni scorsi ha fornito dei dati interessanti che inquadrano bene la situazione nella nostra Regione. I dati 2018 consolidano il posizionamento della Toscana che, con una quota pari al 30,9%, si conferma la regione leader del mercato nazionale. Numeri che saranno al centro, il prossimo 12 dicembre a Siena, dell’evento “Wedding, How to do in Terre di Siena” su cui si parlerà con addetti ai lavori e operatori di questo fenomeno con l’obiettivo di mettere in connessione albergatori, gestori di strutture ricettive e ristoratori con chi fa wedding planner. Secondo i dati regionali sia gli arrivi che le presenze turistiche per il settore wedding hanno fatto registrare nel 2018 aumenti a doppia cifra, rispettivamente +42,2% e +34,8%, con un trend di crescita medio annuo pari al +9,2% e al +7,8%. Nel quadriennio 2014-2018 il fenomeno ha evidenziato tassi di crescita significativi. In termini di fatturato totale stimato la percentuale sale al 32,3%. Nel 2018 ci sono stati 2.713 eventi, 134mila arrivi e 546mila presenze. I principali mercati sono la Gran Bretagna, 31,4%, USA, 23% e poi Germania, 6,4%, Australia, 5,6%, Olanda, 4,2%, Irlanda, 3,7%, Canada, 3,6%, Norvegia, 3,1%, Brasile, 2,4%, Russia, 2,1%. Il mese preferito è settembre (23,6%). I mercati emergenti citati sono quelli di Irlanda, Brasile, Libano, Sud Africa, Turchia, Emirati Arabi, Cina, Lituania. In tutta la Toscana ci sono oltre 5.000 operatori della filiera wedding: 49,3 è il numero medio di invitati, 59.000 euro la spesa media per evento, 160,2 milioni di euro il fatturato totale stimato. Le location emergenti sono i borghi esclusivi, le dimore storiche, mentre le location “top 5” sono le ville, 38,2%, gli agriturismi, 20,8%, i castelli, 16,4%, i luxury hotel, 15,3%, i Comuni, 3,9%.

Montalcino: alcuni numeri. I numeri non mentono, la Toscana è meta ambita, la numero uno. Abbiamo cercato, a questo punto, di capire il peso di Montalcino. In che modo? Sentendo gli operatori del settore: da chi organizza i matrimoni (i wedding planer) alle grandi strutture, cercando poi qualche dato utile. Il primo è questo: nel 2018 a Montalcino sono stati celebrati 12 matrimoni civili e 11 religiosi. Nel 2019, ad oggi, 10 matrimoni civili e 15 religiosi (fonte Comune di Montalcino). A Montalcino il matrimonio civile si può fare a Palazzo Storico e in Comune (Piazza Cavour). I cittadini stranieri pagano 800 euro, gli italiani non residenti 500. Per quanta riguarda i residenti (ne basta uno) è gratis oppure costa 50 euro se la decisione è di giurarsi “amore eterno” a Palazzo Storico. A San Giovanni d’Asso il matrimonio civile è previsto nella Sala del Camino del Castello, ed è gratuito se c’è almeno un residente, oppure si paga 250 euro per gli italiani non residenti e 450 euro per gli sposi stranieri. A differenza di altri posti a pochi chilometri di distanza, Montalcino, dove nei giorni festivi in Comune non è possibile sposarsi il pomeriggio, non ha allargato le possibilità di sposarsi in luoghi diversi dal Comune (storico o attuale). Lo ha fatto, ad esempio, Montepulciano (48 matrimoni celebrati nel 2019, di cui 25 civili e 23 religiosi - fonte: Comune di Montepulciano) dove la cerimonia si può fare anche al Lago, in Fortezza o al Museo. Poche settimane fa è stata la volta di Pienza che ha deciso di puntare forte sul wedding, allargando la celebrazione del matrimonio con rito civile a luoghi “iconici” come Largo Mario Luzi, Via dell’Amore e il Primo Pratellone di Viale Santa Caterina. Se c’è chi si muove, Montalcino sembra ancora non crederci così troppo. C’è poi il discorso legato all’Abbazia di Sant’Antimo, un posto bellissimo ma in cui sono effettuati 1 o al massimo 2 matrimoni al mese eccetto nei mesi più importanti a livello liturgico,”in quanto - ci fa sapere la Segreteria - vi sono anche attività diocesane e momenti di spiritualità intensa”.

La parola ai “wedding planer”. Se noi da osservatori possiamo farci un’idea della situazione, quelli che sicuramente conoscono bene come stanno le cose sono i “wedding planer”, ovvero coloro che organizzano i matrimoni, una figura professionale in grande crescita. A loro abbiamo chiesto di dirci di più sul wedding a Montalcino.

Claudia Moritz organizza eventi e matrimoni in Toscana. Ha una sua attività con sede proprio a Montalcino. “Devo dire che Montalcino non è un posto in cui sia facile lavorare. Sono tedesca e la maggior parte dei miei clienti arrivano dalla Germania. Il Chianti fiorentino è una meta ambita per i matrimoni ma anche la Valdorcia è in crescita. Montalcino è un caso diverso: negli ultimi 5 anni ho organizzato qui un solo matrimonio. Bisogna fare una distinzione tra le strutture di lusso, che sono per una certa fascia, quella alta, di clientela e quelle dedicate a una fascia medio-alta di pubblico che poi è quello più numeroso. Montalcino non ne ha abbastanza. Non è per far polemica, amo Montalcino ma altri posti si sono mossi in maniera differente. Trequanda, ad esempio, ha stipulato accordi per fare matrimoni civili su altre location, qua è possibile solo in Comune anche se il Palazzo Comunale Storico è un posto bellissimo. Ma ci sarebbero altri palazzi suggestivi, il Comune magari potrebbe stipulare accordi per fare matrimoni anche in nuove location, proporre matrimoni con rito civile con vista sui vigneti e la Valdorcia. Questo è quello che chiedono i turisti stranieri. I modi ci sarebbero, così è difficile competere con altre realtà. Anche Pienza si sta muovendo molto. Un altro aspetto è la mobilità e i trasporti: come li porti 50 persone quando non c’è un treno, un bus o un collegamento con una grande città? Chi si sposa qui è perché ha visto la città e se ne è innamorato altrimenti, anche se sono tentati, rinunciano per le difficoltà. Le ricadute sul territorio sarebbero notevoli, i gruppi si fermano per 3/4 giorni e vanno in giro a fare degustazioni, si fermano nei ristoranti, fanno regali. Spero che la situazione cambi, qualche segnale forse c’è: per il 2020 ho già prenotati due matrimoni da organizzare a Montalcino”.

Eleonora Ciolfi (Wedding in Val d’Orcia): “Montalcino ha delle location al top per un target alto, basti a pensare a Banfi o al Castello di Velona. Però c’è un target medio-alto, con un buon budget a disposizione, che ama la Valdorcia e che non ha dei luoghi adatti per celebrare il matrimonio. Non è il caso del classico agriturismo. A Montalcino ci sono difficoltà perché esistono poche location di questo livello. Le potenzialità non mancano così come le richieste. Bloccando il turismo legato ai matrimoni si perde anche un certo indotto per il territorio. Un evento del genere fa lavorare fiorai, parrucchieri, Ncc, numerosi fornitori. Senza poi dimenticare le attività collaterali, come lo shopping e il wine-tasting”.

Simona Coltellini (Above & Beyond Tuscan Weddings): “i matrimoni in Toscana se ne sono sempre fatti tanti, si dice che sono in crescita perché solo adesso si è iniziato a studiarne il fenomeno. L’idea che tutti possano fare i matrimoni è sbagliato perché tutte le strutture non sono adatte. I comuni cosa devono fare? Intanto avere un ufficio anagrafe che funzioni. Non conosco la situazione di Montalcino ma posso dire che maggiore è l’offerta più aumentano le potenzialità di incontrare i gusti del pubblico. Le nozze creano anche un giro di affari non da poco: a San Galgano si celebrano tre matrimoni al giorno e ciò per il bilancio di un Comune è importante...”.

Montalcino, meta di un matrimonio da sogno. E poi ci sono i posti da favola in cui personaggi famosi o coppie da tutto il mondo decidono di passare il giorno più bello della loro vita convinti da tutto quanto di straordinario propone questa terra. Ma anche dall’accoglienza, dall’organizzazione dei resort e dalla cura dei dettagli. Sono luoghi conosciuti in tutto il mondo, pieni di storia e di fascino, spesso al top nelle classifiche internazionali. Qua, ovviamente, il discorso cambia rispetto a prima. A loro la parola.

Azzurra Casini - Director of Communications Rosewood Castiglion del Bosco. "Il business dei matrimoni per noi è sempre più importante, quest’anno ne abbiamo fatti 10, in aumento rispetto allo scorso anno. Le nazionalità principali sono Stati Uniti e Regno Unito anche se stiamo registrando un crescente interesse dall’India, Asia e dall’Italia. Abbiamo anche riscontrato un aumento di richiesta per piccoli matrimoni (20-25 persone). Chi si sposa qui è alla ricerca di un contesto unico, sofisticato ma autentico allo stesso tempo e richiede la massima professionalità in termini di organizzazione di eventi; si tratta infatti spesso di produzioni importanti che vedono, oltre alla cerimonia, la realizzazioni di allestimenti floreali, eventi a tema, cene di gala e molto altro. Per questo, spesso, questo tipo di eventi è gestito assieme ai wedding planner più importanti a livello mondiale. Senza dubbio il business dei matrimoni ha una ricaduta a livello locale, sia essa diretta o indiretta, che si tratti degli ospiti che decidono di visitare i dintorni o il supporto di fornitori esterni”.

Juan Miquel - Hospitality director Castello Banfi. “Ospitiamo non più di 10 matrimoni all’anno di livello alto. Le coppie che si sposano sono straniere, un terzo proviene dagli Usa, un terzo dall’Europa e un terzo dal Brasile che è un mercato importantissimo, il secondo per noi. Eventi del genere portano benefici per tutti, perché la gente poi va in giro per Montalcino e spende. Ricordo di gruppi che poi hanno fatto cene da centinaia di persone in ristoranti della zona. E poi i nostri fornitori sono locali, quindi più gente viene al ristorante e più lavoro c’è per tutti. Montalcino è un posto molto conosciuto e ambito, secondo me negli ultimi anni è migliorato moltissimo”.

Giorgia Pellegrinelli - Marketing, Castello di Velona. “La Valdorcia è patrimonio Unesco, i vigneti di Brunello e gli oliveti sono dei simboli. Il nostro castello è storico, un monumento nazionale. A Montalcino siamo l’unico posto che offre un castello, le acque termali e la produzione di vino e olio biologico. Per i matrimoni proponiamo attività abbinate, l’evento inizia già dai giorni precedenti. Una cosa molto apprezzata sono le cene e i pranzi privati in vigna, dietro c’è una grande organizzazione. I collegamenti sono però un problema. Ci sono alcune persone che magari vorrebbero venire a Montalcino poi vedono che con gli spostamenti è impegnativo e decidono di andare a Firenze. Però, se vogliamo, è anche questo il bello di Montalcino. Vengono prevalentemente gli stranieri, abbiamo ospitato matrimoni importanti. La ricaduta economica è per tutto il territorio: già prima di venire, ad esempio, ci scrivono per visitare le cantine più belle, vogliono scoprire i posti, si informano sull’Abbazia di Sant’Antimo che tutti poi vanno a vedere.

L’“Harvest Experience” di Castiglion del Bosco

L’Harvest Experience di Castiglion del BoscoUna giornata da trascorrere nei vigneti di Brunello per festeggiare la vendemmia. Si chiama “Harvest Experience” ed è l’offerta proposta dal 15 al 29 settembre da Castiglion del Bosco, tenuta di Montalcino di proprietà di Massimo e Chiara Ferragamo. L’esperienza inizia con la dimostrazione delle tecniche di raccolta nel vigneto Capanna e continua in cantina, per seguire l’uva nelle sue trasformazioni, dalla selezione degli acini migliori al processo di fermentazione, con visita alla Barricaia, dove il Sangiovese viene affinato per due anni in botti di rovere francese, per diventare poi Brunello di Montalcino. La giornata si conclude con una degustazione guidata di sei diversi vini di Castiglion del Bosco, accompagnati da una selezione di formaggi e salumi toscani, pane e olio prodotti dalla tenuta. Il tour dura circa 3 ore ed è prenotabile sia dagli ospiti del resort Rosewood Castiglion del Bosco che dal pubblico esterno.

Inoltre, per vivere appieno l’atmosfera di questo magico periodo dell’anno, Rosewood Castiglion del Bosco (seconda proprietà in Europa gestita da Rosewood Hotels & Resorts) ha creato un programma di più giorni che comprende, oltre alla vendemmia e alla degustazione dei vini, anche un soggiorno di tre notti in suite/villa con prima colazione, un pranzo con picnic nelle vigne e un trattamento Spa per persona di 80 minuti

Solamente il 18 settembre si terrà l’“Harvest Event”, un tour tra vigneti (con picnic) e cantina che prevede anche l’assaggio del mosto con l’enologa di Castiglion del Bosco Cecilia Leoneschi e una degustazione finale. Durata del tour di circa 6 ore Prezzo: 250 euro a persona (120 euro per bambini tra i 3 e i 12 anni, gratis per i bambini di età inferiore ai 3 anni).

Resort Hotel, nella top-ten italiana Montalcino fa il bis

Una splendida veduta di Castello BanfiQuanti resort-hotel ci sono in Italia? Tantissimi, impossibile calcolarne il numero esatto. E molti di questi sono davvero belli, immersi in panorami da favola e con i migliori comfort possibili. Bene, la cosa interessante è che Montalcino è in una popolare top-10 grazie a due sue strutture famose nei quattro continenti. Il sito specializzato americano Travel+Leisure ogni anno chiede ai propri lettori di valutare le esperienze di viaggio in tutto il mondo per condividere le opinioni su quelli che secondo loro sono i migliori hotel, resort, città, isole, navi da crociera, spa, compagnie aeree e altro ancora. Consigli certamente preziosi per pianificare una vacanza e avere qualche “dritta” vincente. Gli hotel sono stati valutati in base a parametri come strutture, posizione, servizio, cibo e valore complessivo. Nella classifica dei migliori 10 in Italia troviamo al primo posto il Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio con un punteggio di 96.33.

Resort Club Castiglion del BoscoMa in terza posizione spicca la prima “eccellenza” di Montalcino, il Rosewood Castiglion del Bosco di proprietà di Ferragamo e nota meta di numerosi vip dello sport e dello spettacolo. Scorrendo la classifica al sesto posto si piazza Castello Banfi Il Borgo, altra location da favola in mezzo a quei vigneti che hanno contribuito a fare la storia del Brunello. Il punteggio è di 93.50. Non solo vino insomma, Montalcino si dimostra un territorio particolarmente apprezzato anche per quanto riguarda l’accoglienza “di qualità”.

Castiglion del Bosco, un gesto di generosità per la Pediatria

La consegna del VapothermL’unione fa la forza e il territorio senese si mette in prima fila per dare un aiuto concreto al reparto di Pediatria del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena. È questo il significato della consegna del Vapotherm, uno strumento di ultima generazione per il mantenimento e l’assistenza delle funzioni respiratorie dei bambini affetti da patologie polmonari, anche nei primi mesi di vita. Lo strumento è stato acquistato grazie ad una serie di donazioni all’Associazione Insieme per i Bambini Onlus, il cui presidente è il professor Salvatore Grosso, direttore della UOC Pediatria. Una dimostrazione di sensibilità e di grande generosità da parte delle associazioni del territorio che, complessivamente, hanno raccolto circa 8mila euro destinati poi all’acquisto del Vapotherm. Tra i protagonisti di questi contributi solidali c’è anche il Comitato di Responsabilità Sociale dell’azienda “Rosewood” Castiglion del Bosco Hotel.

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