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“Ufficializzeremo per Montalcino il titolo di città”

L'assessore Christian Bovini“Ufficializzeremo per Montalcino anche il titolo di città, già di fatto acquisito grazie alla bolla papale di Papa Pio II Enea Silvio Piccolomini il 5 febbraio 1462 ma mai formalmente definito dalla presidenza della Repubblica”. Così l’assessore alla cultura di Montalcino Christian Bovini, riguardo all’iter per richiedere la concessione del titolo con un’istanza al Ministero dell’Interno, per tramite della Prefettura, per ufficializzare lo stemma araldico, oltre al gonfalone e al sigillo e fregiarsi del titolo di Città di Montalcino. Ad accompagnare la richiesta una relazione particolare ‘storico corografica del toponimo’. Solo successivamente all’accoglimento dell’istanza, il ministero predisporrà prima un decreto e poi interverrà un decreto del Presidente della Repubblica.

Il titolo di Città, secondo quanto previsto dall’art. 18 del Tuel, può essere concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministero dell’Interno ai comuni insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza. Lo stemma è l’espressione grafica ed identitaria di un territorio e della sua comunità, in cui ritroviamo caratteristiche tipiche, racconti, glorie e tradizioni locali, tutti elementi nei quali ancora oggi i cittadini possono identificarsi. Il gonfalone, drappo di forma rettangolare al cui interno è posto lo stemma comunale, è custodito nella Sala del Consiglio comunale e rappresenta il Comune nelle manifestazioni esterne civili e religiose. La sua funzione è di portare all’esterno della sede istituzionale lo stemma dell’ente. La bandiera è un drappo, deve essere esposta, insieme a quella nazionale ed europea, all’interno ed esterno degli uffici o immobili pubblici comunali.

Eccidio di Rigosecco, la lettera di Christian Bovini

L'assessore alla cultura di Montalcino Christian BoviniMercoledì 15 gennaio, alle ore 10.45 si celebrerà a Rigosecco, il 75° anniversario dell’ uccisione di Luigi Marsili e Luciano Panti nei boschi di Montalcino, in località Rigosecco, morti per difendere la libertà del loro paese. Alla commemorazione, oltre alle istituzioni, parteciperà anche l’Anpi Montalcino. Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’assessore Christian Bovini.

“Il prossimo 15 gennaio si celebrerà il 75° anniversario della barbara uccisione di Luigi Marsili e Luciano Panti nei boschi di Montalcino in località Rigosecco, due ragazzi di appena 18 anni a cui fu strappata la vita, in un’imboscata, solo perché volevano difendere la libertà del loro paese. L’estremo sacrificio di questi due ragazzi è stato il primo in terra senese al quale seguirono le stragi di Montemaggio, di Monticchiello, di Scalvaia e che verrà ricordato con la deposizione delle corone presso il cippo il prossimo 15 gennaio. La storia di Rigosecco non deve rimanere confinata nei libri e tutti noi abbiamo il dovere di lottare, giorno dopo giorno, perché attraverso il ricordo continuino ad affermarsi i valori di democrazia, di solidarietà, di partecipazione. Dovremo stimolare in tutti noi, soprattutto nei giovani, la voglia di riscoprire quei valori di libertà, pace, giustizia e uguaglianza, scritti e sanciti in maniera indelebile nella nostra Costituzione, che Luciano Panti e Luigi Marsili hanno contribuito a scrivere. Vivrò questo 15 gennaio con la gratitudine per chi ha dato la vita per liberarci dalla dittatura e con l’impegno di confermare per questa data il posto che merita nella nostra vita. Non rassegniamoci al fatto che una commemorazione si ripeta, stancamente, anno dopo anno come un rito vuoto e sempre uguale a se stesso. Al contrario il 15 gennaio deve essere un momento che racconta ciò che siamo stati e ci indica quello che potremo essere se avremo il coraggio di lottare, ogni giorno, contro ogni forma di fascismo e di intolleranza”.

“Eccidio Rigosecco, la storia esca dai libri”

L'assessore Christian BoviniDal Comune di Montalcino riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’assessore Christian Bovini. La commemorazione si terrà alle ore 10.45. “Il prossimo 15 gennaio si celebrerà il 74° anniversario della barbara uccisione di Luigi Marsili e Luciano Panti nei boschi di Montalcino in località Rigosecco, due ragazzi di appena 18 anni a cui fu strappata la vita, in un’imboscata, solo perché volevano difendere la libertà del loro paese. L’estremo sacrificio di questi due ragazzi è stato il primo in terra senese al quale seguirono le stragi di Montemaggio, di Monticchiello, di Scalvaia che verrà ricordato con la deposizione delle corone presso il cippo il prossimo 15 gennaio. La storia di Rigosecco non deve rimanere confinata nei libri e tutti noi abbiamo il dovere di lottare, giorno dopo giorno, perché attraverso il ricordo continuino ad affermarsi i valori di democrazia, di solidarietà, di partecipazione. Dovremo stimolare in tutti noi, soprattutto nei giovani, la voglia di riscoprire quei valori di libertà, pace, giustizia e uguaglianza, scritti e sanciti in maniera indelebile nella nostra Costituzione, che Luciano Panti e Luigi Marsili hanno contribuito a scrivere.  Vivrò questo 15 gennaio con la gratitudine per chi ha dato la vita per liberarci dalla dittatura e con l’impegno di confermare per questa data il posto che merita nella nostra vita. Non rassegniamoci al fatto che una commemorazione si ripeta, stancamente, anno dopo anno come un rito vuoto e sempre uguale a se stesso. Al contrario il 15 gennaio deve essere un momento che racconta ciò che siamo stati e ci indica quello che potremo essere se avremo il coraggio di lottare, ogni giorno, contro ogni forma di fascismo e di intolleranza”.

L’assessore Christian Bovini

Il Laboratorio e la riscoperta della campagna

Il Laboratorio di Storia Agraria e la riscoperta del lavoro contadino“Il pensiero oggi va a Raffaele Licinio, che ci ha lasciato quest’anno. Venti anni fa, quando con lui e Alfio Cortonesi facemmo partite questa iniziativa, la storia delle campagne e del lavoro contadino, che aveva avuto momenti di fama negli anni Settanta e Ottanta, non era considerata più da nessuno. Si disse allora: cerchiamo di invertire la tendenza. Questo era il nostro spirito. Venti anni dopo, noto con piacere che questi temi sono tornati di moda, magari non a livello accademico. E attenzione, moda non è solo una brutta parola, ma esprime anche le tendenze positive della società. Ci sono tanti giovani che non si vergognano adesso di fare i contadini. La campagna sta tornando fuori, i cittadini comprano direttamente i prodotti dai contadini. Per questo posso dire senza dubbio che la storia delle campagne non è più da recuperare, ma è in via di recupero. Lungi da me pensare che è stato merito del Laboratorio, però abbiamo dato il nostro contributo, accompagnando una progressiva riscoperta del lavoro contadino”. Con questa introduzione il professore Massimo Montanari, presidente del Centro Studi di Montalcino, ha aperto questo pomeriggio l’edizione n. 20 del Laboratorio Internazionale di Storia Agraria, che si tiene questo weekend al Palazzo Comunale storico di Montalcino.

Laboratorio di Storia Agraria: il saluto dell'assessore alla cultura di Montalcino Christian BoviniIn rappresentanza istituzionale ha preso parola anche l’assessore alla cultura, Christian Bovini.“Sono sette anni che accompagno questo Centro di studi - ha detto Bovini - e abbiamo sempre deciso di dare piena indipendenza al progetto. Se siamo qui oggi, è per la lungimiranza degli organizzatori e la loro capacità di riadattarsi a situazioni mutevoli. Negli ultimi dieci anni abbiamo visto scenari totalmente diversi rispetto a quando il Centro è nato. Fondazioni che davano il loro sostegno, università e aziende private capaci di investire.. Il Laboratorio è riuscito ad andare avanti, a superare le difficoltà, e adesso vogliamo fare in modo che possa mantenersi nei propri standard, collaborare con il sociale e l’imprenditoria, uscire dai propri confini. Stiamo lavorando a una pubblicazione, abbiamo come mediapartner la Montalcinonews. Il sostegno dell’amministrazione è sempre in prima linea, puntiamo a proporre dei luoghi alternativi dove effettuare le lezioni”.

Il Laboratorio di Storia Agraria e la riscoperta del lavoro contadinoDopo le introduzioni di Montanari e Bovini il Laboratorio ha preso ufficialmente il via con l’intervento di Erica Mannucci, dell’Università di Milano Bicocca. Chiuderanno il primo giorno di lavoro il“Il contributo dell’archeozoologia” di Veronica Aniceti (Università di Sheffield) e “Animali reali e immaginati nella cartografia medievale” di Andrea Cantile (Università di Firenze).

Domani il Laboratorio continua la mattina (ore 9.30) con “Processi agli animali nel Medioevo” di Giulia Rainis (Università di Siena) e “Avifauna selvatica, cacce e mercato della selvaggina nell’Italia medievale” di Alfio Cortonesi (Università della Tuscia), e nel pomeriggio (ore 15), con “Il bufalo nelle campagne dell’Italia medievale” di Angela Laconelli (Archivio di Stato di Roma) e “L’allevamento dei cavalli” di Francesco Violante (Università di Foggia).

Infine domenica 2 settembre, a partire dalle ore 9.30 : “Immagini bibliche medievali e universo animale” di Francesca Stroppa (Università Cattolica di Milano) e “Il lupo fra Medioevo ed età moderna” di Riccardo Rao (Università di Bergamo). A seguire tavola rotonda. Alle ore 17.30 consegna del Premio “Città di Montalcino” allo studioso Mauro Ambrosoli e al gruppo “Il Maggio” di Castiglione d’Orcia.

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Solo Belcanto, cala il sipario

Celso Albelo al Teatro degli Astrusi di Montalcino - 2018Cala il sipario sull’edizione n. 5 del Festival Solo Belcanto, la prima a coinvolgere il nuovo Comune di Montalcino dopo quattro anni a Montisi. I risultati sembrano essere andati al di là di ogni più ottimistica previsione, a sentire le parole del direttore artistico del Festival, Giovanni Vitali. “I concerti hanno ottenuto un grande successo - spiega Vitali - e la prima uscita di Solo Belcanto a Montalcino, il 19 agosto con lo spettacolo di Celso Albelo, è stata coronata da un vero e proprio trionfo: una serata memorabile”. “Albelo è stato grandioso, ha fatto registrare il tutto esaurito”, gli fa eco Christian Bovini, assessore alla cultura del Comune di Montalcino. “Il bilancio non può che essere positivo. La collaborazione con Vitali e l’Associazione Solo Belcanto è sempre più stretta, così come con tutte le realtà associative di Montisi”.

Adesso non c’è neanche un attimo di tregua, perché Vitali, insieme al direttore musicale Nicola Paszkowski, sta già lavorando al programma del Festival 2019, che darà più spazio al Teatro degli Astrusi. “Ancora è presto per dirlo - precisa Vitali - ma certamente, se si verificheranno le condizioni giuste, soprattutto di natura economica, sarà qualcosa di eclatante e storicamente importante per Montalcino”. L’associazione Solo Belcanto sta inoltre pensando di proporre iniziative invernali, per potenziare ed allungare il Festival anche in bassa stagione. “Non vogliamo snaturare la dimensione locale del Festival, che appartiene ai montisani - ricorda Bovini - ma Montalcino può offrirsi per i grandi spettacoli contando sui 200 posti del Teatro degli Astrusi (il piccolo Teatro della Grancia, a Montisi, ne conta appena 60, ndr)”.

Un altro aspetto da sottolineare è il discorso della didattica. Quest’anno durante il Festival si sono svolte due masterclass, dirette da Chris Merritt e Nicola Paszkowski (e Ulla Casalini e Davide Cavalli al pianoforte), con undici giovani cantanti che “ci hanno regalato delle bellissime soddisfazioni - interviene ancora Giovanni Vitali - e spero che si ricordino di questa esperienza montisana e che sia utile per la loro carriera. Inoltre l’edizione 2018 ci ha rivelato un grande talento, Eleonora Bellocci. La sentiamo “figlia” nostra, come se fosse nata e cresciuta a Montisi”.

In chiusura, Vitali ringrazia uno a uno i protagonisti di questo Festival. Gli artisti (Silvia Dalla Benetta, Antonella Colaianni, Michele D’Elia, Teresa Iervolino, Celso Albelo, Davide Cavalli, Maria Billeri, Marco Filippo Romano, Gianni Fabbrini) ma anche i collaboratori: Silvia Mannucci Benincasa, Raoul Gallini, Silvia Materassi e Guido Pastacaldi, senza i quali “questo Festival non esisterebbe. Come non esisterebbero i dopo-festival senza Gianluca Monaci e il suo Barrino, ombelico del mondo e di Solo Belcanto”.

Cercasi organizzatore ma “la stagione si farà”

Il Teatro degli Astrusi a MontalcinoE’stato ripubblicato nuovamente l’avviso pubblico per l’organizzazione della prossima stagione teatrale di Montalcino. La decisione è stata resa necessaria dal fatto che non erano  pervenute proposte al Comune. I tempi sono stati pertanto allungati e chiunque sia interessato (ovvero i soggetti appartenenti al terzo settore) avrà la possibilità di candidarsi fino al prossimo 17 novembre alle ore 12. Tra i vari punti del progetto relativo all’organizzazione della stagione teatrale 2017/2018 c’era quello che doveva essere compresa tra metà novembre 2017 (presentazione stagione) e metà aprile 2018 (quale data di chiusura della stagione). La tempistica, a questo punto, è forse destinata a slittare di un po’ anche se nell’avviso pubblico le date sono rimaste invariate al precedente quando le proposte dovevano essere presentate entro il 3 novembre. Ovviamente è venuto spontaneo il dubbio che abbiamo poi trasformato in domanda: ma la stagione teatrale è a rischio? Lo abbiamo chiesto all’assessore Christian Bovini che ha la delega anche per quanto riguarda la cultura. “Assolutamente no - dice Bovini - la stagione teatrale si farà e sarà ancora più ricca perché alcuni spettacoli verranno organizzati anche a Montisi. Abbiamo già ricevuto delle manifestazioni d’interesse adesso si tratterà soltanto di aprire le buste e di verificare. Ma siamo più che fiduciosi, il teatro continuerà come sempre”. Dodici al momento gli spettacoli previsti, la metà al Teatro degli Astrusi, due alla sala Astrusi Off, tre al Teatro della Grancia di Montisi e uno al Teatro di Torrenieri.

Montalcino, turismo ok. Bene San Giovanni e Montisi

Il flusso turistico nel Comune di Montalcino è in costante aumentoPer i numeri effettivi è ancora presto e bisognerà pazientare ancora un po’, ma le sensazioni sono più che positive. La stagione estiva a Montalcino si sta per concludere ed è già tempo di prime valutazioni. “Non è facile parlare di dati in questo periodo perché, come è noto, le comunicazioni ufficiali che ci arrivano dalla Prefettura e dall’Osservatorio Turistico sono sempre in leggero ritardo”, ha spiegato l’assessore al turismo Christian Bovini in un’intervista al Corriere di Siena. “E poi la stagione turistica è nel pieno del suo sviluppo e per Montalcino settembre è il mese più gettonato. Nonostante questo, posso dire che la città sta vivendo oramai da diversi anni un incremento sulle presenze che si attesta stabilmente sulla doppia cifra. E che, rispetto agli ultimi anni, l’incremento più significativo si è registrato nei periodi di cosiddetta bassa stagione, e questo ci rende ancora più orgogliosi del lavoro di destagionalizzazione che stiamo portando avanti con tutti gli operatori del settore in maniera sinergica, dagli eventi culturali fino a quelli sportivi, passando per l’enogastronomia che con la mostra-mercato del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso e il Brunello di Montalcino completa un’offerta al turista praticamente su 12 mesi l’anno”.

Incoraggianti anche le presenze ai musei, che “testimoniano - continua Bovini - la sete di cultura del turismo che arriva a Montalcino e l’importanza di organizzare eventi capaci di rappresentare una novità, un’attrattiva in più e di fare la differenza con il passato”. Ieri, intanto, è stato definito il calendario del Treno Natura 2018 con sei appuntamenti che vedranno interessato il Comune di Montalcino (oltre ai tre di quest’anno: la Sagra del Tordo del 29 ottobre e la mostra-mercato del Tartufo Bianco a San Giovanni il 12 e il 19 novembre). In programma anche i lavori di riqualificazione della Fortezza, degli impianti sportivi e dell’area della Giostra di Simone a Montisi, il rifacimento del centro storico di Castelnuovo dell’Abate e delle mura di San Giovanni d’Asso.

“Il nostro è un turismo che dura 365 giorni all’anno - commentano dalla Pro Loco di Montalcino - e in aumento rispetto agli altri anni. Basta vedere i nostri musei civici e diocesani e gli ingressi all’ufficio turistico. Novembre forse è il punto un po’ più basso, ma poi cominciano le iniziative natalizie fino a Benvenuto Brunello”.

Ottime le voci che arrivano da San Giovanni d’Asso e Montisi, che tra albergatori e ristoratori fanno registrare il tutto esaurito tra italiani e stranieri, come francesi, inglesi e olandesi. “Sta andando bene - fa sapere alla Montalcinonews la Pro Loco di San Giovanni - abbiamo visto un incremento notevole da luglio in poi, specialmente nel mese di settembre. Tutti i fine settimana siamo al completo. Se ha influito il nostro nome legato a Montalcino? Sicuramente sì, anche se per il momento è troppo presto per dirlo. Delle agenzie estere, per esempio, non sapevano ancora della fusione. Una volta venuti a conoscenza, erano contentissimi”.

“Il nostro territorio deve viaggiare ad una velocità doppia rispetto al mondo che ci circonda - conclude Bovini, sempre sulle pagine del giornale senese - e noi abbiamo raccolto questa sfida, lavorando d’intesa con le due associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti) e con tutte le realtà associative e produttive del territorio che sono la vera forza del nostro Comune”.

 

L’incontro tra due eccellenze tra arte e vino

L'incontro in Comune tra le amministrazioni di Montalcino e Scanzorosciate e i Consorzi del Brunello e del Moscato di ScanzoL’arte che mette insieme le cose, che fa da trait d’union, che abbozza un disegno su cui poi progettano a proprio piacimento due realtà separate da 440 chilometri. È successo a Montalcino, sabato scorso, in occasione della presentazione della mostra “Sulla Soglia, in Fortezza”. Una mostra particolare, estremamente legata al simbolo cittadino (la Fortezza, appunto), scelta dopo diversi mesi di selezione dal curatore Damiano Fustinoni, dell’associazione di promozione sociale Sotto Alt(r)a Quota. Le opere di Daniele Fabiani, Giulia Gentilcore e Marco Rossi, realizzate ad hoc per Montalcino, saranno esposte fino a domenica 27 agosto. “Da anni lavoriamo sul tema del vino - afferma Fustinoni - ci teniamo a far dialogare arte e cultura della terra, a creare sinergie e connessioni, a far incontrare il Brunello di Montalcino e il Moscato di Scanzo”.

Allestimento della mostra Sulla Soglia, nella Fortezza di Montalcino. Foto: Daniele FabianiL’incontro tra queste due eccellenze si è concretizzato sabato scorso, in tarda mattinata, alla presenza delle amministrazioni comunali di Montalcino e Scanzorosciate e dei due Consorzi, quello del Brunello e quello del Moscato di Scanzo. “È stato un bel confronto - spiega alla Montalcinonews l’assessore alla cultura Christian Bovini - una sorta di scambio di informazioni e opinioni. Loro hanno la Dogc più piccola d’Italia, sono interessati a nuove leve di sviluppo. Hanno una realtà dinamica, un territorio collinare come il nostro e interessi simili, come il turismo lento. Ci siamo accordati per continuare i rapporti anche in futuro”.

“L’incontro - afferma Davide Casati, sindaco di Scanzorosciate - ci ha permesso di conoscere una realtà produttiva e economica molto più importante della nostra. Abbiamo preso diversi spunti. La crescita del territorio, l’indotto creato, i rapporti tra Comune di Montalcino e Consorzio del Brunello, che vanno avanti da cinquant’anni. Il nostro legame col Consorzio di Scanzo è molto buono, però la collaborazione è decisamente più recente, dura da dodici anni. La speranza è di fare dei progetti culturali insieme, delle iniziative legate al vino”. Una potrebbe arrivare dal Museo del Vino, che Casati ha in mente di allestire entro il 2019 nella sua città. “Abbiamo deciso di investire nel centro storico, recuperando una torre antica dove costruiremo un museo che sarà spazio di condivisione, allestimenti, mostre, conferenze, nuovi gemellaggi. Insomma, dal rapporto con Montalcino potrà nascere qualcosa di bello. Per questo ci tengo a ringraziare Damiano Fustinoni, l’incontro tra i due Comuni è stato grazie a lui, all’arte e alla cultura”.

Allestimento della mostra Sulla Soglia, nella Fortezza di Montalcino. Foto: Daniele Fabiani“Tutto è partito dalla mostra in Fortezza - ci racconta Paolo Russo, presidente del Consorzio del Moscato di Scanzo - vediamo il Brunello come un obiettivo da raggiungere, così abbiamo colto la palla al balzo per confrontarci. Sabato è andata benissimo, abbiamo offerto una degustagione, un piccolo assaggio del nostro prodotto (accompagnato da un'altra specialità di Bergamo, il biscotto San Pellegrino prodotto da Bigio di San Pellegrino Terme. ndr), ma soprattutto abbiamo aperto un confronto e messo le basi per eventuali collaborazioni e scambi di idee. Noi abbiamo massimo 31 ettari, non andiamo oltre le 60.000 bottiglie, siamo nati nel 1999. Ci sono quindi due ordini di grandezza differenti ma il contatto col Consorzio ci è stato molto utile”.

A rappresentare il Consorzio del Brunello, sabato, c’era il consigliere Angelo Zannoni, che ha definito l’incontro “piacevole e costruttivo. Interessante soprattutto il discorso della mostra, l’abbinamento tra arte e produttori. Hanno esposto dinamiche e problematiche, la loro è una realtà piccola ma cercano di ampliarsi e ci hanno chiesto come abbiamo fatto a farci conoscere nel mondo. Siamo stati trainati, soprattutto noi piccoli produttori, da Villa Banfi, negli anni Ottanta-Novanta”. Anche Zannoni non esclude una collaborazione tra i due Consorzi. “Nel futuro chi lo sa. Può nascere qualcosa, perché no”. Arte e vino, in fondo, hanno sempre funzionato.

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