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Il premio “Città di Montalcino” si farà

L'opera dell’etnomusicologo Alessandro MazziottiVerrà assegnato regolarmente il 21° premio “Città di Montalcino”, promosso dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Brunello e assegnato ogni anno a personalità che nell’ambito della ricerca storica e nel mondo dello spettacolo contribuiscono a valorizzare la civiltà contadina. Per la sezione informazione e spettacolo a vincere quest’anno è l’etnomusicologo Alessandro Mazziotti, che dedica la sua attività di ricercatore e musicista al mondo pastorale italiano, mentre per la sezione storiografia verrà premiato il Centro studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino di Montalcino, che da 22 anni promuove il Laboratorio Internazionale di Storia Agraria (che quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, non si svolgerà).

“Il premio “Città di Montalcino” è un appuntamento irrinunciabile per il nostro territorio – spiega l’assessore alla cultura Christian Bovini - ogni anno, infatti, abbiamo l’opportunità di focalizzare l’attenzione sulle radici e sulle tradizioni che hanno dato a Montalcino i suoi tratti caratteristici. Un sentito ringraziamento agli studiosi e ai componenti della giuria del premio che ogni anno ci danno modo di valorizzare la ricchezza che deriva dalla storia e dalla cultura contadina”.

Fanno parte della giuria studiosi di alto livello della storia agraria – Massimo Montanari, Alfio Cortonesi e Giuliano Pinto – giornalisti, imprenditori, personalità del mondo della cultura e dell’arte come Sandro Ruotolo, Donatella Cinelli Colombini, Elisa Fanti, Lisa Baracchi, Manfredi Rutelli, oltre al sindaco Silvio Franceschelli e all’assessore Christian Bovini.

La consegna del premio si terrà il 6 settembre sotto le logge di Piazza del Popolo.

Carocci, Petrarca e i contadini-soldato

Sandro Carocci, vincitore del premio Città di Montalcino 2019“Sono contentissimo del riconoscimento, per il suo prestigio e perché è molto sentito tra gli addetti al mestiere e non solo”. A parlare, alla Montalcinonews, è Sandro Carocci, professore ordinario di Storia medievale all’Università di Roma 2 Tor Vergata e vincitore del premio “Città di Montalcino” 2019. Carocci, che interverrà oggi al Laboratorio Internazionale di Storia Agraria (ore 15), prenderà parola anche durante la consegna del premio, domani pomeriggio in Piazza del Popolo (ore 17.30). “Proporrò una relazione dal titolo strano: “Francesco Petrarca e i contadini-soldato”. Petrarca era poco interessato ai contadini, però c’è un brano molto interessante che ci racconta il suo stupore. Petrarca sta andando a Roma per la prima volta in vita sua, si ferma 15 giorni nel Lazio del Nord e racconta in una lettera a un amico romano, Giovanni Colonna, quello che stava vivendo in quei giorni: l’emozione di vedere Roma ma anche lo stupore di un mondo di contadini così diverso dalla Toscana o dalla Provenza. I contadini laziali andavano a giro armati, con spade, lance, scudi, elmi. Ecco, Petrarca non sta raccontando frottole ma una realtà diversa. Voglio spiegare perché la società contadina del Lazio medievale è così militarizzata, perché ci sono i contadini-soldato, che oltre a lavorare la terra devono anche combattere in modo professionale”.

Portando il tema al giorno d’oggi, spiega Carocci, “adesso per fortuna la signoria non esiste più, il contadino è un lavoratore del tutto libero, non esistono più contratti agrari come la mezzadria, che sottoponeva i lavoratori della terra ad un controllo molto stretto. Oggi diventare contadino è prima di tutto una scelta economica, ma anche una scelta di vita, specialmente per le nuove generazioni”.

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