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Verso un futuro sostenibile: la strada di Col d’Orcia

Una veduta di Col d'OrciaCol d’Orcia, storica azienda di Brunello della famiglia Marone Cinzano, è l’unica cantina in Toscana ad aver ottenuto due importanti riconoscimenti: la Certificazione Equalitas, standard che affronta la sostenibilità nel settore del vino secondo i tre pilastri, sociale, ambientale ed economico, e la Chiocciola di Slow Wine, simbolo assegnato alle cantine che condividono la filosofia di Slow Food, operando in modo consapevole e responsabile nei confronti dell’ambiente e territorio. “Questi riconoscimenti arrivano in un momento molto importante della storia di Col d’Orcia, a 50 anni dalla sua acquisizione - afferma Francesco Marone Cinzano, proprietario di Col d’Orcia - sono numerosi i momenti da ricordare con orgoglio ma certamente il nostro impegno in ambito sostenibile ha un valore particolarmente grande perché significa che la nostra responsabilità è rivolta alle generazioni future. Col d’Orcia esprime la sostenibilità non solo istituzionale ma in particolare quella della gestione olistica dell'agricoltura, quella della comunità di intenti dell'imprenditore agricolo e di tutto l'universo produttivo che lo circonda”.

La certificazione Equalitas ottenuta riguarda l’aspetto di “Cantina Sostenibile” per le attività di gestione del vigneto, produzione, invecchiamento, affinamento e imbottigliamento in bottiglia di vetro di vini bianchi e rossi fermi. Un importante traguardo raggiunto all’inizio del mese di ottobre dopo uno scrupoloso audit da parte di Valoritalia, primo ente certificatore delle Denominazioni di Origine del Vino, che, assieme al quotidiano e consapevole impegno di Col d’Orcia per le pratiche sostenibili, sancisce la perfetta integrazione della Società con il territorio e la comunità locale.

Francesco Marone CinzanoSempre in ambito di sostenibilità, la Guida Slow Wine 2024 ha da poco premiato Col d’Orcia con una Chiocciola, simbolo assegnato alle cantine per il modo in cui interpretano valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food, associati a un’eccellente qualità̀ della proposta, e ha insignito Francesco Marone Cinzano con il Premio Speciale alla Carriera. Un riconoscimento ancora più di valore se si considera l’estensione della tenuta che oggi conta 149 ettari vitati a conferma dell’estrema attenzione a garantire vini eccellenti nel rispetto della natura e del territorio.

Quest’anno, inoltre, ricorrono dieci anni dalla Certificazione Biologica. A partire dal 2010 è iniziato il processo di conversione al biologico non solo dei vigneti ma anche degli oliveti, seminativi, parco e giardini, che si è concluso nel 2013 rendendo Col d’Orcia un’oasi biologica a Montalcino.

Focus: il primo Bilancio di Sostenibilità di Col d’Orcia

La sostenibilità è un concetto cardine che ispira da sempre la filosofia di Col d’Orcia, dall’attività vitivinicola all’allevamento ovicaprino e di arnie, dalla cantina all’attività agricola fino a quella di agriturismo. A dimostrazione del continuo impegno aziendale nella ricerca di equilibrio tra uomo e natura, quest’anno è stato redatto il primo Bilancio di Sostenibilità, documento che descrive gli obiettivi aziendali, i traguardi raggiunti e gli impegni futuri nei confronti dell’ambiente, dei lavoratori e della comunità locale. Tre le direttrici principali che guidano le azioni aziendali verso un futuro più responsabile, che fanno di Col d’Orcia un modello virtuoso, dove tradizione ed innovazione convivono in un’azienda agricola e vitivinicola biologica.

La prima è la cura per l’ambiente e la salvaguardia della biodiversità: attraverso le coltivazioni secondo i principi dell’agricoltura biologica, la pratica del sovescio e i prodotti organici; la scelta di materiali sostenibili, tra cui un vetro più leggero per le bottiglie di vino, scatole di imballaggio in cartone riciclato e 100% riciclabile e la progressiva sostituzione di capsule in stagno in favore di quelle in polilaminato; la costruzione di strutture efficienti dal punto di vista energetico, per esempio, attraverso l’uso di pietre del luogo nelle ristrutturazioni dei fabbricati aziendali, o la presenza dal 2017 di un impianto di pannelli fotovoltaici; l’adozione di buone pratiche per preservare la risorsa idrica, facendo uso di un impianto di irrigazione a goccia e introducendo un impianto di depurazione biologica avanzata delle acque reflue; il rispetto della raccolta differenziata per lo smaltimento dei rifiuti; la salvaguardia del patrimonio forestale di 90,64 ettari di superficie boschiva fondamentale per contribuire all’assorbimento di CO2 dall’atmosfera, nonché per garantire la sopravvivenza di specie vegetali e animali autoctoni; la predisposizione di misure ad hoc per tutelare la biodiversità, il paesaggio e l’ecosistema della Val d’Orcia, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità.

Il secondo aspetto è l’attenzione ai dipendenti e collaboratori: attraverso programmi di formazione per i dipendenti al fine di accrescerne professionalità e valore; attenzione alle pari opportunità; sviluppo di un ambiente di lavoro sano e positivo, per esempio attraverso l’indagine di clima aziendale che ha permesso di ottenere degli ottimi spunti di riflessione sui quali la Società può migliorarsi; programma di welfare aziendale; introduzione dal 2019 del codice di condotta Amfori Bsci, che ha permesso di formalizzare una politica/procedura di comunicazione rivolta a tutti gli attori aziendali (dipendenti, collaboratori esterni) con lo scopo di garantire che il consumatore non sia mai tratto in inganno dalla comunicazione aziendale.

Il terzo aspetto è il supporto alla comunità locale: promozione del territorio attraverso visite guidate, degustazioni ed esperienze gastronomiche a “Km zero”; collaborazioni con istituti formativi e università locali per percorsi di stage e progetti didattici che consentono lo sviluppo di competenze pratiche e professionali nel settore; adesione ad associazioni per la promozione dei vini nei mercati esteri; partecipazione alla Fondazione Territoriale del Brunello di Montalcino per reinvestire parte dei profitti aziendali a beneficio del territorio, con particolare riguardo all’ambito socio sanitario, alla cultura ed al recupero del patrimonio storico ed artistico; socio fondatore del “Comitato per Montalcino Bio”, nato nel 2015 per promuovere nel Comune di Montalcino lo sviluppo dell’agricoltura e degli allevamenti biologici; incessante lavoro di Ricerca e Sviluppo condotto assieme a Università e Istituti di Ricerca, come quello iniziato nel 1989 con il Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze, volta ad esaminare importanti temi viticoli che successivamente sono diventati veri e propri temi di ricerca di interesse per tutto il comparto viticolo italiano

Slow Wine, premio alla carriera per Marone Cinzano

Slow Wine 2024, premio alla carriera per Francesco Marone CinzanoPresentata, in occasione della Milano Wine Week, la guida Slow Wine 2024 (edizione n.14). Come avevamo scritto recentemente, il Brunello di Montalcino è il vino più premiato tra quelli della Toscana. E poi c'è un altro riconoscimento importante: Il Premio Speciale alla Carriera che è stato consegnato a Francesco Marone Cinzano, proprietario della cantina Col d’Orcia di Montalcino, da Francesco Vitrani di Winterhalter. Come si legge nella motivazione, "Francesco Marone Cinzano discende da una famiglia che tanto ha dato al mondo del vino. Dal 1992 è amministratore di Col d’Orcia, una delle cantine di maggior storia e prestigio nel panorama del Brunello di Montalcino, e ha speso molto tempo ed energie nel mettersi a disposizione della collettività dei produttori, ricoprendo la carica di presidente del Consorzio di Tutela ilcinese e lavorando con grande impegno all’istituzione di un biodistretto a Montalcino. Proprio la conversione al biologico di quella che lui chiama la sua fattoria, che ha dato vita a una delle più estese realtà certificate d’Italia, è un merito storico che non potrà essere dimenticato".

Nasce Driade, la birra con il gusto di Montalcino

Birra DriadeMontalcino, terra di prestigiosi vini, Brunello in primis, ma anche di altri prodotti di eccellenza: dall'olio extravergine di oliva al miele, dallo zafferano ai formaggi. Un "paniere" di prodotti di alta qualità a cui possiamo aggiungere anche la birra. Merito di Col d'Orcia, storica azienda di Brunello di Montalcino (e non solo), che ha deciso di puntare anche su questo prodotto valorizzando i terreni dove nascono i cereali. Proprio da questi arriva il malto d'orzo utilizzato nella birra Driade (e nella tipologia "Honey ale" viene utilizzato anche il miele millefiori di Montalcino!), progetto che prende il nome dalle mitiche driadi greche, spiriti femminili associati agli alberi ed alle foreste. Realizzata in collaborazione con birrifici locali, l'idea di Col d'Orcia è quella di realizzare presto un vero e proprio birrificio nei terreni dell'azienda. Alberto Marone Cinzano spiega a Montalcinonews.com come nasce l'idea del progetto Driade e come questo punta a svilupparsi in futuro.

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Col d'Orcia e Top 100 Wine Spectator: "orgogliosi"

Come abbiamo scritto qualche giorno fa, oltre al secondo posto della Riserva 2016 di Fattoria dei Barbi, Montalcino piazza un’altra griffe nella “Top 100” di “Wine Spectator”, la speciale classifica sui migliori vini del pianeta redatta come ogni anno dalla rivista americana di settore più influente al mondo. Si tratta del Brunello di Montalcino 2017 di Col d’Orcia (al n.55), una delle griffe più importanti del territorio. "Siamo molto contenti e soddisfatti - spiega Francesco Marone Cinzano, proprietario di Col d'Orcia, alla Montalcinonews - si tratta della vendemmia 2017 che è stata caratterizzata, come non mai, dai cambiamenti climatici. Nonostante ciò si vede che abbiamo fatto le scelte giuste. In quella vendemmia abbiamo prodotto solo questo Brunello, il riconoscimento di Wine Spectator è un ottimo risultato che porta visibilità al marchio e a tutta Montalcino: quest'anno sono stati premiati due Brunello. Il merito è di tutto il gruppo di lavoro di Col d'Orcia, siamo orgogliosi".

“Bacco Natale” di Mtv, c'è anche il Brunello

Bacco Natale di Mtv Toscana, c'è anche il BrunelloIl Babbo Natale degli amanti del vino si chiama “Bacco Natale” e non arriverà con le renne ma direttamente con il corriere all’indirizzo che si preferirà. È la nuova iniziativa lanciata dal Movimento Turismo del Vino Toscana in occasione delle festività natalizie, che ha come obiettivo quello di poter fare un regalo a persone più lontane che non potranno scambiarsi in maniera tradizionale gli auguri e i doni a causa delle restrizioni da Covid-19, ma che potranno regalarsi ottimi prodotti enologici toscani e al contempo un omaggio del tutto personalizzato grazie al progetto di MTV Toscana.

Basta collegarsi al portale www.mtvtoscana.com e sfogliare i vari “pack” natalizi proposti tra le oltre 40 aziende aderenti, delle quali due di Brunello: Col d’Orcia e Franco Pacenti. Col d’Orcia propone tre pacchetti: il “Natale di Vino”, al costo di 25 euro, contiene il Rosso di Montalcino 2019 e l’olio extravergine d’oliva; il “Natale Dolce” (40 euro) contiene il Brunello di Montalcino 2015 e il Moscadello di Montalcino Pascena 2015; il “Natale con Bacco” (60 euro) contiene il Brunello di Montalcino 2015, il Moscadello di Montalcino Pascena 2015, la Grappa di Brunello e l’olio extravergine d’oliva. Franco Pacenti, invece, offre due pacchetti: il “Natale di Vino” (25 euro) contenente il Rosso di Montalcino Gemma 2015 in cassetta di legno e il “Natale con Bacco (60 euro) contenente il Brunello di Montalcino 2015 e il Brunello di Montalcino 2014 in cassetta di legno.

“Speravamo di poter aprire le cantine in maniera tradizionale per questo Natale, ma non ci siamo riusciti – spiega il presidente di Mtv Toscana, Emanuela Tamburini – quindi l’idea di poter sfruttare il nostro portale e la collaborazione con le nostre cantine per poter mettere comunque a disposizione degli appassionati la possibilità di fare omaggi originali e di qualità, il tutto senza bisogno di uscire, ma navigando da casa sul nostro sito”.

Cantine Aperte, la vendemmia si vive a Montalcino

Cantine Aperte, la vendemmia si vive a MontalcinoSono quattro le cantine di Montalcino che aderiscono a “Cantine Aperte in Vendemmia”, la tradizionale festa del Movimento Turismo del Vino che fa vivere la magica atmosfera della vendemmia ad enoappassionati di ogni età (ma l’edizione di quest’anno è dedicata in particolare ai più piccoli).

Franco Pacenti - Canalicchio organizza il 29 settembre la “vendemmia dei bambini: dall’uva al vino”, un pomeriggio che prevede il trasferimento in vigna con auto propria per la raccolta dell’uva, la spiegazione della coltivazione della vite, il ritorno in cantina per trasformare insieme l’uva in vino e conoscere il processo produttivo del Brunello e, alla fine,  una degustazione per grandi e piccini con la merenda “di una volta” e una foto ricordo “Vignaiolo per un giorno”. I bambini devono essere accompagnati da un adulto, è gradita la prenotazione (+39 0577849277 / visit@francopacenticanalicchio.it, costo: 10 euro a persona).

Due invece i giorni che la Fattoria dei Barbi dedica a Cantine Aperte in Vendemmia (14 e 15 settembre). Le giornate prevedono il trekking in vigna con Stefano Cinelli Colombini (ore 11 e 16.30), una visita guidata nelle cantine storiche con la mostra delle foto d’archivio della collezione privata della Famiglia Colombini e l’anteprima del nuovo libro di Stefano Cinelli Colombini con i “ritratti a memoria” dei tanti che hanno reso grandi il Brunello e la storia di Montalcino (ore 12, 15.30 e 17.30) e le visite guidate al Museo del Brunello (ore 14.30 e 18.30). E poi wine tasting, assaggi di mosto e dei prodotti di Fattoria. In Taverna dei Barbi, per l’occasione, sarà possibile usufruire a pranzo e a cena di un menu speciale à la carte dedicato alla vendemmia (consigliata la prenotazione: taverna@fattoriadeibarbi.it, 0577.847143) e una merenda pomeridiana con panini, porchetta e l’immancabile vino rosso dei Barbi, che sia Brunello di Montalcino o un altro Rosso anche meno impegnativo. Il ticket di ingresso costa 15 euro e comprende tutte le attività (esclusi i pasti alla Taverna dei Barbi). È gradita la prenotazione.

C’è un’intera settimana per partecipare alle attività di Col d’Orcia. Dal 23 al 27 settembre (orario 10-12 e 14.30-17) i winelovers saranno accompagnati in un tour privato alla scoperta della tenuta e delle sue cantine di vinificazione e invecchiamento. Il percorso svela i luoghi, gli uomini e le tecniche che rendono unico il Brunello di Montalcino e si conclude con la degustazione di alcuni dei vini più conosciuti della produzione aziendale, con la possibilità di abbinamento di assaggi tipici del territorio per un maggior apprezzamento dei vini (costo: 20 euro. Per info +39 057780891 / info@coldorcia.it).

Chiudiamo con la Fattoria del Colle, di proprietà di Donatella Cinelli Colombini, che pur se a Trequanda offre delle visite nell’altra cantina di famiglia, il Casato Prime Donne. Nei weekend del 5-6 ottobre e 11-13 ottobre, al costo di 127 euro a persona, gli enoappassionati potranno pernottare alla Fattoria del Colle (camera doppia con bagno e prima colazione a buffet, cena-degustazione con 4 portate e 3 vini), visitare la cantina di Montalcino Casato Prime Donne con degustazione itinerante (barrel tasting, Rosso di Montalcino, Brunello e Brunello Riserva) il sabato pomeriggio e visitare la cantina del Chianti e della Doc Orcia, con assaggio di Chianti Superiore, Supertuscan IGT, Orcia Doc Cenerentola e Passito ottenuto da Uva Traminer (domenica mattina).

Sempre da Donatella Cinelli Colombini, dall'11 al 13 ottobre, al costo di 292 euro a persona, si potrà vivere una vera full immersion nel vino con il programma Tuscany wine weekend che viene amplificato per consentire ai partecipanti di assaggiare il mosto in vinificazione e il Traminer in appassimento. Ci sarà anche una lezione frontale sul sangiovese e il vino in Toscana con approfondimenti sulle principali DOCG che, alla fine, verranno assaggiate: Vernaccia, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Bolgheri. Al Brunello è dedicata una speciale esperienza nella cantina di Montalcino Casato Prime Donne con una degustazione itinerante che inizia con l’assaggio dalla botte. Due cene degustazione a base di pietanze antiche e moderne da abbinare ai vini con un risultato più “godereccio” e meno tecnico. Assaggio di Chianti Superiore, Supertuscan IGT, Orcia Doc Cenerentola e Passito ottenuto da Uva Traminer (domenica mattina). Alla fine verrà consegnato un diploma che ricorda un’esperienza utile a chi desidera conoscere meglio il vino e fare nuove amicizie fra i wine lovers. Info: +39 0577662108 / holiday@cinellicolombini.it.

Tanta Montalcino a “Sangiovese Purosangue”

Torna “Sangiovese Purosangue”Torna una nuova edizione di Sangiovese Purosangue, evento ideato e organizzato dall’Associazione EnoClub Siena, che ormai da otto anni si ripete attraverso una formula itinerante che ha toccato città come Roma e Milano. Per il terzo anno consecutivo la kermesse si svolgerà a Siena e per la prima sarà ospitato all’interno del Palazzo Comunale dove si alterneranno approfondimenti e degustazioni alla presenza dei vignaioli, di fronte a un pubblico non solo di operatori e giornalisti ma anche di appassionati.

Saranno 70 le aziende partecipanti con le loro etichette di Sangiovese in purezza, per più di 300 vini in degustazione. I banchi di assaggio si svolgeranno nelle giornate di sabato e domenica (ore 15.30 - 19.30) ai Magazzini del Sale del Palazzo Comunale e saranno un importante momento non solo per confrontare vini di territori diversi ma anche per poter incontrare i produttori. Tre le degustazioni guidate che verteranno su verticali di vecchie annate di aziende che hanno contribuito a scrivere la storia del vino in Toscana.

Sangiovese Purosangue, ideato da Davide Bonuccci, presidente di EnoClub, si sta impegnando per portare a compimento un progetto di valorizzazione del vitigno partendo dal nucleo del Sangiovese toscano tramite indagini e confronti con le altre zone vinicole italiane: Romagna, Umbria e Lazio, con le rispettive sottozone e cru. Attraverso convegni e banchi di assaggio, a Sangiovese Purosangue si potranno apprezzare le varie declinazioni territoriali.

Questi i produttori di Montalcino presenti all’evento: Argiano, Castello Tricerchi, Col d’Orcia, Corte dei Venti, Fattoi, Fattoria dei Barbi, Il Marroneto, Le Chiuse, Le Ragnaie, Pietroso, Piombaia, Querce Bettina, Salvioni, Sanlorenzo, SassodiSole. Tassi, Tenute Nardi, Terre Nere, Villa I Cipressi.

Da segnalare che la mattina di sabato 3 novembre si terrà il convegno”Geologia delle aree del Chianti e di Montalcino: implicazioni per la produzione vitivinicola”, a seguire si parlerà de “Il Sangiovese a Montalcino: ieri, oggi e domani” con Stefano Cinelli Colombini (Fattoria dei Barbi). Nel pomeriggio, al foyer del Teatro dei Rinnovati in Piazza del Campo (dalle ore 15 alle 16.30), appuntamento con la Verticale di Brunello di Montalcino Pietroso con Gianni Pignattai. Lo stesso luogo ospiterà domenica 4 novembre (ore 11-13) la degustazione guidata della Verticale Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento Col d’Orcia. Parteciperà Francesco Marone Cinzano.

Col d’Orcia entra tra I Grandi Marchi del Vino italiano

Francesco Marone CinzanoCol d’Orcia entra a far parte dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi, l’associazione che raduna 19 delle griffe più rappresentative e prestigiose del Belpaese enoico. Col d’Orcia rappresenterà una denominazione e un territorio, il Brunello di Montalcino, tra le più conosciute e apprezzate dell’enologia italiana e sui mercati internazionali. La “new entry” prende il posto della Società Agricola Greppo - Biondi Santi che, in seguito ai nuovi assetti societari, ha deciso di lasciare l’Istituto nei mesi scorsi. Come riporta il sito specializzato WineNews, con 140 ettari vitati, di cui 108 destinati alla produzione di Brunello, l’azienda, guidata dal 1992 dal Conte Francesco Marone Cinzano, è ormai passata completamente alla gestione bio, e nelle sue cantine vanta una collezione di 50.000 bottiglie di vecchie annate di Brunello, un vero e proprio tesoro. “Sono lieto di poter annunciare, a nome di tutti gli amici soci dell’Istituto Grandi Marchi, l’ingresso di un’altra famiglia di grande prestigio nella nostra compagine”, ha commentato Piero Mastroberardino, presidente dell’Istituto, accogliendo Col d’Orcia. Francesco Marone Cinzano si è invece detto “felice ed onorato di far parte di questo gruppo prestigioso, con l’intenzione di poter contribuire alla continua crescita e diffusione dei vini italiani nel mondo”.

Queste le aziende dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi: Alois Lageder, Argiolas, Ca’ del Bosco, Michele Chiarlo, Carpenè Malvolti, Col d’Orcia, Donnafugata, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Tenuta San Guido, Umani Ronchi.

Alla scoperta di “Orciolo”, il sigaro bio di Col d’Orcia

Il Conte Francesco Marone CinzanoMontalcino non è solo Brunello, ma è anche altro. Quello che non cambia mai è l’eccellenza. Anche per quei prodotti nuovi che hanno tutte le carte in regola per diventare grandi come quelli che da anni sono ben conosciuti sul mercato. Prendiamo “Orciolo”, un prodotto nato dalla collaborazione tra l’azienda agricola Col d’Orcia di Montalcino e la Compagnia Toscana Sigari. Si tratta del primo sigaro italiano realizzato con Kentucky da agricoltura biologica. Montalcino ha aperto, per l’ennesima volta, una nuova strada. “Siamo stati i primi a tornare a coltivare tabacco biologico”, ha spiegato Francesco Marone Cinzano. Proprio su quei terreni utilizzati secoli fa per questo tipo di produzione. C’è dunque un pezzettino della storia agricola di questo territorio che torna in vita. “Orciolo” è stato accolto molto bene, è prodotto in edizione limitata e ha una gamma di aromi ricca e particolare. Ma soprattutto conferma ancora una volta che Montalcino ha un legame speciale (anche) con il “bio”, settore che vede Col d’Orcia da sempre in prima linea. Nel video il Conte Francesco Marone Cinzano ci spiega tutti i “segreti” e le caratteristiche di “Orciolo”!

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“Orciolo”, alla scoperta del sigaro bio di Montalcino

Vigna Poggio al Vento dell’azienda Col d’Orcia a MontalcinoLa prima edizione è già andata “sold out”. Adesso è il momento di scoprire la seconda serie frutto del raccolto del 2016. Parliamo del sigaro “Orciolo”, un prodotto nato dalla collaborazione tra l’azienda agricola Col d’Orcia di Montalcino e la Compagnia Toscana Sigari di Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Si tratta del primo sigaro italiano realizzato con Kentucky da agricoltura biologica. La provenienza è certificata, i tabacchi sono coltivati a Montalcino da Col d’Orcia sui terreni già oggetto di un’antica concessione speciale dei Monopoli. La fedeltà alla tradizione è garantita dalla cura a fuoco e fermentazione, la costruzione è long filler totalmente a mano e la stagionatura lenta. Una scommessa vinta da Col d’Orcia che nel 2015 ha reintrodotto la coltivazione tradizionale del tabacco sui propri terreni: un fruttuoso ritorno al passato considerato che buona parte della cantina di vinificazione odierna di Col d’Orcia è stata ricavata nell’antica tabaccaia. Domenica 22 ottobre “Orciolo”, alle ore 14, sarà presentato dall’azienda in abbinamento ai distillati biologici, ovvero la Grappa di Moscadello di Montalcino “Pascena” e Cabernet “Olmaia”. La degustazione sarà anticipata, alle ore 11, da una visita alla fattoria Col d’Orcia con assaggio di vini e colazione. “Il tabacco fa parte della nostra storia - spiega il Conte Francesco Marone Cinzano - e il sigaro è riuscito a convincere un’esigente platea di appassionati. Ci sono davvero tanti commenti e interventi su blog di settore, siamo soddisfatti. C’è stato un importante raccolto di tabacco biologico che si contraddistingue per il caratteristico spessore delle foglie e per la tenuta dell’umidità. Le differenze per il sigaro, rispetto ad altri prodotti derivanti da agricoltura biologica, sono evidenti ad iniziare dalla gamma aromatica. Il fatto che sia coltivato a Montalcino incide molto, questo è un territorio straordinario che fa eccellere le produzioni, tabacco compreso”. Anche la seconda edizione di “Orciolo”sarà realizzata in edizione limitata.

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