xx

Top 100 Wine Enthusiast, Le Chiuse al 2° posto

Kerin O'Keefe Sono tre le etichette di Brunello di Montalcino nella “Top 100 Cellar Selections of 2018” di Wine Enthusiast (la cui italian editor è Kerin O’Keefe, vedi foto), la selezione di quei vini che vale la pena lasciare ancora qualche anno in cantina per far esprimere loro il massimo potenziale. Una selezione strettissima, visto che questa “Top 100” è il meglio del meglio del 4% dei 23.000 vini assaggiati ogni anno dal team di degustazione. Al secondo posto, dietro ad un mostro sacro come Château Lafite Rothschild 2015, troviamo il Brunello di Montalcino 2013 de Le Chiuse, azienda che lo scorso anno si era piazzata al n. 29. Al n. 8 il Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro Riserva 2012 di Ciacci Piccolomini d’Aragona. Infine, al n. 13, il Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Conti Costanti, che nel 2017 si era issato al vertice di questa speciale classifica.

Conti Costanti e la vendemmia di una volta

La vendemmia di Conti Costanti (con pranzo incluso)Tra cooperative e manodopera straniera, c’è chi vede ancora la vendemmia come un rituale, dove uomini e donne lavorano per lo stesso obiettivo. Come Conti Costanti, una delle aziende storiche di Brunello di Montalcino, che ha completato ieri i suoi 10 ettari di vigneto. Circa 500 quintali d’uva raccolti a mano da una ventina di ragazzi, che come da tradizione si sono fermati ogni giorno a pranzo nella tenuta. “Una tradizione che porto avanti dal 1983 - spiega alla Montalcinonews il proprietario, Andrea Costanti - adesso forse fa più scalpore, ma in fondo è questo il momento più importante e più bello della stagione. È vero, dobbiamo vendere e promuovere il vino, ma se non partiamo dall’uva… I ragazzi lavorano, si stancano, faticano, ma vedo in loro gioia e passione. Vivono questa cosa nel modo migliore. Anche il pranzo lo abbiamo sempre fatto. Negli anni sono aumentate le produzioni e il lavoro, così abbiamo incaricato due persone in cucina. È una cosa a cui tengo particolarmente”. Costanti comunque ci tiene a precisare che “non bisogna criminalizzare altri tipi di raccolta. Il Sangiovese ha una finestra di maturazione ristretta, è molto importante coglierlo nel momento giusto. Soprattutto per le grandi aziende, meglio vendemmiare a macchina nel momento giusto che a mano nel momento sbagliato. Io, avendo la possibilità di questi ragazzi e un quantitativo di uva ristretto, posso farlo in questo modo. Quest’anno devo dire che è stata una vendemmia difficile, è piovuto abbastanza, completamente l’opposto del 2017”.

Guarda la Fotogallery:

Back to top