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Cinelli Colombini guiderà le Donne del Vino Toscane

Donne del Vino ToscanaDonatella Cinelli Colombini guiderà le Donne del Vino Toscane. Produttrice di vino a Montalcino al Casato Prime Donne e in Val d’Orcia alla Fattoria del Colle di Trequanda, Cinelli Colombini prende il testimone da Maria Giulia Frova che ha guidato le 83 Donne del Vino toscane nell’ultimo mandato ed ha ospitato l’assemblea nel ristorante del suo Castello del Corno a San Casciano Val di Pesa. "Ringrazio Maria Giulia dell’impegno che ha profuso in favore della nostra delegazione regionale" ha detto Donatella ricordando l’ultima iniziativa svolta dalla delegata uscente: la raccolta di fondi organizzata con il Lions Club Firenze Brunelleschi per comprare medicinali da mandare ai bambini disabili e oncologici ospitati in un convento di Leopoli in Ucraina.

Nel prossimo triennio Donatella Cinelli Colombini sarà affiancata da tre vice delegate la sommelier Paola Rastelli (vicaria) Federica Cecchi di Winedesigner e Laura Carrera dell’Agricola Ludus. Il consiglio di delegazione comprenderà anche Maria Giulia Frova, Marzia Morganti, Laura Bucci e altre socie disposte a dare un contributo operativo.

Le Donne del Vino è un’associazione nata proprio in Toscana nel 1988 e composta da oltre mille produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste e esperte. La Toscana è una delle maggiori delegazioni regionali e ha iniziato il 2023 alla grande. La Sommelier Paola Rastelli ha organizzato le lezioni sul vino nell’Istituto Mattei di Rosignano Marittimo. Iniziativa inedita in Toscana che introduce i futuri manager del turismo e della ristorazione nella cultura del vino aprendo loro nuovi sbocchi professionali.

Nel programma di attività ci sono anche appuntamenti più leggeri come quello del 16 febbraio in cui 4 Donne del Vino della Toscana serviranno le loro bottiglie alla serata di Carnevale (con raccolta a favore di AIRC) dell’Hotel Bernini Palace di Firenze. Seguirà l’8 marzo la Giornata delle Donne del Vino che unirà quelle italiane alle colleghe di 11 Paesi esteri sul tema “Donne e vino in un mondo unito”. Un tema che sarà il fil rouge dell’intera annata e sottolinea la capacità femminile di intessere legami fra culture e popoli diversi. Principale obiettivo del 2023 sarà la celebrazione del 35 anniversario dalla fondazione dell’Associazione Nazionale Donne del Vino che vedrà arrivare a Firenze la Presidente e il Consiglio nazionali.

Le Donne del Vino hanno come scopo la promozione della cultura del vino e del ruolo delle donne nella società e nel lavoro. Obiettivi che Donatella Cinelli Colombini ha perseguito fino allo scorso anno come presidente nazionale e ora intende mettere alla base del suo impegno di delegata regionale. "La crescita della presenza femminile sta rafforzando il settore enologico dove è più debole: il mercato internazionale. Nelle cantine italiane le donne sono il 51% degli addetti al commerciale, il 76% di chi si occupa di enoturismo, l’80% del marketing e comunicazione. Se vogliamo che l’Italia riduca il gap con i vini francesi bisogna dar spazio alle donne" dice Donatella Cinelli Colombini spingendo le socie a un maggior impegno.

Focus - Chi è Donatella Cinelli Colombini
Donatella Cinelli ColombiniDonatella Cinelli Colombini discende da uno dei casati storici del Brunello di Montalcino. È nata a Siena nel 1953, città dove si è laureata in Storia dell’arte con il massimo dei voti. Nel 1993, ha creato “Cantine aperte”, la giornata che ha portato al successo l’enoturismo in Italia. Oggi insegna turismo del vino nei Master post laurea. Nel 1998 ha lasciato l’azienda di famiglia per crearne una sua composta dal Casato Prime Donne a Montalcino e dalla Fattoria del Colle a Trequanda con cantina e centro agrituristico. Le sue sono le prime cantine in Italia con un organico interamente femminile. Nel 2003 ha pubblicato il Manuale del turismo del vino. Nel 2007 è uscito il suo secondo libro Marketing del turismo del vino seguito nel 2016 dal Marketing delle Cantine aperte. Ad essi sono seguiti testi scritti a più mani Turismo del vino in Italia (2020) e Viaggio nell’Italia del vino (2022). Dal 2001 al 2011 è stata Assessore al turismo del Comune di Siena ed in questo periodo ha ideato il “trekking urbano” nuova forma di turismo sostenibile e salutare. Dal 2013 al 2022 ha presieduto il consorzio della Doc Orcia. Dal 2016 al 2022 è stata presidente Nazionale delle Donne del Vino.

Focus - Chi sono le donne del vino
Le Donne del Vino sono un’associazione senza scopi di lucro che promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino. Nata nel 1988, conta oggi oltre 1020 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste. Le Donne del Vino sono in tutte le regioni italiane coordinate in delegazioni. La Presidente Nazionale è la produttrice campana Daniela Mastroberardino.

L’enoturismo nel 2023 secondo Cinelli Colombini

L’enoturismo nel 2023 secondo Cinelli Colombini Il turismo in cantina è in una fase molto favorevole con il business mondiale che dovrebbe triplicare entro il 2030.  Il segreto del successo nelle proposte con “Vita propria”; le parole chiave supertradizionalismo nelle esperienze dei turisti e molta tecnologia innovativa nei contatti

La diversificazione delle esperienze in base alle tipologie di winelover, per evitare “il male oscuro” delle cantine turistiche italiane, ovvero la loro proposta tutta uguale, ma anche l’uso della tecnologia per la prenotazione e per fidelizzare i consumatori, perché “niente è come prima del Covid, neanche i turisti”. Sono alcuni dei suggerimenti che arrivano da Donatella Cinelli Colombini, ideatrice di Cantine Aperte e del Movimento Turismo del Vino, autrice di cinque manuali dedicati all’enoturismo e produttrice a Montalcino e a Trequanda, che prova a dare il buon esempio mostrando come le esperienze vadano diversificate e strutturate in base a quattro profili di enoturisti.

Enoturismo “Nelle cantine italiane arrivano almeno quattro tipi di visitatori - afferma Donatella Cinelli Colombini - i turisti del vino classici cioè i veri appassionati del nettare di Bacco, che percentualmente stanno calando. Il gruppo maggioritario che cerca svago in una natura incontaminata. Gli altospendenti, soprattutto esteri, che chiedono momenti esclusivi e infine i talebani che cercano cose estreme come i “vini senza mani”, i vini ultra-famosi o con altre caratteristiche straordinarie”. Altro elemento nuovo è il sorpasso delle esperienze sul vino. “Alcune proposte, particolarmente diverse, coinvolgenti e uniche, se ben comunicate, riescono ad attrarre visitatori indipendentemente dalla fama della cantina, anzi la potenziano in modo enorme. Per questo il numero, la dimensione e la spettacolarizzazione delle nuove cantine turistiche cresce ovunque nel mondo talvolta con effetti hollywoodiani”.

Aumenta l’importanza dell’elettronica, sia nella prenotazione che nelle fasi successive alla visita. Donatella Cinelli Colombini in tal senso inaugura la collaborazione con Divinea - WineSuite con l’introduzione del CRM e diverse esperienze nelle sue cantine. Sono proposte con il vino pensate per i nuovi turisti offrendo loro momenti unici, coinvolgenti, autentici, rispettosi della natura e delle tradizioni locali. Donatella ha deciso di procedere in due direzioni: supertradizionalismo nelle esperienze dei turisti e molta tecnologia innovativa nei contatti. Ecco che la sua wine hospitality userà un sistema CRM – Customer Relationship Management per sviluppare i contatti che, nel caso di Donatella, partono da un archivio di circa 10.000 nomi. Per l’enoturismo italiano si tratta di qualcosa di nuovo e capace di trasformare i visitatori delle cantine in clienti che continuano a comprare bottiglie, anche dopo il ritorno a casa, attraverso il wine club e l’e-commerce proprietario.

Casato Prime DonneLe quattro proposte enoturistiche 2023 del Casato Prime Donne a Montalcino si differenziano da quelle normalmente organizzate dalle cantine italiane e si indirizzano a visitatori con un diverso grado di interesse per il vino e di capacità di spesa. Per quelli che scherzosamente Donatella Cinelli Colombini chiama “enoturisti per caso” che cercano svago, natura (l’azienda è bio), tradizioni locali e sono ormai il target più numeroso dei visitatori, c’è la “Brunello experience” degustazione itinerante che percorre gli esterni e gli interni della cantina seguendo pannelli sulla storia locale e istallazioni di arte contemporanea. Percorso con assaggi anche per l’esperienza “degustazione enomusicale” dove i vini e i brani sonori sono scelti da un sommelier musicista. Questa proposta è per gli appassionati che hanno già visitato molte cantine e vogliono qualcosa di nuovo. Per i veri “Brunello lovers” c’è una visita guidata e una degustazione verticale di cinque annate che parte dall’assaggio da botte per arrivare alla grande riserva. Mentre la proposta premium “IoSono Donatella exclusive Experience” prevede la presenza di Donatella Cinelli Colombini in persona e verte sul suo Brunello IOsonoDonatella prodotto in edizione limitata solo nelle grandi annate. Anche nella cantina di Montalcino gli assaggi di vino presenti in tutte le esperienze sono accompagnati da specialità gastronomiche tipiche come il cacio pecorino o la salsiccia secca.

Paesaggio e Brunello, così può ripartire l’enoturismo

Paesaggio e Brunello, così può ripartire l’enoturismoEntusiasmo, fiducia ed una gran voglia di normalità. Dopo la pausa forzata per l’emergenza Covid-19, le priorità in vacanza per i turisti nel 2020 saranno lo stare all’aria aperta e a contatto con la natura. Una vera e propria “Terapia del Paesaggio” per contrastare la “Sindrome della Capanna”, ovvero la paura di uscire e tornare alla socialità. A offrire tale opportunità è, per antonomasia, l’enoturismo che, se unito al tema cibo, può rappresentare un vero asso nella manica per salvare una stagione in cui gli stranieri saranno i grandi assenti e gli italiani che andranno in vacanza, secondo una rilevazione Ipsos, saranno appena poco più del 40%.

Lo sa bene Donatella Cinelli Colombini, che guarda fiduciosa al futuro dell’enoturismo puntando dal prossimo 1 luglio sui ritmi lenti, i paesaggi mozzafiato e gli ampi spazi all’aperto alla Fattoria del Colle, a Trequanda, e al Casato Prime Donne di Montalcino, con sessioni di trekking nei vigneti dove si può ammirare le installazioni artistiche poste in onore delle vincitrici del Premio Casato Prime Donne, che la cantina assegna ogni anno ad una emblematica figura femminile della società civile.

Per garantire la massima sicurezza ed il distanziamento sociale, ogni ospite potrà consumare la colazione a base di torte tradizionali e biscotti, formaggi e salumi prodotti da laboratori artigiani locali direttamente negli spazi esterni esclusivi di pertinenza di ciascun appartamento, così come il pranzo e la cena per i quali è attivo un servizio di take away dal ristorante di Donatella, con menù degustazione di piatti tipici della tradizione trequandina e montalcinese e calici di vino, come i pregiati Brunello e Rosso di Montalcino.

“Le 25.000 aziende enologiche italiane aperte al pubblico – sottolinea Donatella Cinelli Colombini – stanno cercando di ripartire. Quelle attrezzate per l’hospitality in particolare, che occupano circa 30.000 dipendenti stagionali addetti all’enoturismo oltre al personale stabile, hanno bisogno di recuperare liquidità. Il giro d’affari che ruota attorno all’enoturismo ammonta a quasi 2,5 miliardi di euro, se si comprende anche la vendita diretta: una quota importante dell’economia del Paese che non deve venire meno. Il turismo del vino comprende tutta una serie di consumi che non si fermano in cantina, ma crea un indotto che la Banca d’Italia stima in circa 12 miliardi l’anno tra cibo, vino, degustazioni e shopping. Anche l’ultimo Rapporto sul Turismo Enogastronomico conferma la predilezione degli italiani a vivere esperienze enogastronomiche in Italia, circa il 92%, mentre dall’altra parte l’87% delle cantine considera l’enoturismo un’attività strategica per la ripresa economica dopo la crisi. È interessante anche leggere come il 64% degli italiani sia interessato a conoscere di più l’enogastronomia dei territori in cui vive e questo ci porta a pensare che il 2020 si possa profilare come l’anno del riscatto per quell’Italia “minore” dei borghi e delle campagne, dove l’enoturismo rappresenta un volano di sviluppo importante e benessere”.

Potrebbe dunque essere l’occasione per riconoscere a questa Italia, che conta 460 Città del Vino, un ruolo più congeniale alla nuova idea di vacanza “protetta”, tra vigne, degustazioni all’aperto e luoghi lontani dal turismo di massa che aspettano solo di essere scoperti e valorizzati.

“Il Covid-19 uccide il turismo del vino”

Donatella Cinelli ColombiniTra le vittime economiche del Covid-19 rientra a pieno diritto il comparto del turismo. A dirlo sono i numeri ricordati da Donatella Cinelli Colombini, ideatrice della giornata Cantine Aperte (nata a Montalcino come progetto pilota in Toscana e poi sviluppata in tutta Italia) e prima promotrice del turismo del vino in Italia. Il comparto turistico somma un miliardo e quattrocento milioni di viaggiatori l’anno con un business mondiale intorno a 1.300 miliardi che adesso è bloccato dalla paura. La reclusione in casa ha aumentato la percezione di pericolo rispetto a tutto quello che sta fuori delle mura domestiche per cui le vacanze, più che momenti di evasione, possono apparire come momenti frenati dall’ansia. In questo disastroso 2020, è il pensiero di Donatella Cinelli Colombini, ogni Paese cercherà di tenere i cittadini nei propri confini nazionali e probabilmente anche gli italiani faranno viaggi di prossimità. Per questo regioni come la Toscana, dove gli arrivi dall’estero hanno percentuali molto alte, Usa in testa (9% degli arrivi totali), non dormono sonni tranquilli. Il turismo estero vale oltre 40 miliardi per l’Italia. E per Montalcino gli scenari quali sono? “La Valdorcia - dice alla Montalcinonews Donatella Cinelli Colombini - guardando i dati Irpet 2018 somma 253.000 turisti italiani e 345.000 stranieri, ovvero il 58%. Europa e Inghilterra (29,9%) e Nord America (14,9%) coprono quasi tutta questa fetta ma aggiungo che la preoccupazione riguarda anche l’occupazione. L’ultimo dato rilevato del Pil, riferito al 2015, assegnavano al turismo, per posti come Montalcino e Montepulciano, il 25%. Per la Valdorcia, nel 2016, gli occupati nel turismo raggiungevano il 33%. Si prevede un impatto veramente pesante. Quanto inciderà la mancanza di vendita diretta del vino in azienda? Per Montalcino stimo il 15% ma a questa percentuale va aggiunta anche quella indiretta derivata da enoteche e ristoranti. Quando avremo la riapertura ci saranno dei limiti e molti potrebbero decidere di non riaprire”.

Nella nota stampa Cinelli Colombini aveva spiegato come è “più grave la situazione in campagna dove il turismo si è sviluppato negli ultimi anni sotto forma di agriturismo e turismo enogastronomico. In queste zone, ad esempio, i ristoranti non hanno, oppure hanno pochissima clientela locale e, rispetto ai colleghi di città non possono usare il delivery come alternativa. Non escluderei che molti decidessero di rimanere chiusi per tutto il 2020. Oltre alla diminuzione dei flussi turistici esiste infatti un altro aspetto da considerare: gli effetti dell’eventuale contagio dove, per ora, l’epidemia di coronavirus è stata quasi assente. Prendiamo in esame le attività turistiche più problematiche, quelle delle aziende agricole - ricettività, ristorazione e enoturismo - che sono accessorie e spesso in promiscuità, con i lavori propriamente agricoli. Portando i visitatori in azienda aumenta il numero delle misure protettive da prendere nell’impresa nel suo complesso, ma soprattutto aumenta la probabilità di contrarre il covid. In una simile eventualità l’obbligo di quarantena potrebbe riguardare sia chi lavora nell’hospitality che il personale di cantine, uffici, vigneti e altre attività tipicamente rurali, con il blocco totale di ogni produzione”. Dunque per le destinazioni del turismo enogastronomico il futuro prossimo appare molto preoccupante. “Per restringere alle sole cantine, l’esame dei problemi turistici creati dal coronavirus, è ipotizzabile che le 25.000 aziende enologiche italiane aperte al pubblico e fra esse le 5-8.000 ben organizzate per l’hospitality, occupino intorno a 30.000 dipendenti stagionali addetti all’enoturismo, oltre al personale a tempo indeterminato e ai membri delle famiglie produttrici. Tutte persone che potrebbero rimanere senza lavoro. Se andiamo a vedere il contraccolpo economico della mancanza di vendita diretta nelle cantine abbiamo dati altrettanto sconfortanti: 2-2,5 miliardi di euro che costituiscono una liquidità importante per le imprese italiane ma soprattutto una fonte di guadagno con marginalità nettamente più alta rispetto ai normali canali commerciali”. Senza dimenticare che il vino “smuove” anche altri settori dallo shopping fino all’intrattenimento.

“Secondo i dati della Banca d’Italia (2019) - ricorda Cinelli Colombini - i turisti esteri in Italia spendono 12 miliardi all’anno in cibo e vino consumato nei pasti oppure acquistato come shopping goloso. Un autentico motore per la ristorazione e i negozi di tutte le città turistiche. Un motore che oggi è spento e farà rallentare anche chi riforniva questi luoghi di consumo e vendita cioè le cantine e i produttori di specialità alimentari di eccellenza. Non scordiamoci che fino allo scorso anno metà dei 58 milioni di turisti stranieri in Italia aveva comprato almeno una bottiglia di vino”.

Gender Gap, uno spiraglio arriva dal mondo del vino

Donatella Cinelli Colombini con gli altri protagonisti del convegno di Wine&Siena Anche se il gender gap resta ancora forte, si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. Ne è convinta Donatella Cinelli Colombini, produttrice di Brunello e Orcia e presidente di Donne del Vino, l’associazione che riunisce 890 imprenditrici del settore vitivinicolo e che è stata al centro di una ricerca firmata dall’Università di Siena, presentata il 31 gennaio a Rocca Salimbeni, sede di Banca Mps, in occasione di Wine&Siena. Il lavoro, curato dal professor Lorenzo Zanni, ha dimostrato come il 97% delle 167 Donne del Vino intervistate ha trovato l’accesso al credito che cercava. È la prima volta che una ricerca di questo tipo non evidenzia un gender gap. Studi anche recenti, infatti, mostravano come quasi la metà delle imprenditrici lamentasse difficoltà nell’accesso al credito. Le aziende femminili sono 1,3 milioni, cioè il 21,8%, del totale italiano, e si concentrano nel settore agroalimentare dove la loro presenza arriva al 28% (dati Unioncamere). Nel comparto agricolo il gentil sesso guida un terzo delle imprese ma, pur occupandosi solo del 21% della SAU (superficie agricola utilizzabile), ottiene il 28% del PIL agricolo dimostrando una capacità manageriale di alto livello.

Il risultato della ricerca, spiega Donatella Cinelli Colombini, scaturisce anche dall’andamento controcorrente dell’agricoltura rispetto alle difficoltà dell’economia italiana. “Le cantine italiane, negli ultimi 5 anni, hanno accresciuto fatturati e margini (+3,9% e +5,8%), hanno esportato di più e hanno visto salire il valore delle vigne dell’1,2% ogni anno, un dato quest’ultimo che nelle zone più vocate è schizzato alle stelle”. “Le Donne del vino sono un campione privilegiato - continua la presidente delle Donne del Vino - perché a capo di aziende che, secondo un’indagine effettuata 3 anni fa, risultavano internazionalizzate, diversificate, orientate sul bio e sui vini di alta qualità. Per questo l’indagine di Siena ci fa vedere la luce in fondo al tunnel mentre in altri settori economici il gender gap è ancora forte”.

In effetti il Global Gender Gap Report del 2018 mette l’Italia è a 70° posto su 149 Paesi e l’Istat usando i dati Inps ha rivelato che esiste una forbice fa il salario maschile e femminile che va dal 4% del settore pubblico al 20% nelle imprese private fino al 38% fra i liberi professionisti.

Focus: la ricerca “Donne e credito” dell’Università di Siena

Il questionario è stato somministrato nel 2019 alle 890 Donne del vino italiane, hanno risposto 167 socie di cui 127 con cantina. Il 56,9% delle risposte sono arrivate dal Nord Italia.Il 65% delle intervistate ha chiesto un credito negli ultimi 10 anni, spesso il finanziamento è inferiore alle attese ma solo il 3% si è vista negare l’erogazione. Da notare l’alta percentuale delle imprese che si sono basate solo sul proprio capitale. Colpisce che siano state soprattutto le imprese più piccole, quelle sotto i due milioni di fatturato annuo, a cercare l’aiuto delle banche. Si tratta di una dimostrazione di grande dinamismo perché questo denaro è stato impiegato per nuovi investimenti (72%) e non per la conduzione aziendale. La richiesta di credito è legata alla volontà di accrescere qualità, remuneratività e dimensione produttiva. A posteriori gli stessi obbiettivi permangono anche oggi mentre è cresciuta la sensibilità ambientale e l’interesse per l’export a ampio raggio.

L’identikit della Donna del Vino con cantina che ha fatto richiesta di credito ci mostra una titolare o una responsabile di un settore dell’azienda di famiglia. Ha un’età media di 42 anni con circa 12 di esperienza nell’impresa. Nel 52% dei casi ha in tasca una laurea e per la quasi totalità (90,7%) un’esperienza professionale precedente in un settore diverso.

Ghisleri e il rapporto donne-politica che sta cambiando

Premio Casato Prime Donne 2019“Ringrazio il Casato Prime Donne per questo premio meraviglioso, legato a un’emozione e alla fatica: l’emozione di fare qualcosa che mi piace e la fatica di lavorare in un mondo prettamente maschile. Le donne in politica stanno conquistando piani importanti, penso a Christine Lagarde e Ursula von der Leyen. Il tema vero è che dobbiamo faticare molto per riuscire ad ottenere dei risultati, ma quando però ci arriviamo siamo riconosciute dagli uomini come abili e capaci”. A parlare, alla Montalcinonews, è la sondaggista e politologa Alessandra Ghisleri, che ieri ha ritirato il premio “Prima Donna 2019” al Teatro degli Astrusi di Montalcino, sotto gli occhi di tante personalità istituzionali, dal sindaco Silvio Franceschelli al prefetto di Siena Armando Gradone, dal nuovo capitano della Compagnia dei Carabinieri di Montalcino Alessandro Sebis al presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci.

“Quest’anno per la prima volta affrontiamo il tema della politica - spiega la promotrice del premio, Donatella Cinelli Colombini -  fra le donne e la politica c’è un rapporto difficile, lo dimostrano l’affluenza al voto inferiore a quella maschile e la poca propensione a partecipare alla vita politica. Eppure la Toscana è stata fra i primi al mondo a concedere il voto alle donne, che votavano fin dal 1849. Certo, avevano un voto passivo e quindi non potevano essere elette, avevano molte limitazioni, ma votavano. Con il plebiscito del 12 marzo 1860 la Toscana scelse l’annessione al Regno di Sardegna e le donne persero il diritto di voto. Fino al 1946, con il suffragio universale e le prime elette. Da allora le donne hanno fatto pochi passi avanti nel mondo della politica italiana, molti meno che in altri Paesi, ma forse qualcosa sta cambiando, e dall’incontro  di oggi escono messaggi positivi. Il primo: le donne sono una risorsa per il mondo politico. Il secondo: devono avere il coraggio di mostrare quanto valgono”.

Land of Light, lo scatto vincitore del premio fotograficoIl rapporto tra donna e politica è stato approfondito nel talk show alla Fattoria del Colle, a Trequanda, moderato dal giornalista David Taddei. Alessandra Ghisleri, volto noto della televisione naionale e fondatrice Euromedia Research, ha tracciato l’identikit dell’universo femminile nel mondo politico: le donne italiane non amano la politica e i dibattiti, ne prendono le distanze, sentono che il gap con gli uomini è ancora forte (quasi il 70% pensa che neppure all’interno dell’Unione Europea questa parità sia stata raggiunta).

“Analizzando dati più specifici - puntualizza Ghisleri - emerge che il 48% della popolazione intervistata affiderebbe fondi pubblici ad una donna. Percentuale che sale quasi al 60% quando a rispondere sono le donne stesse. Ma tutta questa “fiducia” nel gentil sesso non viene poi nei fatti ripagata dalla politica sui temi del lavoro e dell’organizzazione di servizi per la famiglia. Garantire l’accesso ad esempio ad asili nido gratuiti può essere un primo passo, ma non sufficiente a colmare il gap se non si accompagna ad altri interventi strutturali”. “Le donne costituiscono molto spesso l’ago della bilancia nelle consultazioni elettorali - aggiunge la sondaggista - rappresentando la quota maggioritaria degli indecisi, circa il 60%, e a fare la differenza nel loro orientamento saranno i soggetti politici che offriranno loro maggiori garanzie sui temi della famiglia e della parità di genere nel mondo del lavoro. In sostanza, quella parte politica che dimostrerà di “amare” le donne, non solo con le intenzioni ma con fatti concreti, sarà anche quella che con molta probabilità vincerà le elezioni”.

All’edizione n. 21 del Premio Casato Prime Donne, oltre ad Alessandra Ghisleri, sono stati premiati anche quattro giornalisti, selezionati dalla giuria presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da sua madre Francesca Colombini Cinelli (presidente onorario e fondatrice del premio), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione. Marco Rossetti e Francesca Topi hanno vinto il premio “Io e Montalcino” per la puntata del programma Rai “Geo” dedicata alla Val d’Orcia. Eleonora Cozzella ha ottenuto il riconoscimento “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per l’articolo “Le vie del vino” pubblicato su Repubblica. Riccardo Lagorio, con un pezzo dedicato alla vendemmia 2018 sul mensile Dove, ha ritirato invece il premio offerto dal Consorzio del Brunello (seione “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”), consegnato direttamente dal presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci.

Poco prima della premiazione è avvenuta anche la scelta del vincitore della sezione fotografica del Casato Prime Donne fra i cinque finalisti designati dalla giuria. 50 persone, prevalentemente residenti nel territorio, hanno votato senza conoscere l’autore delle immagini né il luogo in cui sono pubblicate. Una scelta che riguarda dunque solo l’interpretazione artistica dei meravigliosi distretti agricoli in cui nascono i vini Brunello e Orcia. Il vincitore 2019 è Alberto Flammia con la sua “Land of Light”.

Al femminile anche l’opera d’arte da affiancare alla dedica della vincitrice, ambedue si potranno ammirare nella cantina del Casato Prime Donne a Montalcino. La pittrice Elisabetta Rogai ha realizzato la tela “DiVINità”, sintesi perfetta dell’incrocio tra i concetti di arte ed enologia. La giornata di festa si è conclusa con la torta preparata dal campione del mondo Rossano Vinciarelli e Alessandra Paola Ghisleri che ha brindato con 250 invitati.

Governo Pd-M5s? Donne dicono no. Il tema a Montalcino

Alessandra Paola GhisleriIl Premio Casato Prime Donne a Montalcino può essere considerato come un red carpet dell’universo femminile con i riflettori accesi su chi è di stimolo o è di esempio rispetto al ruolo delle donne nella società e nel lavoro. Quest’anno la vincitrice è Alessandra Paola Ghisleri, sondaggista e politologa in un mondo politico italiano dominato dagli uomini e in un Paese dove quasi 1/3 delle donne non dimostra alcun interesse per la politica. Da quasi cinquant’anni la partecipazione femminile al voto è nettamente inferiore a quella maschile. “Le donne si sono sempre sentite escluse dai grandi dibattiti politici che a loro volta hanno disertato”, spiega la Ghisleri notando come, nelle intenzioni di voto degli ultimi mesi, gli indecisi tra le donne rappresentano il 60%”.
Il premio è organizzato dalla prima cantina italiana con un organico interamente femminile, il Casato Prime Donne che Donatella Cinelli Colombini ha trasformato in una bandiera per la pari opportunità fra le botti. “Il rapporto tra le donne, la politica e la crisi - commenta la sondaggista Ghisleri - appare evidente dai risultati del recente sondaggio. Il gentil sesso è arrabbiato con la politica, molto più arrabbiato dei maschi. Solo 1 donna su 5 crede che un nuovo governo PD-M5S porterà benefici al nostro Paese mentre per gli uomini il rapporto è 1 su 3”. “Nelle future elezioni – afferma Donatella Cinelli Colombini - le donne saranno l’ago della bilancia perché convincerle a votare (l’astensionismo maschile è più basso) e soprattutto convincere le indecise che sono la quota più rilevante, determinerà la vittoria di un partito anziché dell’altro".

Infatti la sondaggista Alessandra Paola Ghisleri nei rilevamenti dei giorni scorsi mette in luce i dati che evolvono molto rapidamente, ma due sono gli aspetti del voto femminile che risaltano sempre in modo rilevante: “Da una parte risulta stabile l’astensione e l’indecisione delle donne sulle intenzioni di voto rispetto a quella maschile, dall’altra parte rimane la grande adesione femminile al partito della Lega salviniana (35%), dato che rimane stabile dalle ultime elezioni politiche del 4 marzo 2018 e rafforzatosi in questo anno e mezzo di Governo e la crisi". La sondaggista continua affermando che l’atteggiamento femminile di fronte alla crisi di Governo estiva, conferma la predisposizione all’indecisione e sul possibile Governo PD-M5S informa: “L’opinione della maggioranza delle donne ritiene il possibile Governo PD-M5S molto poco durevole e le donne desiderano con maggiore forza rispetto agli uomini il ritorno alle urne. Il mantenimento delle poltrone è, sempre per la “quota rosa” del campione - conclude Alessandra Paola Ghisleri - la motivazione principale che ha spinto il partito di Nicola Zingaretti a stringere un accordo di Governo con i pentastellati. La mia riflessione va verso i vertici politici e istituzionali del nostro Paese riconoscendo che le donne hanno ricoperto alte cariche: dal Presidente della Camera (solo 3) alla Presidenza del Senato (1), ma mai quella della Presidenza del Consiglio o Presidente della Repubblica. Sono fiduciosa in un cambio di passo e in equilibrio che fino ad oggi è mancato”. Il premio Casato Prime Donne sarà l’occasione per qualche riflessione sulle donne e la politica. Altre statistiche interessanti dimostrano che il 22,3% delle donne si informa di politica quotidianamente, ma quasi 1/3 non mostra alcun interesse (21.0% tra gli uomini). Per informarsi su temi ed argomenti politici, le donne usano molto di più la tv rispetto agli uomini (62.9% contro 45,15) e meno i quotidiani. Alessandra Paola Ghisleri si è laureata in Scienze geologiche e paleontologiche ma ha scoperto ben presto il suo interesse per la ricerca sociale a cui ha dedicato l’intero percorso professionale fino a diventare una sondaggista ricercatrice fra le più apprezzate in Italia. Dopo varie esperienze in istituti di ricerca nel 2003 ha fondato Euromedia Research. Ghisleri è un’esperta politologa ospite di programmi televisivi come ad esempio Porta a Porta e in talk show trasmessi da RaiNews e La7.

I vincitori dell’edizione 2019 del Premio Casato Prime Donne

La premiazione avverrà il 15 settembre a Montalcino. Oltre Alessandra Paola Ghisleri riceveranno riconoscimenti i giornalisti e i fotografi che si sono distinti nella divulgazione del territorio del Brunello scelti dalla giuria presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione. I vincitori sono Marco Rossetti e Francesca Topi per la puntata de programma Rai “Geo” intitolata “Val d’Orcia”. Il Presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci consegnerà il riconoscimento a Riccardo Lagorio per l’articolo “I giorni della vendemmia”, pubblicato nel mensile “Dove”. Il premio per contributi a firma femminile è stato assegnato a Eleonora Cozzella per l’articolo “Le vie del vino” pubblicato nel quotidiano La Repubblica. Verrà inoltre premiata la migliore immagine dei territori dei vini Brunello e Orcia scelti dalla giuria popolare fra le foto dei 5 finalisti: Alberto Flammia, Hamish Scott-Brown, Alexander Brookshaw, Luca Giustozzi e Rita Foldi.

Cinelli Colombini vicepresidente Avito

Donatella Cinelli ColombiniFrancesco Mazzei, alla guida del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana dallo scorso agosto, è il nuovo presidente di Avito, l’Associazione Vini Toscani Dop e Igp. “A meno di un anno dall’inizio della mia avventura alla guida del Consorzio è un onore ricevere oggi quest’importante incarico. Ritengo sia necessario portare avanti la linea intrapresa dall’Associazione e continuare a lavorare in maniera sinergica, per dar voce con autorevolezza a quella pluralità di esperienze che è il vero patrimonio della viticoltura toscana”, ha dichiarato il neoeletto presidente Mazzei che insiste sulla necessità di “fare sistema”. L’associazione, che rappresenta di fatto la Toscana vitivinicola, è nata nel 2016 e il primo presidente è stato Fabrizio Bindocci, da poco eletto alla guida del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Dopo il primo triennio di attività, l’assemblea ha eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione che è composto da tutti i presidenti dei Consorzi partecipanti all’associazione. Come vicepresidente è stata nominata Donatella Cinelli Colombini, presidente del Consorzio del Vino Orcia. Al momento hanno aderito ad Avito 22 Consorzi di Tutela in rappresentanza di circa 6.000 imprese, per una produzione annua di circa 200 milioni di bottiglie, un giro di affari stimato in oltre un miliardo di euro ed una quota export superiore al 70%.

Doc Orcia, Donatella Cinelli Colombini fa il tris

Consiglio di amministrazione Orcia Doc 2019-2022Donatella Cinelli Colombini confermata alla presidenza della Doc Orcia per il prossimo triennio (2019-2022). Inizia così il suo terzo mandato alla presidenza della denominazione, nata nel 2000 nel sud della Toscana e che abbraccia 12 comuni fra i territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano. Negli ultimi anni la giovane e ambiziosa Doc Orcia (che ha come con il claim “Orcia, il vino più bello del mondo”) è stata annoverata fra le piccole denominazioni italiane emergenti.

“Ancora una volta ringrazio per la fiducia e sono orgogliosa di ricoprire nuovamente questo incarico per l’Orcia Doc - afferma Donatella Cinelli Colombini - Il Consiglio intende continuare l’intenso lavoro di eventi, degustazioni e visite svolto nel passato puntando a consolidare la propria visibilità e commercializzazione nell’area di produzione. Un territorio che registra ogni anno un milione e mezzo di presenze turistiche e circa un milione di escursionisti soprattutto stranieri, per cui ha il mercato di esportazione proprio “sotto casa””

Il Consiglio di Amministrazione si rinnova anche con le nuove generazioni di due storiche aziende presenti nei board precedenti: Capitoni Marco e Cantina Campotondo che vedono rispettivamente l’ingresso di Angelo Capitoni ed Elena Salvicci. Altro nuovo ingresso è quello di Giovanna Santi (Bagnaia) e Carlo Pilenga (Agr. Trequanda) che affiancano quindi Antonio Rovito (Val d’Orcia Terre Senesi), Giuseppe Olivi (Le Buche), Roberto Rappuoli (Podere Forte), Gabriella Giannetti (San Savino) e i due vicepresidenti Giulitta Zamperini (Poggio Grande) e Roberto Terzuoli (SassodiSole) già presenti nel board precedente. Infine Andrea Giorgi (Sampieri del Fa) ricopre il ruolo di Segretario e Marco Turillazzi quello di Sindaco Revisore. Cinque membri su undici del Cda sono donne.

Due nuovi progetti su cui già si è messo a lavoro il consiglio: Il primo è un piano di marketing innovativo all’interno di un progetto di filiera che collega le cantine con la rete commerciale locale. Prevede di offrire a enoteche e ristoranti cantinette climatizzate in vetro e acciaio da usare per conservare le bottiglie Orcia e mostrare le aziende e le bellezze del territorio attraverso un display. Invece per le cantine che vendono in grande distribuzione saranno prodotti espositori in grado di rendere più visibile la denominazione. Il secondo, ancora ai primi sviluppi, riguarda direttamente i turisti con la realizzazione di master class studiate appositamente per loro. Un modo nuovo di mescolare cultura del vino e intrattenimento puntando sul nuovo ruolo assunto dall’enogastronomia nell’esperienza di viaggio e come attrattore turistico.

Il vino Orcia viene prodotto in una settantina di aziende di cui 40 iscritte al Consorzio e dal 2014 ricopre l’incarico di vigilanza e promozione Erga Omnes. La produzione totale della denominazione è di 320.000 bottiglie l’anno con il Sangiovese come principale vitigno dei rossi. Una produzione di nicchia che punta ad essere sempre più visibile.

Sara Gama, Montalcino e un sogno Mondiale

Sara GamaPronte verso il Mondiale. Se la Nazionale di calcio maschile ha fallito l’appuntamento lasciando l’amaro in bocca ai tifosi dello Stivale la scorsa estate, lo stesso non si può dire di quella femminile con le ragazze di Milena Bartolini pronte a sfidare le migliori formazioni del globo per realizzare un sogno. Non c’è dubbio che si tratta di un periodo d’oro per il calcio femminile italiano: attenzione mediatica sempre più costante (non a caso il Mondiale sarà trasmesso su Sky), stadi che si riempiono (per Juventus-Fiorentina c’è stato il record di circa 39.000 presenze) e un movimento che si può tranquillamente definire in salute. Il capitano delle azzurre, e una delle stelle della competizione, sarà Sara Gama, fresca campionessa d’Italia con la maglia bianconera e che ha coronato un’ottima stagione vincendo pure la Coppa Italia. Gama qualche mese fa fece visita a Montalcino quando ricevette il riconoscimento di “Prima Donna 2018”, in occasione del Premio Casato Prime Donne, felice idea voluta da Donatella Cinelli Colombini. Madre triestina e padre congolese, Sara Gama è diventata uno dei simboli dello sport italiano e un esempio da seguire per tante giovani calciatrici. Ma è anche un’estimatrice del Brunello di Montalcino, perché pure i campioni e le campionesse, qualche volta, è giusto che si concedano un buon calice. “Il Brunello è un gran vino - disse l’atleta della Juve e della Nazionale ai microfoni della Montalcinonews - mi è capitato più volte di assaggiarlo. Uno sportivo deve andarci piano, ma a tavola il vino non deve mai mancare. È uno dei piaceri della vita, e abbiamo la fortuna di vivere in un Paese che se la contende con pochissimi”. Parole che non fanno una piega. Dopo vent’anni la Nazionale femminile torna a disputare i Mondiali che si disputeranno in Francia e un Paese intero farà il tifo per queste brillanti atlete. Si parte il 7 giugno, forza azzurre! E magari, perché no, brinderemo tutti insieme con un buon Brunello d’annata... In bocca al lupo!

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