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Brunello e arte per un progetto di cuore

Un dettaglio dell'etichetta realizzata da Frank EspinosaQuando il mondo fantastico dell’arte incontra quello del vino per una buona causa. Frank Espinosa, artista cubano classe 1962 che ha lavorato per la Walt Disney ed è stato art director per la Warner Bros, ha creato un’etichetta per il Brunello di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini che sarà all’asta online fino a lunedì prossimo. Obiettivo? Aiutare i Supereroi di Zia Caterina - Taxi Milano 25. Sono bambini e giovani che soffrono di malattie gravissime, affrontano cure dolorose e hanno bisogno di tutto il nostro affetto e sostegno. Per i collezionisti l’occasione è “ghiotta”, si tratta di una sola bottiglia e di una sola etichetta entrambe di pregio. Non esistono repliche, è un’opera originale ed esclusiva, da collezionare come tutte le cose preziose. Qui il link per partecipare. L’asta benefica è realizzata dalla scuola Internazionale di Comics di Firenze (di cui Espinosa è il direttore artistico), in collaborazione col Movimento Turismo del Vino Toscana e il Mugello Comics. Il ricavato andrà interamente a Milano 25 Onlus, l’associazione legata alla figura di Zia Caterina che giorno dopo giorno gira per le vie di Firenze sul suo taxi colorato e inconfondibile.

Cinelli Colombini, la Donna del Vino

Cinelli Colombini confermata presidente di Donne del VinoDonatella Cinelli Colombini guiderà, per altri tre anni, le Donne del Vino. È stata rieletta oggi dal nuovo consiglio. Imprenditrice del vino della Toscana e proprietaria di Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a Trequanda, Donatella Cinelli Colombini è presidente nazionale delle Donne del Vino dal 2016 guidando l’associazione (di cui fanno parte oltre 800 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste) che si pone come obiettivo la promozione della cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva. Nel 2018, per la prima volta, le Donne del Vino hanno rinnovato il loro consiglio e il collegio dei probiviri votando on line con le candidature che sono state raccolte via Internet. Cinelli Colombini sarà affiancata dal nuovo consiglio che è composto da tre vice presidenti: Antonella Cantarutti, Daniela Mastroberardino e Paola Longo.

“L’esperienza di guidare le Donne del Vino - commenta Cinelli Colombini - è stata più faticosa di quanto immaginassi, ma anche più entusiasmante perché ho scoperto un patrimonio di talenti, di voglia di fare e di altruismo che poche associazioni possiedono, specialmente dopo trent’anni di vita. Le Donne del Vino sono oltre 800 meravigliose persone. Negli scorsi tre anni ho chiesto loro un impegno e uno sforzo supplementari e i risultati sono stati straordinari. Siamo la più grande organizzazione femminile mondiale del settore enologico, la più organizzata e la più attiva”.

 

Tra le prossime sfide all’orizzonte c’è, spiega Cinelli Colombini, “quella di internazionalizzarsi creando una rete mondiale basata sullo sharing; subito dopo quella di accrescere le opportunità per le socie, puntando sul networking cioè trasformando i rapporti in trasferimento di conoscenze, business, opportunità di stage o di lavoro”. Un’attenzione particolare sarà rivolta alle giovani donne under 30 che si affacciano, o vorrebbero, al settore vino. Per loro l’associazione sta predisponendo, grazie ad un’idea di Alessandra Boscaini, delegata del Veneto, il progetto “Future”, ovvero un archivio telematico con tutte le opportunità formative in cantine, enoteche, ristoranti, agenzie giornalistiche e di pr, studi di consulenza enologica, abbracciando ogni segmento della filiera del vino.

Già molte le iniziative in calendario: da ProWein (17-19 marzo), con una degustazione al femminile, a quella del 2 marzo, con la Festa delle Donne del Vino in tutta Italia; a novembre, a Milano, l’appuntamento è per il Forum mondiale di Donne del Vino di scena al Simei, salone delle macchine per l’enologia.

Capodanno col Brunello alla Fattoria del Colle

Capodanno col Brunello alla Fattoria del ColleSalutare l’anno nuovo innalzando un calice di Brunello di Montalcino, immersi nel più autentico e vero spirito toscano, con lezioni di cucina del territorio e tutto il tempo per concedersi una pausa relax in un esclusivo centro benessere con trattamenti personalizzati di vinoterapia e massaggi all’olio di vinaccioli. Tutto questo si può fare alla Fattoria del Colle di Trequanda di Donatella Cinelli Colombini, la “Signora del Brunello” che, nella notte più lunga dell’anno, darà la possibilità agli ospiti del suo agriturismo di degustare in anteprima assoluta la selezione del 2014 che proprio allo scoccare della mezzanotte del 1 gennaio 2019 diventerà Brunello. Un rituale dal fascino unico che accompagnerà un soggiorno fatto di degustazioni itineranti, cene a tema, visite alla cantina del Casato Prime Donne con degustazioni verticali di Brunello e un simpatico modo per coinvolgere gli ospiti attraverso il gioco del Piccolo Enologo, con il quale ciascuno potrà creare il proprio vino Supertuscan cimentandosi nella difficile arte di “tagliare” vini di diversi vitigni ed ottenere qualcosa di unico da portarsi poi a casa.

Capodanno col Brunello alla Fattoria del ColleBrindisi, coccole e Brunello sono quindi gli ingredienti per le festività natalizie alla Fattoria del Colle. Per tutto il periodo che va dal 26 dicembre al 6 gennaio gli ospiti potranno prendere parte alla degustazione itinerante di quattro vini lungo il percorso che attraversa la villa cinquecentesca, la cappella di San Clemente e la cantina da cui nascono il Chianti Superiore e l’Orcia DOC Cenerentola. Naturalmente, nel cuore della Toscana, non può mancare l’assaggio in anteprima dell’olio nuovo EVO Terre di Siena DOP, ottenuto con cultivar Moraiolo e Correggiolo.

Suggestiva la degustazione enomusicale con 4 assaggi  al Casato Prime Donne di Montalcino, dove i vini vengono serviti nella bottaia e nella tinaia insieme all’ascolto di brani musicali selezionati appositamente dal musicista sommelier Igor Vazzaz in un contesto arricchito dalla performance visiva creata da Roberto Turchi nella nuova tinaia: sui contenitori tronco conici in cemento nudo a cappello aperto, vengono proiettate immagini reali e artistiche di Montalcino, del quale si consiglia una visita al centro storico con le sue strade medievali e la Fortezza trecentesca con i camminamenti panoramici.

Capodanno col Brunello alla Fattoria del ColleAl Casato Prime Donne si svolgeranno anche le degustazioni verticali di Brunello nella cantina storica, dalla sua nascita - con il barrel tasting - fino alla bottiglia e, in alcuni casi, alla Riserva: quattro assaggi per scoprire l’evoluzione nel tempo di un vino dalla straordinaria longevità.

Per chi vorrà provare a mettere le “mani in pasta”, ci saranno le lezioni di cucina sulla preparazione dei pinci fatti a mano e dei dolci natalizi senesi come panforte e ricciarelli, e per chi ama il cacio pecorino gli aperitivi in cantina, con assaggi di formaggi freschi e secchi accompagnati da bianco Sanchimento.

Il programma dettagliato delle attività quotidiane, informazioni e prezzi (con e senza cenone di San Silvestro) al sito www.cinellicolombini.it. Per informazioni contattare
Alessia Bianchi (Fattoria del Colle, Trequanda) - 0577 662108, pr@cinellicolombini.it.

Orcia Doc, ottimismo per la vendemmia 2018

Vendemmia 2018, previsioni positive per il vino Orcia DocUn incremento del 20% rispetto al 2017 con uve sane e di buona qualità, grazie all’alternanza di temperature calde e fredde tra il giorno e la notte che contraddistinguono la Val d’Orcia. Sono buone le previsione per la vendemmia secondo il Consorzio del vino Orcia che sottolinea come le abbondanti piogge primaverili abbiano contribuito notevolmente allo sviluppo vegetativo delle piante, incrementando allo stesso tempo eventuali problematiche gestite molto bene dai produttori di Orcia Doc. Quindi, a differenza di quanto avvenuto lo scorso anno, nessuna raccolta anticipata per l’Orcia, ma alcuni produttori sono già impegnati nella selezione delle uve di qualità inferiore direttamente in vigna per poi iniziare in un secondo passaggio la raccolta perfetta. “La 2018 sarà una vendemmia ideale per la raccolta: il Sangiovese ha bisogno di giornate limpide soprattutto nell’ultima parte della maturazione”, commenta la Presidente Donatella Cinelli Colombini. Nei prossimi giorni sarà determinante il sostegno meteorologico, per portare in cantina le uve di Sangiovese e di quei vitigni autoctoni della zona come il Foglia Tonda, il Colorino e il Ciliegiolo che vengono utilizzati in blend nei vini Orcia Doc. L’aria di produzione dell’Orcia Doc abbraccia in parte anche il territorio comunale di Montalcino.

Montalcino omaggia Sara Gama, Prima Donna 2018

Tutti i premiati e la Giuria del Premio Casato Prime DonneEccellente atleta, laureata ma soprattutto donna. Un esempio per le giovani generazioni di donne e un modello in grado di ispirare ogni bambina a perseguire sempre i propri sogni. È il ritratto di Sara Gama, la Prima Donna 2018, vincitrice del Premio istituito dalla cantina di Donatella Cinelli Colombini e consegnato ieri mattina a Montalcino, al Teatro degli Astrusi, insieme ai premi giornalistici a tre professionisti come Gioacchino Bonsignore (Tg 5 Gusto), Cristina Conforti (Unomattina Rai 1) e Andrea Gabbrielli (Gambero Rosso).

Ancora una volta, la giuria (composta dalla presidente Donatella Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione oltre che dalla fondatrice del Premio Francesca Colombini Cinelli, dal sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e dal Presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni) ha scelto una figura di donna che rompe gli schemi per porsi in maniera intelligente e corretta. E che si porta dietro un messaggio decisamente esplicito. “Il Premio quest’anno intende dare una risposta anche ai tanti cori xenofobi che risuonano spesso negli stadi - spiega Donatella Cinelli Colombini - Premiamo una donna di colore, Sara Gama, Prima Donna 2018capitana della nazionale di calcio femminile che sta per andare a disputare i mondiali. Un messaggio forte, che scuote le coscienze. Come tutti quelli che sono stati lanciati nei vent’anni di storia del Premio e che oggi raccogliamo in una pubblicazione dedicata. Il Premio Casato Prime Donne ha dato molto al territorio, soprattutto dal punto di vista della valorizzazione dei paesaggi rurali. Ogni anno la vincitrice lascia una dedica a Montalcino e ad essa viene affiancata un’opera d’arte che trova collocazione non in una piazza ma in mezzo ai vigneti: un segno di rispetto e cambiamento di approccio verso la nostra terra”.

Nel suo quotidiano, Sara è una donna impegnata sia a livello sportivo, sia culturale, sia dal punto di vista dei diritti civili. “Sono molto emozionata - ha spiegato la vincitrice Sara Gama  - per questo premio. È un onore per me rappresentare un modello di coraggio e determinazione per le giovani generazioni. A loro dico: perseguite sempre i vostri sogni”.

La motivazione con cui la giuria ha giustificato la scelta di Sara come Prima Donna 2018 è ispirata essenzialmente dalla passione e dalla grinta con cui ella affronta tali sfide. Un carattere deciso che ha mostrato molti punti in comune con quello di Donatella Cinelli Colombini.

Focus: il Premio Casato Prime Donne 2018 raccontato dalla Montalcinonews

La mattinata comincia intorno alle ore 11, al Teatro degli Astrusi di Montalcino. Prende parola per primo l’assessore al bilancio del Comune di Montalcino Gloria Pignattai, che porta il saluto dell’amministrazione comunale e del sindaco, “che con grande rammarico non può essere presente oggi. Dico grazie a Donatella Cinelli Colombini e a sua mamma Francesca Colombini Cinelli. Da donna consentitemi un ulteriore ringraziamento perché è un premio che consente a Montalcino di muoversi in prima fila per le problematiche dell’ambiente femminile”.

Francesca Colombini Cinelli, creatrice del Premio Barbi Colombini (dal 1999 Premio Casato Prime Donne)Francesca Colombini Cinelli: “Buongiorno e benvenuti a Montalcino. Questo è un appuntamento ormai diventato una tradizione nel nome della cultura, del vino, del territorio, delle campagne, di tutto ciò che per noi è Italia. Voglio ricordare una personalità scomparsa di recente, il professore Leone Piccioni, scomparso proprio quest’anno. Uomo straordinario, di infinita conoscenza e attenzione all’arte, scrittore, giornalista e autore di volumi e saggi. Infine amico del Brunello e profondo conoscitore di questo vino e di Montalcino”.

Donatella Cinelli Colombini: “È la vostra presenza qui che trasforma questa giornata in una festa in onore dei vincitori. Che sono delle personalità straordinarie. Il Premio è un punto di riferimento dell’universo femminile. Ringrazio il Comune, la Giuria, il Consorzio e i Quartieri di Montalcino. L’edizione 2018 viene ricordata da un libro che riceverete all’uscita. Non volevo un libro auto-celebrativo ma un racconto. Anche perché come dice un proverbio di Montalcino, “chi si loda si imbroda”. Ci sono contributi anche delle giurate, che raccontano come è cambiato l’universo femminile. Rosy Bindi ha parlato, stranamente (ride, ndr), di donne e politica. Un ricordo a Pino Sanfilippo, ci ha lasciato ma le sue foto sono un prezioso contributo. Ognuno di noi ha messo qualcosa di suo in questo libro, è stato bello averlo fatto insieme. Un percorso costruito che dona a Montalcino e al mondo femminile un’opportunità bella, buona e coraggiosa”.

Andrea Gabbrielli, giornalista del Gambero Rosso, in collegamento video dalla CinaPremio “Io e Montalcino”: Andrea Gabbrielli (Gambero Rosso) per gli articoli “Montalcino che cambia” e “Montalcino, Poggio Antico diventa Belga”. “La cosa più importante per noi giornalisti è capire cosa succede nei territori del vino, qual è l’evoluzione del territorio - spiega Gabbrielli in collegamento video dalla Cina - il Brunello è uno dei più importanti vini al mondo ed è il vino rosso italiano più conosciuto nel mercato globale. Montalcino lo seguo da 35 anni, è una piccola isola dove comunità di persone danno lustro a una storia molto antica”.

Gioacchino Bonsignore, giornalista di Tg 5 - GustoPremio “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”da parte del Consorzio del Brunello: Gioacchino Bonsignore per i servizi televisivi intitolati “Gusto Divino” trasmessi dal TG5. “Montalcino rappresenta una punta d’eccellenza. La mia missione è cercare di far crescere l’intera Italia. Tutto il Paese va portato al livello di Montalcino, che è un modello che va studiato e copiato in tanti altri territori a straordinaria vocazione agricola ma che non riescono ad esprimere questa tradizione. Qui percepisco un senso di comunità e di appartenenza, un voler bene al territorio. Nelle grandi battaglie Montalcino è sempre unita”.

Cristina Conforti, giornalista di Unomattina (Rai 1)Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino”: Cristina Conforti per il servizio televisivo trasmesso da Unomattina di Rai 1 che ha raccontato Montalcino e il Brunello in modo inedito e intrigante attraverso interviste che coinvolgono anche la rock star Sting. “I programmi d’informazione hanno premiato l’elemento femminile - spiega Conforti - ma sul profilo della vita personale mi è capitato di sentirmi dire: però devi anche deciderti, vuoi fare la mamma o la giornalista? La mia risposta, d’istinto, è stata: io non FACCIO la mamma, io SONO una mamma. Ad un uomo non viene mai detto tutto ciò. Forse lì bisogna migliorare”.

La foto di Bruno Bruchi, vincitore del premio per la miglior fotografia dei territori dei vini Brunello e OrciaPremio miglior fotografia dei territori dei vini Brunello e Orcia: Bruno Bruchi. La foto descrive un paesaggio autunnale, all’alba, con la nebbia protagonista. Il paesaggio è talmente bello da sembrare immaginario. “Oggi tutti fanno fotografia, è un lavoro sovraesposto - commenta Bruchi - però ci sono poche foto di qualità. Sembra facile fotografare il paesaggio ma non lo è. Un fotografo di paesaggio deve inseguire la luce. La natura offre, noi registriamo. È da quando avevo 18 anni che scatto foto, è l’elemento giusto per me”.

Prima Donna 2018: Sara Gama. Prima italiana a giocare in una finale di Champions League col Psg, nonostante il lavoro si è laureata in Lingue e Letterature Internazionali a Udine. Difensore nel campo da calcio, attaccante grintoso e determinato nella difesa delle donne. È presidente della Commissione per lo sviluppo della figura femminile nel calcio. “Questo premio è stato una sorpresa e vi ringrazio - sottolinea Sara Gama - Per lo sport al femminile siamo rimasti alla legge 91 del 1981. Nessuna sportiva italiana è professionista. La Pellegrini o la Vezzali, per dire, sono considerate dilettanti. Di fatto siamo però professioniste, ci alleniamo sei volte a settimana più la partita. È una mancanza su cui stiamo lavorando, il calcio femminile può far da apripista grazie anche alla Federazione che ha permesso ai club maschili l’acquisizione di società femminili, per esempio la Juventus”. Il vino per le sportive è completamente vietato? “Assolutamente no. Non si può abusare ma possiamo toglierci qualche sfizio. Un assaggio del Brunello non me lo nega nessuno!”.

Presentazione dell’istallazione artistica dell’architetto Elisa Boldi, dal titolo“Da Montalcino si vede il mare”.“È stata una prova che mi ha emozionato e fortificato - spiega Boldi - di carattere sono riservata, non cerco esposizione. Per questo sono grata alle donne che si espongono in prima linea e lottano anche per me, come Sara Gama”.

Saluto finale di “Donna Francesca” (Francesca Colombini Cinelli): “Questo Premio ha infinite potenzialità. Adesso vi invitiamo alla Fattoria del Colle per una colazione godereccia!”.

Montalcino, al via la vendemmia

La vendemmia 2017 si preannuncia la più scarsa degli ultimi decenniUva non abbondante ma sana, premesse per un’ottima annata e stavolta niente vendemmia anticipata, con i viticoltori che dopo il rischio peronospora incrociano le dita sperando in un meteo benevolo in questi ultimi giorni. Ci siamo, a Montalcino la vendemmia del Sangiovese sta per partire.

“Sicuramente non vendemmieremo prima del 15 settembre, anche se la maturazione è sopra l’80% e l’uva è sana per quanto in alcune zone ci sia stata la peronospora - spiega al Corriere Fiorentino Riccardo Talenti, produttore e vicepresidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino - la quantità è nella nostra media, dovremo imbottigliare 8 milioni di Brunello e 4 milioni di bottiglie di Rosso. Le premesse sono per una buona qualità, ma il meteo è un po’ un’incognita”. Anche Donatella Cinelli Colombini, presidente della Doc Orcia e produttrice di Brunello al Casato Prime Donne, punta sul rosso più prestigioso: “tra le due zone l’uva migliore è senza dubbio a Montalcino. E se avessimo un settembre assolato ci sarà una vendemmia a cinque stelle. Perché le piogge hanno reidratato il terreno, che ne aveva bisogno, e perché un’estate fresca è l’evento propulsivo di ogni grande vendemmia. Sulle piante c’è poca uva, tanto che non faremo diradamenti, ma sanissima”.

Restaurato il portale della Madonna del Soccorso

Donatella Cinelli Colombini davanti al portale della Madonna del SoccorsoUna bella notizia per Montalcino. Il portale della Madonna del Soccorso, e quindi l’accesso a un luogo sacro e amatissimo da tutta la città, è stato restaurato. Le aziende di Donatella Cinelli Colombini - il Casato Prime Donne a Montalcino e la Fattoria del Colle a Trequanda - hanno festeggiato ieri, 23 giugno, l’inaugurazione del restauro del portale maggiore della Madonna del Soccorso a Montalcino. Il restauro finanziato dalle cantine di Donatella Cinelli Colombini riguarda l’ingresso principale alla basilica sorta nel 1330 nel luogo della chiesetta medievale edificata presso la porta Corniolo della cinta muraria che difendeva l’abitato. Fu ampliato alla fine del Quattrocento e nel 1553 ebbe la titolazione attuale. La facciata, in stile neoclassico, dove si trova il portale restaurato, fu iniziata nel 1794 su progetto dell’architetto Francesco Paccagnini e ultimata nel 1829. Per Cinelli Colombini questo gesto è anche “un modo di dire grazie a Montalcino per quello che ha dato al Brunello e a tutti quelli che lavorano ‘nell’universo del vino’ produttori, vignaioli, cantinieri e non solo”.

Quest’anno ricorrono i 300 anni dall’incoronazione della patrona della città del Brunello a cui è dedicato il santuario. L’anniversario è stato celebrato con un’ampia opera di ripristino e un ricco calendario di festeggiamenti. La Madonna del Soccorso è il simbolo del coraggio dei montalcinesi, un popolo che, alla metà del Cinquecento, sopportò assedi feroci rimanendo l’ultima “città stato” in Italia erede di quella libertà comunale che caratterizzò la rinascita economica, civile e culturale dopo il medioevo. La celebrazione in occasione dell’inaugurazione del restauro del portale maggiore della Madonna del Soccorso ha avuto il carattere intimo della festa di famiglia, con una Messa celebrata dal parroco di Montalcino Don Antonio e una merenda a cui hanno partecipato i dipendenti delle due aziende.

Il Santuario della Madonna del Soccorso

L’apparizione mariana a cui è dedicato il santuario avvenne nel 1553. Montalcino era sotto assedio da 81 giorni da parte delle truppe dei Medici e dell’imperatore Carlo V comandate da Don Garcia di Toledo, cognato del Granduca di Toscana Cosimo I. Quando l’esercito invasore ricevette l’ordine di rientrare a Napoli, che con tutta l’Italia meridionale era sotto la dominazione spagnola, Don Garcia decise di tentare per l’ultima volta la conquista di Montalcino. Fu a questo punto che la Vergine apparve facendo inginocchiare i cavalli e convincendo il comandante nemico a levare l’assedio.

Il Casato Prime Donne omaggia la ricerca

La biologa Federica Bertocchini, vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2017L’astronauta Samantha Cristoforetti, l’astrofisica Sandra Savaglio, la campionessa olimpica Josefa Idem. E poi la stilista Carla Fendi, l’ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e, recentemente, la giovane attivista Chaimaa Fatihi. Sono alcune delle donne che nel corso del tempo hanno ricevuto il premio Casato Prime Donne, riconoscimento creato da Donatella Cinelli Colombini nel 1999 che, ogni anno, premia una figura femminile che si sia distinta per coraggio ed eticità di comportamenti e abbia valorizzato la presenza femminile nella società e nel lavoro.

Dopo aver coperto temi come il contrasto al terrorismo di matrice religiosa, l’accoglienza dei profughi, i cervelli in fuga che decidono di tornare e la violenza sulle donne, quest’edizione si è rivolta all’ambiente e al contributo della ricerca scientifica nel trovare una soluzione a un problema globale come l’inquinamento. Ecco spiegato il premio alla microbiologa Federica Bertocchini, la scopritrice del bruco mangia plastica.

La premiazione si svolgerà domenica 17 settembre al Teatro degli Astrusi di Montalcino (ore 10.30) e coinvolgerà anche i giornalisti Pietro di Lazzaro (Premio “Io e Montalcino” per il servizio dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello), Stefano Pancera (Premio Consorzio del Brunello per il servizio intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani” trasmesso da Mattino 5 di Canale 5) e Vannina Patanè (Premio “Montalcino: la sua storia, la sua arte e il suo vino” per l’articolo intitolato “Montalcino acqua e vino” pubblicato in “In Viaggio”). Nel corso della mattina verrà scelto anche il vincitore del concorso fotografico dal tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia”. I finalisti (Andrea Rontini, Johanna Ekmark, Alberto Ragnoli  e Guido Cozzi) sono stati sottoposti al voto di una giuria virtuale attraverso l’uso di un’area riservata nel web.

Donatella Cinelli Colombini“Il premio del Consorzio del Brunello sarà consegnato direttamente dal presidente Patrizio Cencioni, gli altri dalle giurate - spiega alla Montalcinonews Donatella Cinelli Colombini - l’ultima sarà Federica Bertocchini, che studia cellule embrionali dei vertebrati. La sua scoperta è stata quasi casuale”. Nel 2012, pulendo un alveare a Santander, dove vive attualmente, Bertocchini si imbatte nel bruco della cera (Galleria mellonella) e si accorge che rompe il legame chimico del polietilene. In altre parole, mangia la plastica. Insieme ai colleghi dell’università di Cambrige, Paolo Bombelli e Christopher Howe, effettua un esperimento. Risultato: il polietilene in effetti si riduce, ma non è un fattore meccanico della digestione del bruco, bensì un principio attivo, un enzima o un batterio della pancia del bruco. “Il proseguo della ricerca sarà nell’individuare quel batterio o enzima, per utilizzarlo nella distruzione della plastica - aggiunge Cinelli Colombini - un agente che si trova nel bruco ed è molto più forte di quello che hanno scoperto ad Osaka. La scoperta ha un valore enorme perché potrebbe risolvere uno dei problemi più gravi, l’inquinamento mondiale. Pare che queste micro-particelle di plastica vengano ingurgitate dai pesci e poi finiscono nel corpo umano. Per non parlare dell’acqua minerale che beviamo. Non si sa se producono forme di tumore, è un problema serio. Lei e i suoi due colleghi l’hanno pubblicato su “Current Biology”, però non sono arrivati a un brevetto dell’agente degradante. Qualche altro laboratorio può andare avanti (per esempio una multinazionale che si occupa di riduzione dei rifiuti), non è detto che sia lei a trasformare questa scoperta in ricchezza. È stata ingenua, ma è tipico degli studiosi pensare al bene comune e non al business”.

La pittrice Alessia Bernardeschi ha realizzato un’opera in acciaio dal titolo “Donna che guarda”Come ogni anno, un artista è stato chiamato ad arricchire il museo itinerante tra i vigneti e la cantina del Casato Prime Donne. Quest’anno, il compito è stato assegnato alla pittrice Alessia Bernardeschi, che ha realizzato un’opera in acciaio dal titolo “Donna che guarda”, nome quanto mai appropriato per la prima cantina italiana con un organico tutto femminile. Si tratta di una cornice che si compone e si scompone giocando con chi vuol farsi un selfie davanti alle vigne di Brunello. Un rapporto attivo con il pubblico che diventa quindi coautore dell’opera e una nobilitazione, in forma artistica, degli scatti fotografici che vanno più di moda. La “Donna che guarda” accompagna la dedica di Federica Bertocchini  all’universo femminile: “Queste parole sono dedicate a ogni singola donna che abita il nostro pianeta, e alla Toscana, questa terra di un valore inestimabile che ha deciso di celebrarle. Le donne sono un compendio di passione per quello che danno e di forza in tutto quello che fanno. Ciò che una donna può raggiungere lo vediamo intorno a noi, in ogni settore della nostra società. Del loro valore e di ciò che apportano al nostro mondo, non possiamo e non vogliamo fare a meno, sarebbe una perdita irreversibile per l’umanità”.

I 10 giorni di fuoco nei vigneti di Montalcino

Montalcino, vigneDelle previsioni sulla scarsità della produzione di vino nella vendemmia che sta per iniziare a Montalcino (e in parte è già cominciata, clicca qui) ne abbiamo parlato ieri, commentando le proiezioni dell’Assoenologi. Sul tema è intervenuta anche Donatella Cinelli Colombini, con un articolo sul suo blog personale intitolato ‘In vigna a Montalcino dopo i 10 giorni di fuoco’. “Di sicuro sarà una vendemmia scarsa - comincia la proprietaria di Casato Prime Donne a Montalcino - perché parte dell’uva è andata perduta: è verde e rimarrà tale, oppure è scottata. Altra cosa certa è che la prossima vendemmia sarà costosa perché solo una raccolta manuale e anzi una doppia vendemmia negli stessi filari con attentissima selezione, manderà in cantina dell’uva capace di trasformarsi in vini di qualità. E tutto questo nella speranza che piova senza grandine e che le temperature si abbassino”.

L’articolo procede poi di pari passo con l’analisi di Assoenologi (anche se, va detto, è stato scritto prima). La 2017 “sarà la più scarsa vendemmia europea degli ultimi 50 anni. Gelate, grandinate e sole come nessuno aveva mai visto. Nell’Ottocento tutto questo avrebbe causato carestie e migrazioni. Oggi, per fortuna, non ci farà soffrire la fame ma certo i vignaioli ricorderanno quest’annata come una delle più povere”.

Un ritratto di Donatella Cinelli ColombiniIl caldo, sempre il caldo. L’estate tra le più torride, i dieci giorni di fuoco in agosto. “Nessuno aveva mai visto niente di simile - continua Cinelli Colombini - le querce sono diventate gialle, le siepi di bosso centenarie si sono seccate, la produzione di olive è persa totalmente perchè gli alberi non “hanno più la trama”, il terreno è coperto di foglie secche come in autunno e le viti soffrono come non mai”.

Il giugno 2017 è stato il più caldo dopo quello del 2003. A luglio le temperature sono state inferiori solo a quelle del 2003 e del 2015, ma in quei due casi l’estate era stata anticipata da un inverno con buone precipitazioni, mentre stavolta la prolungata siccità ha reso la terra più arida del solito. “Le viti sono arrivate ad agosto in situazioni buone ma non in forma smagliante e con chiome decisamente poco ombreggianti. E’ a questo punto che è successo qualcosa di imprevisto e superiore a ogni ondata di calore a memoria d’uomo: 10 giorni di sole da deserto con oltre 40° di giorno e 26°  di notte. Un sole che bruciava tutto e ha letteralmente cotto i grappoli più esposti dando loro un colore brunito. Le viti hanno abbandonato una parte dell’uva che è rimasta verde mentre quella invaiata ha acini piccoli e duri, senza succo e con vinaccioli sorprendentemente lignificati”.

E poi c’è il problema degli animali selvatici. Cinghiali e caprioli che, assetati, “sono arrivati nelle vigne alla fine di luglio mangiando anche l’uva acerba e le foglie. Vengono arrestati solo dalle reti perché i fili elettrificati e i cannoncini non li arginano. La sofferenza li fa impazzire e affrontano qualunque cosa pur di dissetarsi”.

“In situazioni così estreme e di cui nessuno ha un’esperienza precedente - chiude Donatella Cinelli Colombini - l’unico atteggiamento appropriato è l’umiltà. Guardare le viti e cercare di capire cosa possiamo fare per loro. Il 10 agosto finalmente il tempo è cambiato ed è arrivata la pioggia. Da noi, per fortuna, niente grandine e nessuna tromba d’aria ma dopo aver visto quello che è successo nel Nord Italia siamo preoccupati perché le nuvole nere possono ancora arrivare a distruggere tutto. La cosa che tutti ci chiediamo è come reagiranno le viti. Riusciranno a riprendersi e a idratare i grappoli?”.

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