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Vino, stelle e caccia al tesoro: torna la “Notte Bianca”

La Notte Bianca alla Fattoria dei BarbiCalici di vino, caccia al tesoro, visite guidate alla cantina storica, musica dal vivo e una cena in “total white” a lume di candela sotto il firmamento. Torna il 14 agosto l’ormai tradizionale appuntamento dell’estate, la “Notte Bianca sotto le Stelle” alla Fattoria dei Barbi, a Montalcino. Un evento serale, su prenotazione, all’insegna di una suggestiva cena monocolore, dal dress code al menù, candele e atmosfera, immancabili calici di vini della Fattoria dei Barbi, musica dal vivo, una caccia al tesoro tra gli alberi secolari e visite itineranti a lume di candela alla Cantina Storica.

Organizzata in occasione di “Calici di Stelle” del Movimento Turismo del Vino, la “Notte Bianca sotto le Stelle” prenderà il via alle ore 18 con una caccia al tesoro tra gli alberi secolari del giardino della villa. A seguire (ore 20.30) aperitivo e cena placée all’aperto a lume di candela firmata dalla Taverna dei Barbi, con dress code rigorosamente bianco, sia per gli ospiti che per le specialità previste nel menu. Immancabile la musica dal vivo. Nei calici, i vini della storica cantina guidata da Stefano Cinelli Colombini, dall’iconico Brunello di Montalcino ai vini della Tenuta Aquilaia dei Barbi in Maremma. Dopo cena si prosegue con le visite itineranti a lume di candela alla cantina storica, mentre per gli appassionati di shopping, il punto vendita rimane a disposizione per tutta la durata dell’evento (fino alle ore 1).

La prenotazione è obbligatoria (+39 335 650 4517, anche su Whatsapp, o per email a visite-e-tastings@fattoriadeibarbi.it. Il costo è di 60 euro a persona (25 euro per i bambini) e include aperitivo con finger food, cena sotto gli alberi composta da tre portate compreso il dolce e i calici di vino in abbinamento, visite guidate a lume di candela e caccia al tesoro. In caso di pioggia la caccia al tesoro si terrà nella cantina storica o al Museo del Brunello mentre la cena verrà allestita alla Taverna dei Barbi.

Museo del Brunello, le novità profumano di storia

Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello“Questo Museo è stato creato nel 1999 ed era una cosa estremamente interessante e all'epoca innovativa, ovviamente il tempo passa e avanzando anche la ricerca della storia e avanzando il Brunello che ha fatto tantissimi progressi, abbiamo accumulato una massa di informazioni che dovevano essere riportate. E così da un anno a questa parte abbiamo lavorato per trasferire nel museo le novità. Le cose più importanti sono una completa ricostruzione della parte che riguarda il Brunello, soprattutto per dare evidenza di una profondità storica”. Stefano Cinelli Colombini, proprietario della storica Fattoria dei Barbi, illustra alla MontalcinoNews le novità del Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello. In particolare, “gli ultimi due secoli di riconoscimenti in tutto il mondo che per tanti motivi tendiamo a dimenticare. Noi viviamo in un oggi perenne ma è un oggi che si è originato in un passato che nel caso del Brunello è estremamente importante”. Cinelli Colombini ha aggiunto che “quello che ho voluto fare è ricordare con documenti e testimonianze, tutta questa straordinaria storia e accompagnare i visitatori in questo, nell'unicità di Montalcino, qui abbiamo elaborato qualcosa di straordinario. Tanto è nato qua, questo straordinario insieme di storia, di presente, di passato, di fascino è qualcosa che vogliamo comunicare con questo museo”.

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Al Museo del Brunello si presenta "Terradivina"

Mercoledì 29 marzo appuntamento culturale al Museo della Comunità di Montalcino e del BrunelloMercoledì 29 marzo, al Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello della Fattoria dei Barbi (loc. Podernovi 170, Montalcino), appuntamento con la presentazione di "Terradivina", la storia del ritorno di un critico enogastronomico alla dimensione della vigna e della cantina attraverso viaggi e incontri da nord a sud d’Italia. Nato dalla penna di Riccardo Corazza, vice-curatore della Guida Vini de l’Espresso ed edito da Les Flâneurs Edizioni, il volume trasporta il lettore in una sorta di tour “on the road” del mondo enoico e interiore, tra calici e vigneti, itinerari letterari e musicali.

L’appuntamento con l’autore – in dialogo con Stefano Cinelli Colombini, proprietario della Fattoria dei Barbi con la complicità del giornalista Stefano Tesi – inaugura la stagione primaverile del Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello, che riapre con nuove storie, documenti e un percorso rinnovato tra i personaggi e i landmark del più celebre Sangiovese al mondo.

“Inauguriamo la nuova veste del Museo con la presentazione di un libro, perché un museo non è un archivio, bensì un luogo di incontro da vivere e in cui rivivere la storia – afferma Stefano Cinelli Colombini, alla guida della Fattoria dei Barbi – Al di là di ogni retorica e leggenda del vino, la storia ci fornisce uno sguardo d’insieme che si rinnova a ogni scoperta. Qui raccolta, ci racconta i trionfi, le realtà e la magia di tutto il Brunello”.

Info e prenotazioni. La partecipazione alla presentazione è gratuita, ma è gradita la prenotazione (info@museodelbrunello.it, t. 0577 841111). Nell’occasione sarà possibile visitare – liberamente o con la guida di Stefano Cinelli Colombini – il Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello.

Una "chicca" di Banfi nell'asta di Finarte

Le 12 bottiglie di Chardonnay 1989 di Banfi dedicate a 12 diversi protagonisti della scena politica italiana disegnati da Giorgio Forattini Un prestigioso viaggio enoico tra le eccellenze italiane. Una selezione di 141 lotti, che attraversa le principali regioni del vino del Belpaese con un numero ancora maggiore di denominazioni, dalle più conosciute a quelle di nicchia, sono i protagonisti dell’asta online (ed a tempo) di Finarte (https://www.finarte.it/) che, aspettando l’appuntamento con la grande vendita all’incanto in marzo, il 13 febbraio assegnerà ai collezionisti centinaia di bottiglie. Prezzi di partenza assolutamente accessibili, e lotti, oltre che per tutte le tasche, per tutti i gusti, con una chicca “storica”: le 12 bottiglie di Chardonnay 1989 della griffe del Brunello di Montalcino Banfi, dedicate a 12 diversi protagonisti della scena politica italiana (da Craxi a De Michelis, da Andreotti a Cossiga) disegnati dal grande Giorgio Forattini per celebrare i Mondiali di Calcio “Italia 90” dal nome “Forza Italia”. Da segnalare, inoltre, il ruolo da protagonista del Brunello di Montalcino con le griffe di Argiano, Fattoria dei Barbi e Caparzo.

Il Caseificio Barbi e il pecorino amato da Fellini

Cacio dei Barbi , una eccellenza da portare in tavolaUna delle attività storiche di Montalcino rinasce con bellezza, passione e tanto gusto. Il caseificio dei Barbi, luogo di storia e innovazione, dove Fellini si innamorò di un pecorino invecchiato, tanto che spinse per farlo produrre perché tutti dovevano provarlo, torna agli antichi splendori riprendendo il suo ruolo: quello di eccellenza. Merito di Salvatore Soddu, della compagna Angela Zizi, due giovani sardi con tanta esperienza nel settore, e ovviamente di Stefano Cinelli Colombini, il proprietario della Fattoria dei Barbi. Una scelta d'amore la loro ma anche un progetto ambizioso, da affrontare tappa dopo tappa. Ma i primi risultati sono già importanti e chi lo ha provato il formaggio, realizzato nella storica fattoria, uno dei luoghi "iconici" di Montalcino e dei suoi prodotti, Brunello ma non solo, ne ha apprezzato la bontà. "Realizziamo tante tipologie di formaggi - spiega Soddu - la crosta è edibile e selezioniamo il pastore in Valdorcia per il latte. C'è tanto lavoro da fare ma siamo molto soddisfatti". Buon lavoro ragazzi!
Focus - La storia del Caseificio dei Barbi raccontata alla MontalcinoNews da Stefano Cinelli Colombini
La campagna Senese è anche terra da pecore da lana, nel medioevo la Città si arricchì coi tessuti di pregio esportati in ogni Corte. Tante pecore, tanto formaggio. Ma poi questa tradizione si è persa, e con i suoi cento anni di storia il Caseificio dei Barbi è il più antico esistente a Montalcino e in Val d’Orcia. Ma come nasce? L’odierna Fattoria dei Barbi origina da un acquisto dei miei avi del 1794 o 1795, nei registri ci sono entrambe le date. All’inizio erano i tre poderi Podernuovo di sopra, Podernuovo di sotto e Podernuovo bianco che insieme formavano i Podernuovi, più il Podernovaccio in cima alla collina. Nel 1850 a metà strada tra questi due gruppi di edifici sarà costruito il Poggio, e si acquisterà dai Clementi la Fattoria dei Barbi, il Fiore e il Molin del Fiore che secoli prima erano state di noi Colombini. Ed è proprio al Mulino del Fiore che si deve l’inizio del Caseificio dei Barbi perché lì viveva una donna particolare, Rosa. Dicevano avesse le “mani calde”, con quelle e con le erbe curava la gente e faceva il formaggio. Ottimo, peraltro. Poi arrivò Bruscone, e suo malgrado finì sui giornali perché una storia intrigata tra lei, il marito, il bandito Baicche e Bruscone finì a fucilate. Bruscone accoppò Baicche e ne ebbe la Grazia Regia, iniziando così una lunga carriera di mito locale. Lei continuo a curare, e a fare cacio. Il Cacio dei Barbi. Era ottimo e si creò una sua piccola fama, così mio nonno Giovanni Colombini negli anni ‘20 pensò di attrezzare un vero caseificio e di venderlo con etichetta anche perché era molto diverso dal formaggio che si faceva da sempre a Montalcino: quelle erano forme basse e larghe, con un diametro di 15 o 20 centimetri e non più alte di cinque o sei, nere di fondi d’olio misto a cenere di legna e salatissime. Era cibo da miseria, tutto buccia e fatto per essere così duro che un boccone restava in bocca a lungo. A volte nell’impasto c’era pepe nero non tritato, quello avanzato dopo aver fatto il maiale.
Il cacio di Rosa era tutt’altra cosa, era cibo da signori e mio nonno lo mise in vendita con la sua bella etichetta nella appena restaurata Fortezza di Montalcino a fine anni ‘30. Era un pecorino fresco o secco simile all’attuale, forme a scalzo da un chilo e mezzo poco salate, con tutta la fragranza e il sapore delle pecore nutrite dalle nostre erbe. Fu un successo, che proseguì negli anni fino allo spostamento del piccolo caseificio dai Barbi alla sede attuale dei Podernuovi. A Rosa succedette la nipote, ancora di nome Rosa e ancora con le mani calde ideali per fare il cacio, e negli anni ‘60 iniziarono gli estimatori famosi. Piero Jahier, lo scrittore fondatore de “La Voce”, passava le estati ospite di mio nonno con Piero Bargellini e ne voleva sempre al ritorno a Firenze così come Federico Fellini, che ci convinse a farne forme giganti da cinque chili affinate per diciotto mesi che erano una autentica delizia amata anche da Sergio Zavoli e da tanti altri. Come tutte le strutture di Montalcino, anche il nostro caseificio dovette cambiare dopo l’esodo dalle campagne degli anni ‘50 e ‘60. Quella fu la fine degli ovini toscani, ma una numerosa comunità sarda arrivò con le sue pecore ridando vita alla tradizione del cacio.
Salvatore SodduFu un arrivo felice anche per le tante terre non adatte a vino e olio destinate all’abbandono, la verde, curata e toscanissima Val d’Orcia che tutti amiamo è anche frutto di quel felice innesto isolano. Così come lo è il nostro caseificio, che ora è rivitalizzato da due straordinari giovani sardi. Tornando un passo indietro, negli anni ‘70 mi venne l’idea di recuperare un antico uso ormai presente solo nei libri, il cacio ubriaco che stagiona immerso nel sangiovese. È un pecorino dalla pasta bianchissima e dalla buccia violacea, di notevole intensità aromatica. Iniziai anche ad usare il tartufo delle Crete, ma solo il nero perché il bianco risultò inadatto. Negli anni abbiamo fatto saltuariamente alcuni interessanti recuperi di vecchie tradizioni, il cacio affinato in vecchi ziri da olio, lo stagionato in foglie di noci, nella paglia o nell’argilla e quello con il caglio vegetale di Presura, un carciofo della Val d’Orcia usato fin dal Medioevo che da sentori molto particolari. Li ripresenteremo presto, magari dandogli una continuità. Oggi il Caseificio dei Barbi continua la sua tradizione secolare e si è specializzato nei pecorini che si richiamano ad usi antichi montalcinesi, offerti in piccole forme monodose da duecentocinquanta grammi: ne abbiamo di affinati nel Sangiovese, al tartufo, al pepe nero e alle erbe aromatiche di Montalcino. Viene fatto anche un tipo a media e lunga stagionatura, e tutti sono etichettati con i colori dei nostri vini.

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I 100 anni di Federico Fellini, amico di Montalcino

Federico Fellini alla Fattoria dei Barbi“Un giorno, verso la fine degli anni Settanta, chiamò Mario Guidotti e mi disse: ho qui con me Fellini e sua moglie, volevo portarli a Montalcino. La casa è aperta, risposi io. Cominciò, così, una simpatica amicizia”. La “Signora del Brunello”, Francesca Colombini Cinelli, condivide con la Montalcinonews il suo ricordo di Federico Fellini, uno dei più grandi registi della storia del cinema, che il 20 gennaio avrebbe compiuto 100 anni. “Passava le acque a Chianciano, mentre per il vino sceglieva il Brunello”, spiega Donna Francesca, mentre scorre davanti a sé alcuni scatti dell’epoca. Dove si nota un Fellini disteso, lontano dagli stress di Cinecittà. “Veniva qui d’estate per rilassarsi, non parlava mai di lavoro. Scherzava con le persone, si divertiva col cane, scendeva in cantina e se c’erano delle ragazzette in giro si metteva a offrire vino, a spiegare cos’era il Brunello. Curiosava in caseificio per vedere come si faceva il formaggio. Era ghiotto di pecorino secco, di zabaione e di donzelline. Apprezzava molto Montalcino, il Brunello gli piaceva tanto e avevamo cura che non mancasse mai nella sua cantina, a Roma. Giulietta Masina, oltre che una bravissima attrice, era un’ottima cuoca. Si faceva dare le ricette. Erano molto legati. Quando Fellini cominciò a star male lei era disperata, quasi si spense. Tant’è che lui disse: Giulietta non piangere, si muore tutti”.

Federico Fellini alla Fattoria dei BarbiFellini ricevette proprio alla Fattoria dei Barbi il premio Nastro d’Argento, per il film “La città delle donne”. “Si tratta in realtà di vacanze forzate - scherzò coi giornalisti - la verità è che sono disoccupato. Ho cinque sceneggiature pronte, cinque diversi soggetti di film già definiti che da mesi non riescono a trovare un finanziatore”. Siamo nell’estate del 1981, Montalcino sta conoscendo un fermento incredibile con l’inizio del Festival dell’Attore e la nascita del premio letterario e giornalistico “Barbi Colombini”, istituito da Francesca Cinelli Colombini. “Volevo un premio d’elite - ricorda - che valorizzasse il territorio e che portasse a Montalcino persone di primo piano. Giulietta Masina disse: parteciperei volentieri, se lo fate io ci sto”. Assieme a loro, nella prima commissione del premio, c’erano giornalisti e scrittori come Mario Guidotti (addetto stampa di Pertini), Leone Piccioni, John Earle (corrispondente del Times), Massimo Alberini, il norvegese Trulls Ohra, Geno Pampaloni, Ugo Ronfani, Bino Sanminiatelli e il presidente dell’Enoteca Giulietta Masina, moglie di Federico Fellini, alla Fattoria dei BarbiItaliana Luciano Mencaraglia. Ma altri personaggi illustri si aggiunsero nel tempo tra membri della giuria e premiati. Come Mario Luzi, Enzo Biagi, Mario Rigoni Stern, Sergio Zavoli, Rosetta Loy, Susanna Tamaro, Sebastiano Vassalli, Raffaele La Capria e Gianni Brera, che abituato ai vini piemontesi cominciò a bere anche il Brunello. “Una giuria apposita sceglieva il vincitore del premio più importante, quello letterario - continua Francesca Colombini Cinelli - però c’era una clausola: il premio (1,5 milioni di lire tra denaro e bottiglie di vino) doveva essere ritirato a Montalcino. Ricordo che Brera una volta chiamò Indro Montanelli, dicendogli che avevano scelto lui. Accettò, ma non sarebbe venuto. E io risposi che il premio non gli si dava”.

L’ultimo a ricevere il riconoscimento è stato Giorgio Bocca, nel 1998. “Con mio marito stavo sistemando il patrimonio per i miei figli - sottolinea - e Donatella, che curava le corrispondenze relative al premio, decise di proseguirlo cambiando tutto, a partire dal nome (Premio Casato Prime Donne, ndr) e successivamente anche la giuria, interamente al femminile”.

Federico Fellini alla Fattoria dei Barbi (a destra Francesca Colombini Cinelli)Di aneddoti, parlando con Donna Francesca, spuntano a bizzeffe. Per esempio quando regalò a Pertini una pipa realizzata da un montalcinese e un Brunello 1896, del suo anno di nascita (“era meglio se aveva qualche anno meno”, scherzò l’allora presidente della Repubblica). O quando arrivò Ugo Tognazzi all’improvviso, affamato, e con le mani acciuffò del prosciutto e se le infilò direttamente in bocca. Con Tognazzi ci ricolleghiamo al Festival dell’Attore, che portò a Montalcino personaggi come Eduardo De Filippo, Marcello Mastroianni e Giorgio Albertazzi, e ai diversi registi che scelsero questo territorio per i loro film, in primis Franco Zeffirelli. “Perché - conclude Francesca Colombini Cinelli - non fare un lavoro di recupero dei vecchi film girati qui, e proiettarli d’estate in una rassegna cinematografica?”.

Focus: i vincitori del Premio “Barbi Colombini”

1981 - Gian Antonio Cibotti
1982 - Massimo Grillandi
1983 - Alfredo Cattabiani
1984 - Romano Bilenchi
1985 - Mario Luzi
1986 - Manlio Cancogni
1987 - Mario Tobino
1988 - Carlo Laurenzi
1989 - Mario Rigoni Stern
1990 - Rosetta Loy
1991 - Raffaele La Capria
1992 - Jean D’Ormesson
1993 - Gina Lagorio
1994 - Alessandro Parronchi
1995 - Sebastiano Vassalli
1996 - Enzo Biagi
1997 - Susanna Tamaro
1998 - Giorgio Bocca

Arriva il Natale alla Fattoria dei Barbi

Arriva il Natale alla Fattoria dei BarbiNel fine settimana dell’Immacolata (7-8 dicembre, ore 11-18) la Fattoria dei Barbi a Montalcino, illuminata dagli addobbi natalizi, apre le sue porte agli enoappassionati tra visite guidate alle storiche cantine di invecchiamento (ore 12 e 15.30, al costo di 5 euro) e degustazioni al bicchiere di tutta la gamma dei vini (dai 2,5 ai 10 euro, a seconda della tipologia del vino scelto). Sarà l’occasione per fare regali natalizi: oltre alle confezioni tradizionali e ai cesti di vini, grappe e olio di Fattoria, ai Barbi saranno disponibili i buoni regalo per visite, degustazioni ma anche pranzi o cene alla Taverna dei Barbi (con l'opzione di poter far recapitare i buoni direttamente al domicilio dei destinatari) o le bottiglie storiche in grado di accontentare anche i più esigenti wine lover. Al punto vendita o online sono acquistabili anche i libri della collana editoriale della Fattoria dei Barbi, tra i quali quelli scritti da Stefano Cinelli Colombini sulla storia di Montalcino e quelli di sua madre, la Signora Francesca, sulla Cucina di Nonna Elina, le cui ricette tramandate in famiglia da generazioni vengono riproposte in Taverna, e sulle cronache di storia famigliare e sociale del territorio di Montalcino e della Fattoria.

Per tutta la durata dell’evento è previsto un angolo ristoro a disposizione gratuita, con bevande calde, biscotti e tante altre delizie per assaporare in anteprima l’atmosfera natalizia, oltre a giochi e sorprese per i più piccini. Per informazioni: info@fattoriadeibarbi.it, tel. +39 0577 841111, wine shop +39 0577 841205, www.fattoriadeibarbi.it.

Cantine Aperte, la vendemmia si vive a Montalcino

Cantine Aperte, la vendemmia si vive a MontalcinoSono quattro le cantine di Montalcino che aderiscono a “Cantine Aperte in Vendemmia”, la tradizionale festa del Movimento Turismo del Vino che fa vivere la magica atmosfera della vendemmia ad enoappassionati di ogni età (ma l’edizione di quest’anno è dedicata in particolare ai più piccoli).

Franco Pacenti - Canalicchio organizza il 29 settembre la “vendemmia dei bambini: dall’uva al vino”, un pomeriggio che prevede il trasferimento in vigna con auto propria per la raccolta dell’uva, la spiegazione della coltivazione della vite, il ritorno in cantina per trasformare insieme l’uva in vino e conoscere il processo produttivo del Brunello e, alla fine,  una degustazione per grandi e piccini con la merenda “di una volta” e una foto ricordo “Vignaiolo per un giorno”. I bambini devono essere accompagnati da un adulto, è gradita la prenotazione (+39 0577849277 / visit@francopacenticanalicchio.it, costo: 10 euro a persona).

Due invece i giorni che la Fattoria dei Barbi dedica a Cantine Aperte in Vendemmia (14 e 15 settembre). Le giornate prevedono il trekking in vigna con Stefano Cinelli Colombini (ore 11 e 16.30), una visita guidata nelle cantine storiche con la mostra delle foto d’archivio della collezione privata della Famiglia Colombini e l’anteprima del nuovo libro di Stefano Cinelli Colombini con i “ritratti a memoria” dei tanti che hanno reso grandi il Brunello e la storia di Montalcino (ore 12, 15.30 e 17.30) e le visite guidate al Museo del Brunello (ore 14.30 e 18.30). E poi wine tasting, assaggi di mosto e dei prodotti di Fattoria. In Taverna dei Barbi, per l’occasione, sarà possibile usufruire a pranzo e a cena di un menu speciale à la carte dedicato alla vendemmia (consigliata la prenotazione: taverna@fattoriadeibarbi.it, 0577.847143) e una merenda pomeridiana con panini, porchetta e l’immancabile vino rosso dei Barbi, che sia Brunello di Montalcino o un altro Rosso anche meno impegnativo. Il ticket di ingresso costa 15 euro e comprende tutte le attività (esclusi i pasti alla Taverna dei Barbi). È gradita la prenotazione.

C’è un’intera settimana per partecipare alle attività di Col d’Orcia. Dal 23 al 27 settembre (orario 10-12 e 14.30-17) i winelovers saranno accompagnati in un tour privato alla scoperta della tenuta e delle sue cantine di vinificazione e invecchiamento. Il percorso svela i luoghi, gli uomini e le tecniche che rendono unico il Brunello di Montalcino e si conclude con la degustazione di alcuni dei vini più conosciuti della produzione aziendale, con la possibilità di abbinamento di assaggi tipici del territorio per un maggior apprezzamento dei vini (costo: 20 euro. Per info +39 057780891 / info@coldorcia.it).

Chiudiamo con la Fattoria del Colle, di proprietà di Donatella Cinelli Colombini, che pur se a Trequanda offre delle visite nell’altra cantina di famiglia, il Casato Prime Donne. Nei weekend del 5-6 ottobre e 11-13 ottobre, al costo di 127 euro a persona, gli enoappassionati potranno pernottare alla Fattoria del Colle (camera doppia con bagno e prima colazione a buffet, cena-degustazione con 4 portate e 3 vini), visitare la cantina di Montalcino Casato Prime Donne con degustazione itinerante (barrel tasting, Rosso di Montalcino, Brunello e Brunello Riserva) il sabato pomeriggio e visitare la cantina del Chianti e della Doc Orcia, con assaggio di Chianti Superiore, Supertuscan IGT, Orcia Doc Cenerentola e Passito ottenuto da Uva Traminer (domenica mattina).

Sempre da Donatella Cinelli Colombini, dall'11 al 13 ottobre, al costo di 292 euro a persona, si potrà vivere una vera full immersion nel vino con il programma Tuscany wine weekend che viene amplificato per consentire ai partecipanti di assaggiare il mosto in vinificazione e il Traminer in appassimento. Ci sarà anche una lezione frontale sul sangiovese e il vino in Toscana con approfondimenti sulle principali DOCG che, alla fine, verranno assaggiate: Vernaccia, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Bolgheri. Al Brunello è dedicata una speciale esperienza nella cantina di Montalcino Casato Prime Donne con una degustazione itinerante che inizia con l’assaggio dalla botte. Due cene degustazione a base di pietanze antiche e moderne da abbinare ai vini con un risultato più “godereccio” e meno tecnico. Assaggio di Chianti Superiore, Supertuscan IGT, Orcia Doc Cenerentola e Passito ottenuto da Uva Traminer (domenica mattina). Alla fine verrà consegnato un diploma che ricorda un’esperienza utile a chi desidera conoscere meglio il vino e fare nuove amicizie fra i wine lovers. Info: +39 0577662108 / holiday@cinellicolombini.it.

La vendemmia con la Fattoria dei Barbi

La vendemmia con la Fattoria dei BarbiArriva la vendemmia e la Fattoria dei Barbi, all’interno di Cantine Aperte in Vendemmia, uno degli appuntamenti del Movimento Turismo del Vino che da decenni muove milioni di enofili in ogni parte d’Italia, organizza un fine settimana speciale per assaporare colori, odori e sapori del tempo della vendemmia nella patria del Brunello. Il 14 e il 15 settembre si potrà passare una giornata tra le vigne cariche di Sangiovese con uno speciale trekking istruttivo e divertente guidati da Stefano Cinelli Colombini (ore 11 e ore 16.30), accompagnati poi nelle antiche cantine storiche (orario visite guidate ore 12 - 15 - 17.30, ogni visita dura circa 30-40 minuti), dove è allestita anche la mostra delle foto d’archivio della collezione privata della Famiglia Colombini  e l’anteprima del nuovo libro di Stefano Cinelli Colombini con i “ritratti a memoria” dei tanti che hanno reso grandi il Brunello e la storia di Montalcino.

Visite guidate anche al Museo del Brunello (ore 14.30 e 18.30) dove si potrà immergersi nel percorso che ha portato Montalcino dalla prosperità medievale a essere negli anni Sessanta il comune più povero d’Italia fino alla rinascita come capitale mondiale del mito enologico italiano per eccellenza. E poi, ancora, wine tasting, assaggi di mosto e dei prodotti di Fattoria per tutti. In Taverna dei Barbi - per chi lo desideri - per l’occasione sarà possibile usufruire a pranzo e a cena di un menu speciale à la carte dedicato alla Vendemmia (consigliata la prenotazione: taverna@fattoriadeibarbi.it, 0577.847143) e una merenda pomeridiana con panini, porchetta e l’immancabile vino rosso dei Barbi, che sia Brunello di Montalcino o un altro Rosso anche meno impegnativo.

Il ticket di ingresso costa 15 euro e comprende tutte le attività (esclusi i pasti alla Taverna dei Barbi). È gradita la prenotazione.

Notte Bianca alla Fattoria dei Barbi

Notte Bianca alla Fattoria dei BarbiIl 10 agosto, in occasione di Calici di Stelle, l’evento estivo firmato dal Movimento Turismo del Vino, la Fattoria dei Barbi festeggia la Notte di San Lorenzo con un programma speciale all’insegna di una suggestiva cena incantata monocolore, dal dress code al menù, candele e atmosfera, musica, immancabili calici di vini dell’azienda e visite itineranti speciali a lume di candela sia della Cantina Storica che del Museo del Brunello. Inoltre, per gli appassionati di shopping, anche il punto vendita rimarrà aperto fino a tarda notte.

La Notte Bianca sotto le Stelle inizierà alle ore 20.30 con un aperitivo e a seguire la cena, entrambi monocolori, in un’atmosfera incantata adeguatamente realizzata per l’occasione. La serata continuerà poi con visite guidate a lume di candele alle Cantine e al Museo del Brunello, chiacchiere sotto le stelle, sorprese per tutti e per chi vorrà shopping e musica di sottofondo per esprimere i desideri più segreti guardando le stelle cadenti. Il dress code? Total white, naturalmente.

Il biglietto di ingresso costa 40 euro e include aperitivo e cena seduta (composta da 4 portate compreso il dolce e calici di vino in abbinamento), visite guidate e quanto disponibile durante l’evento. La prenotazione è obbligatoria (info@fattoriadeibarbi.it, +39 0577 841111).

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