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Summer School, il futuro del vino e l’omaggio a Rivella

Summer School 2023 di Banfi25 iscritti, dai 22 ai 55 anni, in prevalenza uomini, provenienti da tutta Italia, di formazione per lo più enologica nel caso degli studenti, già inseriti nel mondo della produzione per quanto riguarda i “professional” (enologi, agronomi, direttori commerciali che lavorano anche a Montalcino). È la nuova classe che Banfi ha formato per andare a riflettere su come sarà il mondo del vino tra dieci anni, il focus della Summer School 2024 di Sanguis Jovis, il Seminario Permanente sul Sangiovese che l’azienda leader del Brunello porta avanti attraverso la sua emanazione culturale, la Fondazione Banfi. “Annata 2034: cosa berremo? Scenari reali per futuri possibili” è il titolo della settima edizione, in programma a Ocra Montalcino dall’8 al 12 luglio (qui il programma).

Ezio Rivella “Sono arrivate una settantina di domande - sottolinea a Montalcinonews.com Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi - per questo ci siamo allargati da 20 a 25, di cui 13 “student”, 12 “professional” e i due vincitori dei premi dedicate a Rudy Buratti e Alberto Lazzarino. Avremo una bellissima aula, molto tecnica perché tecnico è il tema”. E dato che si parla di futuro, il primo giorno della Summer School, l’8 giugno, al Teatro degli Astrusi (ore 18) si terrà un omaggio al cavalier “Ezio Rivella, maestro di futuro”. Una tavola rotonda - moderata dal caporedattore del Corriere della Sera Luciano Ferraro, che vedrà tra i partecipanti, oltre a Maralli, anche la proprietaria di Banfi Cristina Mariani-May. E poi Elizabeth Koenig, vicepresidente di Banfi Srl, Lamberto Frescobaldi, alla guida di una delle imprese più importanti del vino italiano, il Gruppo Frescobaldi (oltre che Cristina Mariani-May (foto Gianni Rizzotti)presidente di Unione Italiana Vini), Alessandro Regoli, direttore di WineNews, Gabriele Gorelli, Master of Wine, Attilio Scienza e Alberto Mattiacci, rispettivamente presidente e direttore di Sanguis Jovis - “in cui ripercorreremo il suo ruolo guida, la sua visione di futuro e le intuizioni che lo hanno reso uno dei primi interpreti del ruolo di enologo in ottica manageriale - spiega Maralli - ad EzioRivella si devono alcune delle più importanti intuizioni che hanno portato il nostro ineguagliabile territorio ad essere ciò che è ora, una delle realtà più importanti, innovative e dinamiche nel pur ricco panorama vitivinicolo internazionale. Ci piace pensare che anche il mondo del vino, senza la sua azione, le sue idee e le sue intuizioni, sarebbe ben diverso dall’attuale”.

Premio Buratti a Silvia Morando (Università di Trento)

Premio Rudy Buratti n.5: la premiazione sul palco del Teatro degli Astrusi di MontalcinoIeri pomeriggio il Teatro degli Astrusi di Montalcino ha ospitato la cerimonia di premiazione della quinta edizione del Premio Rudy Buratti, lo storico direttore enologo della cantina leader del Brunello di Montalcino, scomparso prematuramente nel gennaio 2018 e ancora nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Buratti è stato uno dei protagonisti nella storia imprenditoriale unica e di grande successo di Banfi. La Fondazione Banfi e il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente di San Michele all'Adige, in collaborazione con Assoenologi Trentino, con questo premio intendono omaggiare la figura umana e professionale di Rudy (diplomato presso la Scuola Enologica di San Michele all'Adige nel 1981), portandola ad esempio ai giovani del settore. Il premio, attribuito ad una tesi/elaborato finale di laurea triennale in Viticoltura ed Enologia a carattere sperimentale, che abbia affrontato tematiche di ambito viticolo ed enologico, quest'anno è stato assegnato a Silvia Morando (Università di Trento) che ha prodotto una tesi dal titolo "La mineralità dei vini: indagine sul significato sensoriale del termine". Per lei un premio di 1.500 euro e la possibilità di frequentare gratuitamente la Summer School Sanguis Jovis, edizione n.6, in fase di svolgimento fino al 14 luglio. Rudy Buratti, sul palco del Teatro degli Astrusi, è stato ricordato da Silvio Franceschelli, sindaco di Montalcino e senatore della Repubblica; Rodolfo Maralli, presidente di Banfi; Elizabeth Koenig, direttore hospitality di Castello Banfi Wine Resort; Remo Grassi, presidente Fondazione del Brunello e per oltre 40 anni tra i più importanti protagonisti di Banfi. Assente il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Iniziata intanto la sesta edizione di Sanguis Jovis: nel primo giorno di lezioni ed incontri i partecipanti hanno approfondito il discorso su quattro temi fondamentali come scienza, terra, tecnologia e mercato.

Montalcino e il digitale che cambierà il futuro del vino

Attilio Scienza e Rodolfo Maralli“Phygital è un neologismo che nasce dalla crasi delle parole fisico e digitale, molto in voga negli ambienti che hanno a che fare con la tecnologia, e che significa una nuova realtà dove è ormai impossibile scindere dove finisce il mondo fisico e dove inizia quello digitale, e viceversa. L’abbiamo scelta come parola-simbolo di quel “territorio” dove la tecnologia converge sul vino in ogni fase della sua produzione, dalla terra allo spazio, dal bicchiere alle esperienze legate al suo mondo. Nella Scuola sarà declinata in tutti gli aspetti che ci interessano, come la produzione, l’agricoltura di precisione o il commercio, grazie a docenti ospiti che a vario titolo e nelle loro diverse professioni si occupano di tutto questo, dalla realtà virtuale alla gestione dei Big Data, dall’Intelligenza Artificiale all’agricoltura di precisione, dalla genomica alla comunicazione. Vogliamo far vedere come la tecnologia è un po’ come la corrente elettrica: è dappertutto”. Alberto Mattiacci, professore di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza Università di Roma e direttore di Sanguis Jovis, l’Alta Scuola sul Sangiovese della Fondazione Banfi, primo Centro Studi permanente sul vitigno più coltivato in Italia per accrescerne e diffonderne la cultura in Italia e nel mondo, introduce a WineNews il focus dell’edizione n. 6 della Summer School, che torna a Montalcino dal 10 al 14 luglio, con lezioni frontali, casi di studio, visite e confronti diretti con i protagonisti del corso, per esplorare le diverse vie attraverso le quali la digitalizzazione cambierà il futuro del Sangiovese, coniugando terra e tecnologia. 22 i partecipanti alla Summer School, di scena nel Complesso di Sant’Agostino, tra neolaureati e professional. A loro si aggiungono le vincitrici dei Premi di Laurea in Viticoltura ed Enologia dedicati agli storici direttori enologi di Banfi e Banfi Piemonte, Rudy Buratti e Alberto Lazzarino (la cerimonia del Premio Buratti si terrà il 10 luglio al Teatro degli Astrusi).

La Summer School vedrà la partecipazione di manager, consulenti di azienda, professori universitari e professionisti del mondo del vino. Tra gli interventi quello di Alessandro Regoli, direttore di WineNews, uno dei siti di riferimento del vino italiano, dal titolo “Il Sangiovese diventa grande anche sapendolo raccontare”, e quello di Gabriele Gorelli, che racconterà il percorso compiuto per diventare il primo Master of Wine italiano. E poi la testimonianza di Jacopo Tabolli, coordinatore degli scavi di San Casciano dei Bagni che hanno portato alla più importante scoperta etrusca dopo i Bronzi di Riace (Banfi tra l’altro ha donato 25.000 euro per il restauro dei bronzi di San Casciano) e le lezioni di Alberto Mattiacci e Attilio Scienza, presidente di Sanguis Jovis e tra i massimi esperti di viticoltura, che pone l’attenzione sulle parole ‘natura’ e ‘naturalità’.

“Natura è una parola di cui se ne fa un uso molto spesso non corretto. Intanto un vino non si può chiamare naturale, e la Ue ha impedito che si possa scrivere sulle bottiglie. E, in effetti, non c’è un vino naturale perché nel momento in cui l’uomo, millenni fa, ha addomesticato le piante e gli animali, questi non possono più vivere da soli, ma per forza insieme a noi. L’uomo li deve protendere, aiutare, difendere. Naturale può essere la vite selvatica, e una fragola o un tartufo nel bosco, mentre tutto quello che l’uomo ha coltivato, non è più naturale. Per questo l’abbiamo scelta per indagare il suo vero significato, e per enfatizzarla, la confronteremo con la parola “naturalità” – spiega Scienza a WineNews – che vuol dire produrre un vino utilizzando le risorse che ci danno la natura, risparmiandole, e la conoscenza, riducendo l’impatto sull’ambiente, con la zonazione, l’uso dei portainnesti che sopportano la siccità e l’impiego delle varietà resistenti alle malattie, con un’enologia di valorizzazione e non di intervento. Che va saputa anche comunicare, e che deve essere alla base dell’immagine di marketing”.

Fondazione Banfi protagonista a Vinitaly

Gabriele Gorelli a Sanguis Jovis Banfi non parteciperà più a Vinitaly con un proprio stand, ma lo farà indirettamente tramite la sua Fondazione, che il 3 aprile presenterà una live session di Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese nella sala C - Pad. 10 (1° piano; ore 10-12.15 e 15.30-18). “La Fondazione Banfi – si legge in una nota stampa dell’azienda leader del Brunello di Montalcino – si prefigge uno scopo semplice, ma ambizioso: generare e promuovere una nuova cultura del vino, partendo dal capitale di conoscenza e di risorse che il settore enologico ed accademico racchiudono in sé. E Vinitaly, la più importante fiera enologica italiana, rappresenta il contenitore ideale per presentare una sintesi dei progetti culturali e delle ricerche di Sanguis Jovis, il primo Centro Studi Permanente sul Sangiovese”.

Tra narrazione, ricerca, sperimentazione e degustazione, la giornata si articolerà in incontri per approfondire temi legati agli studi e al racconto del Sangiovese. Nella sessione mattutina, dopo la presentazione di Fondazione Banfi e Sanguis Jovis da parte di Rodolfo Maralli, Presidente di Fondazione Banfi, si affrontano i temi della narrazione e della ricerca del Sangiovese con il Direttore di Sanguis Jovis, Alberto Mattiacci, e i professori Chiara Bartoli e Alessio Di Leo. Sempre Maralli e Mattiacci, insieme al Direttore di Winenews Alessandro Regoli e al Presidente di Sanguis Jovis Attilio Scienza, chiudono i lavori della mattina con una Tavola Rotonda dal titolo “Il nostro primo Podcast: Montalcino è un brand o no?”.

Sperimentazione e degustazione del Sangiovese sono i temi pomeridiani, affrontati da Attilio Scienza insieme a Gabriele Pazzaglia, Winemaker di Banfi, e dal primo Master of Wine italiano Gabriele Gorelli, che ricopre anche il ruolo di Faculty Worldwide Ambassador per Fondazione Banfi.

Per partecipare all’evento bisogna accreditarsi scrivendo a: info@fondazionebanfi.it.

Sanguis Jovis, un'edizione da ricordare

Ieri ha preso inizio la quinta edizione di Sanguis JovisUn progetto unico e che cresce di anno in anno. A due settimane dalla chiusura a Montalcino della quinta edizione della Summer School Sanguis Jovis, Rodolfo Maralli, presidente dalla Fondazione Banfi che è la realtà organizzatrice della Summer School, fa un breve bilancio dell'edizione 2022. Una edizione “di grande successo e di altissimo spessore, una delle più riuscite di sempre, a cui hanno partecipato 24 selezionatissimi partecipanti, a fronte di oltre 80 candidature valide, a dimostrazione della crescente visibilità e autorevolezza dei nostri progetti culturali. Bella e eterogenea è stata la classe finale, equamente suddivisa tra student e professional, provenienti dalle principali università italiane e dalla più riconosciute aziende del territorio, di Montalcino e non solo. Tra loro, anche i due vincitori dei premi di laurea dedicati a Rudy e Alberto, due amici e colleghi che ci piace ricordare e celebrare attraverso la ricerca e l'insegnamento ai giovani, temi a loro tanto cari”.

Il tema di questa quinta edizione era “I Figli del Sangiovese nel Mondo” e sulle potenzialità di questo straordinario vitigno fuori dalla Toscana e dall'Italia. Coordinati dai professori Attilio Scienza e Alberto Mattiacci e con la preziosa presenza del Master of Wine Gabriele Gorelli, si sono avvicendati nelle lezioni (in aula e in campo) i migliori accademici e ricercatori italiani “che ci hanno portato - continua Maralli - la loro testimonianza, la loro esperienza e il loro punto di vista sul Sangiovese del presente e del futuro. Lezioni frontali, degustazioni (ben 6, con oltre 30 vini degustati) e vivaci dibattiti hanno arricchito la cultura di tutti, docenti e discenti, come solo la Summer School sa fare”. Maralli ha ringraziato chi sta dietro all'organizzazione ma anche i partner del progetto (c'è anche MontalcinoNews ndr) che hanno dato il loro contributo per permettere a tutti i partecipanti di “assistere gratuitamente (grazie alle borse di studio offerte ndr), con profitto e crescente interesse, a questa quinta edizione della Summer School Sanguis Jovis”.

I vincitori del Premio Rudy Buratti. Al via Sanguis Jovis

Leonardo Negri ed Edoardo Salvetta Si è aperta ieri ad Ocra Montalcino la quinta edizione della Summer School Sanguis Jovis promossa dalla Fondazione Banfi e che quest’anno ha come titolo “I figli del Sangiovese nel mondo - storie, vini, territori e mercati”. Una edizione da record per numero di domande pervenute e che mette al centro l'internazionalità del Sangiovese. Ieri si è entrati subito nel vivo con gli interventi dei docenti Scienza, Mattiacci, rispettivamente presidente e direttore di Sanguis Jovis, e D'Ambrosio dell'Università di Pisa. "Un grande successo e un grande feeling con gli studenti - è il commento di Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi, sull'inizio dei lavori di Sanguis Jovis - la classe è molto interessante ed interattiva. Ci sono tutti gli ingredienti giusti per una ottima edizione".

Nel pomeriggio di ieri al Teatro degli Astrusi di Montalcino si è tenuta la cerimonia di premiazione della quarta edizione del “Premio Rudy Buratti”. Il premio, promosso da Fondazione Banfi, attraverso Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese, e dalla Scuola Enologica di San Michele all’Adige, è un omaggio a una persona speciale ed a un professionista esemplare, Rudy Buratti, rimasto nel cuore dell’azienda Banfi e di tutti coloro che lo hanno conosciuto. A Buratti viene dedicato un premio di laurea in Viticoltura ed Enologia e quest'anno ci sono stati due vincitori ex-equo, Edoardo Salvetta e Leonardo Negri che hanno presentato la loro tesi, frutto di una ricerca condotta e scritta a quattro mani: “Caratterizzazione e valutazione della risposta di portainnesti di vite sottoposti a ridotta risorsa idrica, elevato calcare attivo e loro interazione”. Alla cerimonia di premiazione era presente, tra gli altri, anche il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci.

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Il Sangiovese nel mondo: torna Sanguis Jovis

Sanguis JovisSta per iniziare una edizione da record e che testimonia la crescita e l'importanza di un progetto unico. Dall'11 al 15 luglio, ad Ocra, Montalcino, appuntamento con la quinta edizione della Summer School Sanguis Jovis, promossa dalla Fondazione Banfi, e che quest'anno ha come titolo "I figli del Sangiovese nel mondo - storie, vini, territori e mercati". Come sempre il Sangiovese, vitigno simbolo della Toscana, sarà al centro della Summer School, la particolarità di questa edizione e il focus sulla sua internazionalità. L'interesse è stato concreto come ci conferma Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi. "Lo scorso 15 giugno si sono chiuse le iscrizioni, abbiamo ricevuto oltre 80 domande utili di altissimo profilo, suddivise tra "student" e "professional". La classe sarà composta da 24 persone equamente suddivise tra le due categorie. Ci sarà la copertura totale dei corsi per tutti grazie ai tanti che credono in questo progetto (una borsa di studio è offerta anche dalla Montalcinonews ndr). La selezione è stata difficile, parteciperanno anche lavoratori di alcune aziende importanti, 10 domande sono arrivate dall'estero. L'interdisciplinarietà si conferma la nostra carta vincente. Avremo come sempre docenti di alto profilo, testimonial aziendali e non solo. Previste uscite sul campo, degustazioni, analizzeremo in che modo il Sangiovese si è adattato fuori dalla Toscana". Il tutto sotto il profilo tecnico, agronomico ed economico. Alla presidenza di Sanguis Jovis c'è Attilio Scienza, il direttore è Alberto Mattiacci, due nomi di rilievo e prestigio.

Lunedì 11 luglio alle ore 18.30 al Teatro degli Astrusi di Montalcino, è in programma la cerimonia di premiazione della quarta edizione del “Premio Rudy Buratti”. Il premio è un omaggio a una persona speciale ed a un professionista esemplare, Rudy Buratti, rimasto nel cuore dell'azienda Banfi e di tutti coloro che lo hanno conosciuto. La Fondazione Banfi, attraverso Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese, e la Scuola Enologica di San Michele all’Adige hanno deciso di ricordare la straordinaria figura di Rudy, prematuramente scomparso a gennaio 2018, dedicandogli un premio di laurea in Viticoltura ed Enologia.

Buratti, si era diplomato presso la Scuola Enologica di San Michele all’Adige nel 1981, ed era arrivato a Banfi nel 1983. Tra i principali protagonisti della storia imprenditoriale di successo dell'azienda, è stato grande promotore della mission di Sanguis Jovis ed il premio intende ricordarne la figura umana e professionale, portandola ad esempio ai giovani del settore. Per questa quarta edizione, ci sono due vincitori ex-equo: Edoardo Salvetta e Leonardo Negri, che presenteranno insieme la loro tesi, frutto di una ricerca condotta e scritta a quattro mani: “Caratterizzazione e valutazione della risposta di portainnesti di vite sottoposti a ridotta risorsa idrica, elevato calcare attivo e loro interazione”. Salvetta avrà la possibilità di frequentare gratuitamente la quarta edizione della Summer School.

I figli del Sangiovese nel mondo: Sanguis Jovis n.5

Summer School Sanguis Jovis 2021Dall’11 al 15 luglio 2022 si svolgerà l'edizione n.5 della Summer School di Sanguis Jovis. Il tema è "I figli del Sangiovese nel mondo: storie, vini, territori e mercati". La nuova edizione della Summer School offre una riscoperta delle radici del Sangiovese, un viaggio attraverso terre, vitigni e mercati ma anche un intreccio di storie e identità eclettiche raccontato da docenti, accademici (e non) di livello. Il territorio, l’analisi storica attraverso l’antropologia dei vitigni e l’evoluzione dei mercati saranno i principali temi affrontati durante il corso.
La Fondazione Banfi è promotrice del Sanguis Jovis, il primo Centro Studi Permanente sul Sangiovese, che ha come obiettivo la formazione di professionisti in grado di poter diffondere il valore prodotto dalla vitienologia del Sangiovese di Montalcino e della Toscana.

Il corso si terrà ad Ocra (Officina Creativa dell’Abitare) a Montalcino e sarà aperto a venti studenti (10 Student ovvero laureati da non più di 18 mesi, e 10 Professional), tutti selezionati con un bando di ammissione. I costi di partecipazione dei 10 Student saranno coperti per intero da borse di studio offerte da aziende ed istituzioni del territorio (una di queste anche quest'anno sarà offerta dalla Montalcinonews).

La data ultima per l’invio delle domande è il 15 giugno 2022 ed il bando completo è disponibile sul sito di Fondazione Banfi. Il corso ha come scopo quello di favorire un incontro tra giovani laureati e ricercatori con professionisti e figure della filiera produzione-consumo. Unire in aula chi già opera nel mondo del vino e chi aspira a farlo, docenti di diversa estrazione e prospettiva scientifica, stimola una straordinaria circolazione di informazioni per capire in che modo si evolve il mondo della conoscenza e come questo si rapporta a quello della produzione e del marketing.

“Experience Sangiovese”, a marzo la Winter Shool

Castello BanfiUna prospettiva nuova per pensare innovazione. Una visione che abbraccia i business dell’azienda vitivinicola, dalla vigna ai calici, passando per l’ospitalità e l’attività promozionale. Un invito che solo imprenditori, professionisti e manager coraggiosi possono accogliere, perché la trasformazione tecnologica del mondo richiede il coraggio (e l’umiltà) di riconoscere che passione, creatività e sudore quotidiano, non basteranno a vincere le sfide del mercato. Si chiama “Experience Sangiovese: la nuova esperienza di marca fra fisico e virtuale” l’edizione n. 3 della Winter School (9-11 marzo 2022) di Sanguis Jovis, il primo Centro Studi Permanente sul Sangiovese, promosso dalla Fondazione Banfi per accrescere e diffondere la cultura del Sangiovese in Italia e nel mondo attraverso la ricerca scientifica, cuore pulsante del progetto, la comunicazione della conoscenza e l’alta formazione, tramite la Summer e la Winter School.

Il corso si terrà a Ocra, nel Complesso di Sant’Agostino, e sarà aperto a venti studenti (10 Student, laureati da non più di 18 mesi, e 10 Professional), tutti selezionati con bando di ammissione. I costi di partecipazione dei 10 Student sono coperti per intero da borse di studio offerte da aziende ed istituzioni del territorio. La data ultima per l’invio delle domande è il 20 febbraio 2022. Qui il bando completo.

Scopo principale del corso è quello di unire, nella stessa aula, le curiosità e la voglia di sperimentare dei giovani laureati e ricercatori, alla consolidata competenza dei professionisti e dei responsabili delle aziende, ma anche dell’intera filiera produzione-consumo. Unire in aula chi già opera nel mondo del vino e chi aspira a farlo, docenti di diversa estrazione e prospettiva scientifica, stimola una straordinaria circolazione di informazioni, per capire come sta evolvendo il mondo della conoscenza e come questo si rapporta a quello della produzione e del marketing.

Banfi, il ricordo per Rudy e Bilancio di Sostenibilità

Un momento della cerimonia del Premio di Laurea in Viticoltura ed Enologia Rudy Buratti

Ieri pomeriggio al Teatro degli Astrusi di Montalcino Banfi e Fondazione Banfi hanno presentato la terza edizione del Premio di Laurea in Viticoltura ed Enologia Rudy Buratti e il Bilancio di Sostenibilità 2020. La Fondazione Banfi, attraverso Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese, e la Scuola Enologica di San Michele all’Adige hanno deciso di ricordare la straordinaria figura di Rudy, prematuramente scomparso a gennaio 2018, attraverso un premio di laurea a lui dedicato in Viticoltura ed Enologia. Rudy, si era diplomato presso la Scuola Enologica di San Michele all’Adige nel 1981, ed era arrivato a Banfi nel 1983. Tra i principali protagonisti della straordinaria storia imprenditoriale dell’azienda leader nel territorio, Buratti è stato grande promotore della mission di Sanguis Jovis ed il premio intende ricordarne la figura umana e professionale, portandola ad esempio ai giovani del settore.

Il vincitore della terza edizione è Mario Wegher con lo studio sulla “Comparazione di due metodi per la riduzione della compattezza del grappolo nella Vitis Vinifera vs il Pinot Grigio”. Stefano Tiefenthaler, invece, è il vincitore della seconda edizione del Premio che, causa pandemia, non ha potuto svolgersi regolarmente nel 2020. Tiefenthaler ha presentato lo studio sulla “Determinazione della concentrazione di rotundone nei vini Syrah italiani”. Entrambi i vincitori, oltre a ricevere una borsa di studio, hanno la possibilità di frequentare gratuitamente la quarta edizione della Summer School “Sanguis Jovis” in corso in questi giorni ad Ocra Montalcino il cui tema affrontato è “Maturazione e maturità del Sangiovese: la ricerca di un equilibrio tra viticultura ed enologia”.

Presentato ufficialmente anche il Bilancio di Sostenibilità di Banfi che è consultabile nella sua forma estesa e nel suo abstract, a questo link: https://www.banfi.it/it/sostenibilita/.

“Ricordare Rudy è difficile tanto è stato il suo lascito culturale - commenta Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi - e il Premio di laurea giunto alla terza edizione e che sta riscuotendo un grandissimo successo è il modo migliore per ricordare un personaggio che aveva fatto dell'insegnamento, della ricerca, della passione e del trasferimento di questi concetti alle nuove generazioni un suo punto di forza: è in questo modo che ricorderemo il grande Rudy ora e per sempre”. E sul bilancio di sostenibilità Maralli ha risposto alla MontalcinoNews spiegando che si tratta di un progetto importante “che abbraccia quattro pilastri fondanti dell'azienda Banfi: il pionierismo, la ricerca, la condivisione e il rispetto”. Temi che hanno fatto dell'azienda un punto di riferimento a livello mondiale.

Di seguito il video della cerimonia al Teatro degli Astrusi di Montalcino con l'intervista completa a Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi.

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