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Dalla Regione 245.000 euro per la Fortezza di Montalcino

La La Fortezza di Montalcino dopo il restylingFortezza di Montalcino è tra i 32 gioielli del patrimonio storico e di pregio coinvolti nel bando ˝Interventi di riqualificazione” rivolto agli enti locali della Toscana, finanziato con 7,5 milioni di euro. Delle 51 domande presentate 48 sono dichiarate ammissibili e 32 interventi sono stati ammessi a finanziamento. Si va da ville a chiostri e porticati, da palazzi pretori ad edifici storichi ed antiche aree industriali dismesse, da ex ospedali ed ex chiese, fino alle fortezze, come quella di Montalcino, recentemente riaperta dopo il restyling, che fa parte dei primi cinque interventi selezionati e finanziati dalla Regione. Nel dettaglio, sarà consolidata la torre e realizzata una scala interna per accedere ai camminamenti sommitali, per migliorare la fruizione del bene storico. Il costo è di 380.000 euro, il contributo regionale è di 245.000 euro (metà verrà concesso alla consegna dei lavori, un altro 30% in corso d'opera appena rendicontata la spesa corrispondente all'anticipo e il resto a collaudo ultimato).

"La Regione ha finanziato questo bando perchè recuperare edifici storici significa far sì che la comunità si riappropri di angoli di bellezza che le appartengono e che il territorio possa contare su testimonianze materiali di grande pregio, che ne rafforzano identità e attrattività - sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani - sono felice che abbiano aderito in molti Comuni.

Dopo il restyling riapre la Fortezza di Montalcino

La Fortezza di Montalcino dopo il restylingA quasi cinque anni dall’approvazione del progetto di riqualificazione (marzo 2017) e a 12 mesi dall’avvio dei cantieri si è chiuso il primo stralcio, il più importante, dei lavori di restyling della Fortezza di Montalcino, uno dei simboli della città e testimone di secoli di storia e cultura sin dall’inizio della sua costruzione (1361), patrimonio della comunità e punto di riferimento per turisti e visitatori. “In termini di transitabilità è già aperta. Stanno ultimando l’impianto elettrico e l’illuminazione, dopo la fase di collaudo sarà completamente agibile”, spiega il sindaco Silvio Franceschelli. I lavori, che raggiungeranno un costo di circa 1,6 milioni di euro (900.000 euro da fondi comunitari), prevedono adesso la seconda parte del progetto: il restauro della Cappella e la realizzazione di un secondo accesso, proprio dalla Cappella, che diventerà la nuova entrata (l’uscita sarà dall’enoteca). Interventi che termineranno a giugno 2022 e che comunque non impediranno ai cittadini e ai turisti di ammirare l’opera riqualificata. Ad inaugurarla, di fatto, sarà il Jazz&Wine firmato Banfi.

“La Fortezza è l’apice di un percorso di ricostruzione generale su più fronti – aggiunge Franceschelli – Montalcino in questi ultimi anni, e in particolare nell’anno del Covid, ha fatto lavori enormi. Parlaimo di grossi investimenti su viabilità, scuola e asilo a Torrenieri, la Giostra di Simone, il Complesso di Sant’Agostino che è costato 5-6 milioni. Parliamo, nel 2020 e nel 2021, di circa 15 milioni di investimenti tra soldi nostri e investimenti terzi, come l’Acquedotto del Fiora e l’Enel col cablaggio. Quanto ci troveremo fuori dalla pandemia avremo un Comune che ha fatto un restyling importante partendo dai beni simbolo della città”.

Adesso resta l’intervento madre del riassetto urbano del territorio, le scuole di Montalcino e San Giovanni d’Asso. “Per lo Spuntone – continua il primo cittadino – il progetto è ok, abbiamo già fatto la previsione di bilancio per l’incarico esecutivo. Attendiamo l’autorizzazione dalla Regione Toscana per procedere con i primi due step progettuali. Se entro settembre arriva il via libera, partirà la ricerca di finanziamenti cercando fondi comunitari. Prevedo il progetto esecutivo per giugno-settembre 2022, per poi andare in appalto. Per quanto riguarda l’agrario a San Giovanni d’Asso abbiamo già l’esecutivo e potremo andare in appalto entro fine anno. Resta poi San Francesco: l’intervento è già finanziato, è un anno e mezzo che il progetto è in standby per le lungaggini burocratiche di Roma. A breve speriamo che il Ministero ci sblocchi le risorse per poter partire con i lavori”.

Foto: Francesco Belviso

Fortezza di Montalcino, work in progress

Scavi in Fortezza (foto: Francesco Belviso)Continuano ad andare avanti le operazioni di riqualificazione e restauro della Fortezza di Montalcino (all’opera anche gli archeologi fra tombe, scheletri e ossa sparse, foto: Francesco Belviso). Ad essere interessata, anche se esclusa dal mega appalto dei lavori, ma comunque compresa nel progetto “Promozione del Medioevo in Toscana: la Via Francigena”, è anche la cappella della Fortezza, i cui lavori di restauro degli affreschi e delle superfici all’interno sono curati dal restauratore senese Luca Antonelli (costo di 26.000 euro).

Fortezza, al via i lavori di riqualificazione

Il rendering della Fortezza dopo i lavori di riqualificazione Se ne parlava già nel maggio 2016, nel marzo 2017 è stato approvato il progetto di riqualificazione da oltre 1,3 milioni di euro (inserito nel programma europeo “Promozione del Medioevo in Toscana: la Via Francigena”), nel settembre 2018 la Provincia di Siena ha pubblicato il bando di gara, nel novembre 2019 è stato aggiudicato l’appalto e adesso, finalmente, i lavori vedono la luce. Parliamo della valorizzazione di uno dei simboli di Montalcino, la Fortezza, testimone di secoli di storia e cultura sin dall’anno di inizio della sua costruzione (1361), patrimonio della comunità e punto di riferimento per turisti e visitatori. “È stata dura, con tutti i percorsi burocratici da compiere”, spiega il sindaco Silvio Franceschelli. 900.000 euro provengono da fondi comunitari, il Comune ne aggiungerà altri 300-400.000.

Iniziati i lavori in Fortezza a MontalcinoI lavori - che prevedono tra le altre cose il restauro della Cappella, il recupero del piazzale interno (piazza d’armi) e dei giardini, la realizzazione di infrastrutture fognarie, elettriche ed idrauliche, la riqualificazione dei torrioni e la regimazione delle acque piovane e del sistema fognario - procederanno a step in modo da non impedire l’accesso dei visitatori e dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno, facendo saltare di conseguenza tutti gli eventi della stagione 2020: dal Jazz&Wine, che la Fondazione Banfi intende comunque svolgere in forma diffusa partendo dal Castello Banfi, al cinema fino alla Settimana del Miele. “Ci saranno decisioni sofferte, ma bisogna essere razionali e capire il momento”, continua Franceschelli, che sull’Apertura delle Cacce sottolinea: “ancora non ho parlato con i Quartieri, a breve ci incontreremo. Per adesso posso solo dire che ci sono diverse normative che rendono tutta la vita complessa in questo periodo”.

Tornando ai lavori, non c’è solamente il cantiere della Fortezza. “Ora è il momento per spingere sull’acceleratore - dice il sindaco - entro il 15-20 giugno partiranno quelli a Porta Cerbaia, una volta finite le operazioni in Via delle Caserme inizieremo con Via Moglio. In gara ci sono la Giostra di Montisi e le scuole di Torrenieri. Poi ci fermeremo un attimo, perché il Covid-19 ci costringe a rivedere gli investimenti”.

Feste Identitarie, i progetti del 2019

Feste Identitarie di Montalcino, sono tanti i progetti per il 2019Il primo passo è stato compiuto. Con la nomina dei membri del Comitato di Tutela (riconfermati Gerardo Nicolosi presidente e Francesco Ripaccioli e Cristina Paccagnini come rappresentanti dei Quartieri) è ufficialmente partito l’iter organizzativo delle Feste Identitarie 2019. Un percorso che passerà dal Torneo di Apertura delle Cacce (10-11 agosto) e terminerà con la Sagra del Tordo (26-27 ottobre), che potrebbe finalmente vedere alla luce i nuovi costumi del Corteo Storico. “Il lavoro di cucitura sta andando avanti bene, salvo imprevisti dovremmo rispettare la data di consegna”, spiega alla Montalcinonews Alessandro Nafi, consigliere comunale con delega alle Feste Identitarie.

Il 2019 sarà un anno pieno di novità, a cominciare dai progetti del Comitato stesso. Quello con le scuole elementari, per esempio, oppure la pubblicazione del regesto del Diplomatico di Montalcino, portato avanti negli ultimi due anni dalle archiviste di Stato Maria Assunta Ceppari e Patrizia Turrini su un materiale di 1.250 pergamene che nessuno, finora, aveva mai studiato.

Una commissione ad hoc, composta da Mario Pianigiani (Borghetto), Alessandro Faneschi (Pianello), Massimo Vegni (Travaglio) e Maddalena Sanfilippo (Ruga), e coadiuvata da Cristina Paccagnini, sta lavorando per ripensare i ritmi delle Feste, dall’organizzazione del corteo al regolamento che norma i tempi e il percorso, fino alla revisione di alcune scenografie sul Campo di Tiro e in Fortezza e la riduzione dei tempi di tiro per garantire più fluidità all’evento. Continua poi il doppio binario di modifica al regolamento del Torneo di tiro con l’arco e al regolamento delle Feste Identitarie. L’idea è di portarle entrambe verso maggio-giugno in consiglio comunale per approvarle prima dell’Apertura delle Cacce di agosto.

Insomma, Montalcino è in grande fermento per rinnovare e migliorare la sua festa più cara, che coinvolge davvero tutti i cittadini e racchiude in sé la bellezza, la cultura e le tradizioni del suo passato. Nell’epoca di Internet, con la socializzazione che si è spostata su circuiti virtuali e la perdita di elementi di integrazione, le Feste Identitarie di Montalcino rappresentano uno strumento di garanzia, sicurezza e, perchè no, divertimento.

Staino: “La carta mi ha fatto conoscere Carlotta Parisi”

Sergio Staino a TorrenieriDopo il grande successo di Paper Cirkus, Carlotta Parisi, illustratrice e scultrice su carta, torna a raccontarsi con opere anche fortemente autobiografiche nella mostra “CARTA InCANTA, questa piccola favola”, trenta lavori completamente nuovi, tra disegni e sculture in papier-mâché, ai quali Carlotta sta lavorando da un anno, una sorta di diario su sé e il mondo visti attraverso uno sguardo sognante forte però di un pensiero razionale sempre calibrato.

La mostra, aperta dal 2 al 24 settembre nella Fortezza di Montalcino, dove Carlotta Parisi è nata e lavora presso il suo atelier nel centro storico, riunisce le opere più rappresentative della produzione di un’artista di vibrante poeticità che lavora sulle forme sempre partendo da un segno lineare forte e pulito, emblematico di un pensiero che fa del disegno l'espressione più intima, meditata e completa, del suo essere artista.

“Galeotta fu la carta, non il libro - scrive Sergio Staino, che ha dedicato per l’occasione un testo di presentazione - è stato l’amore verso questo materiale così umile e al tempo stesso così meraviglioso che ha determinato l’incontro tra me e Carlotta Parisi. Lei però la carta l’ha sicuramente amata e compresa più di quanto non abbia saputo farlo io. Carlotta ha proseguito su questa strada antica ed è andata ben al di là. Ancora parte dal foglio di carta, ancora i suoi pensieri più profondi si materializzano in forme e colori bidimensionali. Carlotta la carta la fa rinascere non come supporto ma già essa opera d’arte in forme eleganti e inaspettate, forme di gatti felici dalle code troppo lunghe, di pesci pronti a navigare nei sogni, di donne dai grandi fianchi pronti ad accogliere il mondo. Ed è andata anche più in là perché questa carta l’ha fatta tornare all’origine, l’ha riposta nuovamente nel grembo in cui è nata, nell’acqua che la macera e la fa tornare poltiglia come già essa fu un tempo. E da questo grembo la fa rinascere per una seconda volta sotto forma di leggerissima scultura a tutto tondo”.

Simone Cristicchi invece dedica alla Parisi parole che non si discostano molto dalla poesia: “sono schegge di vita ammaestrate, le magie di Carlotta. Parto di forma e fantasia, istantanee delicate, attimi congelati nel sempre. Semi di necessaria follia. Capriole improvvise di carta”.

Carlotta Parisi, artista di Montalcino che terrà a settembre una mostra nella città del Brunello

“Il titolo vuole essere un omaggio e un grazie alla carta su cui da sempre segno le mie linee e fisso i miei colori e con cui da qualche anno costruisco anche le mie sculture”, racconta Parisi, molto amata sia in Italia che fuori (negli Stati Uniti, per esempio, una sua scultura di carta si trova a fianco di un Picasso in una nota collezione privata di Chicago). “Amo la sua leggerezza, il suo calore, la sua resistenza insita nella sua fragilità. Carta InCANTA ferma, e segna soprattutto, questo mio momento artistico e creativo”.

La mostra è allestita secondo un percorso a ‘tappe’: è articolata su due piani, si apre con un autoritratto “Io sono Etrusca” (citazione da Marino Marini, che affianca il racconto in poesia della mostra stessa) e prosegue nei due ambienti del piano superiore articolata intorno a quello che è il cuore della mostra, sia in termini di allestimento che di opere. Una lunga tavola bianca, una sorta d'installazione sospesa ma al tempo stesso ancorata alla terra da tre tipi diversi di pietra locale. Una lunga ideale linea bianca che si allunga anche sulle pareti sulla quale la Parisi si racconta attraverso 9 rappresentazioni dal forte valore simbolico.

'Nunziatina', opera di Carlotta Parisi

Dai gatti coloratissimi nella prima sala, rappresentativi della sua produzione storica più riconoscibile, per quanto questi del tutto nuovi, alle sculture nella seconda sala che segnano le tappe più importanti del lavoro e della vita della Parisi. Chiude la mostra “La famiglia sul cavallo a dondolo”: un uomo, una donna, un bambino sul dondolo a simboleggiare l’equilibrio e l’instabilità della vita e dei rapporti. Sullo sfondo di quest’opera che apre alla vita e al futuro, un grande disegno di un bosco. Un bosco leggero, acquerellato, sereno ma con quelle grandi macchie rosse che si aprono spesso nei tronchi, sorta di squarci di passione, sangue, vita, accenno di un bosco che è protezione e pericolo al contempo.

Nella mostra di Carlotta Parisi c’è molto anche della sua terra, la Val d’Orcia, entro la quale il suo viaggio attuale si svolge, un paesaggio nel quale da secoli è racchiusa l’idea stessa di bellezza. “La bellezza della mia Val d’Orcia è ogni giorno nutrimento per l’anima - spiega - ho realizzato spesso donne abbondanti e accoglienti che la rappresentano e che citano pezzi di paesaggio nei loro stessi corpi, essi stessi colline”.

Due opere di Carlotta Parisi con sullo sfondo Montalcino

Una mostra che può anche diventare lo spunto per ritrovare fuori del percorso espositivo, sul territorio, suggestioni visive che rimandano alle opere, citazioni di un paesaggio dell’anima universale e di cui la Toscana è emblematicamente icona.

Paesaggi fortemente personalizzati dalla valenza narrativa forte di un segno da illustratrice di fiabe e racconti. Colori terrosi, materici, caldi, bruni e arancio, verde oliva  ma anche spesso i bianchi, l’ocra. Una trama di campi arati, colli e distese di erba in movimento, pezzature di boschi, appunto. Lo sguardo di Carlotta Parisi non si sofferma più di tanto però sulla realtà. Il suo è un viaggio nel segno, nel colore, nella materia, tra le pieghe delle carte, e il paesaggio è un pretesto per una rappresentazione interiore, un cromatismo di idee ed emozioni. “Quello di Carlotta Parisi è il canto libero di un'opera senza fini immediatamente illustrativi. Insomma, un ingresso nel mondo dell’arte con la “A” maiuscola, potrebbe dire un critico di altri tempi”, scrive Sergio Staino.

Altro passo avanti per la riqualificazione della Fortezza

Una veduta dell’interno della Fortezza di MontalcinoLa Giunta Comunale di Montalcino ha approvato il programma “Il Medioevo in Toscana: la via Francigena”, un progetto promosso lo scorso anno dalla Regione che prevede un’area di intervento costituita dai Comuni di Lucca, San Gimignano, Monteriggioni, Siena (che è capofila) e Montalcino. Attraverso i finanziamenti che arrivano dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, i Comuni interessati hanno predisposto un progetto di intervento su cinque fondamentali asset culturali della Via Francigena: il complesso Museale del Santa Maria della Scala, la città di Lucca, San Gimignano, il borgo fortificato di Monteriggioni con il complesso monastico di Badia a Isola e il borgo e la Fortezza di Montalcino, con la sua importanza nella storia medievale della Toscana e delle vicissitudini della Repubblica di Siena.

La bozza di accordo redatta dagli uffici regionali e approvata lo scorso 10 luglio predispone la realizzazione di interventi infrastrutturali a Monteriggioni, Badia Isola e al Santa Maria della Scala (recupero e restauro della strada interna e di nuovi spazi espositivi), mentre gli altri interventi dei restanti Comuni saranno inseriti in un successivo ed ulteriore accordo di programma.

“Abbiamo approvato con delibera il progetto esecutivo di rifacimento della Fortezza che partirà entro la fine dell’anno - spiega Christian Bovini, assessore alla Cultura di Montalcino - lo abbiamo già inserito nel piano triennale delle opere pubbliche. È un progetto valido. Per noi la Fortezza è un punto centrale della vita sociale e delle attività del Paese, è un monumento che ci rappresenta. Però quando il turista vi entra si rende contro dello stato di degrado. C’è un piazzale che ricorda il vecchio campo da tennis, chi vuole organizzare eventi si trova in difficoltà perché il luogo è privo di uscite di sicurezza e di norme antincendio. Manca lo spazio per gli imprenditori che hanno idee, che vogliono organizzare”.

Il piano prevede una spesa totale di 900.000 euro, di cui 270.000 stanziati dal Comune e 630.000 dalla Comunità Europea, che ogni due anni emana dei bandi riguardanti la Via Francigena. Il progetto di riqualificazione, realizzato dall’architetto Simone Carloni e affidato all’Ingegnere senese Claudio Lombardi, interessa molteplici interventi: dal restauro della Cappella interna alla Fortezza al recupero del piazzale interno e degli antistanti giardini su un unico livello, dalla ristrutturazione dei servizi igienici alla realizzazione delle infrastrutture fognarie, elettriche ed idrauliche nonché tubazioni per eventuale apposizione di altre utenze all’interno della Fortezza per potenziali manifestazioni che vi si possano svolgere. L’iniziativa prevede anche la realizzazione delle predisposizioni di sicurezza per i concerti e gli eventi musicali notturni e altro ancora.

“Le passate amministrazioni - continua Bovini - avevano già presentato altre domande, ma devo dire che questo è il primo progetto consistente. Ci sono altri progetti in cantiere, come nella stazione ferroviaria. Ci tengo a citare la comunità di Torrenieri, che con la Pro Loco da poco costituita e i vecchi comitati esistenti sta lavorando per colmare quello che manca al nostro territorio. È una comunità coesa, attiva e partecipe”.

Montalcino fa anche parte dei 39 Comuni che hanno sottoscritto la convenzione che riguarda la gestione condivisa di accoglienza, promozione, comunicazione, manutenzione ordinaria e monitoraggio dei flussi turistici della Via Francigena. “Pensiamo che questo sia il futuro e noi ci siamo dentro - conclude Bovini - l’intento è di valorizzare la Via rispettando il percorso originale. C’è chi ha chiesto percorsi alternativi, ma non se ne parla. Per noi Torrenieri è il volano per il Comune di Montalcino. La sua centralità nello sviluppo del progetto è fuori da ogni dubbio”.

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