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Slow Wine, premio alla carriera per Marone Cinzano

Slow Wine 2024, premio alla carriera per Francesco Marone CinzanoPresentata, in occasione della Milano Wine Week, la guida Slow Wine 2024 (edizione n.14). Come avevamo scritto recentemente, il Brunello di Montalcino è il vino più premiato tra quelli della Toscana. E poi c'è un altro riconoscimento importante: Il Premio Speciale alla Carriera che è stato consegnato a Francesco Marone Cinzano, proprietario della cantina Col d’Orcia di Montalcino, da Francesco Vitrani di Winterhalter. Come si legge nella motivazione, "Francesco Marone Cinzano discende da una famiglia che tanto ha dato al mondo del vino. Dal 1992 è amministratore di Col d’Orcia, una delle cantine di maggior storia e prestigio nel panorama del Brunello di Montalcino, e ha speso molto tempo ed energie nel mettersi a disposizione della collettività dei produttori, ricoprendo la carica di presidente del Consorzio di Tutela ilcinese e lavorando con grande impegno all’istituzione di un biodistretto a Montalcino. Proprio la conversione al biologico di quella che lui chiama la sua fattoria, che ha dato vita a una delle più estese realtà certificate d’Italia, è un merito storico che non potrà essere dimenticato".

Il nuovo libro curato da Gerardo Nicolosi

Gerardo Nicolosi, docente di Storia e presidente del Comitato di Tutela delle Feste Identitarie di MontalcinoDa qualche mese è in vendita la nuova pubblicazione di Gerardo Nicolosi, docente di storia all’Università di Siena e presidente del Comitato di Tutela delle Feste Identitarie di Montalcino. Dal titolo “Un malinconico leggero pessimismo”, si tratta del diario scritto tra il 1946 e il 1952 da Anton Dante Coda, primo presidente dell’Istituto bancario San Paolo di Torino nel secondo dopoguerra.

Il diario è conservato nell’archivio storico dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza. Nicolosi lo ha trascritto, curato e impreziosito con delle note e un’introduzione di 40 pagine. Un lavoro durato tre anni - commissionato dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino - che rientra negli studi sulla storia dei liberali italiani che Nicolosi conduce da anni.

“Coda è un personaggio un po’ anomalo - spiega Nicolosi alla Montalcinonews - ha conosciuto personaggi di altissimo livello ma non è riconducibile ai partiti di massa. Era una figura di grande rilievo nel Clnai (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), ha fatto la resistenza, eppure è completamente dimenticato. La tendenza generale è quella di ricordare i partigiani socialisti, comunisti e democristiani ma non i liberali”.

Un malinconico leggero pessimismo, diario scritto tra il 1946 e il 1952 da Anton Dante Coda e curato da Gerardo NicolosiNato a Biella nel 1899, avvocato, direttore del giornale “La Tribuna biellese” fino alla soppressione della libertà di stampa nel 1925, Anton Dante Coda fu uno dei più attivi esponenti del liberalismo in Piemonte. Antifascista, vicino ad Emanuele Sella e corrispondente di Giovanni Amendola, durante il regime fu in contatto con Luigi Einaudi, con la ‘rete’ di Benedetto Croce e con Giustizia e libertà, cosa che gli costò un arresto nel 1935. La sua nomina a presidente dell’Istituto di San Paolo, nel 1946, maturò per volontà di Einaudi, che ne apprezzava le doti organizzative, la dirittura morale e il carattere deciso, anche nel contrastare le ingerenze dei partiti. “L’aspetto interessante - commenta Nicolosi - è che già a quel tempo era presente la pressione dei partiti sulle banche per avere finanziamenti. Coda cerca di arginare queste pressioni, che arrivano anche dello stesso partito liberale. Il diario 1946-1952 è una importante fonte per la ricostruzione dei rapporti tra banche, mondo imprenditoriale e politica nell’Italia del dopoguerra”.

Nel volume (casa editrice Olschki, prezzo 45 euro), è citato più volte un caro amico di Coda, Enrico Marone Cinzano, piemontese e liberale come lui e presidente per quattro anni del Torino. Il cognome, a Montalcino, suona decisamente familiare. Suo figlio Alberto, infatti, rilevò nel 1973 la tenuta Col d’Orcia, adesso di proprietà del nipote di Enrico, il conte Francesco Marone Cinzano.

Focus: Gerardo Nicolosi

Gerardo Nicolosi è professore associato di Storia dei movimenti e dei partiti politici e Storia globale dell’età contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena. Si è occupato di storia del colonialismo, di storia delle élites politiche e amministrative di età liberale e di storia del liberalismo in Italia tra Otto e Novecento. È autore di numerosi saggi in volumi collettanei e di articoli in riviste scientifiche e delle monografie Imperialismo e resistenza in Corno d’Africa (Rubbettino, 2002); Risorgimento liberale. Il giornale del nuovo liberalismo (Rubbettino, 2012); La Provincia di Siena in età liberale (nuova edizione, Rubbettino, 2012).

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