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“Tre Bicchieri Verdi”, premiati cinque Brunello

Vini d'Italia del Gambero RossoIl Brunello di Montalcino 2018 di Poggio di Sotto, il Brunello di Montalcino Campo del Drago 2018 di Castiglion del Bosco, il Brunello di Montalcino Diecianni Riserva 2013 de Le Chiuse, il Brunello di Montalcino 2018 di Giodo e il Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2016 di Col d’Orcia, oltre a ricevere il massimo riconoscimento della Guida Vini d’Italia 2024 del Gambero Rosso, i “Tre Bicchieri”, ottengono anche i “Tre Bicchieri Verdi”, menzione data a quei vini prodotti da cantine che lavorano secondo i canoni della viticoltura biologica o biodinamica certificata. “Quest’anno sono 174, ben il 35% rispetto a tutti i premiati, record assoluto per Vini d’Italia, a conferma di un trend virtuoso che si alimenta di vendemmia in vendemmia, dalle microcantine alle grandi aziende capaci di rilanciare le molteplici sfide della sostenibilità ambientale”, spiega il Gambero Rosso. Sono in tutto 14 i vini di Montalcino premiati con i “Tre Bicchieri”.

Tre Bicchieri, 16 riconoscimenti per il Brunello

Il Brunello di Montalcino ha un legame molto forte con gli Stati Uniti“Montalcino non è mai stato così in forma. Vendemmia dopo vendemmia assaggiamo Brunello sempre più eleganti e definiti, frutto di uno straordinario lavoro in vigna e di un processo di ricerca in cantina che, smaltite le sbornie moderniste di una ventina d’anni fa, punta tutto sulla verticalità, la complessità e la finezza, doti che non vanno mai a scapito della godibilità e della bevibilità di questo grande vino”. Così il Gambero Rosso fotografa il territorio di Montalcino nella nuova edizione della Guida Vini d’Italia, dove sono 16 i Brunello ad ottenere i “Tre Bicchieri”, massimo riconoscimento della prestigiosa guida.

Guida Vini d’Italia 2023, i Brunello premiati con i “Tre Bicchieri”

Brunello di Montalcino 2017 di Tenuta di Sesta

Brunello di Montalcino 1100 Riserva 2016 di Castiglion del Bosco

Brunello di Montalcino 2017 di Pietroso

Brunello di Montalcino Cerretalto 2016 di Casanova di Neri

Brunello di Montalcino 2017 di Giodo

Brunello di Montalcino Gualto Riserva 2016 di Camigliano

Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2017 de Il Marroneto

Brunello di Montalcino Mercatale Riserva 2016 di Ridolfi

Brunello di Montalcino Nello Riserva 2016 di Baricci

Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Biondi Santi

Brunello di Montalcino Riserva 2016 de La Fiorita

Brunello di Montalcino Riserva 2016 de Le Macioche

Brunello di Montalcino Riserva 2016 de La Casaccia di Franceschi

Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Fuligni

Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Poggio di Sotto

Brunello di Montalcino V. Le Macchiarelle Riserva 2016 di Tenuta Fanti

Guida Gambero Rosso, Brunello da record

Guida Gambero Rosso, Brunello da recordMontalcino si conferma il cuore pulsante della Toscana del vino con 18 etichette di Brunello capaci di ottenere i “Tre Bicchieri”, massimo riconoscimento della guida “Vini d’Italia 2020” del Gambero Rosso: è il miglior risultato di sempre, complici l’ottimo millesimo 2015 e la continua ricerca della qualità dei vignaioli di Montalcino. Si laureano campioni il Brunello di Montalcino 2015 di Baricci, il Brunello di Montalcino 2015 di Camigliano, il Brunello di Montalcino 2015 di Casisano, il Brunello di Montalcino 2015 de Le Chiuse, il Brunello di Montalcino 2015 di Donatella Cinelli Colombini, il Brunello di Montalcino 2015 di Tenuta Fanti, il Brunello di Montalcino 2015 de Le Macioche, il Brunello di Montalcino 2015 di Poggio di Sotto, il Brunello di Montalcino 2015 di Ridolfi, il Brunello di Montalcino 2015 di Tenuta di Sesta, il Brunello di Montalcino Giodo 2015 di Giodo, il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2015 de Il Marroneto, il Brunello di Montalcino Ripe al Convento Riserva 2014 di Castelgiocondo, il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2015 di Casanova di Neri, il Brunello di Montalcino Vigna del Suolo 2015 di Argiano, il Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2015 di Mastrojanni, il Brunello di Montalcino Vigna Spuntali 2015 di Val di Suga e il Brunello di Montalcino Vignavecchia 2015 di San Polo

11 volte Montalcino nei Tre Bicchieri

Le vigne de Il MarronetoAutunno, tempo di guide. E tra le più attese c’è sicuramente quella del Gambero Rosso, punto di riferimento del wine & food italiano. Proprio ieri sono state pubblicate le anticipazioni dei premiati della guida “Vini d’Italia 2020” con la lista dei vini che si sono aggiudicati gli ambiti “Tre Bicchieri”. La Toscana gode di ottima salute nel settore enoico e non a caso, scrive il Gambero Rosso, è stata una “edizione da record, questa, per numeri e per qualità dei vini premiati”. Sono 89 i “Tre Bicchieri” assegnati, di questi 11 interessano il territorio di Montalcino e quindi il suo Brunello (9) e il Rosso (2). Del gruppo delle “new entry” dei “Tre Bicchieri” fa parte anche Podere Le Ripi.

I vini di Montalcino premiati con i “Tre Bicchieri”

Brunello di Montalcino 2014 - Baricci

Brunello di Montalcino 2014 - Brunelli - Le Chiuse di Sotto

Brunello di Montalcino 2014 - Il Marroneto

Brunello di Montalcino 2014 - Pietroso

Brunello di Montalcino 2014 - Poggio di Sotto

Brunello di Montalcino Duelecci Est Riserva 2013 - Tenuta di Sesta

Brunello di Montalcino Lupi e Sirene Riserva 2013 - Podere Le Ripi

Brunello di Montalcino Pian di Conte Riserva 2013 - Talenti

Brunello di Montalcino Riserva 2013 - Le Macioche

Rosso di Montalcino 2016 - Le Ragnaie

Rosso di Montalcino 2017 - Salvioni

Montalcino, destino d’eccellenza

Montalcino, destino d'eccellenza in nome del Brunello. Il reportage del Gambero Rosso“Montalcino sempre più in alto. Destino d’eccellenza in nome del Brunello”. È il titolo del lungo reportage che il Gambero Rosso, nell’edizione cartacea di novembre (con tanto di prima pagina), dedica a Montalcino e alle sue eccellenze (Brunello ma non solo). “Il Brunello - osserva nell’articolo Giacomo Pondini, direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino - è un brand conosciuto in tutto il mondo: non si può rimanere immuni dal suo fascino. Ma Montalcino è anche un tessuto sociale, una comunità che lo condivide come valore”. “Anche negli anni a venire - sottolinea il presidente del Consorzio Patrizio Cencioni - vino e turismo saranno i motori indispensabili per il nostro futuro. Il nostro obiettivo strategico è mantenere e consolidare l’immagine del Brunello come prodotto di alta gamma saldamente legato al territorio”.

Il vino domina, ma il territorio è ricco di prodotti di eccellenza, dai salumi ai pecorini, dall’olio extravergine di oliva (sono un migliaio gli ettari coltivati a oliveto) allo zafferano, dal miele (di cui Montalcino è il primo produttore in Italia) al farro (il 70% della produzione nazionale nasce qui) ai cereali e altro ancora. La particolarità sta anche nel fatto che, diversamente da altre realtà, buona parte della produzione, trasformazione e confezionamento, avvengono in loco. Dopo la fusione con il Comune di San Giovanni d’Asso alla filiera vinicola, prima in ordine di importanza, si è aggiunta quella tartuficola forte di 110 tartufaie di Tuber magnatum pico, il tartufo bianco. Gambero Rosso intervista anche il sindaco Silvio Francheschelli, che spiega il modello di integrazione sociale di Montalcino (citando i dati Wine News sul 16,51% di stranieri, il doppio della media italiana, e le 70 diverse nazionalità) e annuncia i progetti sui quali sta puntando l’amministrazione comunale: “oltre al Distretto Rurale stiamo progettando una scuola di formazione per i mestieri dell’agroalimentare: permetterà di tramandare figure professionali come il norcino, il macellaio, il casaro... Lavori in grado di dare continuità alle attività esistenti nelle aziende che altrimenti sarebbero destinate a scomparire per mancanza di personale specializzato: ciò provocherebbe una perdita di valore aggiunto e un grave danno per la cultura materiale locale. La scuola sorgerà a San Giovanni d’Asso. Ora attendiamo le risposte e gli impegni della Regione Toscana per i finanziamenti necessari a sostenere il progetto”.

Montalcino, destino d'eccellenza in nome del Brunello. La prima pagina del Gambero Rosso, novembre 2018È in dirittura d’arrivo il marchio d’eccellenza Montalcino. “Le nostre eccellenze - dice Franceschelli - sono sparse sul territorio e hanno bisogno di essere messe in rete, ma non basta. L’agricoltura può rendere solo se si creano dei professionisti della qualità che diano valore aggiunto come nel caso del vino: è l’unico modo per contrastare lo spopolamento e impedire lo stravolgimento degli equilibri sociali del nostro territorio”.

Gli fa eco Hubert Ciacci, presidente ASGA (Apicoltori Siena Grosseto Arezzo), reduce da un raccolto di miele eccezionale (20-30 chili per arnia): “A Montalcino siamo una decina di professionisti e al Distretto Rurale ci crediamo tutti, perché può essere una grande opportunità; così come il marchio di eccellenza dei prodotti del territorio trasformati in loco ci può permettere di fare un salto di qualità”.

Dello stesso parere anche Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai Senesi (270 associati di cui 110 di Montalcino), fondamentali per la difficile e costosa manutenzione dei territori marginali necessari alla produzione del prezioso tubero: “Vogliamo essere tra i protagonisti del Distretto proprio per assicurare, anche in futuro, la produzione e soprattutto il mantenimento della bellezza di questa campagna”.

Tra i prodotti riscoperti dopo anni di oblio, l’oro rosso della Val d’Orcia, lo zafferano, ingrediente delle ricette familiari montalcinesi, sta conoscendo un nuovo impulso. Marzio Saladini di Pura Crocus (Sant’Angelo Scalo), insieme a tre amici sostenitori del Distretto, ha voluto riprendere la tradizione della coltivazione, attualmente una delle più importanti estensioni coltivate a zafferano in Italia. “Lo zafferano rappresenta per noi - dice Massimo, uno dei soci - anche un modo di pensare, custodire e tramandare le conoscenze e le usanze. Non è un retaggio storico e superato: ma un bene inestimabile per affrontare il futuro e la sua frenetica trasformazione”.

Aggiunge Giacomo Pondini: “Il Distretto è anche il modo per rinsaldare i legami e mettere insieme tutti. Ci puntiamo molto, così come sosteniamo l’idea che la Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino possa svolgere un ruolo sinergico e di cerniera dell’intero sistema produttivo ilcinese. In sostanza,  completerebbe l’offerta anche su fronti diversi compreso il patrimonio artistico, architettonico e museale del nostro territorio”.

Oggi la sfida sono i progetti di lungo periodo, il sistema Montalcino e il Brunello l’hanno accettata, chiude il pezzo del Gambero Rosso.

“Tre Bicchieri” Gambero Rosso, Montalcino da record

La squadra del Gambero Rosso a MontalcinoSono uscite le anteprime dei “Tre Bicchieri 2019” del Gambero Rosso. Bell’exploit della Toscana con ben 84 premiati. Un numero elevato a cui ha contribuito anche il Brunello e il Rosso di Montalcino grazie anche a un’annata, quella del 2013, che nel nostro territorio ha dato ottimi risultati come la 2015 del resto. Montalcino quest’anno si vede premiare 14 Brunello e tre Rosso di Montalcino, il miglior risultato di sempre. Ecco la lista:

Brunello di Montalcino 2013 - Caprili

Brunello di Montalcino 2013 - Corte dei Venti

Brunello di Montalcino 2013 - Le Macioche

Brunello di Montalcino 2013 - Piancornello

Brunello di Montalcino Duelecci Ovest Riserva 2012 - Tenuta di Sesta

Brunello di Montalcino Giodo 2013 - Giodo

Brunello di Montalcino Gualto Riserva 2012 - Camigliano

Brunello di Montalcino Riserva 2012 - Fattoi

Brunello di Montalcino Riserva 2012 - Poggio di Sotto

Brunello di Montalcino Riserva 2011 - Tenuta Le Potazzine

Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2013 - Casanova di Neri

Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2013 - Mastrojanni

Brunello di Montalcino Vigna Vecchia 2013 - Le Ragnaie

Brunello di Montalcino Vallocchio 2013 - Tenuta Fanti

Rosso di Montalcino 2016 - Baricci

Rosso di Montalcino 2016 - Sesti-Castello di Argiano

Rosso di Montalcino 2016 - Uccelliera.

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