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Santuario, Pierangioli nuovo priore

Giampaolo Pierangioli, presidente della RugaGiampaolo Pierangioli è il nuovo priore del Santuario della Madonna del Soccorso. A decretarlo le elezioni per il rinnovo del consiglio - svolte il 25 marzo, nel giorno in cui la Chiesa celebra l’Annunciazione del Signore - che sarà composto anche da Paola Strada, Remo Grassi e Marco Valleggi. “Non spetta a me tracciare un resoconto dell’attività di questi anni - ha sottolineato il priore uscente Franca Guerrini, che avendo fatto parte del consiglio nei due precedenti mandati non ha potuto ricandidarsi - dico solo che ne esco arricchita spiritualmente ed umanamente. La preghiera, i rapporti umani, l’aiuto e la condivisione sono stati i motori trainanti di questo viaggio. Auguro buon lavoro ai componenti del nuovo consiglio”. Per Pierangioli, che aveva ricoperto questo ruolo già dal 2000 al 2013, si apre un mandato che partirà dall’organizzazione, in sinergia con il parroco, delle attività religiose, festa dell’8 maggio in primis, e dal mantenimento del patrimonio immobiliare.

Il discorso di Franca Guerrini davanti ai confratelli prima delle elezioni

“Al termine di questo mio secondo mandato in veste di priore del Santuario della Madonna del Soccorso mi preme salutare e ringraziare alcune persone: il cardinale Augusto Paolo Lojudice; i nostri sacerdoti don Antonio Bartalucci e don Luca Bonari e il diacono Giovanni Guerrini; i componenti uscenti del consiglio del Santuario; Miranda, Stella e i custodi del Santuario attenti e precisi nella loro opera quotidiano; un saluto ed un ringraziamento sincero alla popolazione montalcinese così devota e generosa nei confronti della Madonna; grazie al sindaco e senatore Silvio Franceschelli e all’amministrazione comunale tutta per il sostegno morale ed economico sempre avuto; grazie alle rappresentanze dei Quartieri e delle associazioni del territorio; grazie le forze dell’ordine, al comando dei Vigili del Fuoco, alla Misericordia, alla Filarmonica Puccini, al Consorzio e alla Fondazione del Brunello di Montalcino; grazie alle molte aziende che, anche con il loro contributo economico, hanno permesso la realizzazione di molte opere del Santuario; grazie agli insegnanti, ai genitori e ai tanti bambini che si sono soffermati in preghiera al nostro Santuario, a tutti quelli che qui per la prima volta hanno incontrato il Signore; ringrazio i tanti volontari che mi hanno aiutato svolgendo un’opera altamente meritoria. Infine, un saluto e un pensiero affettuoso a chi per sempre ci ha lasciato. I nostri cuori veglieranno nel loro ricordo. Al termine dei saluti dico che non spetta a me tracciare un resoconto dell’attività di questi anni. Dico solo che ne esco arricchita spiritualmente ed umanamente dove la preghiera i rapporti umani l’aiuto e la condivisione sono stati i motori trainanti di questo viaggio. Grazie. Un augurio di buon lavoro ai componenti del nuovo consiglio, una preghiera alla nostra Madonna e un saluto di serenità e salute ai miei montalcinesi”.

Sagra del Tordo, Pierangioli: “serve più qualità”

Giampaolo Pierangioli, presidente della Ruga“Fino agli anni Settanta la Sagra del Tordo era una delle feste più stimate. Poi sono nate altre sagre, che a livello organizzativo ci sono passate avanti. Ci siamo un po’ adagiati, abbiamo discusso su questioni minori senza adeguarci ai tempi. Ora bisogna mettersi intorno a un tavolo e lavorare su un progetto definitivo, a lungo termine”. Giampaolo Pierangioli, presidente uscente della Ruga, tocca un tema cruciale per Montalcino, il futuro delle Feste Identitarie. Un argomento che, dopo tante parole, potrebbe portare a qualcosa di concreto nel 2020. Anche perché “adesso si respira un’altra aria - spiega Pierangioli in una videointervista alla Montalcinonews - in passato ognuno tirava l’acqua al suo mulino, mentre adesso ho notato una grossa maturazione dei presidenti dei Quartieri, oltre alla disponibilità dell’amministrazione comunale. Ci siamo già incontrati un paio di volte, c’è la volontà di mettere mano a un programma nuovo, condiviso”. “Gli aspetti sono tanti - aggiunge il presidente del popolo di San Salvatore - per esempio si deve decidere se rischiare tutto su un giorno e mezzo come si faceva 60 anni fa o diluire la Festa in più giorni. Ma soprattutto, serve alzare la qualità, che è il fattore che distingue una sagra dalle altre”.

Pierangioli, dopo dieci anni da presidente (in 5 periodi diversi) e altri cinque da capitano degli arcieri, a fine anno lascerà il mandato. “Credo di meritarmi un po’ di riposo, mi godrò il Quartiere dal lato del quartierante. L’incarico l’ho fatto molto volentieri e lo rifarei, ho avuto tante soddisfazioni a partire dal sogno realizzato della nuova sede. Le vittorie sono arrivate, potevano essere anche di più ma dobbiamo accontentarci. Quest’anno siamo cresciuti dal punto di vista mentale, che era il nostro difetto, e abbiamo fatto cappotto”.

Ruga in festa: “vittoria meritata, che emozione”

Il capitano e gli arcieri del Quartiere Ruga, vincitore del Torneo di Apertura delle Cacce 2019E sono 38. La Ruga allunga nell’albo d’oro e si porta a casa medaglia d’argento e Opera realizzata da Alberto Inglesi. “Sapevo che la gara si sarebbe decisa all’ultima distanza - spiega il presidente del Quartiere gialloblu, Giampaolo Pierangioli - i ragazzi sono stati bravi a mantenere la calma nonostante gli errori da 35 metri. Il gruppo arco è meraviglioso, potrebbero essere miei figli. Anche se sto per terminare il mio mandato, continuerò a stargli vicino”. Una vittoria che mancava da due anni esatti, e come nell’Apertura 2017 la coppia di arcieri è la stessa. “Ogni volta è un’emozione unica, siamo passati da primi a ultimi, ma ci abbiamo creduto fino in fondo e ce l’abbiamo fatta”, sottolinea Cesare Matteucci, mentre Massimiliano Casali dedica il successo al figlio Lorenzo, di appena tre mesi. “Non mi capacito del perchè mi siano andate alte le due frecce da 35 metri. Rispetto alla Provaccia, dove tiravo troppo velocemente, ora ero nei ritmi giusti. Il capitano mi ha aiutato, mi ha detto di abbassare il tiro ed è andata bene”. Ed eccolo, il capitano degli arcieri. “Ci meritavamo questa vittoria dopo esserci andati vicini lo scorso anno - conclude Andrea Pignattai - ringrazio tutto il Quartiere e il gruppo arco, abbiamo dei grandi arcieri. La scelta della distanza da 43 metri? Ci siamo allenati bene, ci sembrava la distanza migliore e i risultati ci hanno dato ragione”.

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L’Apertura delle Cacce spiegata in 60 secondi

Apertura delle Cacce 2013È già aria di Festa, è già aria di Apertura. Siamo entrati nella settimana che porterà all’edizione n. 55 del Torneo di Apertura delle Cacce e tutti i Quartieri sono in fibrillazione tra preparativi, attese e aspettative per un torneo che non è solamente una festa popolare, non è semplicemente una gara di tiro con l’arco, ma è molto, molto di più. Ci siamo allora chiesti: se un turista arrivasse a Montalcino in questo momento, come gli spiegheremmo in 60 secondi cos’è il Torneo di Apertura delle Cacce? Lo abbiamo chiesto al Governatore e ai Presidenti dei quattro Quartieri.

“Il Torneo di Apertura delle Cacce arriva dopo la Sagra del Tordo ma è comunque un appuntamento importante - risponde Alessandro Brigidi, Governatore del Borghetto - non si sono gli stand gastronomici di ottobre, ma c’è un bel corteo, che anche se non è ai livelli della Sagra, conta comunque oltre cento figuranti. La Festa è uno spettacolo suggestivo, è ansia, è emozione per tutto il popolo di Montalcino. Una cosa da vedere e da vivere”.

“Forse non è la Festa più sentita - argomenta Lorenzo Faneschi, Presidente del Pianello - ma è la più coinvolgente, perché la gran parte dei quartieranti ad ottobre è impegnata nell’organizzazione degli stand, mentre l’Apertura diciamo che è dedicata solo a noi. Non c’è un motivo specifico per venire domenica. Un turista dovrebbe prima conoscere il Paese, poi avvicinarsi ai Quartieri e dopodiché si potrà innamorare davvero della Festa. È gia successo in passato a centinaia di persone”.

“Il Torneo di Apertura delle Cacce - illustra Giampaolo Pierangioli, Presidente della Ruga - si disputa la seconda domenica di agosto e nasce negli anni ‘60 per ripercorrere le cacciate medievali che avvenivano in questi periodi. La Sagra del Tordo rappresenta invece il ritorno dalla caccia. Sia il Corteo e che la gara rispecchiano lo stesso protocollo della Sagra, per noi le due Feste hanno la stessa importanza”.

“Troverei riduttivo definire l’Apertura delle Cacce come una gara di tiro con l’arco - spiega Nicoletta Nafi, Presidente del Travaglio - il Quartiere è una famiglia, e il farne parte è una sensazione che si prova sin dall’inizio. Vivere Montalcino e i suoi Quartieri è tradizione, amore del proprio Paese, orgoglio. È impossibile spiegare in pochi minuti tutti questi sentimenti a qualcuno che non conosce questa realtà. Consiglierei di chiudere gli occhi e immaginare la Festa come un quadro. Un quadro però in movimento, dove si vede Montalcino, l’arco, le frecce, le voci, i profumi di questi giorni. Lasciatevi travolgere da queste sensazioni”.

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