Mentre in tutta Europa oggi si ricorda il D-Day, lo sbarco in Normandia degli Stati Uniti che dette una svolta alla Seconda Guerra Mondiale e avviò le liberazioni delle terre da Occidente verso Berlino, a Torrenieri il 6 giugno 1944 rievoca un evento terribile che mai si era verificato prima nel nostro territorio. Un bombardamento degli aerei americani, che forse intendevano colpire la strada statale e la ferrovia, centrò invece delle case all’inizio della via che porta a San Giovanni d’Asso, provocando dieci vittime e diversi feriti.
A quel tempo la Val d’Orcia era occupata dai tedeschi (a Torrenieri era presente una piccola guarnigione delle SS) e sempre più spesso cadevano bombe dal cielo, inizialmente a Poggibonsi e a Siena, con l’obiettivo di distruggere gli scali ferroviari. Il 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata dagli Alleati, i tedeschi iniziarono a confluire sulla Cassia per battere in ritirata verso la linea gotica. Il 6 giugno due aerei americani sganciarono quattro bombe. Lo scoppio fu tremendo e diverse abitazioni crollarono, provocando la morte di dieci persone. Da quel momento cominciò lo spopolamento di Torrenieri. Per una quindicina di giorni la maggior parte dei cittadini si rifugiò nelle campagne, in attesa della liberazione del paese avvenuta il 28 giugno.
I nomi dei dieci caduti (Maria Fedeli Bandini, Alvaro Bandini, Manlio Bolgi, Pierino Bonucci, Pierina Tornesi Machetti, Nello e Mario Turchi, Cesira Papi Turchi, Maria Papi e Vasco Turillazzi) sono ricordati in una lapide davanti alla chiesa di Torrenieri. “Una lapide poco considerata e un po’ trascurata - evidenzia lo storico Bruno Bonucci - sembra che la memoria sia andata perduta, si è sempre parlato poco di questo evento”.
In effetti, del bombardamento del 6 giugno 1944 si hanno poche tracce. E allora bisogna ripartire dai ricordi di chi è ancora vivo, dai documenti a disposizione (c’è una dettagliata ricostruzione di Alberto Cappelli, che quel momento visse in prima persona, sul sito web della Pro Loco di Torrenieri), da iniziative anche istituzionali per non dimenticare un momento che sconvolse la vita, le abitudini, i ricordi e il futuro di una intera comunità.