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Il mondo della musica e Montalcino piangono Paolo Rubei

Paolo Rubei, Dee Dee Bridgewater e Rodolfo MaralliCi lascia un amico e un amante di Montalcino, una persona che ha portato avanti un progetto unico che ha dato lustro e visibilità internazionale al nostro territorio. Anche Montalcino piange la scomparsa di Paolo Rubei, direttore artistico del Jazz&Wine in Montalcino, uno dei festival più importanti a livello europeo, capace di far esibire in un territorio come il nostro i “big” del jazz (ma anche di altri generi musicali) italiano e internazionale.

Il Jazz&Wine, rassegna musicale voluta da Castello Banfi, azienda simbolo del territorio, e dal Comune di Montalcino con la storica collaborazione della famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma è stata un'idea a suo modo rivoluzionaria e che ha ispirato tanti altri festival che lo hanno preso a modello: nato nel 1998 con l’intento di unire e far vivere insieme la musica jazz ed il vino di qualità, il Jazz&Wine è cresciuto di anno in anno diventando un punto di riferimento. Un’intuizione nata per caso da Rodolfo Maralli (presidente della Fondazione Banfi) e Giampiero Rubei, ascoltando musica jazz e sorseggiando del buon vino, nella scenografica atmosfera del Villa Celimontana Jazz Festival di Roma. Da quel momento è iniziata una storia bella e di successo che va avanti ormai da un quarto di secolo.

“Ho un ricordo bellissimo di Paolo - sottolinea Rodolfo Maralli - lui aveva una grandissima passione e conoscenza musicale. Da subito si è innamorato di Montalcino dando un contributo fondamentale alla crescita del Festival. Se con il padre, infatti, il Jazz&Wine è nato con Paolo il livello è costantemente aumentato. I Rubei sono degli impresari musicali, come hanno sempre amato definirsi, e Paolo ha gestito numerosi festival con rara competenza. Amava la Toscana e soprattutto Montalcino, basti vedere negli anni del Covid la qualità degli artisti che ha portato. Paolo negli ultimi anni ha sofferto molto ma non ha mai smesso di pensare al festival, anzi, ha sempre alzato l'asticella. Sì, è stato un grande direttore artistico di quelli “a tutto tondo”, benvoluto da tutti, dagli artisti alla gente di Montalcino. Se ne è andato troppo presto e lascia un grande vuoto in tutti noi”.

Un legame, quello tra Banfi e la famiglia Rubei che non si fermerà. “La prossima, continua Maralli, sarà l'edizione n.25 del Jazz&Wine in Montalcino e verrà dedicata a Paolo. Sarà suo fratello Eugenio a portare avanti una collaborazione storica e a cui teniamo molto”.

Paolo Rubei, con passione, esperienza e grande competenza ha proseguito nel percorso musicale tracciato dal compianto padre Giampiero (patron dello storico locale Alexanderplatz di Roma e figura centrale nella organizzazione di festival e concerti jazz nella Capitale, scomparso nel 2015), ispiratore e ideatore del festival. La collaborazione tra la famiglia Rubei e Banfi ha portato a Montalcino artisti del calibro di Stefano Bollani e Roberto Gatto, Enrico Rava e Nick the Nightfly. E poi Sarah Jane Morris e Scott Hamilton, Reggie Washington, Danilo Rea, Rossana Casale, Peppe Servillo, Mike Stern, Fabrizio Bosso, Luis Bacalov, Mimmo Locasciulli, Gino Paoli, Gato Barbieri. Ed ancora, da Flavio Boltro a Javier Girotto, da Steve Grossman a Kurt Elling, da Tollak a Enrico Pieranunzi, da Bill Smith ad Elio, da Natalio Mangalavite a Cinzia Tedesco, da Robin Eubanks a Gegè Telesforo, da David Liebman a Ray Gelato, da Al Foster a Cedar Walton, da Shawnn Monteiro agli Steps Ahead, da Irio de Paula a Tullio De Piscopo, da Giovanni Mirabassi ad Enzo Pietropaoli. E poi Alex Britti, Rosalia de Souza, Dee Dee Bridgewater e tanti altri ancora (nomi acclamati ma anche promesse che poi sono sbocciate) che probabilmente senza le competenze e la sensibilità di Rubei e di Banfi difficilmente avremmo potuto ascoltare a Montalcino. Con l'addio prematuro di Paolo il mondo della musica si sentirà un po' più solo.

Il gran finale di Jazz&Wine 2020

Il gran finale di Jazz&Wine 2020Le note del Brunello, eleganti, profonde e uniche come quelle del grande jazz. È lo spettacolo che regala il gran finale di Jazz&Wine in Montalcino. Rivoluzionato secondo nuove regole e distanze, eccezionalmente diffuso ed itinerante, per la prima volta il festival ha fatto salire i più noti jazzisti italiani e non solo sul palco monumentale dei suoi luoghi più belli e più ricchi di storia, sullo sfondo della scenografia naturale di un paesaggio vitato patrimonio dell’umanità Unesco. Dopo Castello Banfi e l’Abbazia di Sant’Antimo, è stata la volta di Piazza del Popolo, a far da fondo alle sonorità latine di Natalia de Souza e il suo quintetto d’eccezione formato da Aldo Vigorito (contrabbasso), Dario Congedo (batteria), Antonio De Luise (piano) e Sandro Deidda (sax).

Cosa rimarrà allora di quest’edizione straordinaria? “Senz’altro tante belle emozioni – risponde Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi – quest’anno ha dimostrato che quando c’è l’amore, la passione, la voglia di superare le barriere, i progetti vengono anche meglio. Questa è un’iniziativa vincente in un territorio vincente, abbiamo dato un segnale di speranza, di ottimismo, di fiducia. Quest’edizione ci ha fatto scoprire che oltre all’abbinamento tra vino di qualità e grande jazz c’è anche un terzo asset, il patrimonio artistico e culturale di Montalcino, che abbiamo fatto vivere con un percorso itinerante”. Castello Banfi, l’Abbazia di Sant’Antimo e, ieri, Piazza del Popolo. L’epilogo perfetto per un festival che ha dato un messaggio di ripartenza e di bellezza al mondo esterno.

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Jazz&Wine in Montalcino non si arrende al Coronavirus

Jazz&Wine in Montalcino non si arrende al CoronavirusLa maggior parte dei grandi eventi musicali estivi è stata rinviata o cancellata ma ce n’è uno che non vuole arrendersi. È il “Jazz&Wine in Montalcino”, tra i grandi festival europei del genere e uno dei primi, se non il primo, ad abbinare la buona musica ad un vino di alta qualità come il Brunello. L’intuizione, 23 anni fa, arrivò dalla cantina leader di Montalcino, Banfi, che attraverso la propria fondazione culturale creò questo felice format in collaborazione con la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma e il Comune di Montalcino. Nel corso degli anni sono saliti sul palco della Fortezza di Montalcino e del Castello di Banfi i più grandi musicisti italiani e internazionali, facendo di Montalcino l’ombelico dell’universo del jazz. Nel 2020 l’edizione n. 23 si sarebbe dovuta tenere dal 14 al 19 luglio, date che inevitabilmente slitteranno “ma la nostra intenzione, nel rispetto della legge e in totale sicurezza, è di farla”, spiega il presidente della Fondazione Banfi Rodolfo Maralli. Non in Fortezza, che è inagibile per lavori. “Ne eravamo già a conoscenza e infatti, prima del Covid-19, pensavamo a una formula itinerante a Sant’Antimo, a Sant’Angelo in Colle, in piazza a Montalcino. Adesso chiaramente andranno stabiliti dei luoghi ad accesso controllato, ma come base di partenza abbiamo il nostro castello che garantisce sicurezza, incolumità, distanza e posti assegnati”.

Una cosa è certa: se le autorità e le condizioni sanitarie lo consentiranno, il festival non salterà. “La nostra volontà – continua Maralli – è di dare un segnale di ripartenza, di ritorno alla normalità, per far proseguire una tradizione che va avanti ininterrottamente da 23 anni e dare il nostro contributo alla ripresa dell’attività a Montalcino”. Le date indicative al momento sono l’ultima settimana di luglio o la prima di agosto, “ma possiamo andare anche a settembre o al limite in autunno – aggiunge Maralli – quanto ai musicisti, saranno grandissimi nomi italiani o stranieri al momento residenti in Italia”.

Jazz & Wine, il festival si sposta in Fortezza

Il messicano Israel Varela ha dato il via a Jazz & Wine 2019 a Castello BanfiDopo il messicano Israel Varela, che ieri ha aperto le danze a Castello Banfi insieme a Florian Weber, Alfredo Paixao e Ben Wendel, da stasera Jazz & Wine si sposta in un’altra suggestiva cornice, la Fortezza di Montalcino, con Mario Corvini che dirigerà la resident orchestra del festival, con un repertorio dedicato a Thelonious Monk e un’ospite d’eccezione, il pluripremiato sassofonista italiano Rosario Giuliani. Domani invece arriva il fuoriclasse di Philadelphia Kurt Rosenwinkel, chitarrista che ha dominato per oltre un decennio la scena jazzistica newyorkese creando una new thing del jazz che nasce dalle contaminazioni con rock, hip hop e musica contemporanea. Dotato di una vena compositiva fortemente romantica e di un timbro assolutamente personale di rara bellezza, sul palco Rosenwinkel si presenta in trio, supportato dal talento e dalla classe del batterista Greg Hutchinson e dal bassista salernitano Dario Deidda, sempre accanto a Kurt negli ultimi anni, anche nelle sue esibizioni negli Stati Uniti.

Il chitarrista di Philadelphia Kurt RosenwinkelPunta di diamante dell’edizione 2019 di Jazz & Wine, il 12 luglio il festival prosegue con Dee Dee Bridgewater in J’ai deux amours. Star assoluta del panorama musicale mondiale, lady indiscussa del jazz, Dee Dee Bridgewater, con questo progetto, rende omaggio alla carriera ed alla vita di Josephine Baker e celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet. Per l’occasione Bridwater si presenta con un quartetto superlativo formato da Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (accordione) e Minino Garay (percussioni).

Il 13 luglio il festival celebra il jazz italiano con il batterista Roberto Gatto e il suo New Quartet. Rappresentante del jazz italiano nel mondo, proclamato anche quest’anno miglior batterista italiano dal mensile Jazzit, con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo, Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica, grazie all’ausilio di tre compagni di palco che rappresentano al meglio il panorama jazzistico italiano: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso e Alessandro Presti alla tromba.

La ventiduesima edizione si chiude il 14 luglio con altre due icone del jazz: Flavio Boltro Bbb Trio Ft Stefano Di Battista. La reunion dei due ambasciatori del jazz italiano nel mondo, nata questo inverno all’Alexanderplatz di Roma, propone un concerto che spazia dall’acustico all’uso di effetti elettronici. Il repertorio include brani che si rifanno al pop con atmosfere diverse dal classico jazz, in cui entra alla perfezione il sound di Stefano, caldo e pungente più che mai. Sul palco anche Mauro Battisti al basso e Mattia Barbieri alla batteria.

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. Per info, prenotazioni e biglietti contattare la Proloco di Montalcino (0577 849331 / 348 8855416 - info@prolocomontalcino.com). I biglietti possono essere acquistati online su Eventbride.

Jazz & Wine, si parte col messicano Israel Varela

Il compositore, batterista e cantante messicano Israel VarelaGrande partenza per l’edizione n. 22 di Jazz & Wine in Montalcino, il festival che nasce dalla collaborazione tra la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma, l’azienda vinicola Banfi e il Comune di Montalcino. Domani sera, nel suggestivo Castello Banfi, a dare il via a quella che ormai è una delle rassegne più longeve e conosciute nel panorama musicale internazionale sarà una vera e propria all stars band cosmopolita guidata dall’affermato compositore, batterista e cantante messicano Israel Varela, che ha riunito in un’unica formazione artisti dallo straordinario livello internazionale.

Con The Labyrinth Project. Varela - in passato a fianco di Charlie Haden e Pat Metheny - si esibisce per Jazz & Wine insieme al pianista tedesco Florian Weber e al brasiliano Alfredo Paixao, offendo un concerto unico nel suo genere. Florian Weber, pianista ECM, è stato protagonista di un crescendo di prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Stainway a Montreaux. Alfredo Paixao (quattro volte Grammy Award Winner) vanta collaborazioni con artisti quali Liza Minelli, Pino Daniele e tantissimi altri. Ospite d’onore Ben Wendel che, considerato tra i migliori sassofonisti al mondo, è anche molto ammirato come compositore. Ha collaborato con musicisti come I.Berroa, Snoop Dog e Prince.

Il festival, poi, si sposterà nella Fortezza di Montalcino, a partire dal 10 luglio con la Jazz & Wine Orchestra diretta da Mario Corvini. Ospite della serata è Rosario Giuliani, pluripremiato sassofonista italiano e storico “amico” di Jazz & Wine. La resident orchestra, presente al festival di Montalcino dal 2015, quest’anno propone un repertorio dedicato a Thelonious Monk, modello e riferimento per generazioni di musicisti per il suo approccio eclettico, originale e sempre fuori dagli schemi.

L’11 luglio sale sul palco il fuoriclasse di Philadelphia Kurt Rosenwinkel. Il chitarrista ha dominato per oltre un decennio la scena jazzistica newyorkese creando una new thing del jazz che nasce dalle contaminazioni con il rock, l’hip hop e la musica contemporanea. Dotato di una vena compositiva fortemente romantica e di un timbro assolutamente personale di rara bellezza, in questo trio è supportato dal talento e dalla classe del batterista Greg Hutchinson e dal bassista salernitano Dario Deidda, sempre accanto a Kurt negli ultimi anni, anche nelle sue esibizioni negli Stati Uniti.

Punta di diamante di questa edizione, il 12 luglio arriva Dee Dee Bridgewater con J’ai deux amours. Star assoluta del panorama musicale mondiale, lady indiscussa del jazz, Dee Dee Bridgewater, con questo progetto, rende omaggio alla carriera ed alla vita di Josephine Baker e celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet.

Per l’occasione Dee Dee Bridwater si presenta con un quartetto superlativo formato da Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (accordione) e Minino Garay (percussioni).

Il 13 luglio il festival celebra il jazz italiano con il batterista Roberto Gatto e il suo New Quartet. Rappresentante del jazz italiano nel mondo, proclamato anche quest'anno miglior batterista italiano dal mensile Jazzit, con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo, Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica, grazie all’ausilio di tre compagni di palco che rappresentano al meglio il panorama jazzistico italiano: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso e Alessandro Presti alla tromba.

La ventiduesima edizione si chiude il 14 luglio con altre due icone del jazz: Flavio Boltro Bbb Trio Ft Stefano Di Battista. La reunion dei due ambasciatori del jazz italiano nel mondo, nata questo inverno all’Alexanderplatz di Roma, propone un concerto che spazia dall’acustico all’uso di effetti elettronici. Il repertorio include brani che si rifanno al pop con atmosfere diverse dal classico jazz, in cui entra alla perfezione il sound di Stefano, caldo e pungente più che mai. Sul palco anche Mauro Battisti al basso e Mattia Barbieri alla batteria.

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. Per info, prenotazioni e biglietti contattare la Proloco di Montalcino (0577 849331 / 348 8855416 - info@prolocomontalcino.com), Banfi (0577 840111 - marketing@banfi.it. Anche prenotazioni per i concerti di Castello Banfi). I biglietti possono essere acquistati online su Eventbride.

Un weekend di Jazz & Wine a Montalcino

Enrico RavaLe trombe uniche e trascinanti di Enrico Rava e Tomasz Stanko sono le protagoniste assolute dell’appuntamento di sabato 22 luglio presentato da Jazz & Wine in Montalcino. La Fortezza medioevale ospita l’European Legends Quintet il nuovo progetto che lega i due artisti: si tratta di musica scritta a quattro mani che dà vita a un jazz moderno, lirico ed emozionante. Due differenti suoni di tromba in un’unica band. Non una gara o un concorso, ma una moderna miscela di personalità per creare momenti distintivi e mai sentiti. Rava e Stanko, ognuno con le proprie peculiarità stilistiche, sono considerati tra i grandi padri del jazz europeo. Le loro trombe uniche e originali, possono essere ascoltate nei festival più prestigiosi di tutto il mondo e i loro dischi vengono pubblicati dalla prestigiosa etichetta ECM. Per la prima volta appaiono insieme per dirigere un quintetto d’eccezione che unisce jazzisti di grande valore come Dezron Douglas (basso), Gerald Cleaver (batteria) e Giovanni Guidi (pianoforte). Enrico Rava, da sempre impegnato nelle esperienze più diverse, è uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana e artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica è immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione lo accompagna in tutte le sue avventure musicali.

Tomasz Stanko, compositore, strumentista e organizzatore cresciuto a Varsavia è riconosciuto oggi da pubblico e critica come uno dei più importanti e originali musicisti. A 75 anni Stanko non ha perso nulla della sua volontà di sfruttare nuove idee. E' un innovatore dell'improvvisazione europea, che ha mantenuto un forte senso della storia del jazz e conosce l'importanza di un rinnovato contatto con le fonti della musica. Dezron Douglas e Gerald Cleaver costituiscono una delle ritmiche più creative e affidabili del panorama internazionale. Le loro collaborazioni sono innumerevoli. Il più giovane del quintetto è il pianista Giovanni Guidi, tra i più apprezzati musicisti della sua generazione, sempre alla  ricerca di  soluzioni non banali come improvvisatore, compositore e bandleader. Il gran finale della ventesima edizione è affidato domenica 23 luglio al pianoforte di Danilo Rea e al suo “Something in our way”, un viaggio di note ed emozioni nei grandi successi dei Beatles e dei Rolling Stones riletti dalla sensibilità di Rea.

La Direzione Artistica è affidata a Paolo Rubei di Jazzin’Around by Alexanderplatz. Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45.

Venti candeline per il Jazz&Wine in Montalcino

La presentazione del Jazz & Wine in Montalcino avvenuta a RomaC'era grande attesa tra tutti gli appassionati per scoprire le novità più significative del festival che unisce le note eleganti della musica jazz con il vino di qualità di questa terra. Un prodotto conosciuto in tutto il mondo e che, grazie alla musica, acquista nuove connotazioni. Per Montalcino il Jazz&Wine è un avvenimento importante e che crea "indotto". Sono molti, infatti, i turisti stranieri affezionati alla rassegna e che decidono di fermarsi in città per godersi quell'eccezionale mix di prodotti di qualità, con il Brunello in primis, paesaggio e grandi concerti jazz. Una notizia positiva anche per ristoranti ed enoteche generalmente "sold out" nei giorni del festival.

Il Jazz&Wine in Montalcino è un progetto nato e portato avanti dalla collaborazione tra la nota azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino. Dedicata ai più diversi linguaggi del jazz, in occasione del ventennale, il festival sarà animato da “Aspettando Jazz & Wine”, ovvero l'attesa anteprima che prevede due appuntamenti che si terranno all’interno delle storiche mura di Castello Banfi. Si parte giovedì 6 luglio con il Giovanni Amato Quintet, il nuovo progetto del trombettista, compositore e arrangiatore italiano che si esibirà insieme al chitarrista Gianluca Figliola, Pietro Lussu al pianoforte, Luca Fattorini al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. Il secondo concerto di “Aspettando Jazz & Wine” è previsto per giovedì 13 luglio quando a Montalcino arriverà un vero e proprio nome di culto. Con il progetto della Tankio Band ispirato a Frank Zappa suonerà il grande Napoleon Murphy Brock (voce, sax tenore, flauto), storico collaboratore, interprete e front man dello stesso Zappa. Una presenza che farà piacere anche agli appassionati del genere rock. Completerà la formazione Riccardo Fassi (pianoforte, arrangiamenti), Manlio Maresca (chitarra), Pierpaolo Bisogno (vibrafono), Steve Cantarano (contrabbasso) e Pietro Iodice (batteria).

La ventesima edizione di Jazz & Wine in Montalcino prenderà ufficialmente il via martedì 18 luglio come tradizione nel meraviglioso Castello Banfi, dove Yakir Arbib, uno dei più quotati pianisti jazz internazionali e celebre per la sua improvvisazione che rende ogni concerto originale, si esibirà con Roberto Giaquinto (newyorkese d’adozione) alla batteria e Francesco Ponticelli al contrabbasso.

Mercoledì 19 luglio il festival si sposta nella trecentesca Fortezza di Montalcino con la Jazz & Wine Orchestra diretta da Mario Corvini. Si tratta di una big band formata da 20 elementi creata per celebrare il binomio che ha reso questo festival famoso nel mondo. Sull’onda dei grandi festival americani, Jazz & Wine in Montalcino è l’unico festival italiano a vantare una propria orchestra stabile diretta da un grande direttore come Corvini. Un’idea del fondatore della kermesse Giampiero Rubei, realizzata con tenacia dal figlio Paolo. In questa edizione la Jazz & Wine Orchestra si esibisce con due solisti d’eccezione. Nella prima parte sarà protagonista il trombone di Marcello Rosa con special guest Filippo La Porta alle percussioni. Subito dopo il palco passerà a Stefano di Battista che con il suo sax dal blasone internazionale regalerà una performance dedicata al genere Be-Bop.

Giovedì 20 luglio è la serata dedicata alle contaminazioni del jazz e alla modernità. Dagli amplificatori uscirà una miscela di soul e hip hop; questi gli ingredienti del progetto Robert Glasper Experiment guidato dal due volte Grammy Award Robert Glasper alle tastiere, Mark Colenburg (batteria), Casey Benjamin (sassofono), Burniss Traviss II (basso), Mike Severson (chitarra).

La rassegna continuerà all’insegna dell’eleganza con l'esibizione di un altro Grammy Award: venerdì 21 luglio alla Fortezza arriva il Roy Hargrove Quintet. Considerato dalla critica specializzata uno dei più autorevoli trombettisti jazz al mondo Roy Hargrove sarà affiancato da Justin Robinson (sax alto, flauto traverso), Tadataka Unno (pianoforte), Ameen Saleem (contrabbasso) e Quincy Philips (batteria).

L'Italia del jazz tornerà protagonista con l'appuntamento di sabato 22 luglio. Saranno le trombe energiche e trascinanti di Enrico Rava  e  Tomasz  Stanko a "incendiare" il palco di Jazz&Wine. L’European Legends Quintet presenterà il nuovo progetto che lega i due artisti: musica scritta a quattro mani, per un jazz moderno, lirico ed emozionante. Con il duo Dezron Douglas (basso), Gerald Cleaver (batteria) e Giovanni Guidi (pianoforte).

Il gran finale della ventesima edizione è affidato domenica 23 luglio al pianoforte di Danilo Rea e al suo “Something in our way”, un viaggio di note ed emozioni nei grandi successi internazionale del rock dei Beatles e dei Rolling Stones entrambi riletti dal riconoscibile marchio di fabbrica di Rea.

La Direzione Artistica è affidata a Paolo Rubei di Jazzin’Around by Alexanderplatz. Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45.

Informazioni, prenotazioni e biglietti: Proloco Montalcino, 0577 849331 / 348 8855416 - info@prolocomontalcino.com - Banfi 0577 840111 - marketing@banfi.it (anche prenotazioni per i concerti di Castello Banfi)

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