xx

Un calice con Pino e il suo desiderio per la città

Pino SanfilippoUna bella serata in ricordo di un grande amico. Martedì 14 agosto, a “La Sosta” di Montalcino, l’appuntamento è con “Un calice con Pino”, evento organizzato da Fabio Tassi per omaggiare un signore con la S maiuscola. Pino Sanfilippo ci manca tutti i giorni e la città non lo ha certo dimenticato. Basti pensare alla notte di “Musicisti nati a Montalcino e dintorni” con quel sincero e sentito tributo d’immagini, musica e parole. Ma è sufficiente fermarsi in qualsiasi bar, piazza o punto d’incontro della città per rendersi conto che Pino è dentro il cuore di tutti. Non c’è niente da fare, passano pochi minuti e...si finisce inevitabilmente a parlare di lui. E sicuramente succederà anche martedì prossimo in una serata particolare il cui filo conduttore sarà l’omaggio a Pino e ai suoi gusti. Che erano semplici e raffinati allo stesso tempo. E allora per chi volesse partecipare ci sarà un buffet con salumi, formaggi, le acciughe sotto pesto e l’amatissima pastasciutta all’amatriciana. E da bere, ovviamente, le bollicine francesi, con una speciale bottiglia da sei litri di champagne Philipponnat di cui Pino era un grande estimatore. Ma attenzione, la serata avrà anche un altro obiettivo: raccogliere fondi per l’acquisto di un impianto di illuminazione professionale dedicato alle attività espositive del territorio di Montalcino. “Sarà una serata di quelle che sarebbero piaciute tanto a Pino - dice Fabio Tassi - parteciparanno anche i suoi e i nostri amici francesi. Saranno raccolte le offerte per cercare di contribuire a realizzare uno dei desideri di Pino: lui sosteneva sempre che le mostre a Montalcino avrebbero meritato un’altra illuminazione e allora proveremo ad acquistare questo impianto professionale, era un suo pallino. Difficile arrivare alla cifra definitiva in una serata: magari faremo più serate o troveremo altre soluzioni se non dovessimo farcela”. E sarebbe davvero un bel regalo. Se il mare è ancora in attesa, oppure è già un ricordo, il giorno prima di Ferragosto c’è un appuntamento speciale a Montalcino, aperto a tutti gli amici.

Il tocco di design di Barthel a “La Sosta”

Interni de La Sosta, nuovo locale a MontalcinoUn tocco di design dal sapore internazionale, ma allo stesso tempo rigorosamente italiano, arriva a Montalcino. Lo studio fiorentino Riccardo Barthel, un’icona dello stile nel settore del design e dell’arredamento dei migliori locali italiani e del mondo del wine & food, ha curato gli interni del nuovo locale “La Sosta” che si trova in Via Ricasoli a pochi passi dalla storica Fortezza. Di proprietà di Fabio Tassi, lo store ha allargato i propri confini inglobando il “Franci Bio”, altro locale trendy ed originale di Montalcino, e acquisendo così un’inedita connotazione di più ampio respiro. Insieme ad una selezione di vini di qualità e internazionali, “La Sosta” punta ad essere anche un nuovo punto di ritrovo per presentazioni legate al mondo del vino e non solo. 
Barthel, negli anni, è diventata un’icona nel settore del design e dell’arredamento, tenendo fede a quella tradizione tutta toscana dell’artigianato di qualità che è conosciuta in ogni angolo del mondo. Fondata a Firenze nel 1976 da Riccardo Barthel, oggi l’azienda prosegue la propria conduzione familiare. La gestione, infatti, è a quattro mani, a fianco di Riccardo c’è il figlio Francesco. Molti sono i lavori di spicco a livello nazionale e internazionale realizzati dallo studio, compresi quelli nell’esclusivo settore dello yacthing. 
Ingresso de La Sosta nuovo locale di MontalcinoBarthel non è la prima volta che lavora a Montalcino, ha collaborato in passato anche con l’esclusivo resort Castiglion del Bosco, di proprietà dei Ferragamo, ma con “La Sosta” c’è l’approdo nel mondo dei locali pubblici. “Per La Sosta  - spiega Francesco Barthel - abbiamo cercato di recuperare tutta una serie di oggetti del passato, come, ad esempio, il bancone, la specchiera e altro ancora, riciclandoli per allestire un luogo disegnato con un linguaggio retrò. Un mix tra Italia, Francia e Inghilterra elaborato con materiali di recupero e con colori antichi e tradizionali che richiamano anche quelli delle cantine. La cucina, ad esempio, rievoca le stalle di una volta, per il vino c’è ovviamente un grande spazio così come ci era stato richiesto. L’obiettivo era anche quello di creare un’atmosfera calda, di casa. Un posto dove stare bene”.
Back to top