xx

Laboratorio di Storia Agraria, il programma

Laboratorio di Storia Agraria di MontalcinoCosa possono svelare i testi normativi in tema di colture, tecniche di coltivazione, contratti agrari? Quali erano le condizioni che i lavoratori della terra si vedevano imporre dai vari poteri politici, dall’alto medioevo alla prima età moderna? Come veniva regolamentato il mercato della terra? Le fonti materiali e quelle scritte cosa possono dirci rispetto ai paesaggi che l’agricoltura contribuiva significativamente a costruire? Cosa succedeva fuori della penisola italiana? Sono alcuni degli interrogativi su cui si confronterà il Laboratorio Internazionale di Storia Agraria di Montalcino, coordinato dal Centro Studi per la Storia delle Campagne e del Lavoro Contadino, che torna dopo un anno di stop causa Covid e lo fa con sette sessioni di carattere seminariale, dal 3 al 6 settembre, nella Sala Master del Palazzo Comunale nuovo (Piazza Cavour 13). Il 5 settembre (ore 18) verrà assegnato il premio “Città di Montalcino per la storia della civiltà contadina” che quest’anno va ad Adriano Prosperi, attento studioso delle condizioni di vita nelle campagne d’Italia nell’Ottocento

“Politiche per la campagna. Agricoltura, insediamenti e lavoro”, questo il titolo dell’edizione n. 22 del Laboratorio. Il tema delle Politiche per la campagna è un classico della storia agraria. Proprio per questo, tuttavia, merita di essere ciclicamente riaffrontato per cogliere nuovi aspetti, precisare, ripensare. Dietro i tre termini che fanno da sottotitolo (agricoltura, insediamenti e lavoro) si possono ritrovare i soggetti, appunto, politici, impegnati a gestire il settore primario in varie epoche, con diverse modalità e con finalità, in primo luogo, economiche; dietro le quali si vede ancora una volta, comunque e con chiarezza, l’importanza del ruolo politico a più livelli.

Il programma del Laboratorio Internazionale di Storia Agraria 2021

Venerdì 3 settembre
ore 10.45, Saluti di apertura.
ore 11.30, Giuliano Pinto - Università di Firenze, Introduzione: la politica agraria delle città italiane.
ore 15.30, Alfio Cortonesi - Università della Tuscia, Colture, tecniche, contrattualistica agraria: il dettato degli statuti e delle altre fonti normative.
ore 17.30, Mario Marrocchi - Università di Siena, Riccardo Rao - Università di Bergamo, Bonifiche e borghi nuovi nell’Italia centro-settentrionale.

Sabato 4 settembre
ore 9.00, Iñaki Martín Viso - Universidad de Salamanca, Le politiche dei regni iberici per le campagne: insediamenti e beni comuni.
ore 11.00, Thomas Frank - Università di Pavia, Il mercato delle terre dei contadini. Fattori economici, rapporti giuridici e controllo politico (Italia settentrionale ed Europa centrale, XIV-XVI secolo).
ore 16.00, Gabriella Piccinni - Università di Siena, Le politiche verso mezzadri, fittavoli e salariati in Toscana (XIII-XV secolo). In margine agli studi di Giovanni Cherubini.

Domenica 5 settembre
ore 10.00, Gian Maria Varanini - Università di Verona, Danilo Gasparini - Università di Padova, Politiche per la campagna nella Terraferma veneta fra tardo medioevo ed età moderna.
ore 18.00, Incontro con i borsisti e cerimonia di assegnazione del premio “Città di Montalcino per la storia della civiltà contadina” ad Adriano Prosperi, autore di un recente studio sulle condizioni di vita nelle campagne italiane dell’Ottocento (l’incontro è previsto a distanza).

Lunedì 6 settembre
ore 9.00, Giovanna Bianchi - Università di Siena, Mauro Buonincontri - Università di Siena, Politiche regie e signorili nelle campagne toscane (IX-XII secolo): una lettura attraverso le fonti materiali.
ore 11.00 Vito Loré - Università Roma Tre, Massimo Montanari - Università di Bologna, Il capitolare de villis e la politica economica di Carlo Magno.

Il tema delle Politiche per la campagna è un classico della storia agraria; proprio per questo, tuttavia, merita di essere ciclicamente riaffrontato per cogliere nuovi aspetti, precisare, ripensare. Dietro i tre termini che fanno da sottotitolo – agricoltura, insediamenti e lavoro – si possono ritrovare i soggetti, appunto, politici, impegnati a gestire il settore primario in varie epoche, con diverse modalità e con finalità, in primo luogo, economiche; dietro le quali si vede ancora una
volta, comunque e con chiarezza, l’importanza del ruolo politico a più livelli. Cosa possono dirci i testi normativi in tema di colture, tecniche di coltivazione, contratti agrari? Quali erano le condizioni che i lavoratori della terra si vedevano imporre dai vari poteri politici, dall’alto medioevo alla prima età moderna? Come veniva regolamentato il mercato della terra? Le fonti materiali e quelle scritte cosa possono dirci rispetto ai paesaggi che l’agricoltura contribuiva significativamente a costruire? Cosa succedeva fuori della penisola italiana? Sono questi solo alcuni degli interrogativi su cui il Laboratorio intende confrontarsi.

Contadini vs signori: torna Laboratorio Storia Agraria

Dopo aver celebrato i 20 anni di vita, il Il Laboratorio di Storia Agraria compie 20 anniLaboratorio Internazionale di Storia Agraria di Montalcino si prepara ad una nuova edizione, la n. 21, in programma dal 30 agosto al 1° settembre, che avrà per tema la medievistica e la storia agraria, ossia il rapporto tra i detentori del potere e delle terre, i signori, e chi per loro lavorava, i contadini.

Il programma, dal titolo “Contadini e signori. Il lavoro della terra, le forme del dominio e del prelievo”, prevede interventi su diverse aree geografiche della penisola italiana per varie fasi tra il IX e il XVI secolo, dall’alto medioevo alla prima età moderna. Il taglio del Laboratorio sarà particolarmente attento alla dimensione economica del rapporto tra contadini e signori, mettendo al centro dell’analisi temi come l’organizzazione del lavoro, le produzioni delle campagne, l’uso della violenza, le pratiche di negoziazione tra comunità e signori. I relatori, come sempre, saranno tra i più affermati studiosi di queste tematiche, affiancati da giovani ricercatori che hanno già proposto propri contributi originali.

21° edizione del Laboratorio di Storia AgrariaIl Laboratorio, libero e aperto a tutti, sarà come da tradizione incentrato sulla dimensione didattica, con studio e discussione di fonti insieme agli studenti, borsisti e non. Sono otto le borse di studio fornite grazie al sostegno di Università degli Studi di Bergamo, Università di Bologna, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Roma Tre, Accademia dei Gerogofili, Centro Studi Longobardi e École Française de Rome. Possono partecipare giovani studiosi (laureati e non) italiani e stranieri. La domanda va presentata entro il 7 giugno (info@centrostudimontalcino.it, tel 340 2763019).

Il Laboratorio, di cui Montalcinonews è media partner, quest’anno è inserito in un più ampio progetto, “Destinazione Montalcino”, in parte sovvenzionato dalla Fondazione MPS con 20.000 euro. Un finanziamento che è servito a migliorare aspetti comunicativi e grafici del sito web, che porterà a una pubblicazione che ripercorre i 20 anni di attività del Laboratorio e che potenzierà attività teatrali collegate alle tematiche storiche affrontate dal Laboratorio stesso.

Il Centro di Studi per la Storia delle Campagne e del Lavoro Contadino, che organizza il Laboratorio, realizzerà due incontri di avvicinamento, il primo dei quali il 31 maggio (aggiornamenti su Montalcinonews.com).

Il Laboratorio di Storia Agraria compie 20 anni

Il Laboratorio di Storia Agraria compie 20 anni“Vent’anni è un risultato sorprendente, quando abbiamo cominciato non pensavamo di arrivare a questo punto. È anche vero che le imprese scientifiche o le porti avanti sul lungo periodo o il loro valore è inconsistente. Insomma, danno frutti nel tempo”. Alfio Cortonesi, storico di Montalcino e professore all’Università della Tuscia, torna indietro nel tempo di due decenni. Nel 1997, con Massimo Montanari e Raffaele Licinio, creò a Montalcino il Centro di Studi per la Storia delle Campagne e del Lavoro Contadino, che un anno dopo, nel 1998, diede il via al Laboratorio Internazionale di Storia Agraria. Da allora, per 20 anni, la prima settimana di settembre Montalcino è stata il punto d’incontro dei principali studiosi di storia agraria e rurale, con lezioni aperte e borse di studio (quest’anno saranno otto) rivolte a giovani studiosi, laureandi, laureati, dottorandi e dottorati. Una realtà (di cui Montalcinonews è media partner) che si è guadagnata col tempo l’apprezzamento della storiografia italiana ed europea, divenendo un interlocutore di primo piano nel quadro degli studi per la storia dell’agricoltura e della civiltà rurale.

L’edizione 2018, dopo anni di difficoltà e restrizioni, torna ad allargarsi. Un giorno in più, il venerdì, nell’intento di ripristinare in futuro la versione iniziale, che durava cinque giorni. E poi il sabato come giornata più “succosa” e la domenica che si chiuderà con la tavola rotonda e i premi “Città di Montalcino”, uno legato alla ricerca scientifica, l’altro all’ambito artistico-culturale, consegnati come sempre sotto le Logge di Piazza del Popolo.

Il tema di quest’anno, “Animali nella storia”, consiste in una pluralità di approcci sugli animali. Lezioni dal taglio piuttosto insolito e curioso, aperte anche ai non addetti ai lavori. Come “I processi agli animali nel Medioevo” di Giulia Rainis, “Il lupo fra medioevo ed età moderna” di Riccardo Rao o l’intervento di Veronica Aniceti sull’archeozoologia, disciplina che studia i resti degli animali per comprendere meglio le relazioni tra il mondo animale e l’uomo. Ad aprire il weekend di lavori, il 31 agosto, il presidente del Laboratorio Massimo Montanari, uno dei più autorevoli studiosi di Storia dell’alimentazione in Europa.

“Il Laboratorio ha una sua valenza italiana e direi anche europea. Un modo per far conoscere Montalcino sotto altri aspetti”, spiega Cortonesi. “La nostra è una battaglia identitaria. La storia delle campagne, dei contadini, dell’agricoltura, non sta conoscendo una stagione felice. Negli anni Settanta e Ottanta quasi tutti studiavano questi argomenti, ora si interessano più a temi politico-istituzionali e religiosi. Il Laboratorio, in questo senso, è una bandiera da tenere alzata”.

Back to top