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Laboratorio, giù il sipario. E in futuro...

Premio Città di Montalcino 2023“Bisogna proseguire nella strada che abbiamo intrapreso, che ha fatto del Laboratorio un interlocutore a livello internazionale a livello storiografico. Si possono sostanziare i rapporti con le scuole di Montalcino, c’è piena disponibilità dei collaboratori del Laboratorio e ci auguriamo che di qui a breve si possa mettere in piedi una serie di interventi. Il radicamento a Montalcino passa anche da un rapporto con i Quartieri, che c’è stato solo marginalmente. Anche quella è una pista sulla quale dobbiamo incamminarci. Ci sono poi delle ricerche di riferimento territoriale che possono essere compiute, tanta è la ricchezza della documentazione disponibile per quanto riguarda Montalcino e la Val d’Orcia. Ricerche nelle quali possono essere impegnati i più giovani tra i nostri allievi e collaboratori. Mi fa piacere che c’è piena disponibilità anche dell’amministrazione comunale”. Così Alfio Cortonesi, storico di Montalcino e professore all’Università della Tuscia di Viterbo, analizza a MontalcinoNews il percorso compiuto dal Laboratorio di Storia Agraria di Montalcino, la cui edizione n. 24, che ha messo al centro le pratiche di sostenibilità e l’utilizzo delle risorse nelle campagne medievali e moderne, si è chiusa stamattina nel Complesso di Sant’Agostino.

Laboratorio di Storia Agraria al Tempio del Brunello“Una sede perfetta, con spazi adatti e la giusta atmosfera”, sottolinea Mario Marrocchi, segretario del Cesscalc, il Centro Studi che organizza il Laboratorio. “Il taglio didattico è stato positivo, con grande interesse da parte della decina di studenti presenti. Studenti e studentesse, visto che c’è stata la prevalenza del genere femminile. È andato bene anche il collegamento da Parigi con lo storico francese Mathieu Arnoux; le esperienze da remoto sono interessanti, purchè rimangano limitate. Ci teniamo al fatto che il laboratorio resti in presenza. Il lavoro su documenti e fonti rimane centrale e per fortuna non ci hanno sostituito ancora con le macchine (ride, ndr)”.

Premio Città di Montalcino 2023, la cerimonia di consegnaC’è poi il Premio “Città di Montalcino”, che quest’anno ha visto anche il ritorno della sezione “arte, comunicazione e spettacolo”, andata all’esperto di Caravaggio e amico di Montalcino Bert Treffers, mentre la sezione storiografica se l’è aggiudicata il geografo Leonardo Rombai.

Chiusa un’edizione, già si pensa alla prossima. “Il modo di crescere c’è senz’altro, possiamo migliorare i risultati, la volontà non manca – conclude Alfio Cortonesi – il nuovo corso passerà attraverso un maggiore radicamento territoriale, senza venir meno ai nostri obiettivi scientifici. Il discorso per noi è stato sempre quello di scavare le radici di una problematica attuale, vedere la sua genesi per aiutare a risolverla. Quest’ultimo discorso può avere un radicamento territoriale più solido”.

“Va messo in discussione il termine risorsa”

Massimo Montanari, storico dell'alimentazione e presidente del Cesscalc Si è aperto ieri nel Complesso di Sant’Agostino il Laboratorio Internazionale di Storia Agraria, che da venticinque anni riunisce a Montalcino i principali studiosi di storia agraria e rurale. L’edizione di quest’anno pone l’attenzione sulle pratiche di sostenibilità e l’utilizzo delle risorse nelle campagne medievali e moderne. “Sono concetti molti attuali e moderni di cui cerchiamo di misurare l’importanza dal punto di vista storico. La società medievale si pone il problema delle risorse, ma se lo pone in maniera diversa, non in termini ambientalisti ma in rapporto a dei bisogni, a delle necessità”, spiega a MontalcinoNews Massimo Montanari, tra i più autorevoli storici dell’alimentazione, nonché presidente del Cesscalc, il Centro di studi che organizza il Laboratorio di Storia Agraria. Montanari, nel suo discorso introduttivo al Laboratorio, ha citato il testo di un inventario del monastero di Bobbio (Piacenza) dell’anno 883, con 32 nuovi poderi concessi in affitto a famiglie contadine. “I monaci specificarono che questo intervento fu fatto per necessità. Non sappiamo quale necessità, se per ragioni di tipo demografico, carattere politico, o una revisione delle attività monastiche avviata dall’Imperatore Ludovico. Qualunque sia la motivazione, va sottolineata la volontà di giustificare, quasi di scusarsi per aver messo mano a seghe e asce per distruggere una porzione di bosco. Questo ci porta all’argomento di questo Laboratorio: il tema degli equilibri ecologici, della sostenibilità”.

“Lo stesso termine di risorsa – prosegue Montanari nell’intervista a MontalcinoNews – va messo in discussione. È un termine che presuppone una distanza degli uomini dall’ambiente. Bisogna riavvicinare questi due punti, l’oggetto ambiente e il soggetto uomini. L’idea stessa di risorsa non esiste se non in funzione alle esigenze e alle richieste degli uomini. Sono temi anche delicati dal punto di vista concettuale, che noi cerchiamo di verificare sul piano storico pensando che riflettere sul senso di queste parole può avere un senso per noi anche oggi. Di sostenibilità di parla spesso ovunque, molto spesso a vanvera”.

Domani si terrà la giornata clou: la mattina il Laboratorio apre una finestra sul mondo con una videoconferenza in diretta da Parigi con lo storico francese Mathieu Arnoux; nel pomeriggio, alle 18, la consegna del premio “Città di Montalcino”, al geografo Leonardo Rombai, per la sezione storiografica, e all’esperto di Caravaggio e amico di Montalcino Bert Treffers, per la sezione arte e spettacolo. L’evento si chiuderà lunedì mattina con una tavola rotonda finale.

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Il Laboratorio e il focus sulla sostenibilità ambientale

Alfio Cortonesi, professore originario di Montalcino, insegna all'Università della Tuscia“Abbiamo sempre cercato le radici storiche di fenomeni che poi si riverberano sul presente. E la tematica di quest’anno, la sostenibilità, che risente più che mai delle problematiche attuali, la dice lunga su questo atteggiamento”. Alfio Cortonesi, storico di Montalcino e professore all’Università della Tuscia di Viterbo, introduce a MontalcinoNews l’argomento del Laboratorio di Storia Agraria n. 24, al via domani al Chiostro di Sant’Agostino. “Ci siamo messi a ragionare su come andavano le cose nel Medioevo e in età moderna scoprendo testimonianze sulla consapevolezza della questione della sostenibilità ambientale – prosegue Cortonesi, tra i fondatori del Centro Studi che organizza da un quarto di secolo il Laboratorio – ci sono fonti esplicite, come gli Statuti di Comunità che frenano i disboscamenti e le bonifiche spinti all’estremo per la pressione demografica tra la fine Duecento e gli inizi del Trecento. Si capiva che oltre un certo limite non si poteva andare. Tutto questo non va considerato un “ambientalismo ante litteram”, non è che c’era già un’attenzione alle dinamiche ambientali. C’era semplicemente una consapevolezza che per sopravvivere erano necessari certi comportamenti”.

Il Laboratorio, che verterà su “Pratiche di sostenibilità e sfruttamento delle risorse nelle campagne medievali e moderne”, prenderà il via domattina con l’introduzione del presidente Massimo Montanari, uno dei più autorevoli storici dell’alimentazione, e vedrà alternarsi fino al 4 settembre studiosi di storia agraria e rurale tra i più qualificati a livello italiano ed europeo. Il 3 settembre è la giornata clou con una videoconferenza (ore 11.45) in diretta da Parigi con Mathieu Arnoux, che ha di recente pubblicato il libro Un monde sans ressources. Besoin et société en Europe (XIe-XIVe siècles), e poi la consegna del premio “Città di Montalcino”, che oltre alla sezione storiografica, che andrà al geografo Leonardo Rombai) tornerà ad assegnare un secondo premio per la sezione arte, comunicazione e spettacolo; a vincerlo Bert Treffers, esperto di Studi Caravaggeschi e amico e cultore della storia e dell’identità di Montalcino. “Spero in un rinnovamento del premio, dalla ridefinizione della giuria a un disegno di qualche nuovo percorso – conclude Cortonesi – questa è un’edizione importante, non dico di rifondazione perché non ce n’è bisogno, ma di rilancio”.

Il rapporto tra uomo e ambiente nel Medioevo

Mietitura di Pieter Bruegel il Vecchio“Uomo e ambiente nel medioevo e nella prima età moderna”. È questo il titolo, e il tema, dell’edizione n. 23 del Laboratorio internazionale di storia agraria di Montalcino, che conferma il format (quattro giorni, dal 2 al 5 settembre) ma cambia sede, spostandosi nel Complesso di Sant’Agostino. “Questo ci aiuta molto anche per quanto riguarda le normative Covid - spiega Mario Marrocchi, segretario del CESSCALC, il Centro Studi che organizza il Laboratorio - terremo alcune lezioni al Tempio del Brunello e altre nei due chiostri, dove si terrà anche la consegna del premio Città di Montalcino”. Il tema, il rapporto tra uomo e ambiente, arriva in un contesto storico dove sono alti il dibattito e la sensibilità verso l’attenzione e il rispetto della natura. Un argomento molto presente nell’ambito della storia contemporanea - specie di matrice anglosassone, anche per stimolo dei movimenti ambientalisti e di studiosi di altri ambiti, a partire dalla biologia - mentre non è così consolidato nella ricerca storica sul medioevo e la prima età moderna. “L’anno scorso è nata la società italiana di storia ambientale e i soci fondatori sono quasi tutti contemporaneisti. Su un centinaio, solamente una decina si occupa di Medioevo - aggiunge Marrocchi - abbiamo pensato che inserire nel dibattito anche chi si occupa di storia dell’ambiente medievale potesse fornire un contributo particolare”.

Non mancano comunque punti di riferimento anche per chi intenda occuparsi di storia dell’ambiente per le società dal medioevo all’Ancien Régime, soprattutto nel solco della storia economica e sociale e, in particolare, di quella agraria. Evidente è la strada aperta dalla scuola delle Annales ma non va trascurato l’originale contributo di studiosi italiani in tempi a noi più vicini. Recentemente, inoltre, indagini di archeologia medievale hanno prodotto dati significativi anche per una lettura storico-ambientale.

Il Laboratorio di Storia Agraria si confronterà su alcuni interrogativi: come è stato interpretato il rapporto tra uomo e ambiente dalla medievistica italiana; quali fonti privilegiare, una volta individuatolo come tema specifico di indagine; quale l’impatto delle società medievali e di prima età moderna su determinati ambienti europei; che contributo possono offrire alla storia ambientale le ricerche sui secoli dalle invasioni germaniche alla Rivoluzione francese. Tra i tanti relatori anche Hao Xu, studiosa di lingua e letteratura cinese che assieme a Paolo Nanni farà una comparazione tra il rapporto tra uomo e ambiente nell’Europa medievale e quello, nello stesso periodo, nel lontano Oriente.

Il programma completo dell’edizione n. 23

Venerdì 2 settembre

ore 10.45 - Apertura dei lavori, auto-presentazione dei borsisti

ore 11.30 - Seduta introduttiva: Dario Canzian e Paolo Grillo, Uomo e ambiente nella medievistica italiana

ore 15.00 - Massimo Montanari e Tiziana Lazzari, Incolti, boschi e paludi da topos a tema di storia ambientale nella lezione di Vito Fumagalli

ore 17.00 - Sauro Gelichi, Archeologia e ambiente

 

Sabato 3 settembre

ore 9.00 - Nicolas Minvielle Larousse, L’impatto sull’ambiente delle miniere in Sardegna nel tardo medioevo

ore 11.00 - Davide Cristoferi, La Maremma e i pascoli: ambiente, politica, economia

ore 15.00 - Paolo Nanni e Hao Xu, Ambiente e agricolture a confronto: il trattato di Wang Zhen (1313)

 

Domenica 4 settembre

ore 9.00 - Riccardo Rao, Boschi e prati delle Alpi

ore 11.00 - Alfio Cortonesi, Il medioevo degli alberi

 

Domenica 4 settembre pomeriggio

Premio Città di Montalcino

 

Lunedì 5 settembre

ore 9.00 - Emilio Martín Gutiérrez, La Baia di Cadice tra il tredicesimo e il quindicesimo secolo: lo sfruttamento delle terre umide

ore 11.30 - Tavola rotonda conclusiva con Gabriele Archetti, Danilo Gasparini, Sauro Gelichi, Gabriella Piccinni, Giuliano Pinto

 

Foto: Mietitura di Pieter Bruegel il Vecchio (1565).

Da Carlo Magno ai Comuni: al via il Laboratorio

Alfio Cortonesi, professore originario di Montalcino, insegna all'Università della Tuscia“Riprendiamo in presenza, sullo stesso tema dello scorso anno quando purtroppo il Laboratorio non si è potuto fare per ovvie ragioni. Parleremo di politiche per la campagna nei diversi periodi storici, da Carlo Magno ai Comuni italiani. Vedremo in che misura il potere centrale, sia esso l’imperatore, il Papa o i Comuni, incida sulla produzione agricola, sulla vita contadina. Un tema molto bello e molto ampio”. Alfio Cortonesi, storico di Montalcino e professore all’Università della Tuscia, introduce così il Laboratorio Internazionale di Storia Agraria n. 22, al via domani nei locali della biblioteca del Palazzo Comunale nuovo: un progetto firmato dal Cesscalc, il Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino, che Cortonesi fondò nel 1997 nella città del Brunello assieme a Massimo Montanari e Raffaele Licinio. “Tutte le imprese scientifiche danno il meglio sul lungo periodo, per questo il nostro intento è di andare avanti il più possibile con il Laboratorio - continua Cortonesi - prendiamo il 2021 come anno di transizione, poi ci sarà un pensiero di rinnovamento”.

Il programma (tutte le informazioni qui) prevede sette sessioni di carattere seminariale da domani al 6 settembre, nel rispetto delle norme anti-Covid con preregistrazione e certificato verde (l’accesso è libero ma serve la richiesta). Il 5 settembre si terrà la consegna del premio Città di Montalcino relativo alla sezione storica. Mancherà la sezione spettacolo, così come non ci sarà la solita premiazione sotto il loggiato (la cerimonia si svolgerà all’interno del Laboratorio). A ricevere il premio, in modalità a distanza, è Adriano Prosperi, “uno storico di primo piano, soprattutto per la storia della società rurale in Toscana - sottolinea Cortonesi - ha scritto cose di valenza nazionale ed europea”.

Il Laboratorio di Storia Agraria di Montalcino è un’iniziativa che coinvolge più soggetti: dall’amministrazione comunale alle Università Cattolica, di Bergamo e di Bologna che partecipano con borse di studio, oltre che con relatori, dalle istituzioni di ricerca come l’École Française de Rome, l’Accademia dei Georgofili e il Centro studi Longobardi alla Fondazione Mps, fino a MontalcinoNews, media partner del progetto.

 

“Finalmente è lunedì”, giù il sipario. Il bilancio finale

Lo storico Mario Marrocchi, relatore insieme a Cortonesi durante la presentazione del secondo volume della collana I Quartieri per la StoriaSi è chiusa la serie di incontri di “Finalmente è lunedì”, iniziativa finale del progetto Destinazione Montalcino, finanziato dalla Fondazione Mps con capofila il Centro Studi di Montalcino, che ha visto ogni settimana il dialogo online tra due personaggi su Montalcino (i video sono tutt’ora disponibili sul sito e sulla pagina Facebook Destinazione Montalcino). “Speriamo che altri ancora vorranno ascoltare, seguire, questa esperienza forse anomala – racconta alla Montalcinonews il segretario del Centro Studi Mario Marrocchi – speriamo di aver dato il senso di una certa, voluta, ruspante leggerezza, dissacrando la ricerca di perfezioni comunicative e l’ossessione dell’alta definizione ma provando a trasmettere idee, prospettive”.

“Abbiamo voluto parlare di coronavirus non parlandone e assumendo degli antidoti come la storia, l’agricoltura (biologica), l’inchiesta, la poesia, le parole e le opere – continua Marrocchi – abbiamo cercato di comunicare ma anche di esprimere, abbiamo cercato di far dialogare, di avvicinare, di avvicinarci, nonostante la distanza imposta dalle misure sanitarie, in una tavola rotonda finale “a distanza”, aperta dal nostro piccolo scoop del premio del paesaggio 2021 assegnato dal Ministero dei beni culturali e ambientali al progetto di recupero del monastero di Astino; proseguita con la bella esperienza di un progetto di scavo archeologico finanziato dallo European Research Council a Castronovo di Sicilia e chiusa da un coro di sette persone che hanno voluto raccontarci il loro punto di vista sull’esperienza di questi mesi e le prospettive per i prossimi. Abbiamo finito ricordando che le identità – l’iniziativa è inserita nel progetto “I luoghi identitari” della misura “Siena indivenire” di FMPS – sono sempre state arricchite più dal percorso di crescita che dal momento della nascita, se un momento specifico può esistere per una comunità come Montalcino, radicata nella storia e, anzi, nella preistoria”.

“Un grazie a quanti hanno reso possibile questa esperienza – prosegue il segretario del Centro Studi di Montalcino – alle nostre compagne e compagni di viaggio, dall’associazione Scarpe Diem al Comune di Montalcino, dalla Fondazione Monte dei Paschi alle nostre voci in dialogo e a quelle della tavola rotonda virtuale conclusiva. La pandemia è stata come un acceleratore della nuova dimensione digitale, adesso di certo ipertrofica e speriamo che davvero presto assuma forme più composte e contenute. Tuttavia, la potenza di questa ennesima rivoluzione tecnica dell’umanità è tale che, forse, solo in un momento così particolare, con un tempo così incredibilmente altro da quello “normale” da essersi impadronito anche dell’altra dimensione, quella dello spazio, ci saremmo potuti concentrare su di essa, davvero in buona parte dell’umanità; per renderci conto, prima di tutto, che davvero di una poderosa rivoluzione si tratta e, poi, esplorarla e cercare di capirla, ciascuno per quanto ritiene giusto”.

Per Marrocchi, in questo periodo difficile, stiamo però sperimentando quel che disse Rita Levi Montalcini: non temete i momenti difficili, il meglio viene da lì. “Il Cesscalc – conclude Marrochi – sta ora pensando al prossimo Laboratorio di storia agraria e a come coniugare sempre meglio il respiro internazionale che lo contraddistingue, l’essere un punto di riferimento per gli storici non solo italiani che si occupano di temi come la storia delle campagne e il lavoro contadino, con un radicamento a Montalcino che si vorrebbe sempre più forte”.

Il lupo da Cappuccetto Rosso fino ad oggi

Riccardo Rao ripercorre la storia del lupo e la sua presenza nelle varie culture nel libro Il tempo dei lupi Il lupo, come l’uomo, è un animale sociale, e forse è per questo che con poche altre specie noi esseri umani abbiamo un rapporto altrettanto conflittuale. Sono frequenti gli atteggiamenti di paura, alimentati dalla narrativa popolare o dalle fiabe, ma è anche vero che, specie in alcune culture particolarmente attente alla dimensione naturale, non mancano sentimenti di rispetto o di vera e propria ammirazione. Rimane il fatto che il lupo divide. Di certo, dopo decenni di fortissima diminuzione della sua presenza in Italia e in Europa, oggi la popolazione dei lupi è in crescita e accanto ad essa vivono sempre più numerosi gli ibridi, cioè animali frutto dell’incrocio tra lupi e cani rinselvatichiti.

Una lettura storica può portare un prezioso contributo anche in chiave attuale. Da ciò è nata l’idea di una chiacchierata con Riccardo Rao, autore de “Il tempo dei lupi” (Utet, 2018): circa 250 pagine che ripercorrono la storia del lupo e la sua presenza nelle varie culture, con particolare attenzione a quelle europee medievali e moderne (Rao insegna storia medievale all’Università di Bergamo). Affondare nelle radici storiche, mitiche e favolistiche del lupo è un interessante motivo di riflessione sull’attuale relazione tra uomini e lupi oltre che, più ampiamente, sul rapporto che abbiamo con l’ambiente e con l’altro.

Riccardo Rao ripercorre la storia del lupo nel libro Il tempo dei lupi, che sarà presentato a Montalcino il 31 maggioL’incontro con l’autore, promosso dal Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino di Montalcino, avverrà domani 31 maggio (ore 18) alla Biblioteca Comunale di Montalcino (sala Stammati). Un’occasione per conoscere gli ulteriori appuntamenti proposti dal Centro, a cominciare dal Laboratorio Internazionale di Storia Agraria. Per ulteriori informazioni scrivere a info@centrostudimontalcino.it.

 

Il Laboratorio e la riscoperta della campagna

Il Laboratorio di Storia Agraria e la riscoperta del lavoro contadino“Il pensiero oggi va a Raffaele Licinio, che ci ha lasciato quest’anno. Venti anni fa, quando con lui e Alfio Cortonesi facemmo partite questa iniziativa, la storia delle campagne e del lavoro contadino, che aveva avuto momenti di fama negli anni Settanta e Ottanta, non era considerata più da nessuno. Si disse allora: cerchiamo di invertire la tendenza. Questo era il nostro spirito. Venti anni dopo, noto con piacere che questi temi sono tornati di moda, magari non a livello accademico. E attenzione, moda non è solo una brutta parola, ma esprime anche le tendenze positive della società. Ci sono tanti giovani che non si vergognano adesso di fare i contadini. La campagna sta tornando fuori, i cittadini comprano direttamente i prodotti dai contadini. Per questo posso dire senza dubbio che la storia delle campagne non è più da recuperare, ma è in via di recupero. Lungi da me pensare che è stato merito del Laboratorio, però abbiamo dato il nostro contributo, accompagnando una progressiva riscoperta del lavoro contadino”. Con questa introduzione il professore Massimo Montanari, presidente del Centro Studi di Montalcino, ha aperto questo pomeriggio l’edizione n. 20 del Laboratorio Internazionale di Storia Agraria, che si tiene questo weekend al Palazzo Comunale storico di Montalcino.

Laboratorio di Storia Agraria: il saluto dell'assessore alla cultura di Montalcino Christian BoviniIn rappresentanza istituzionale ha preso parola anche l’assessore alla cultura, Christian Bovini.“Sono sette anni che accompagno questo Centro di studi - ha detto Bovini - e abbiamo sempre deciso di dare piena indipendenza al progetto. Se siamo qui oggi, è per la lungimiranza degli organizzatori e la loro capacità di riadattarsi a situazioni mutevoli. Negli ultimi dieci anni abbiamo visto scenari totalmente diversi rispetto a quando il Centro è nato. Fondazioni che davano il loro sostegno, università e aziende private capaci di investire.. Il Laboratorio è riuscito ad andare avanti, a superare le difficoltà, e adesso vogliamo fare in modo che possa mantenersi nei propri standard, collaborare con il sociale e l’imprenditoria, uscire dai propri confini. Stiamo lavorando a una pubblicazione, abbiamo come mediapartner la Montalcinonews. Il sostegno dell’amministrazione è sempre in prima linea, puntiamo a proporre dei luoghi alternativi dove effettuare le lezioni”.

Il Laboratorio di Storia Agraria e la riscoperta del lavoro contadinoDopo le introduzioni di Montanari e Bovini il Laboratorio ha preso ufficialmente il via con l’intervento di Erica Mannucci, dell’Università di Milano Bicocca. Chiuderanno il primo giorno di lavoro il“Il contributo dell’archeozoologia” di Veronica Aniceti (Università di Sheffield) e “Animali reali e immaginati nella cartografia medievale” di Andrea Cantile (Università di Firenze).

Domani il Laboratorio continua la mattina (ore 9.30) con “Processi agli animali nel Medioevo” di Giulia Rainis (Università di Siena) e “Avifauna selvatica, cacce e mercato della selvaggina nell’Italia medievale” di Alfio Cortonesi (Università della Tuscia), e nel pomeriggio (ore 15), con “Il bufalo nelle campagne dell’Italia medievale” di Angela Laconelli (Archivio di Stato di Roma) e “L’allevamento dei cavalli” di Francesco Violante (Università di Foggia).

Infine domenica 2 settembre, a partire dalle ore 9.30 : “Immagini bibliche medievali e universo animale” di Francesca Stroppa (Università Cattolica di Milano) e “Il lupo fra Medioevo ed età moderna” di Riccardo Rao (Università di Bergamo). A seguire tavola rotonda. Alle ore 17.30 consegna del Premio “Città di Montalcino” allo studioso Mauro Ambrosoli e al gruppo “Il Maggio” di Castiglione d’Orcia.

Guarda il video:

Il Laboratorio di Storia Agraria compie 20 anni

Il Laboratorio di Storia Agraria compie 20 anni“Vent’anni è un risultato sorprendente, quando abbiamo cominciato non pensavamo di arrivare a questo punto. È anche vero che le imprese scientifiche o le porti avanti sul lungo periodo o il loro valore è inconsistente. Insomma, danno frutti nel tempo”. Alfio Cortonesi, storico di Montalcino e professore all’Università della Tuscia, torna indietro nel tempo di due decenni. Nel 1997, con Massimo Montanari e Raffaele Licinio, creò a Montalcino il Centro di Studi per la Storia delle Campagne e del Lavoro Contadino, che un anno dopo, nel 1998, diede il via al Laboratorio Internazionale di Storia Agraria. Da allora, per 20 anni, la prima settimana di settembre Montalcino è stata il punto d’incontro dei principali studiosi di storia agraria e rurale, con lezioni aperte e borse di studio (quest’anno saranno otto) rivolte a giovani studiosi, laureandi, laureati, dottorandi e dottorati. Una realtà (di cui Montalcinonews è media partner) che si è guadagnata col tempo l’apprezzamento della storiografia italiana ed europea, divenendo un interlocutore di primo piano nel quadro degli studi per la storia dell’agricoltura e della civiltà rurale.

L’edizione 2018, dopo anni di difficoltà e restrizioni, torna ad allargarsi. Un giorno in più, il venerdì, nell’intento di ripristinare in futuro la versione iniziale, che durava cinque giorni. E poi il sabato come giornata più “succosa” e la domenica che si chiuderà con la tavola rotonda e i premi “Città di Montalcino”, uno legato alla ricerca scientifica, l’altro all’ambito artistico-culturale, consegnati come sempre sotto le Logge di Piazza del Popolo.

Il tema di quest’anno, “Animali nella storia”, consiste in una pluralità di approcci sugli animali. Lezioni dal taglio piuttosto insolito e curioso, aperte anche ai non addetti ai lavori. Come “I processi agli animali nel Medioevo” di Giulia Rainis, “Il lupo fra medioevo ed età moderna” di Riccardo Rao o l’intervento di Veronica Aniceti sull’archeozoologia, disciplina che studia i resti degli animali per comprendere meglio le relazioni tra il mondo animale e l’uomo. Ad aprire il weekend di lavori, il 31 agosto, il presidente del Laboratorio Massimo Montanari, uno dei più autorevoli studiosi di Storia dell’alimentazione in Europa.

“Il Laboratorio ha una sua valenza italiana e direi anche europea. Un modo per far conoscere Montalcino sotto altri aspetti”, spiega Cortonesi. “La nostra è una battaglia identitaria. La storia delle campagne, dei contadini, dell’agricoltura, non sta conoscendo una stagione felice. Negli anni Settanta e Ottanta quasi tutti studiavano questi argomenti, ora si interessano più a temi politico-istituzionali e religiosi. Il Laboratorio, in questo senso, è una bandiera da tenere alzata”.

I vincitori del Premio “Città di Montalcino”

Una veduta insolita della Torre del Palazzo Comunale“Territori e campagne nel Medioevo”, questo è il titolo del diciannovesimo “Laboratorio Internazionale di Storia Agraria”, il seminario di studi che si terrà presso il Palazzo Comunale di Montalcino nei giorni 2 e 3 settembre e che approfondirà “temi, metodi e approcci regionali”. L’organizzazione è a cura del “Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino”, con un weekend di approfondimento (la partecipazione è libera e gratuita) che vedrà confrontarsi esperti e studiosi accademici. Sabato il programma dei lavori si aprirà, ore 10.30, con Vito Loré (Università Roma Tre), Mario Marrocchi (CeSSCaLC) e Riccardo Rao (Università di Bergamo) a cui saranno affidate l’introduzione dei lavori. Seguirà l’approfondimento di Paolo Piccirillo (Università di Bologna) su “Elio Conti. Uno storico tra documenti e territorio”. Luigi Provero (Università di Torino) parlerà de “Lo spazio politico locale, tra signori e contadini (Piemonte centro-meridionale, secoli IX - XV). Il pomeriggio, dalle 16 alle 19, Massimo Montanari (Università di Bologna) dedicherà il suo intervento a “Sistema alimentari e territorio”. Seguirà l’approfondimento di Francesco Violante (Università di Foggia), “Territori, campagne e comunità in Capitanata e in Terra di Bari, secoli XII - XV: alcuni casi di studio”. Danilo Gasperini (Università di Padova) farà luce sul tema “Territorio e terroir nella storia della vite”. Davide Cristoferi (Università di Gent) parlerà di “Territori, beni comuni e comunità rurali nel Senese, fra transumanza e affermazione poderale (sec. XIV e XVI).

Domenica 3 settembre, ore 9.30, Giovanna Bianchi (Università di Siena) spiegherà i “Modelli insediativi tra storia e archeologia: il modello toscano di Riccardo Francovich e le più recenti linee di ricerca per lo studio dei paesaggi medievali”. Paolo Nanni (Università di Firenze), parlerà de “I suburbi come spazio agrario”. Dario Canzian (Università di Padova) analizzerà l’argomento dal titolo “Tra Adige e Liverenza: le risorse di una pianura umida nel basso medioevo”. Nella tavola rotonda conclusiva interverranno Alfio Cortonesi, Massimo Montanari, Gabriella Piccinni (moderatrice) e Giuliano Pinto.

Dunque anche quest’anno esperti del mondo rurale e di storia agraria si ritroveranno a Montalcino per due giornate di approfondimenti e riflessioni. Ampio spazio sarà dedicato a temi specifici legati alle regioni italiane. In occasione del “Laboratorio Internazionale di Storia Agraria”, domenica pomeriggio, sotto il Loggiato del Sansovino in Piazza del Popolo, sarà consegnato il Premio “Città di Montalcino” edizione 2017. Anche quest’anno il riconoscimento sarà assegnato ad uno studioso meritevole della Storiografia: la scelta è ricaduta su Zeffiro Ciuffoletti, professore di Storia Contemporanea presso l’Università di Firenze. Per la sezione dedicata allo Spettacolo e Comunicazione il vincitore è Ugo Chiti. Il premio è promosso dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Vino Brunello.

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