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A Parri e Casali il premio San Sebastiano

Emilio Parri, arciere del Quartiere Borghetto, durante l'Apertura delle Cacce 2018Protagonista indiscusso del Torneo di Apertura delle Cacce 2021 è stato Emilio Parri, che con una prova perfetta ha permesso al Borghetto di tornare ad esultare a distanza di tre anni. Parri, che iniziò a tirare nel torneo che non era neanche minorenne (nel 2013), ha realizzato una serie completa e per questo riceverà domani sera (ore 19.30 nella sede del Palazzo Comunale storico) il premio del Fondo San Sebastiano, che consiste in 200 “scudi” (euro). Assieme a lui Massimiliano Casali della Ruga, perfetto nel campo di tiro domenica scorsa. Parri e Casali è la terza volta che ottengono questo riconoscimento, nato nel 2015 per gratificare simbolicamente gli arcieri come esempio di impegno e attaccamento verso la Festa di Montalcino, attraverso i proventi ricavati dalla vendita del volume di Alessandro Nafi e Gaetano Batazzi “Montalcino 1962-2014, i Tornei di tiro con l’arco”.

Il primo a vincere il premio, che prende il nome dal Santo Protettore degli arcieri, è stato Amedeo Cencioni del Travaglio dopo l’Apertura delle Cacce del 2015. A seguire l’onore è toccato ad Alessandro Tognazzi del Borghetto (Sagra del Tordo 2015), Massimiliano Casali (Sagra del Tordo 2016 e Apertura 2017), Cesare Matteucci della Ruga (Sagra 2017) ed Emilio Parri (Sagra 2017 e Sagra 2019).

Il premio al miglior tamburino, ideato dal Comitato di Tutela delle Feste Identitarie di Montalcino in memoria di Roberto Caselli, data la situazione di incertezza pandemica, quest’anno non verrà assegnato.

Ruga in festa: “vittoria meritata, che emozione”

Il capitano e gli arcieri del Quartiere Ruga, vincitore del Torneo di Apertura delle Cacce 2019E sono 38. La Ruga allunga nell’albo d’oro e si porta a casa medaglia d’argento e Opera realizzata da Alberto Inglesi. “Sapevo che la gara si sarebbe decisa all’ultima distanza - spiega il presidente del Quartiere gialloblu, Giampaolo Pierangioli - i ragazzi sono stati bravi a mantenere la calma nonostante gli errori da 35 metri. Il gruppo arco è meraviglioso, potrebbero essere miei figli. Anche se sto per terminare il mio mandato, continuerò a stargli vicino”. Una vittoria che mancava da due anni esatti, e come nell’Apertura 2017 la coppia di arcieri è la stessa. “Ogni volta è un’emozione unica, siamo passati da primi a ultimi, ma ci abbiamo creduto fino in fondo e ce l’abbiamo fatta”, sottolinea Cesare Matteucci, mentre Massimiliano Casali dedica il successo al figlio Lorenzo, di appena tre mesi. “Non mi capacito del perchè mi siano andate alte le due frecce da 35 metri. Rispetto alla Provaccia, dove tiravo troppo velocemente, ora ero nei ritmi giusti. Il capitano mi ha aiutato, mi ha detto di abbassare il tiro ed è andata bene”. Ed eccolo, il capitano degli arcieri. “Ci meritavamo questa vittoria dopo esserci andati vicini lo scorso anno - conclude Andrea Pignattai - ringrazio tutto il Quartiere e il gruppo arco, abbiamo dei grandi arcieri. La scelta della distanza da 43 metri? Ci siamo allenati bene, ci sembrava la distanza migliore e i risultati ci hanno dato ragione”.

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Massimiliano Casali tirerà almeno una volta nel 2018

Massimiliano Casali, arciere della Ruga, tirerà almeno una volta nel 2018“Migliorarsi è impossibile ed è per questo che arriva il difficile, cioè mantenersi”. Era il 14 agosto 2017 quando Massimiliano Casali, arciere della Ruga, raccontò alla Montalcinonews il suo momento d’oro: due vittorie (Sagra 2016 e Apertura 2017), due serie complete di fila e due volte premiato col Fondo San Sebastiano, record finora mai centrato da nessun altro nella storia del Torneo di tiro con l’arco. Mantenere quegli standard, in effetti, era difficile, ma Casali non ha avuto neanche la chance per provarci. Sia alla Sagra del Tordo 2018 che al Torneo Straordinario dello scorso maggio la dea bendata si è girata dall’altra parte costringendolo a vivere la gara fuori dal campo, insieme al popolo dei quartieranti.

Adesso, però, Casali riparte da una sicurezza. Se anche questo sabato il sorteggio non sarà benevolo, scatterà la clausola di salvaguardia inserita nel regolamento nel 2014: un arciere che non viene sorteggiato per tre volte consecutive, alla quarta (se è presente in busta, ovviamente) tira di diritto. Comunque andrà, insomma, almeno una volta scenderà in campo in questo 2018. Ed è l’unico al momento ad avere questa certezza.

Ruga in festa. “E adesso vogliamo la Freccia d’Oro”

L’arciere della Ruga Massimiliano Casali, assoluto protagonista del Torneo di Apertura 2017E sono 37. La Ruga allunga nel medagliere e bissa il successo della Sagra del Tordo. Una prova sontuosa da parte dei due arcieri del popolo di San Salvatore. “Davvero tanta roba - commenta sfinito il capitano Duccio Toniazzi - avevo una paura da morire dopo la Provaccia di ieri ma siamo stati forti anche oggi. Avevo più tensione prima della gara, è stato un patimento”. Per Toniazzi è davvero un periodo stupendo, non solo sul campo. “Dieci giorni prima della Sagra dello scorso ottobre mi è nato un bambino, e poi ho vinto due gare su due”. Come mai la scelta dei 42 metri? “Era quella che ci rassicurava di più e che poteva mettere in difficoltà gli avversari”.

Serie completa e prestazione strabiliante per Massimiliano Casali, alla seconda vittoria nel giro di pochi mesi. “È stata molto dura, c’era tanta pressione - spiega - il momento più difficile per me è sempre la distanza di 35 metri, però stavolta è andata bene. Adesso si festeggia, mi pare il minimo!”.

I complimenti a Casali arrivano dall’altro arciere, il veterano Cesare Matteucci: “Ho un compagno spettacolare. Grazie di cuore a Massi per la terza serie completa che mette a segno. È stata una bella gara, per me è la tredicesima vittoria ma ogni successo ha un suo peso, una sua storia. I 42 metri? Siamo più per le distanze corte, ma visto l’andamento di ieri (10 su 10 da 43 metri, ndr) l’abbiamo tentata anche stavolta”.

Adesso largo ai festeggiamenti, poi ci sarà da pensare alla Sagra di fine ottobre. “Si tenta la Freccia d’Oro” - aggiunge un insaziabile Toniazzi - non c’è due senza tre e noi ci proveremo”.

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