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Covid, la situazione a Montalcino

San Francesco, Montalcino (foto: Francesco Belviso)Da cinque giorni Montalcino e la Toscana sono in zona rossa, come previsto dall’ordinanza del Ministero della Salute in vigore, al momento, per tutta la seconda metà di novembre. Eugenio Giani, presidente della Regione, sta lavorando per tornare zona arancione a dicembre, in modo da ottenere alcune aperture a ridosso delle feste natalizie, uno dei periodi più redditizi per le attività economiche. Le provincie di Siena e Grosseto, però, potrebbero cambiare colore anche prima. Un’idea condivisa dallo stesso Giani e dal presidente della Provincia di Siena e sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli.

“Siamo tutti d’accordo, la situazione pandemica nei nostri territori è diversa – spiega a MontalcinoNews Franceschelli – ma voglio precisare che la mia non è una richiesta specifica di tornare zona arancione. Faccio un discorso generale: se si parla di interventi mirati, di zone complesse e meno complesse, il ragionamento deve essere a livello provinciale e non regionale. Non si possono equiparare regioni come l’Abruzzo o il Molise, che per estensione sono poco più di una provincia, alla Lombardia. Fossimo intervenuti con questo criterio nei mesi scorsi, probabilmente in alcune zone del nord della Toscana la situazione ora sarebbe diversa. Non si tratta quindi solo di aprire ma anche di chiudere. Sulle scuole superiori invece bisognava intervenire prima. Il momento giusto era quando chiudemmo noi a Montalcino”.

Il trend a Montalcino, nel frattempo, si è stabilizzato. Negli ultimi tre giorni si sono registrati 9 guarigioni e 2 nuovi casi positivi, per un numero totale dei positivi che scende a 24 persone. Ma vietato abbassare guardia e attenzione, ricorda il primo cittadino. “Abbiamo due caserme, un presidio, una casa di riposo: luoghi altamente sensibili. Nel nostro caso la maggior parte dei contagi avviene in famiglia, per questo abbiamo a disposizione un’abitazione, che può ospitare fino a 4 persone, grazie alla convenzione col Santuario della Madonna del Soccorso. Per chiunque abbia bisogno di isolarsi dalla famiglia, noi ci siamo”.

E mentre l’amministrazione comunale si è convertita quasi integralmente allo smart working, “sta andando bene anche il Drive Through allo Spuntone – aggiunge Franceschelli – vengono fatti un centinaio di tamponi al giorno, divisi tra prenotazioni e disposizioni specifiche, come nel caso di un isolamento di una classe”. Il servizio è attivo due giorni a settimana, il martedì e il venerdì, “perché il personale dell’Asl è a forte ristrettezza ed è sottoposto a turni massacranti”, continua il sindaco di Montalcino, che spiega anche quando saranno distribuite le circa 20-25.000 mascherine arrivate dalla Regione. “Sono già nella nostra disponibilità, nelle prossime settimane organizzeremo delle distribuzioni, parliamo di 3-4 a persona. Stiamo un po’ aspettando perché al momento non c’è una carenza sul territorio, anche se si registrano i primi problemi. Chiunque avesse necessità di mascherine può comunque chiamare il numero di emergenza, 339 7343240, o mandare una email a emergenzamontalcino@gmail.com”.

Foto: Francesco Belviso.

Toscana in zona rossa, cosa cambia a Montalcino

Il ministro della sanità Roberto SperanzaL’indice Rt, ovvero il tasso di contagiosità, a 1,8, il più alto d'Italia. È il motivo che ha spinto il Ministero della Sanità a portare la Toscana da zona arancione a zona rossa. Le misure scatteranno domenica 15 novembre, dureranno 15 giorni e spingeranno Montalcino in un vero e proprio lockdown (con qualche piccola libertà in più rispetto alla scorsa primavera).

Sarà vietato spostarsi anche all’interno del proprio comune, tranne che per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute (serve l’autocertificazione). Non sono più consentite quindi le visite o gli incontri con gli amici, mentre si potrà uscire per andare a scuola nei casi in cui è prevista la didattica in presenza, ovvero nelle scuole dell’infanzia, nelle elementari e in prima media. Per seconda e terza media e per le superiori soltanto didattica a distanza, tranne per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali e per le attività di laboratorio.

Restano aperti supermercati ed esercizi che vendono beni alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole, tabacchi, lavanderie, parrucchieri e barbieri, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, abbigliamento per bambini, giocattolai, profumerie, pompe funebri, distributori automatici. Chiudono tutti gli altri negozi che potranno fare consegna a domicilio, come le attività di ristorazione (per le quali è confermato l’asporto dalle 5 alle 22). Stop ai centri sportivi e alle competizioni sportive salvo quelle di interesse nazionale, è ammessa l’attività sportiva (corsa, passeggiata, bicicletta) soltanto in forma individuale.

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