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Miele, in Toscana timida ripresa. “Una luce in fondo al tunnel”

Miele con sfondo Montalcino“Rispetto alle difficoltà enormi del recente passato, quest’anno qualche luce in fondo al tunnel si intravede. La stagione produttiva è positiva, per trovarne un’altra in cui le aziende si sono dichiarate soddisfatte bisogna tornare indietro al 2022”. Alla vigilia dei “Giorni del Miele a Montalcino” Simona Pappalardo, vicepresidente dell’Arpat (l’Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani presieduta da Duccio Pradella), traccia a MontalcinoNews.com lo stato dell'arte dell'apicoltura toscana, un settore che nel 2024 ha registrato 2.189 tonnellate di produzione (circa il 10% della produzione nazionale). “Si può dire con certezza che la produzione 2025 sarà superiore, anche se è ancora difficile stimarla. Una ripresa rispetto agli anni scorsi, seppur caratterizzata da una grande variabilità e disomogeneità, poiché anche quest’anno non sono mancate le difficoltà climatiche”. 

La stagione, nel complesso, è da considerarsi positiva, sottolinea Pappalardo.Non ci sono state gelate estreme ad aprile,in inverno è piovuto evitando la siccità e non c’è stato bisogno di nutrire le api. Così, in Toscana, nelle zone costiere e nel Valdarno aretino,si è tornati a produrre il miele di erica, molto particolare e gradito ai consumatori, che non si riesce a fare tutti gli anni. È ricomparsa la melata, altro raccolto altalenante. Bene il Millefiori così come il castagno, la nostra produzione più stabile. Le famiglie stanno raccogliendo bene nelle zone di edera, miele complicato perché cristallizza molto velocemente. L’acacia, il miele che fa la differenza per le aziende, la cartina da tornasole, perché il più richiesto dal mercato, ha avuto una fioritura promettente anche se i temporali primaverili hanno limitato la produzione.Buono il raccolto di sulla, ma la provincia di Siena ha sofferto un po’. Il corbezzolo? Ormai produzioni toscane non ce ne sono più. Per questioni sia climatiche che ambientali”.

Ai tantissimi problemi che affliggono il mondo delle api, in primis quello climatico, si è aggiunta negli ultimi anni la vespa velutina, un calabrone proveniente dall’Asia, giunto in Italia dalla Francia. Inizialmente in Liguria, per poi scendere nell’alta Toscana. “Scendendo lungo la costa è arrivata fino al grossetano, risparmiando per ora la provincia di Siena. Ma arriverà anche lì. Arpat partecipa al piano di gestione della Regione Toscana che mira a contenere la diffusione del calabrone attraverso una serie di interventi tra cui la distruzione dei nidi, giganteschi, su segnalazione della cittadinanza. E' una specie invasiva che si nutre di api e altri impollinatori, col progredire del tempo continuerà ad espandersi, nonostante gli sforzi di contenimento”.

Montalcino non perde residenti (grazie agli immigrati)

Per una volta, dopo tantissimo tempo, Montalcino dall'alto DueMontalcino è riuscita a non perdere residenti. Ma il merito è tutto degli immigrati dall’estero, che pareggiano la carenza di nascite con l’effetto, inevitabile, di un invecchiamento medio della popolazione. Il bilancio in chiaro-scuro arriva da un’analisi realizzata da MontalcinoNews basandosi su dati Istat riferiti al 2023. Al 31 dicembre dello scorso anno, Montalcino contava 5.622 abitanti (di cui 2.765 uomini e 2857 femmine), un solo abitante in meno rispetto ad inizio anno. Ma il saldo naturale, ovvero la differenza tra le nascite e i decessi, è impietoso: -44. Nel 2023 ci sono state appena 24 nascite a fronte di 68 morti; vuol dire che ogni nascita è stata accompagnata da quasi tre decessi. E in negativo è pure il saldo migratorio interno: 117 gli immigrati da un altro Comune, 138 gli emigrati verso un altro Comune. A rimettere tutto in equilibrio, come detto, sono gli emigrati dall’estero (87), a fronte delle 23 persone emigrate per l’estero.

Nel 2022 il calo demografico di Montalcino era stato ancor più evidente (-56 il saldo naturale, -8 il saldo migratorio) ma si erano comunque registrate più nascite, 32, rispetto alle 24 del 2023. Nel 2017, anno della fusione con San Giovanni d’Asso, il nuovo Comune di Montalcino contava 5.920 abitanti. In sei anni, dunque, si sono persi circa trecento abitanti. Una tendenza non nuova, presente già da decenni e in realtà condivisa con il resto del Belpaese. Se consideriamo i censimenti decennali Istat, scopriamo come nel 1901 Montalcino era un Comune di 11.602 abitanti, passati a 8.825 nel 1961, a 5.523 nel 1981 e a 5.145 nel 2011. Nel 2019 il vecchio Comune di Montalcino era sceso, per la prima volta, sotto la soglia dei 5.000 abitanti, che lo avrebbe catalogato come “piccolo Comune”. Uno scenario evitato unendosi a San Giovanni d’Asso, che dal 1986 ad oggi ha visto un calo demografico di oltre il 20%. Ma di questo passo, nel giro di pochi decenni, il problema si ripresenterà.

“Girogustando” arriva a Montalcino

Bajram Smoqi, il giovane chef dell’AioncinoSelvaggina e grandi vini per un gemellaggio tra due realtà distanti ma simili. Il 5 dicembre “Girogustando”, rassegna di incontri tra cuochi firmata Confesercenti, arriva a Montalcino, con la Drogheria & Locanda Franci che ospiterà in cucina Bajram Smoqi, giovane chef della Locanda dell’Aioncino di Bibbona (Livorno). Smoqi preparerà un risotto alla zucca mantovana con blu di bufala e gocce di aglio nero e un controfiletto di cervo con purea di patate, cipolle borettane in agrodolce e riduzione al Porto. Leonid Kukulin, cuoco della Locanda Franci, alternerà invece tortelli ripieni di fagiano, porro croccante con crema del suo fondo e filetto di vitellina, battuto di cavolfiore, fondo bruno al tartufo e foie gras con porcini trifolati.

Un incontro tra due realtà distanti, ma con importanti punti in comune. L’alto prestigio vinicolo ed estetico dei rispettivi territori e la scelta di affiancare all’offerta food quella di ospitalità, con pochi alloggi ma altamente curati, caratterizzano sia la Drogheria & Locanda Franci che la Locanda dell’Aioncino. Le migliori premesse dunque per propiziare l’evento, il penultimo della lunga serie di Girogustando per il 2023, rassegna di punta per Vetrina Toscana (il progetto Regione Toscana-Unioncamere che valorizza filiera corta enogastronomica, qualità delle produzioni artigianali e territorio).

Il menu condiviso sarà completato con vini selezionati, serviti da sommelier Fisar e i cui tappi saranno recuperati nell’ambito dell’iniziativa “Sallustappa” che coinvolge gli studenti dell’IIS Bandini di Siena nel recupero del sughero. Inizio della cena alle ore 20.30, tutti i dettagli su www.girogustando.tv.

Il Montalcino fa suo il derby con il Pienza. Stop Torrenieri

Va al Montalcino il derby della Valdorcia (Promozione, girone C) con una vittoria di misura, al "Bianchini", per 1-0 contro il Pienza. Una gara sofferta per il Montalcino con il Pienza che ha avuto le sue occasioni, con un pressing offensivo che ha caratterizzato per lunghi tratti la partita, ma alla fine è stata la punizione di Alessandro Spada al 32' a regalare la vittoria ai biancoverdi. Tre punti pesantissimi che danno sollievo ai ragazzi di Francini, ossigeno per la classifica che adesso segna 8 punti. Il modo migliore per arrivare alla trasferta di domenica prossima a Torrita, reduce da un periodo negativo, che si annuncia difficile. Il Montalcino ha scavalcato il Torrenieri che resta a 7 punti dopo la sconfitta per 1-0 contro la capolista Affrico in casa dei fiorentini. I biancorossi hanno giocato una gara coraggiosa contro un avversario forte, chiudendo però la gara in dieci per l'espulsione di Venuto dopo aver subito il gol nel primo tempo. La squadra di Ciacci può consolarsi con la buona prestazione anche se in trasferta serve un cambio di passo: per adesso sono tre sconfitte su altrettante partite disputate con nessuna rete segnata. Domenica in casa arriva il M.M Subbiano.

Slow Wine, premio alla carriera per Marone Cinzano

Slow Wine 2024, premio alla carriera per Francesco Marone CinzanoPresentata, in occasione della Milano Wine Week, la guida Slow Wine 2024 (edizione n.14). Come avevamo scritto recentemente, il Brunello di Montalcino è il vino più premiato tra quelli della Toscana. E poi c'è un altro riconoscimento importante: Il Premio Speciale alla Carriera che è stato consegnato a Francesco Marone Cinzano, proprietario della cantina Col d’Orcia di Montalcino, da Francesco Vitrani di Winterhalter. Come si legge nella motivazione, "Francesco Marone Cinzano discende da una famiglia che tanto ha dato al mondo del vino. Dal 1992 è amministratore di Col d’Orcia, una delle cantine di maggior storia e prestigio nel panorama del Brunello di Montalcino, e ha speso molto tempo ed energie nel mettersi a disposizione della collettività dei produttori, ricoprendo la carica di presidente del Consorzio di Tutela ilcinese e lavorando con grande impegno all’istituzione di un biodistretto a Montalcino. Proprio la conversione al biologico di quella che lui chiama la sua fattoria, che ha dato vita a una delle più estese realtà certificate d’Italia, è un merito storico che non potrà essere dimenticato".

Sagra del Tordo n. 65: il programma

La Provaccia della Sagra del Tordo 2018L'ultimo weekend di ottobre a Montalcino si svolgerà l'edizione n.65 della Sagra del Tordo. Da ricordare che sabato 28 e domenica 29 ottobre ci sarà la degustazione dei piatti tipici nei nuovi stand (di cui c'è molta attesa visto anche l'importante investimento, stiamo aspettando le immagini che abbiamo chiesto per mostrarle a voi lettori) dei quattro Quartieri ai Giardini dell'Impero. Domenica previsto anche il pranzo nei Quartieri mentre il giorno del Torneo sarà attivo un servizio bus navetta (non è stato ancora comunicato il tragitto). I biglietti, gratuiti sotto i 6 anni, sono acquistabili nei giorni degli eventi nelle sedi e negli stand gastronomici dei Quartieri di Montalcino e domenica 29 a partire dalle ore 14.45 al campo di tiro con l’arco.

Questo il programma dell'evento:

Venerdì 27 ottobre:
- ore 18,30 Loggiato Palazzo Storico (Piazza del Popolo): presentazione dell’Opera, realizzata dall’artista Daniela Martelli, che andrà in premio al Quartiere vincitore del Torneo di tiro con l’arco
Sabato 28 ottobre
- ore 11 Piazza del Popolo - Ballo del gruppo folcloristico Il Trescone di Montalcino
- ore 11.30 - Corteo storico
- ore 12 Piazza del Popolo - Il sorteggio degli arcieri dei quattro Quartieri
- ore 16 Piazza Cavour - Partenza corteo storico in direzione del Campo di tiro
- ore 16.45 campo di tiro - Provaccia di tiro con l’arco
Domenica 29 ottobre
- ore 9 Ballo del gruppo folcloristico Il Trescone di Montalcino per le vie cittadine.
- ore 11 Piazza Cavour - La partenza del corteo storico per raggiungere le Dame in Piazza del Popolo
- ore 11 Il corteo delle Dame dal palazzo comunale storico scende in piazza del Popolo
- ore 11.30 Piazza del Popolo - L'annuncio del banditore
- ore 11.45 Sagrato della chiesa di Sant’Egidio - Benedizione degli arcieri e della città di Montalcino.
- ore 12 Fortezza - Consegna delle frecce, presentazione del “Trofeo”, saluto degli arcieri
- ore 15.15 Piazza Cavour - Partenza corteo storico per il campo di tiro
- ore 15.45 Campo di tiro (stadio "Bianchini") - Torneo di tiro con l’arco fra i quattro Quartieri.

Indurain, una leggenda della bici a Montalcino

Paolo Bianchini, Miguel Indurain e Lucia BianchiniUno dei più grandi campioni di ciclismo di tutti i tempi in visita a Montalcino. Parliamo di Miguel Indurain, vera e propria leggenda dei pedali, il fuoriclasse spagnolo capace negli anni ’90 di vincere cinque Tour de France consecutivi (unico a riuscirci), due edizioni del Giro d’Italia ma anche l’oro olimpico e mondiale con la Spagna. Da anni amico di Paolo Bianchini, alla guida della prestigiosa cantina Ciacci Piccolomini d’Aragona, Indurain ha visitato il museo del ciclismo dove sono esposte anche tre sue maglie (tra cui quella rosa) e la proprietà, compresa la cantina e i vigneti. Accettando con gentilezza anche di fare una battuta con MontalcinoNews. “Paolo è un grande amico - ci ha detto Indurain - mi piace molto la Toscana e Montalcino. Sì, il Brunello l’ho assaggiato e anche quando correvo un bicchiere di vino la sera non mancava mai!”. Parola di chi ha scritto la storia di questo sport.

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Rumors: Palazzo Vescovile in vendita?

Il Palazzo Vescovile di MontalcinoTorna in vendita Palazzo Vescovile a Montalcino? Per ora sono solo e soltanto "rumors" e, quindi, niente di ufficiale, un aspetto questo che va sottolineato. Ma la "voce" ha iniziato a circolare con una certa insistenza e non resta che attendere eventuali sviluppi per il futuro. Il Palazzo Vescovile, uno dei monumenti storici di Montalcino, costruito nel Quattrocento da Papa Pio III Piccolomini per offrire una residenza al Vescovo della Diocesi è stato acquistato nel 2018 dopo un inutilizzo lungo oltre 20 anni. Parliamo di uno dei gioielli di Montalcino, costruito per volontà di papa Pio III Piccolomini per offrire una residenza al Vescovo della Diocesi, anche se la struttura è stata sede episcopale solo a partire dal Seicento, da quando cioè Pienza e Montalcino sono diventate due Diocesi autonome. Nel 1970, alla morte dell’ultimo vescovo della Diocesi di Montalcino, monsignore Ireneo Chelucci, il Palazzo è diventato sede del Museo Diocesano fino al 1994, anno in cui è stato unito al Museo Civico, determinando la nascita del Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra di Montalcino, ospitato attualmente nell’ex Seminario di Sant’Agostino. Da allora la struttura è rimasta chiusa e anche dopo la recente acquisizione non ci sono state novità sul suo utilizzo.

A novembre torna il Rally del Brunello

La Lancia 037 Rally di Alberto Battistolli nella passata edizione della garaIl Rally del Brunello, organizzato da Scuderia Etruria Sport in collaborazione con Deltamania Montalcino, è pronto a tornare sulla scena motoristica italiana. La gara, in programma venerdì 10 e sabato 11 novembre e giunta alla sua terza edizione, sarà ultimo appuntamento valido per il Campionato Italiano Rally Terra Storico e coinvolgerà ancora Montalcino e la provincia di Siena chiamando all’agonismo non solo gli interpreti del panorama storico internazionale ma anche quelli legati al palcoscenico moderno.

Fiore all’occhiello della manifestazione è un chilometraggio di prove speciali che sfiorerà – nei due giorni di confronto - quota centouno, espresso su strade che hanno scritto pagine indimenticabili del rallismo mondiale. Montalcino sarà ancora “cuore” dell’evento ospitando il quartier generale della manifestazione e vedendo sfilare le vetture partecipanti sulla pedana di Piazza del Popolo, sede di partenza ed arrivo della gara. Dieci, le prove speciali proposte in totale, due al venerdì sera e le restanti l’indomani, sabato 11 novembre. Buonconvento ospiterà ancora l’area adibita a parco assistenza mentre i riordinamenti previsti nel corso della gara coinvolgeranno San Giovanni d’Asso, le cantine Casanova di Neri e Caparzo. Un legame, quello tra l’eccellenza enologica vantata dal territorio in ambito internazionale ed il Rally del Brunello, cementato dal coinvolgimento del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.

“Con il Rally del Brunello torneremo ad emozionare facendo volare la mente ai rally di un tempo – il commento di Loriano Norcini, organizzatore della gara – le prime due prove speciali in programma al venerdì si correranno alla sera, rievocando quindi le caratteristiche che ci hanno fatto innamorare di questo sport. Volevamo fortemente aumentare il livello della manifestazione e credo che l’obiettivo sia stato centrato da tutto il gruppo di lavoro con la messa in programma di centouno chilometri di prove speciali”.

A vincere la seconda edizione del Rally del Brunello Storico, lo scorso anno, fu Alberto Battistolli su Lancia 037. In seconda posizione concluse “Lucky”, padre del vincitore, secondo su Lancia Delta Integrale. Il terzo miglior riscontro totale premiò la performance di Bruno Pelliccioni, su Ford Escort RS, vincitore del terzo Raggruppamento. Paolo Andreucci si affermò, invece, al vertice della classifica assoluta del confronto moderno, mettendo la sua Skoda Fabia Rally2 davanti a quelle di Andrea Mabellini ed Enrico Oldrati.

Due medaglie "mondiali" per il Caseificio dei Barbi

Angela Zizi e Salvatore SodduIl Caseificio dei Barbi a Montalcino tra i vincitori de "Le mondial du fromage et des produits laitiers 2023", evento che si tiene ogni due anni e che quest’anno si è svolto dal 10 al 12 settembre 2023 a Tours, in Francia. Qui il Caseificio dei Barbi ha conquistato due medaglie, quella d’oro per il Cacio alla Presura e di bronzo per il Cacio al Miele di Castagno e Polline. Medaglie che si vanno ad aggiungere al palmarés del Caseificio in cui spicca anche un bronzo per il Cacio all'aglione conquistato al World Cheese Awards 2022.

Centinaia i formaggi provenienti da tutti i Paesi del mondo valutati per l'aspetto, la consistenza, l'aroma ed il sapore da una giuria internazionale presieduta da Roland Barthelemy, a capo dell'International Guild of Cheesemongers.

Il Cacio alla Presura che fa parte della linea Eccellenze di Montalcino - il marchio che identifica i prodotti del territorio ilcinese, nati, trasformati e confezionati in loco che rispettano e sottoscrivono un disciplinare di qualità e sostenibilità - è un pecorino con un tocco speciale: il caglio di presura, quello delle ricette casearie antiche locali. Il caglio usato oggi è per lo più caglio animale ma una volta, fin dal tardo medioevo, il caglio era quello di presura, fatto con infiorescenze di cardo selvatico. Se quindi al latte già ricco di sapori e profumi dei pascoli si aggiunge un coagulante vegetale da piante selvatiche, il formaggio sarà naturalmente ricco di sapori intensi di erbe e fiori.
Il Cacio al Miele di Castagno e Polline è invece un pecorino semi stagionato, con miele biologico di castagno all’interno, polline in crosta e invecchiato 70 giorni.Un cacio in cui i sentori amari di castagno contrastano piacevolmente con la dolcezza del polline.
Due prodotti nati dalla mano esperta dei giovani maestri casari sardi Salvatore Soddu e Angela Zizi e che fanno parte della ricca produzione del Caseificio dei Barbi che continua ancora oggi una lunga tradizione di formaggi di solo latte di pecora e a crosta edibile. Avviato per la prima volta a metà ‘800 al Molin del Fiore (ancora oggi parte delle tenute della famiglia Colombini), il Caseificio dei Barbi è la più antica attività di produzione di formaggi ancora esistente a Montalcino e fa parte della storica Fattoria dei Barbi, nota cantina produttrice di Brunello.

Per festeggiare le due nuove medaglie vinte e per dare la possibilità ai tanti appassionati di formaggio di conoscere da vicino il Caseificio, il 23 e 24 settembre il Caseificio dei Barbi aderisce a Caseifici aperti Open Day - il fine settimana di apertura di Caseifici artigianali e agricoli - e apre le porte al pubblico con visite guidate con partenza alle 10.30 e alle 16 e a seguire degustazione. Obbligatoria la prenotazione.

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