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Visitare il museo di Montalcino è gratis

Museo di Montalcino gratis fino al 30 novembre 2020Il rilancio di Montalcino passa anche dalla cultura e dal turismo. Per questo motivo il Comune di Montalcino ha deciso di rendere gratuito l’ingresso al Museo Civico e Diocesano di Sant’Agostino fino al 30 novembre 2020. Stessa cosa nel mese di novembre per il Museo del Tartufo di San Giovanni d’Asso. L’amministrazione comunale si accollerà le spese del mancato introito, quantificato in circa 20.000 euro. “La cultura e il turismo incidono sull’economia e sul brand Montalcino”, si legge nella delibera del Comune. Generano una ricaduta economica positiva per le attività commerciali locali e hanno un impatto sulla socialità, “un valore aggiunto che non è monetizzabile e che mai, come in questo momento, abbiamo imparato ad apprezzare”.

Montalcino riapre i suoi musei, torna la bellezza

La Madonna dell’Umiltà di Sano di Pietro, custodita presso la raccolta medioevale e moderna del Museo di MontalcinoUn altro passo verso il ritorno alla normalità. Sabato 20 giugno riaprono al pubblico i Musei di Montalcino nel rispetto delle linee guida della riapertura dei musei. La ricchezza del patrimonio artistico di Montalcino è custodita all’interno dell’antico complesso conventuale di Sant’Agostino: nel suggestivo Museo Archeologico sono esposte le vestigia etrusche rinvenute nel territorio, mentre le Raccolte Civica e Diocesana si distinguono per una pregevole collezione di statue lignee e ‘fondi oro’ di scuola senese. Per il mese di giugno i musei saranno aperti dal sabato al lunedì dalle ore 10.30 alle ore 18.30. Negli antichi locali dell'ex convento di Sant'Agostino in Montalcino, trova spazio il Museo Civico e Diocesano di Montalcino, uno dei più importanti musei d'arte medievale, moderna e archeologia del territorio senese. Un trittico ed un polittico documentano che l'influenza del grande caposcuola Duccio di Boninsegna fu molto avvertita. La generazione che superò la crisi della Peste nera (1348) è rappresentata da Luca di Tommè (Madonna col Bambino), dal cosiddetto “Maestro di Panzano” (Madonna con Bambino e Santi) e soprattutto da Bartolo di Fredi che svolse un'intensa attività per le chiese di Montalcino. Spicca il suo complesso e grandioso polittico dedicato all'incoronazione della Madonna ed alle storie della sua vita (1388). Anche l'arte tardo gotica è ben rappresentata da una raffinata Madonna di Sano di Pietro. Per l'epoca rinascimentale sono presenti appunto la Madonna della Misericordia di Vincenzo Tamagni e una Madonna col Bambino e Santi del più bravo allievo del Beccafumi, Marco Pino. Di particolare importanza per il Museo di Montalcino è il cospicuo nucleo di scultura lignea dipinta. I modi forti ed espressivi di Giovanni Pisano si riflettono in una straordinaria Madonna, mentre un piccolo crocifisso dai tratti sottili ed eleganti realizzato da Giovanni d'Agostino, capomastro del Duomo di Siena, è la trasposizione della pittura di Simone Martini in scultura. Il museo conserva inoltre un'importante collezione di boccali in maiolica arcaica (prodotti localmente a cavallo tra Duecento e Trecento); una raccolta di paramenti e di oreficeria sacra (dal Cinquecento al Settecento); due volumi miniati della Bibbia Atlantica del XII sec provenienti dall'Abbazia di Sant'Antimo e due Antifonari miniati del XIII secolo. Fa parte del Museo la Sezione Archeologica all’interno del quale si può ripercorrere la storia archeologica del territorio di Montalcino dalla preistoria al periodo etrusco. Ricchi e numerosi i reperti del periodo etrusco (ciotole, orioli, anfore, oinochoe e kylix) provenienti da ritrovamenti in varie località intorno Montalcino, tra cui Poggio della Civitella e da tombe rinvenute nella zona. Tra queste l’intero corredo della Tomba detta Fossa del Tesoro di Sant’Angelo in Colle ed alcuni arredi della Buca di Sant’Antimo del IV- III sec a.C. (orecchini, fuseruole, strigili, ciotole, affilatoi). Adesso non resta che scoprire, o riscoprire, uno dei tesori della città.

Musei, alcuni numeri e qualche riflessione

L’interno del Museo di MontalcinoLa Regione Toscana ha pubblicato il report 2019 sui musei. Partiamo dai numeri complessivi: sono 772 i musei in Toscana, +12 sullo scorso anno, di cui 727 aperti (+11 sul 2018). Le cifre degli ingressi ammontano a 25.800.000 unità, in crescita del 3,2%. Qual è la situazione a Montalcino? I dati, riferiti al 2018, parlano di 8.440 biglietti staccati per il Museo Civico e Diocesano Raccolta Archeologica con un sonoro -27,7% rispetto al 2017. Cifre che però sono condizionate dal fatto che il museo nel 2018 è stato chiuso, per mesi, a causa di ristrutturazione e adeguamenti. Il Museo del Tartufo a San Giovanni d’Asso ha sommato 1.534 ingressi ma anche qui l’apertura non è stata continuativa. Non sappiamo i numeri del 2019, ad oggi però i musei non hanno una apertura giornaliera. E questo dispiace.

C’è una nuova gestione, quella di Opera Laboratori Fiorentini, che è un professionista del settore, a cui va dato giustamente tempo. Novità positive ci sono: come il San Sebastiano che sarà esposto al Louvre di Parigi e al Castello Sforzesco di Milano, una notizia che deve rendere orgoglioso tutto il paese. Manca però una comunicazione efficace, un aspetto fondamentale: dai social network non aggiornati, ad un sito ad hoc che non si vede, ma anche tutte quelle “esperienze” in grado di coinvolgere e attirare il visitatore. Arriveranno, ma per adesso non sono dei punti di forza. E la stagione turistica sta per ritornare.

D'altronde, come si legge nella presentazione del report a cura dell’assessore regionale Monica Barni, nei musei toscani “può continuare a giocare un ruolo importante un rinnovato impegno nella ricerca di una qualità nella struttura del museo, nella presentazione delle collezioni, nella visita e nelle attività offerte: è la qualità complessiva ciò che può fare della visita un’esperienza significativa la quale, grazie alla comunicazione attivata dallo stesso pubblico, diffonde una nuova attrattività che ridireziona il pubblico dei visitatori, specie di quelli più autonomi nel definire le proprie destinazioni, a privilegiare sedi defilate ed esperienziali”.

Ed è proprio sulla qualità che dovrà puntare Montalcino ma anche nel dialogo e nelle collaborazioni con il tessuto produttivo del territorio visto che abbiamo la fortuna di godere di buoni numeri di affluenza turistica. E se il museo è vissuto e visitato, di riflesso ne godrà anche il centro storico e i negozianti della parte antica del paese. Il rilancio del sistema museale non è una cosa a sé, ma può portare benefici a tutti: per questo parlarne non è sbagliato.

Gestione Museo-turismo: un partecipante alla gara

Museo Civico e Diocesano di MontalcinoGara sulla gestione integrata dei servizi turistico-culturali del Comune di Montalcino: qual è la situazione? Come vi avevamo anticipato nei giorni scorsi, il 4 giugno c’è stata l’apertura delle buste con la prima seduta pubblica di gara nella sede della Provincia di Siena. La domanda di partecipazione è stata soltanto una, nei prossimi giorni conosceremo ufficialmente il nome dell’impresa anche se, secondo qualche “rumors” che abbiamo raccolto, si tratterebbe di un nome noto e che opera da tempo nel settore. I 3 componenti della Commissione giudicatrice nominati sono: il presidente Laura Ponticelli, responsabile Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino; Maria Teresa Cuda, responsabile settore cultura, servizi scolastici, turismo, sport del Comune di Cetona; Jacopo Tabolli, funzionario archeologo presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Arezzo e Grosseto. Cuda e Tabolli sono i due componenti esperti della commissione. Dunque a breve, con i nuovi step della gara, dovremmo saperne di più. Non si tratta di una cosa di poco conto perché tutti i tesori (e non solo) del territorio verranno “accentrati” a un unico gestore. Per 8 anni, rinnovabili a quattro, il vincitore gestirà il Museo Civico e Diocesano a Sant’Agostino, l’ex Cinema Rex e Refettorio, i due chiostri interni (tunnel e piazzale sottostante con ingresso da Via Ricasoli e da Via Boldrini), lo Scrittoio Tamagni, il sito archeologico Poggio della Civitella, la chiesa Madonna delle Grazie, il Museo del Tartufo a San Giovanni d’Asso, la Torre Civica e l’Ufficio Turistico di Montalcino. Se l’obiettivo è un rilancio in grande stile della cultura e dei poli artistici, ci saranno sicuramente dei cambiamenti. Il primo è per la Pro Loco che come vi avevamo scritto su queste pagine non gestirà più il Museo e l’Ufficio Turistico. Poi vedremo se muterà qualcos'altro: per le chiese, ad esempio, ci sarà un biglietto d’ingresso come è successo anche da altre parti? A presto per le risposte.

“Proloco avanti anche senza Museo e Ufficio Turistico”

MontalcinoIl 3 maggio è scaduto il termine per la presentazione della domande per la gestione integrata dei servizi turistico-culturali del Comune di Montalcino. Se ne parla da tempo di questo bando che nelle intenzioni dovrebbe ridare uno slancio, e una nuova veste, a un settore sicuramente importante per l’economia cittadina. D’altronde, chi vincerà, dovrà pensare ai “gioielli” del territorio, alcuni dei quali sono da tempo in attesa di risplendere. E per chi nutre, giustamente, ambizioni turistiche di un certo livello, è arrivato il momento di svoltare. Di tempo ne è passato... La concessione sarà di 8 anni, rinnovabili di altri quattro, per un valore complessivo di 315.155,76 euro (negli otto anni) e di 472.733,64 euro per il rinnovo quadriennale (che sale a 482.582,26 comprensivo anche della proroga tecnica). L’onere relativo alla gestione annua, per il quale verrà calcolato il ribasso di gara, è di 20.000 euro. Questo contributo, pubblico, sarà corrisposto con rate bimestrali posticipate direttamente al concessionario. Quali saranno i luoghi che saranno gestiti dal vincitore del bando? Si va dal Museo Civico e Diocesano a Sant’Agostino agli spazi dell’ex Cinema Rex e Refettorio, dai due chiostri interni (tunnel e piazzale sottostante con ingresso da Via Ricasoli e da Via Boldrini), allo Scrittoio Tamagni e poi il sito archeologico Poggio della Civitella, la chiesa Madonna delle Grazie, il Museo del Tartufo a San Giovanni d’Asso e la Torre Civica. Oltre alla gestione dell’Ufficio Turistico di Montalcino.

Proprio quest’ultimo, insieme al Museo, è attualmente gestito dalla Proloco di Montalcino. E c’è chi si sta chiedendo quale sarà il futuro di questa associazione (senza dubbio importante per il territorio) visto che, non partecipando al bando (i motivi sono intuibili), non curerà più i due servizi. “Continueremo ad esistere independentemente da chi vincerà il bando al quale noi, per ovvie ragioni, non abbiamo partecipato - spiega la vicepresidente della Proloco di Montalcino Fulvia Soda - di cose ne abbiamo fatte negli ultimi anni: ci siamo occupati delle Feste Identitarie (l’organizzazione è stata rinnovata anche per il 2019 ndr), del cinema, degli eventi estivi e di quelli legati al Natale oltre alla collaborazione con il Jazz & Wine in Montalcino. Non è detto che continueremo a farlo in futuro, si va di anno in anno, ma il nostro impegno non mancherà. Per il Museo e l’Ufficio Turistico ci dispiace ma andiamo avanti. Dovremo spostarci dalla sede dell’Ufficio Turistico e torneremo nella nostra. La Proloco punta sul volontariato e ci tengo a dire che i nostri 9 consiglieri sono tutti volontari. Ma abbiamo bisogno di una mano, anzi, ne approfitto per fare un appello anche ai vostri lettori”. C’è un sito internet in fase di rinnovamento, una mappa comunale da lanciare e il programma del cinema all’aperto pronto per essere comunicato. Ma anche in passato le idee non sono mancate da parte della Proloco. E qui c’è anche un piccolo “sassolino” da togliersi dalla scarpa. “La nostra richiesta di apertura della Torre - continua Fulvia Soda - risale al 2016, io stessa l’avevo portata in Comune, è stata protocollata. Vennero fatti dei sopralluoghi con delle agenzie specializzate per la sicurezza, probabilmente con 10.000/15.000 euro si poteva riaprire al pubblico. Premetto che non ci era stato assicurato nulla dal Comune ma il discorso era ben avviato. Poi non ho risentito più nessuno”. E la riapertura sarà sotto il gestore che verrà.

Riaprono i musei a Montalcino e San Giovanni

L’interno del Museo di MontalcinoFinalmente ci siamo. Dopo una serie di rinvii, e con il dispiacere dei tanti visitatori rimasti a bocca asciutta nella stagione più gettonata per scoprire i tesori dei musei, domani, sabato 23 giugno, riaprirà il Museo Civico e Diocesano di Montalcino e il Museo del Tartufo di San Giovanni d’Asso. Era dallo scorso 1 gennaio che il museo di Montalcino, uno dei più ricchi e prestigiosi della provincia di Siena, aveva sbarrato le porte per consentire i lavori di ristrutturazione e di adeguamento. A maggio si era parlato di una nuova riapertura ma siamo invece arrivati alla fine di giugno. Uno stop che aveva interessato anche il Museo del Tartufo di San Giovanni d’Asso, riaperto poi per una breve parentesi durante la festa del prodotto simbolo del paese lo scorso autunno. Dunque una bella notizia per tutti i cittadini e gli amanti dell’arte anche perché gli ingressi chiusi per così tanto tempo sono stati una ferita dolorosa per molti. Sarà la Proloco di Montalcino a gestirne il servizio, biblioteche comprese, fino al 30 settembre con possibilità di rinnovo per i prossimi tre mesi. Ci dovrebbe essere poi un ulteriore bando d’affidamento a settembre con la prossima gestione che sarà operativa a gennaio 2019.

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