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Olio 2022, quantità in calo ma qualità ottima: il punto

Luca Fanti

Ottobre e novembre sono i mesi delle olive. Un altro prodotto di tradizione e di eccellenza, tutto da scoprire, che trova a Montalcino un ambiente ideale. Le operazioni di raccolta stanno andando avanti e già si può provare a fare un primo bilancio sull'annata. A livello quantitativo la siccità ha pesato e non è sarà un raccolto memorabile. Poi ci sono anche i costi che per i produttori di olio non sono da poco. Ma riguardo alla qualità i segnali sono molto positivi e quello che metteremo sopra il pane o per condire un minestrone o una bistecca sarà un olio extravergine di oliva davvero buono.

Luca Fanti, giovane produttore de La Palazzetta, con le sue 2.500 piante che guardano la meravigliosa Abbazia di Sant'Antimo, è soddisfatto. Il suo è un olio extravergine di oliva biologico e con caratteristiche importanti che beneficia di una particolarità da sottolineare: il frantoio è all'interno dell'azienda, quindi il ciclo produttivo inizia e finisce a La Palazzetta. “La fioritura è stata bellissima - spiega Fanti - ma con l'intenso caldo estivo, agosto in particolar modo, la pianta si è spogliata. Noi investiamo molto negli olivi e questo è importante, adesso si è iniziata a vedere la mosca ma non sono preoccupato. Abbiamo tutte le cultivar toscane, la qualità è ottima, noi raccogliamo e maciniamo in contemporanea. Abbiamo fatto una prima analisi a Siena dove si valuta acidità, perossidi e polifenoli e i risultati sono molto sopra la media e questo dimostra la qualità del prodotto”. Ci sono poi da valutare i prezzi che sono saliti, un fattore determinante. “Noi produciamo anche vino, sicuramente andare a cena fuori e spendere per una bella bottiglia di vino porta i consumatori a non farsi troppe domande. Per l'olio purtroppo è diverso e se chiedi 20 euro a litro, cifra che serve per non perderci se l'olio è prodotto in un certo modo, in molti preferiscono non comprarlo. Eppure l'olio può durare settimane è un prodotto che è salute, elimina il sale, basta un filo a crudo per esaltare un piatto. Le spese di energia elettrica per produrlo sono molto alte. Ma ci sono tante famiglie che apprezzano il nostro prodotto e che non rinunciano a portarlo a tavola”.

Tra i produttori storici e più rinomati nel territorio di Montalcino c'è sicuramente la Tenuta Il Poggione dove gli olivi si estendono su una superficie di circa 60 ettari. Anche in questa azienda la qualità è il requisito principale preso in considerazione. “Per quanto riguarda la quantità c'è stato un calo significativo - commenta Luciano Binarelli - la resa, in media, è del 10-11%. Le olive “vanno cercate”, un po' di presenza della mosca c'è. Ancora è presto per un resoconto finale sulla qualità ma chi ha avuto modo di assaggiarlo è rimasto molto soddisfatto parlando di un prodotto superiore a quello dello scorso anno. Finiremo la raccolta intorno al 10 novembre”.

Uno dei centri produttivi più importanti nella zona è quello di Montisi dove l'ultimo weekend di ottobre si svolgerà lo storico evento dedicato al prelibato “oro verde”. La Romita, con i suoi oliveti e il frantoio, è una realtà di riferimento. “Quest'anno - sottolinea Riccardo Bindi - la qualità è decisamente buona. La resa è decente, ho notato una quantità esagerata di acqua nelle olive perché dopo la siccità ci sono stati questi forti acquazzoni e quindi la pianta ha assorbito tanta acqua e le olive sono cariche. La pianta tende a perdere tante foglie durante la raccolta, purtroppo in zona manca la quantità. Quello che ho saputo è che su Montisi e parte di San Giovanni d'Asso saremo forse sotto al 50% e questo è un problema legato alla siccità dei primi mesi estivi. Poi c'è stato un leggero attacco di mosca che al momento sta aumentando, la grandine di agosto ha rovinato un po' di frutti ma ad oggi posso comunque dire che la qualità è discreta”.

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Coldiretti: olio toscano in calo del 50% ma di ottima qualità

Anche Coldiretti Toscana ha fatto il punto della situazione con la stagione della raccolta delle olive da poco iniziata pure nelle nostre zone. Per l’olio nuovo Made in Tuscany del 2021, si parla di una produzione stimata in calo fino al 50% rispetto allo scorso anno compensata da una qualità ottima. Statistica basata sull’analisi del Consorzio per la Tutela dell’olio extravergine di oliva toscano IGP. “La campagna olivicola - spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana - si apre con uno scenario diverso rispetto allo scorso anno. L’andamento climatico, con eventi estremi caratterizzati dalla gelata tardiva di aprile e dalla siccità estiva, ha giocato inevitabilmente un ruolo decisivo sulla produzione complessiva. Fortunatamente l’apporto idrico, se pur limitato delle poche piogge, ha permesso alla drupa di riprendere vigore dopo il lungo periodo siccitoso. I frutti sono sani. L’olio extravergine che finirà sulle nostre tavole e sui mercati italiani e stranieri bene rappresenterà il Made in Tuscany dell’eccellenza”.

Coldiretti teme una nuova invasione delle importazioni di olio straniero sul mercato: “Nell’ultimo anno - spiega ancora Filippi - le importazioni di olio straniero sono aumentate del 5% superando le 700 milioni di bottiglie su scaffali di supermercati, negozi e discount con allarme sulla qualità del prodotto portato in tavola. Diffidate dei prezzi troppo bassi, guardate con più attenzione le etichette e acquistate extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100% da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive”.

Secondo i dati, la produzione di olio in Toscana dovrebbe attestarsi intorno ai 80/90mila quintali contro i 150mila quintali dello scorso anno. La coltivazione dell’olivo è diffusa in tutta la Toscana con circa 100.000 ettari di superficie coltivata, situati per il 90% in zone collinari o di bassa montagna e distribuiti prevalentemente nelle province di Firenze, Grosseto, Siena e Arezzo. Oltre 70.000 aziende coltivano olivi, ma il 43% di esse ha una superficie inferiore all'ettaro, il 60% inferiore a due ettari. Sono cinque le DOP e IGP degli oli extravergini di oliva, registrate dall’Unione Europea, che si riferiscono a zone di produzione comprese nel territorio regionale - Toscano IGP, Chianti Classico DOP, Terre di Siena DOP, Lucca DOP, Seggiano DOP - che fanno emergere la Toscana anche per il numero di olii certificati a livello nazionale.

Il Consorzio di Tutela dell’olio extravergine di oliva toscano IGP gioca un ruolo centrale nel garantire la qualità attraverso il rigido disciplinare che i 9.000 soci e 5.000 olivicoltori, quasi 3.000 frantoi e 400 imbottigliatori, sono chiamati a seguire scrupolosamente per immettere sul mercato un olio sicuro, tracciato e tracciabile dove all’etichetta corrisponde perfettamente al contenuto della bottiglia. Le esportazioni di olio extravergine rappresentano un quarto del valore di prodotti agricoli ed agroalimentari che la Toscana esporta nel mondo con un fatturato di 650 milioni di euro. In aumento dell’1,7% nel periodo gennaio giugno (fonte Istat). “L’olio extravergine è uno dei prodotti di punta del nostro Made in Tuscany all’estero. - conclude Filippi - In dieci anni le esportazioni sono aumentate del 60% con un trend in continua crescita”.

Montisi torna la festa con "Il primo olio ed altro ancora..."

MontisiGreen Pass a portata di mano e tutti in fila per degustare una prelibata bruschetta con l'olio novo. Dopo un anno di stop torna a Montisi “Il primo olio ed altro ancora...”, storico evento, giunto all'edizione n.21, in programma sabato 30, domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre. Un weekend ricco di eventi sul territorio considerato che in quei giorni a Montalcino ci sarà la Sagra del Tordo (30 e 31 ottobre). Non ci si potrà “sdoppiare” (magari in futuro, per le date degli eventi, andrebbe fatta una riflessione per cercare, se possibile, di evitare sovrapposizioni anche se parliamo di date “calendarizzate” ormai da tantissimo tempo!) ma la manifestazione di Montisi potrà sicuramente beneficiare dell'affezionato pubblico in arrivo dalla Valdichiana, dalle Crete Senesi e non solo. Il programma è ancora in evoluzione ma alcuni dettagli sono stati svelati dalla sempre attiva Pro Loco Giostra di Simone di Montisi: durante tutta la manifestazione saranno presenti i banchi con l'olio novo (annata non fortunatissima da un punto di vista quantitativo) e altre eccellenze enogastronomiche; mostre di ceramica, pittura, terracotta, antiquariato e oggetti inglesi; degustazioni e pranzi e cene sia nei ristoranti che nelle contrade di Montisi; corso di assaggio dell'olio a cura di A.I.C.O.O e visite al frantoio su prenotazione. Resteranno aperti al pubblico il Museo della Compagnia, il Teatro della Grancia e le chiese del paese. Un evento bello e importante che esalta un prodotto di eccellenza del territorio e che rende merito alla vitalità della gente di Montisi.

Olio, dalle 22 si spostano solo i professionisti

Olivo (foto da Pixabay)Continua anche nel territorio di Montalcino la raccolta delle olive. Ma cosa cambia in questo periodo di restrizioni agli spostamenti per gli operatori del settore? Gli imprenditori agricoli, i dipendenti delle imprese agricole e i coltivatori diretti potranno spostarsi per e dai frantoi anche durante le ore di coprifuoco cioè dopo le 22 fino alle 5, a condizione che la frangitura venga effettuata in favore di coloro che raccolgono le olive a titolo professionale. Lo fa sapere la vicepresidente e assessore all’agroalimentare della Regione Toscana Stefania Saccardi con una lettera inviata alle organizzazioni professionali del settore dell’olio, alle associazioni dei Frantoiani e alle cooperative e organizzazioni professionali agricole e ai Consorzi delle Dop e Igp dell’olio.

“Consapevole del periodo particolare dell’anno che riguarda il settore olio - ha spiegato Saccardi - raccolgo le preoccupazioni manifestatemi dagli imprenditori agricoli e olivicoltori e in una lettera che ho inviato a tutti loro preciso che gli spostamenti per e dai frantoi rientrano tra le situazioni di necessità”. Le condizioni da osservare sono, oltre il fatto che la frangitura venga effettuata in favore di coloro che raccolgono le olive a titolo professionale, che gli spostamenti avvengano nel rispetto di tutte le indicazioni sanitarie previste dall’emergenza Covid.

Olio, qualità e quantità: è l'anno del riscatto

Olio appena spremutoPurtroppo non abbiamo avuto l'opportunità di assaggiarlo alla rinomata festa di Montisi ma in ogni caso si preannuncia un'ottima annata per l'olio toscano anche se la situazione non è uniforme sul territorio. A Montalcino l'annata promette bene e chi ha avuto l'opportunità di assaggiare il primo filo di “oro verde” ne è rimasto particolarmente soddisfatto. A livello regionale, la raccolta delle olive nelle campagne è iniziata solo da un paio di settimane ma molte aziende agricole e frantoi esprimono già soddisfazione per una resa che promette di riscattare quella del 2019, quando l'attacco della mosca e le temperature elevate in fase di fioritura degli ulivi compromisero la produzione dell'olio toscano. Quest'anno, anche se la maturazione delle olive non è ancora completa e l'andamento climatico non è del tutto favorevole a causa delle ultime intense piogge, i quantitativi di “drupe” sugli alberi sono decisamente maggiori di quelli dell'anno scorso. Soprattutto nella parte centrale della Toscana, intorno a Firenze, il carico di olive è decisamente importante. A soffrire di più sono la zona costiera e il grossetano: qui le gelate di aprile hanno danneggiato la fioritura compromettendo la quantità di olive e, di conseguenza, le rese.

“Per quest'anno stimiamo una produzione complessiva di circa 140mila quintali di olio, il 30% in più circa dell'anno scorso. Dopo un 2019 sotto i 100.000 quintali, torniamo dunque in linea con la media toscana degli ultimi dieci anni - precisa Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca-Confcooperative - Inoltre, la qualità del prodotto sarà ottima, con un'acidità bassissima e di conseguenza un gusto più morbido. Ci aspettiamo punte di eccellenza molto alte”.

Oltre alla qualità, un'altra buona notizia per i consumatori: i prezzi per il momento si mantengono stabili rispetto al 2019. “La tendenza che abbiamo notato è quella di lasciare invariati i prezzi all'ingrosso (da 7,5 a 8 euro) e al consumatore finale, dai 10 ai 20 euro . prosegue Baragli - Una cosa è certa, però, su ogni previsione pesa lo spettro dell'emergenza sanitaria e di un possibile lockdown che potrebbe bloccare i consumi di ristoranti, alberghi e scuole”.

 

 

La festa dell'olio a Montisi nel 2020 non si farà

Prima spremitura olioNiente da fare, anche la festa dell'olio a Montisi (conosciuta con il nome de “Il primo olio ed altro ancora...”) alza bandiera bianca. Arrivederci al 2021 quando si spera che la pandemia non ostacoli lo svolgimento, in serenità, di eventi e manifestazioni. La decisione, presa dalla Proloco che si è confrontata anche con i produttori, era nell'aria già da giorni ma ora è ufficiale. “Non c'erano proprio le condizioni per farla”, ha spiegato alla Montalcinonews il presidente della Proloco Giostra di Simone Mattia Moricciani, confermato insieme all'attuale squadra alla guida dell'associazione per un altro anno. Nei prossimi giorni, sui social network, sarà divulgata una locandina con le aziende produttrici d'olio in modo da dare visibilità e fornire un aiuto a chi è in cerca di qualche bottiglia del pregiato “oro verde”.

A Castelnuovo dell'Abate si scopre l’olio

Il programma delle lezioniNei mesi di gennaio e febbraio 2020 si terrà a Castelnuovo dell'Abate, presso la Tenuta Fanti, un corso di assaggio dell’olio extravergine di primo livello. Sempre qui avrà luogo la presentazione del corso nella serata di giovedì 9 gennaio dalle ore 20.30 dove verrà esposto il programma per proseguire poi con una degustazione guidata di tre oli. Sei le lezioni a cadenza settimanale (dal 16 gennaio al 27 febbraio) tutte il giovedì alle ore 20.30. Tra gli argomenti trattati la “teoria e tecnica della degustazione”, la “storia dell’olivo e dell’olio di qualità”, “la pianta dell’olivo e i suoi frutti”, la “trasformazione dell’oliva in olio”, “nutrizione olio e salute” e “l’olio in cucina”. In ogni lezione ci sarà una degustazione guidata di 4-6 oli. Al termine del corso, consegna dell’attestato di partecipazione. Il corso è organizzato da Aicoo, Associazione Italiana Conoscere l'Olio di Oliva.

Boom di olio straniero, Coldiretti Siena: “acquistare dai produttori”

I magazzini di stoccaggio in Italia sono pieni di olio d’oliva straniero con un aumento del 29% rispetto al dicembre dello scorso anno. Ciò è quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati del ministero delle Politiche agricole in relazione al crollo dei prezzi dell’oro verde che sta mettendo in ginocchio la produzione nazionale in un momento in cui si cerca il rilancio produttivo dopo il disastro della raccolta della passata stagione. Le giacenze di olio straniero hanno già superato i 62 milioni di chili con prodotti spagnoli e tunisini che stanno invadendo il mercato con quotazioni poco sopra i 2 euro al chilo, trascinando al ribasso gli oli di alta qualità italiani con le quotazioni di mercato precipitate del 40% rispetto al 2018 e che non coprono i costi di produzione. Per garantire produttori e consumatori bisogna stringere le maglie dei criteri di qualità garantendo la definizione di “extravergine” solo agli oli di oliva migliori con un tasso di acidità sotto lo 0,4% dimezzandolo rispetto allo 0,8% chiede la Coldiretti nel sottolineare l’esigenza di intervenire sull’International Olive Council (IOC) per modificare una situazione che favorisce speculazioni e inganni.

“Una buona soluzione può essere quella di acquistare direttamente dai produttori - commenta Coldiretti Siena - ricordando che il nostro olio extravergine è qualitativamente il massimo e non è da confondere con queste fake. In tal senso, Coldiretti Siena è a disposizione dei consumatori (potete chiamare lo 057746006) per fornire informazioni e riferimenti degli olivicoltori dai quali poter acquistare il prodotto”. Un olio extravergine di oliva di qualità deve essere profumato all’esame olfattivo deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e all’esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante, gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all’esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli (Evo) di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute.

Olio, produzione a picco: chiesto lo stato di emergenza

Produzione a picco, aziende agricole e frantoi in ginocchio: i dati raccolti da Confagricoltura al termine della raccolta delle olive si sono rivelati ben peggiori delle già nefaste previsioni. “Basta un numero per descrivere la situazione drammatica - dice Orlando Pazzagli, presidente della sezione olivicoltura di Confagricoltura Toscana -. Lo scorso anno abbiamo raccolto dai nostri associati 1.200 quintali d’olio, quest’anno poco più di 500”. I produttori adesso sperano che si concretizzino presto le misure richieste al ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova nell’incontro dello scorso 4 dicembre: dichiarare lo stato di crisi del settore olivicolo e intervenire con misure a sostegno della liquidità di aziende produttrici e frantoi. I produttori di olio chiedono anche che venga confermata la cifra di 5 milioni di euro a sostegno delle aziende olivicole con il decreto ministeriale previsto nel pacchetto emergenze, ancora da pubblicare.

Montisi e S.Giovanni d’Asso in Regione con “Crete d’Autunno”

Eccellenze che parlano al mondo, racchiuse nel cuore delle Crete Senesi. Tutto pronto per “Crete d’Autunno” rassegna di sapori e tradizioni che partirà questo weekend da Montisi con la ventesima edizione de “Il primo olio e altro ancora… ”. L’evento è l’anteprima della Mostra-Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi, che si inaugura a San Giovanni d’Asso sabato 9 novembre e che andrà avanti nei due weekend centrali di novembre fino a domenica 17. Un carnet di iniziative - degustazioni, mercatini, mostre di artigianato e antiquariato, spettacoli itineranti e di intrattenimento - che ieri, martedì 30 ottobre, è stato presentato in Regione nella sala Barile di palazzo del Pegaso.

Dal presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, il riconoscimento di San Giovanni d’Asso e di Montisi come centri che offrono “una sinergia fra ciò che è ricchezza del territorio, attrazione turistica, potenzialità per il futuro di tanti giovani che possono tornare a lavorare nella nostra agricoltura che poi diventa di qualità”. L’olio di Montisi, “olio della filiera corta e della biodiversità”, in questa rassegna trova “uno degli appuntamenti più importanti della Toscana”; il tartufo bianco, “un’eccellenza nazionale, internazionale”, viene celebrato in una mostra giunta ormai alla 34esima edizione.

Sullo sfondo quella che il consigliere Stefano Scaramelli definisce “la nostra unicità: coniugare prodotti, tradizione e storia”, racchiudendo in un’espressione una cultura antica di coltivazione di una terra “che è così grazie alle braccia che l’hanno lavorata”. “Le istituzioni devono molto a coloro che permettono questa eccellenza che va tutelata e difesa”, afferma il consigliere: “Il vino di Montalcino, coniugato con il tartufo e la qualità del nostro olio e del formaggio è un connubio unico in Italia”. La ricetta per riuscire è nell’impasto tra associazioni e imprese, “che riescono a sviluppare l’attenzione a un prodotto che sta diventando volano per molte aziende del territorio”. È stata “un’intuizione - continua Scaramelli - anche la fusione di San Giovanni d’Asso con Montalcino, che ci ha trovato tutti concordi perché era condivisa dal basso”.

Presente a palazzo del Pegaso anche il presidente della municipalità di San Giovanni d’Asso, Giorgio Sanna. A lui il compito di illustrare le occasioni del fine settimana di Ognissanti per degustare a Montisi “l’olio evo” delle Crete senesi, con “visite guidate ai frantoi nel paese e corsi d’assaggio di olio, vino, miele, formaggi, con mercatini e spettacoli itineranti”.

Quindi l’appuntamento con il “Diamante bianco” di San Giovanni d’Asso, e l’opportunità di raggiungere il municipio su un convoglio d’epoca sospinto da una locomotiva a vapore, il “Treno Natura”. La 34esima Mostra “è un evento importantissimo per valorizzare tutto il paniere di ciò che è prodotto nel comune di Montalcino”, spiega Sanna, che anticipa “cene di gala con chef quotati, abbinamenti del tartufo, con possibilità anche di prenotarsi per battute di cerca del tartufo”, e anche il premio al pecorino senese, “che incoronerà il migliore di tutta la provincia di Siena”.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Sergio Pinarello, Tartufaio delle Crete Senesi. A lui il compito di illustrare il patrimonio di circa 200 ettari coltivati da circa 250 produttori, in un luogo dove il tartufo si mangiava già nel 1100.

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