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Papa Francesco “accoglie” il mondo del vino

Il Papa incontra il mondo del vino. Credit: Vatican Media/Veronafiere“Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Vi do il benvenuto, saluto Monsignor Pompili e ciascuno di voi. Siete qui in occasione del Convegno che Vinitaly ha organizzato sul tema “L’economia di Francesco e il mondo del vino italiano”. Per numero di aziende coinvolte, qualità di produzione e impatto occupazionale, la vostra è certamente una realtà significativa, sia sulla scena vinicola italiana che internazionale, ed è dunque bene che vi ritroviate a riflettere insieme sugli aspetti etici e sulle responsabilità morali che tutto ciò comporta, e che in questo traiate ispirazione dal Poverello di Assisi. Le linee fondamentali su cui avete scelto di muovervi - attenzione all’ambiente, al lavoro e a sane abitudini di consumo - indicano un atteggiamento incentrato sul rispetto, a vari livelli. E il rispetto, nel vostro lavoro, è certamente fondamentale: per un prodotto di qualità, infatti, non basta l’applicazione di tecniche industriali e di logiche commerciali; la terra, la vite, i processi di coltivazione, fermentazione e stagionatura richiedono costanza, richiedono attenzione e richiedono pazienza”. Sono le parole rivolte da Papa Francesco alla comunità del mondo del vino italiano, incontrata oggi in Udienza Privata nel Palazzo Apostolico Vaticano, a Roma, nella giornata dedicata alla “Economia di Francesco e il mondo del vino italiano”, promossa dalla Diocesi di Verona e da Veronafiere con Vinitaly. Tra i cento nomi del mondo del vino italiano anche imprenditori, manager e comunicatori con legami a Montalcino, come il giornalista e direttore di WineNews Alessandro Regoli, i Master of Wine Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi (Chief Operating Officer di Angelini Wines &Estates, che controlla a Montalcino Val di Suga), il direttore generale di Poggio di Sotto (Gruppo ColleMassari) Giampiero Pazzaglia, la produttrice di Brunello Donatella Cinelli Colombini, Alessia Antinori (Pian delle Vigne), Lamberto Frescobaldi (Castelgiocondo), Pierangelo Tommasi (Casisano), Marilisa Allegrini (San Polo) e Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi e proprietario, con la famiglia, de Le Macioche.

Il Papa incontra il mondo del vino. Credit: Vatican Media/Veronafiere“La sacra Scrittura stessa parla di questi temi - ha detto il Santo Padre nel suo saluto, come riporta WineNews - viene in mente la Lettera di Giacomo, che dice: “Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge” (Gc 5,7). E penso soprattutto a Gesù, il quale, nell’ultima immagine che lascia ai suoi discepoli, parla del Padre come di un agricoltore, che si prende cura della vite, potandola e facendo così in modo che porti buon frutto (cfr Gv 15,1-6)”.

“Rispetto, costanza, capacità di potare per portare frutto: sono messaggi preziosi per l’anima, che ben si apprendono dai ritmi della natura, dai vitigni e dalla lavorazione - aggiunge Papa Francesco - essa comporta un’infinità di competenze, solo in parte trasmissibili in modo tecnico, “scolastico”, spesso invece legate alla condivisione di una sapienza pratica, di vita, a un’esperienza specifica da acquisire sul campo, in modo tanto più proficuo, quanto più ci si lascia coinvolgere dalla dimensione umana di ciò che si fa. E se il rispetto e l’umanità valgono nell’uso della terra, sono ancora più decisivi nella gestione del lavoro, nella tutela delle persone e nel consumo dei prodotti, per far maturare, a livello di singoli e di aziende, quella capacità di “auto-trascendersi, infrangendo la coscienza isolata e l’autoreferenzialità», che «rende possibile ogni cura per gli altri e per l’ambiente”, considerando “l’impatto provocato da ogni azione e da ogni decisione personale al di fuori di sé” (Lett. enc. Laudato si’, 208). Infatti, la “cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura è inseparabile dalla fraternità, dalla giustizia e dalla fedeltà nei confronti degli altri” (ivi, 70). Cari amici - conclude il Santo Padre - il vino, la terra, l’abilità agricola e l’attività imprenditoriale sono doni di Dio, ma non dimentichiamo che il Creatore li ha affidati a noi, alla nostra sensibilità e alla nostra onestà, perché ne facciamo, come dice la Scrittura, una vera fonte di gioia per “il cuore dell’uomo” (cfr Sal 104,15), e di ogni uomo, non solo di quelli che hanno più possibilità. Grazie allora per aver scelto di ispirare la vostra attività a sentimenti di concordia, aiuto ai più deboli e rispetto per il creato, sull’esempio di Francesco di Assisi. In lui vi benedico e vi auguro, nel suo stile, “pace e bene”. Grazie”.

Credit foto: Vatican Media/Veronafiere.

L’abbraccio dei fedeli senesi a Papa Francesco

Papa FrancescoUn abbraccio dei fedeli senesi a Papa Francesco e allo stesso tempo anche il primo “incontro” ufficiale tra le due diocesi. Stamattina quasi 3.000 pellegrini dell’arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino e della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza sono arrivati con 55 pullman a Roma per partecipare all’udienza generale del Pontefice. Bergoglio gli ha salutati e ringraziati, incoraggiandoli a “seguire l’esempio di Santa Caterina da Siena e Santa Agnese di Montepulciano”. “È stata una giornata bellissima, con una partecipazione enorme e straordinaria. Abbiamo letteralmente riempito San Pietro”, commenta a MontalcinoNews il Governatore della Misericordia di Montalcino, Remo Grassi. C’erano tra gli altri anche il parroco di Montalcino don Giovanni Ferrari, il priore del Santuario della Madonna del Soccorso Giampaolo Pierangioli e il sindaco Silvio Franceschelli.

L’udienza si è tenuta dalle ore 9 alle ore 10, poi alle 12 il cardinale Paolo Lojudice ha celebrato una messa presso l’altare della confessione nella Basilica di San Pietro assieme ai sacerdoti delle due diocesi senesi. La comunità di Montalcino era stata in udienza dal Papa già il 13 settembre scorso, nell’ambito di una due giorni organizzata dall’Unità Pastorale di Montalcino.

La comunità di Montalcino incontra Papa Francesco

Papa FrancescoUna grandissima emozione, soprattutto per chi lo vedeva per la prima volta dal vivo. Il 13 settembre l’Unità Pastorale di Montalcino ha incontrato Papa Francesco, nell’ambito di una gira di due giorni a Roma. Un pellegrinaggio iniziato il 12 settembre, con la visita a Castel Sant'Angelo e tutto il centro storico, per poi proseguire il giorno successivo con l’udienza col Santo Padre, che si è poi fermato a benedire un bambino, e a seguire la visita dei Musei vaticani, inclusa la Cappella Sistina, e la Basilica di San Pietro.

Tra neanche un mese, l’11 ottobre, saranno l’arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e la diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza ad incontrare Papa Francesco a piazza San Pietro a Roma. Il programma prevede alle ore 9 l’udienza con il Pontefice a piazza San Pietro; alle ore 12 la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro presieduta dal card. Augusto Paolo Lojudice.

Unità Pastorale, a settembre gita a Roma con udienza del Papa

L’Unità Pastorale di Montalcino organizza per settembre una gita di due giorni a Roma. Il tour prevede il 12 settembre la visita alla Galleria Borghese al mattino e una passeggiata per le vie del centro nel pomeriggio, mentre il 13 settembre è in programma l’udienza di Papa Francesco e a seguire la visita ai Musei Vaticani e alla Cappella Sistina. Il prezzo (in base alle adesioni) e gli orari verranno forniti in seguito. Per le prenotazioni, entro e non oltre martedì 20 giugno, rivolgersi a Federigo (tel. 346 4996648). La gita è estesa a tutta la comunità.

Un mese dopo, l’11 ottobre 2023, saranno l’arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e la diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza ad incontrare Papa Francesco a piazza San Pietro a Roma. Il programma prevede alle ore 9 l’udienza con il Pontefice a piazza San Pietro; alle ore 12 la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro presieduta dal card. Augusto Paolo Lojudice. Verranno invitati a partecipare anche i sindaci delle due diocesi e le autorità civili. “Il viaggio, – spiegano gli organizzatori -  gli orari di partenza  e di arrivo saranno a cura delle due diocesi in base alle parrocchie di provenienza”. Iscrizioni presso le proprie parrocchie contattando il parroco.

Lojudice cardinale. “Ma non è una promozione”

arcivescovo Paolo Lojudice, nominato cardinale da Bergoglio“Un carissimo saluto a tutta la Chiesa di Siena - Colle Val d’Elsa – Montalcino, in un momento di grande emozione in cui il sentimento principale è quello del coinvolgimento di tutti voi. Ho sentito presente l’intera Chiesa diocesana nella Basilica di San Pietro, vicino al Papa, in questa missione comune di accompagnare e continuare ad annunciare il Regno di Dio in tutto il mondo a partire da noi, da Siena”. È il primo messaggio dell’arcivescovo Paolo Lojudice, nominato due giorni fa cardinale da Bergoglio.

“Si uniscono in questo momento sentimenti di preoccupazione, di stupore, di meraviglia ma anche di profonda gratitudine – commenta Lojudice - Papa Francesco, lo sappiamo, è imprevedibile, ma ho accolto l’annuncio con grande serenità. Mi colpisce e in un certo senso mi commuove, la fiducia del papa, che ritrovo ancora una volta dopo la nomina a vescovo, 5 anni fa. All’epoca gli avevo chiesto: “È sicuro, Papa Francesco, di farmi vescovo? Io sono solo un prete e mi piace farlo”. “Tu non ti preoccupare... sono io che voglio questo: vai avanti... e non ti dimenticare dell’umiltà e dei poveri”. Non fatemi gli auguri e le felicitazioni come se si trattasse di uno scatto di carriera – continua Lojudice – Papa Francesco lo ha detto molte volte e con insistenza: “Il Cardinalato non significa una promozione, né un onore, né una decorazione; semplicemente è un servizio che esige di ampliare lo sguardo e allargare il cuore. La disponibilità di un Porporato a dare il proprio sangue – significata dal colore rosso dell’abito – è sicura quando è radicata in questa coscienza di aver ricevuto compassione e nella capacità di avere compassione...”. Vi chiedo di condividere con me questa sensazione e questa convinzione: quello che conta non è “la porpora come vestito” ma come passione, come com-passione, come condivisione sempre più convinta e decisa, in particolare con chi è privo del necessario, materiale e spirituale, come ci ricordava il vangelo di domenica scorsa: “lo avete fatto a me”. Continuate ad accompagnarmi con la preghiera, come so che fate spesso. Mi unisco alla fatica e al dolore di chi sta soffrendo, di chi ha difficoltà sul lavoro, ai bambini, ai ragazzi e ai giovani che si vedono privati di tante necessità fondamentali alla loro crescita, come la socialità, il divertimento, in alcuni casi la catechesi e addirittura la scuola. I migliori auguri a tutta la comunità per riuscire ad affrontare con dignità e coraggio il momento presente e le sue difficoltà”.

“Con Lojudice – sottolinea alla Nazione il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli – abbiamo intrapreso, sia come Comuni e sindaci del territorio che come amministrazione di Montalcino, un percorso di confronto per sostenere le fasce più deboli della società ed i migranti, anche e soprattutto in questa fase. A Montalcino grazie al suo impulso abbiamo creato con l’ausilio di Misericordia di Torrenieri, protezione civile, Fondazione Brunello, Lions e molti privati la bancarella della solidarietà che sta diventando punto di riferimento per i bisogni alimentari. Per tutti Lojudice è ‘faro’ e ci auguriamo che possa rimanere alla guida delle nostre comunità spirituali per molto ancora”.

“L’abbraccio” di Montalcino a Papa Francesco

La magnum di vino regalata a Papa Francesco dalle Città del VinoIeri mattina una delegazione di 80 sindaci delle Città del Vino italiane, guidata dal presidente Floriano Zambon, ha incontrato e donato a Papa Francesco una magnum, intitolata “L’abbraccio 2018”, realizzata miscelando alcuni dei migliori passiti inviati dalle cantine che hanno partecipato all’ultima edizione del concorso enologico internazionale “La Selezione del Sindaco”, organizzato dalle Città del Vino. Lo speciale assemblaggio di vini dolci è stato realizzato da Roberto Cipresso, enologo di fama internazionale, produttore di Brunello e ambasciatore di Città del Vino, nonché presidente della Commissione del concorso. “È un vino pensato appositamente per il Pontefice, frutto di un assemblaggio di vini dolci, da meditazione, da tutta Italia. C’è anche un vinsanto di Montalcino”, spiega Cipresso alla Montalcinonews.

L’etichetta della bottiglia è stata disegnata da Annibale Parisi, artista e viticoltore a Montalcino. “Ho pensato a due ali che richiamano un abbraccio, che per me ricorda la pianta del colonnato del Bernini che abbraccia Piazza San Pietro”, sottolinea Parisi, che ha utilizzato nel suo lavoro gli stessi colori del Vaticano, il bianco e giallo.

Non è la prima volta che le Città del Vino incontrano il Papa. Era già successo con Giovanni Paolo II, nell’anno del Giubileo (22 novembre 2000), mentre il 26 maggio 2011 fu la volta dell’incontrocon Papa Benedetto XVI. “È stata una grandissima emozione trovarsi di fronte a questo grande Papa - afferma il presidente delle Città del Vino (e sindaco di Conegliano) Floriano Zambon -. Mi auguro che i suoi continui richiami alla pace e alla tolleranza siano ripresi da tutti noi amministratori dei Comuni, che abbiamo l’onore e l’onere di governare i territori del vino nel miglior modo possibile”.

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