Sono terminate a luglio le riprese di “Sip Trip”, il viaggio di Jeff Porter, tra i personaggi più influenti sulla scena americana del vino (e direttore della Divisione Beverage del gruppo Bastianich), insieme ai sommelier e agli scrittori di Vinepair, nei territori e le cantine più importanti d’Italia, dal Piemonte alla Campania, passando per Veneto, Lombardia, Umbria, Marche e Toscana, dove ha incontrato il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.
L’avventura, iniziata nel novembre 2018, sarà raccolta in una serie di episodi da lanciare in autunno, in concomitanza con gli eventi dedicati ai sommelier (il 4 novembre a New York, il 5 novembre a Houston e il 7 novembre a San Francisco). In aggiunta agli episodi veri e propri, considerata la notevole quantità di riprese, ci saranno anche degli “Sip Trip Short”, brevi video che approfondisco in una maniera immediata e concisa, pensata appositamente per i social media, una nozione legata al vino, informazioni riguardo le regioni visitate o abbinamenti cibo-vino. Il primo “Sip Trip Short”, dedicato al Trento Doc, è già stato pubblicato sul canale ufficiale YouTube. Sui profili Facebook e Instagram, inoltre, è stata pubblicata un’intervista all’allora presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni, realizzata durante la visita a Montalcino lo scorso maggio.
“L’idea del Sip Trip è semplice - spiegò tempo fa Jeff Porter - intraprendere un viaggio all’italiana alla scoperta delle grandi cantine e delle regioni del vino in compagnia di due sommelier selezionati, degustando ottimo vino, intervistando personalità interessanti ed esplorando la cultura e la storia d’Italia. Cosa ci potrebbe essere di meglio?”.
Guarda il video del trailer di “Sip Trip”
“Siamo assolutamente soddisfatti di questa edizione. Tanti operatori e tanti appassionati che già frequentano il nostro territorio sono tornati a trovarci per provare le nuove annate. La passione per Montalcino è in crescita sia sui mercati consolidati che sui mercati emergenti, come Hong Kong e Cina”. Patrizio Cencioni legge così il suo ultimo Vinitaly da presidente del Consorzio del Brunello. Un incarico ormai prossimo alla scadenza, durato tre lunghi anni, in cui “abbiamo lavorato sulla crescita di Benvenuto Brunello, sulla conferma delle manifestazioni all’estero che hanno registrato una buona affluenza e sull’incremento del turismo di alta qualità a Montalcino”. Quali sono, adesso, le nuove sfide per il Brunello? “Mantenere i mercati consolidati è la priorità assoluta - spiega Cencioni - ma anche diversificare, far conoscere tramite seminari e incoming il nostro territorio a operatori di realtà non così esperte di vini italiani. Qualcuno forse non sa dov’è Montalcino, però conosce il nome Toscana, il nome Italia. L’Italia ha un grande appeal sia a livello enogastronomico che artistico-culturale. Dobbiamo far leva anche su questo”.
Doveva essere una semplice presentazione, si è trasformata in un’interessantissima tavola rotonda. Dove produttori, manager, docenti, giornalisti ed esperti di comunicazione si sono scambiati opinioni attorno a un semplice ma abusato concetto: sostenibilità. L’occasione è capitata ieri sera al Castello di Poggio alle Mura, dove Banfi ha illustrato la sua terza edizione del Bilancio di Sostenibilità, realizzato grazie al supporto tecnico-metodologico di PwC.
“Il vero padre è Remo grassi, che iniziò ad ideare qualche anno fa questo progetto che poi prese il via nel 2015 - spiega il presidente di Banfi srl, Enrico Viglierchio - Fu un primo esperimento che mise tutti alla prova. Il bilancio serve anche per comunicare non solo esternamente ma anche internamente, e il valore più grande è proprio la comunicazione interna, le relazioni sociali”. “Il padre del bilancio è la famiglia Banfi - ribatte Remo Grassi, presidente di Banfi Società Agricola srl - però una paternità me la prendo ed è la regola della tre C: comunicare e condividere per crescere. Tutti concetti racchiusi nel bilancio di sostenibilità”.
Nel corso della serata hanno preso parola vari ospiti. Come Attilio Scienza, professore all’Università di Milano e presidente di Sanguis Jovis, l’Alta Scuola del Sangiovese della Fondazione Banfi. Scienza parte citando Mafalda, la ragazzina irriverente che “si rivolge a un suo amico e dice che più la testa è vuota, più la bocca e larga. È un discorso di Platone nel Simposio, in cui diffida delle persone che parlano. Perché più uno parla meno sa. E nella sostenibilità c’è molta gente che parla e non sa cosa dice”. Cosa vuol dire allora sostenibilità? “Deriva dall’inglese “sustain” - risponde Scienza - termine che indica i due pedali che ha il pianoforte per allungare il suono. Significa “allungare qualcosa”. Il nostro obiettivo è di dare una continuità a quello che facciamo. E per farlo abbiamo bisogno di ricerca. Banfi ha sempre visto nella ricerca e nella sperimentazione il modo per svilupparsi e crescere. Essere sostenibile poi è un discorso economico, deve essere conveniente. Pensate ai cloni. Banfi, grazie ad Ezio Rivella, è stato il primo a fare dei cloni di Sangiovese. Cosa significa? Che qui si sa dove piantare ogni vitigno. Mettono i vitigni nel posto giusto e in quel punto costa molto meno, perché si evitano concimi, trattamenti, acqua… La sostenibilità fa parte di queste scelte agronomiche o genetiche”.
In rappresentanza dell’amministrazione comunale erano presenti l’assessore al sociale e all’istruzione Giulia Iannotta e il vicesindaco Angelo Braconi. “La sostenibilità - ha detto Braconi - è oggi modello di business che porta valorizzazione ambientale e territoriale. Io rafforzo l’idea che servono i distretti e i Consorzi. Il vino è la punta dell’iceberg. Abbiamo il tartufo, le prugne, l’olio, il miele… oggi c’è bisogno di portate queste cose sopra il tavolino, abbiamo delle ricchezze sommerse”.
Sul tema è intervenuto nuovamente Enrico Viglierchio. “Ho coniato un progetto in azienda che si chiama “Non solo vino”. Perché se vuoi comunicare il territorio di Montalcino e hai un solo prodotto, alla fine paghi dazio e porgi il fianco a mille debolezze. Il concetto di distretto va dalla prugna al tartufo. È una sinergia tra prodotti col marchio territoriale”.
Tra gli ospiti anche Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino: “Avere aziende come Banfi è un onore e un vantaggio. Banfi ha dato un grande exploit commerciale. Oltre a presiedere il Consorzio ho una piccola azienda e devo riconoscere che Banfi ha avuto grandi meriti”.
Gli interventi che si sono susseguiti hanno portato ad una conclusione. Sostenibilità vuol dire visione lungimirante, condivisione, relazione sociale, rispetto dell’ambiente e di chi orbita intorno. E proprio su questo punto è arrivato un appello finale. Urge allargare il progetto Banfi sul territorio, parlare di distretto, coinvolgere gli altri produttori. I confini geografici si devono slacciare. Non ci si può più limitare a guardare al proprio orticello. Pardon, vigneto.
Uva sana, sensazioni positive, vendemmia “normale”. Ci siamo, a Montalcino la vendemmia del Sangiovese (per qualcuno) è già partita. “È un’annata a macchia di leopardo, cambia molto da zona a zona - spiega alla Montalcinonews il presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni - Il vigneto giovane è già pronto, così come le uve esposte a Sud, mentre a Nord ancora non del tutto. L’uva non è tantissima ma il grappolo è di dimensioni più normali dello scorso anno, ci sarà una resa superiore. Peronospora? Non c’è male, chi ha lavorato bene non avrà grossi problemi. Il meteo può influenzare ancora ma la situazione è stabile. Se arrivasse il vento, per far evaporare l’acqua dai grappoli e far aumentare la concentrazione e la struttura dei vini, sarebbe il top”.
“Non possiamo parlare di quantità elevate, ma le dimensioni dei grappoli sono più consistenti dello scorso anno. Ci preoccupa semmai questo andamento stagionale: l’umidità mattutina, i temporali… Le previsioni indicano un tempo buono, ma non sempre ci indovinano! Finora comunque grossi problemi non ci sono stati. Un po’ di mal dell’esca, ma come in tutta Italia. Molto dipenderà dall’ultimo periodo, quello della maturazione dell’uva”. Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, fa il punto della situazione alla Montalcinonews alla vigilia della vendemmia, che a Montalcino, per quanto riguarda il Sangiovese, partirà indicativamente a metà settembre. Un ritorno alla normalità, quindi, dopo l’annata anomala nel 2017, quando a preoccupare i viticoltori furono l’assenza di pioggia, le gelate primaverili ed una vendemmia davvero troppo eterogenea.
Intanto la Coldiretti ha fatto una prima stima a livello nazionale: si prevede circa 46-47 milioni di ettolitri di produzione, ovvero un aumento tra il 10 e il 20% rispetto allo scorso anno, giudicato il più scarso dal dopoguerra. Un risultato in linea con la media dell’ultimo decennio che riapre un testa a testa per la leadership produttiva mondiale con la Francia, che tenterà di riprendersi il primato conquistato dal vino tricolore dodici mesi fa. La vendemmia alle porte, continua la Coldiretti, per via delle piogge di primavera e inizio estate, si porterà un ritardo di circa una settimana rispetto allo scorso anno. Le condizioni attuali fanno ben sperare per una annata di buona/ottima qualità anche se molto dipenderà dal resto del mese di agosto e da settembre.
Sting, Padoan, le quattro stelle alla Vendemmia 2017, i seminari, l’affluenza di pubblico importante per tutti i quattro giorni dell’evento. Benvenuto Brunello 2018 è arrivato ai titoli di coda e adesso è già arrivato il momento di un primo bilancio. Dei temi più importanti della manifestazione (ma anche di molto altro) ne hanno parlato in questa intervista il Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni e il Sindaco Silvio Franceschelli.
“Siamo molto contenti di come è andato questo evento - dice Cencioni - ogni giornata è filata via liscia nel rispetto di quelli che erano i programmi, sia il venerdì con la sola stampa, ma anche il sabato con tutto il programma che era piuttosto nutrito ma che siamo riusciti a portare a termine nei tempi giusti e senza saltare nulla della scaletta: la premiazione del Leccio d’Oro, la presentazione dell’annata e anche l’ospite d’onore (Sting ndr) che ha realizzato la formella. La domenica e il lunedì con gli operatori accreditati e i wine lovers abbiamo avuto il tutto esaurito di quelli che erano i posti disponibili che sono stati tutti prenotati. Siamo molto contenti, abbiamo avuto un’ottima affluenza e un’ottima qualità dei visitatori con i vini che hanno avuto ottimi riscontri positivi e questo sia per il Brunello 2013 che per la Riserva 2012 ma anche per il Rosso di Montalcino. Quindi sì, siamo molto felici di come è andata. I seminari sono stati una cosa nuova che ci eravamo inventati per animare le due giornate con gli operatori. All’inizio non c’era molta adesione ma poi alla fine c’è stata e sono stati molto apprezzati . Hanno avuto piuttosto successo, siamo contenti anche di quello e può servire come base di partenza per un lavoro in futuro molto importante. L’appeal del nostro brand Brunello è legato al territorio, come sappiamo, e questo fa sì che sia una forza di richiamo su tutti, dal semplice appassionato al personaggio di rilievo, all’operatore del settore. Questa ormai è una cosa indiscussa”.
Dello stesso parere il primo cittadino di Montalcino Silvio Franceschelli che evidenza anche la felice realtà del territorio: “questa credo che sia un’edizione che rimarrà un po’ alla storia - spiega il Sindaco - per i personaggi che hanno partecipato ma soprattutto rappresenta una fase di assestamento del Consorzio anche nella sua nuova sede con grandi locali e grande capacità imprenditoriale del Consorzio nel dimostrare che Montalcino ha le potenzialità per sfondare a livello globale. È difficile spiegare che nel nostro territorio ci sono settanta nazionalità diverse (come ha evidenziato l’indagine di Wine News ndr) che in questa promiscuità creano occupazione, lavoro e imprenditoria, che hanno diverse facce, così come spiegare che in questo nucleo di seimila abitanti c’è un’economia che rappresenta il 2% del Prodotto Interno Lordo della Toscana nel settore dell’agricoltura e dove gravitano oltre un milione e mezzo di persone che hanno una capacità di spesa notevole. È un messaggio difficilmente spiegabile a chi ci ascolta da fuori, a volte sembra che tu racconti un mondo che non esiste. Per questo sono importanti le manifestazioni come Benvenuto Brunello perché mantengono le loro radici sul territorio, venendo qui si riesce spesso a vedere che ciò che noi raccontiamo è la realtà”.
Siamo entrati nella settimana che porterà a Benvenuto Brunello 2018 (16-19 febbraio), l’anteprima per la presentazione delle nuove annate dei vini più longeva d’Italia (è stata istituita nel 1992) e prima ad aprire successivamente l’evento al pubblico degli appassionati, con un biglietto d’ingresso ad hoc (clicca qui per prenotare il tuo ticket online). Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, ha fatto il punto della situazione spiegando il programma della manifestazione e anticipando due interessantissime novità.
“La prima giornata, venerdì 16 febbraio, è riservata esclusivamente alla stampa - sottolinea Cencioni - mentre la seconda, dove entreranno in gioco i produttori, è dedicata sempre alla stampa ma anche agli operatori e appassionati vip ad invito. L’affluenza maggiore è da aspettarsi gli ultimi due giorni, domenica 18 e lunedì 19 gennaio, quando saranno presenti sia gli operatori che i wine lovers. Abbiamo fissato un tetto massimo di presenze che non intendiamo superare, per garantire massimo confort e sicurezza durante la degustazione della produzione enologica di Montalcino”.
Il clou della quattro giorni, continua Cencioni, “sarà sabato 17 febbraio al Teatro degli Astrusi di Montalcino, con la presentazione della nuova annata, la premiazione degli operatori, italiani e stranieri, che si sono distinti nella divulgazione dei nostri prodotti, e la proclamazione delle stelle dell’ultima annata, la 2017, con la posa della formella sul muro del Palazzo Comunale storico. Avremo un ospite d’eccezione, Sting, un artista di livello mondiale che richiamerà tanta attenzione su Montalcino”.
Ed ecco arrivate le due novità di Benvenuto Brunello. La prima è stata quella di allargare la Commissione d’Assaggio (che ha l’incarico di giudicare l’ultima vendemmia, attraverso un rating da 1 a 5 stelle) a giornalisti del settore. “Abbiamo dato così un’immagine di apertura e di globalità della valutazione - spiega Cencioni - per fugare i dubbi di chi a volte ci accusava senza nessun motivo. La prova è a portata di mano. La valutazione della stampa è stata infatti la stessa di quella dei tecnici”. La seconda novità è stata quella di proporre quattro seminari, per vivacizzare ancora di più la manifestazione, che saranno dedicati a tutte le denominazioni, dal Brunello al Rosso (in un caso in confronto tra loro) fino al Moscadello, che è il vino di cui ci sono tracce più antiche nella letteratura di Montalcino. “Saranno tutti abbinati a piccoli piatti realizzati con ingredienti del territorio – conclude il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino – dopo la fusione con San Giovanni d’Asso avremo anche il tartufo. E poi i cereali, il miele e tanti altri prodotti che porteremo avanti nell’ambito del Distretto Rurale”.
Una visita gradita a Montalcino da parte di un importante imprenditore appassionato del nostro territorio e in particolare del suo prodotto principe, il Brunello. Katsuyasu Ito, presidente di Resorttrust, e a capo dell’importante catena di alberghi e di ristoranti di alta fascia in varie parti del mondo, ha incontrato il presidente del Consorzio del Vino Brunello, Patrizio Cenioni. Si è trattato di un’occasione per tutto il territorio anche perché la catena ha deciso di investire nel Brunello per un ulteriore salto di qualità d’immagine delle loro strutture. Resorttrust, infatti, propone un periodo temporale dove, accanto a un menù speciale, viene servito il Brunello di Montalcino. Un vino che continua ad avere appeal internazionale e che si conferma come sinonimo di qualità.