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Il Brunello in aiuto dell’ospedale di Siena

Francesco Fagnani e sua figlia Anna nei vigneti di proprietà della famiglia FagnaniBrunello, panforte e ricciarelli per aiutare la lotta al Coronavirus. L’idea è di Vini Fagnani, marchio di proprietà di Pierino Fagnani detto “Bagoga” e suo figlio Francesco, e Antica Drogheria Manganelli di Siena, che distribuisce a domicilio i vini Fagnani. Il 10% dei proventi della vendita dei vini e dei dolci Manganelli (ricciarelli e panforte) sarà devoluta al reparto di terapia intensiva dell’ospedale Le Scotte di Siena per contrastare l’emergenza sanitaria del momento. “La situazione economica è drammatica per tutti ma anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo fare la nostra parte - spiega Francesco Fagnani - il consumatore finale non ha spese aggiuntive, semplicemente rinunciamo ad un pezzetto del nostro ricavo. Un euro ogni dieci sarà donato all’ospedale”. Vini Fagnani produce Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, un Merlot in purezza (“Anna”) e un blend di Cabernet Sauvignon e Sangiovese chiamato “Gambassino” (il soprannome di Bagoga a Montalcino).

Un montalcinese a Siena, 45 anni di Bagoga

Pierino Fagnani detto BagogaEra l’8 maggio 1973 quando il montalcinese Pierino Fagnani, dopo una parentesi da fantino, aprì la sua attività rilevando un’osteria in disuso chiamata Grotta di Santa Caterina (in Via della Galluzza, a Siena, a due passi dal Santuario della Patrona d’Italia). Oggi, 45 anni dopo, “Da Bagoga” è ormai uno dei ristoranti più conosciuti e apprezzati. La Montalcinonews ha ripercorso la storia di “Gambassino”, così veniva chiamato Pierino a Montalcino (tanto in gamba, sì, ma assassino!). Dal suo arrivo a Siena nel 1966, a soli 8 anni ed orfano di madre e padre, al suo primo lavoro come lavapiatti in una rosticceria (è lì che nacque il suo soprannome “Bagoga”, cioè “albicocca”), grazie a Don Gino, parroco di Montalcino. Dal primo e unico Palio corso per la Civetta (“degli amici mi portarono a Pian delle Fornaci. Con gli animali ci sapevo fare, perché ero stato garzone dai contadini a Montalcino”), fino al passaggio da Montalcino a Siena, che per Pierino è stato “come se oggi un ragazzo senese andasse a Londra”. La sua città natale, i suoi profumi e i suoi volti, Bagoga se li è portati con sé per tutta la vita. Si può notare nel suo menu, con ricette tipiche come la trippa alla montalcinese (anche se è stato costretto a scrivere “pici” e non “pinci”, per evitare confusioni).

Un giovanissimo Pierino Fagnani al Palio di SienaPierino Fagnani si è anche recentemente avvicinato al suo luogo d’origine. Dal 2011 propone una selezione di vini prodotti nella cantina Bellaria, fondata da suo zio Assunto Pieri detto “Sunto”, scomparso lo scorso marzo. A Bellaria la conduzione dell’azienda è nelle mani del nipote di Sunto, Gianni Bernazzi, ma dà un aiuto come responsabile commerciale anche il figlio di Bagoga, Francesco Fagnani, che nel 2016 ha scritto un libro, dal titolo “Q.B. Quanto basta. Bagoga, racconti di vita e cucina” (Betti editore), una biografia del padre fantino-ristoratore senese, un ritratto sull’uomo e sulle sue passioni, dal grande amore per la cucina all’esperienza sul tufo. Anche qui Montalcino riveste una parte cruciale. Basta questa parola, di dieci lettere, per fargli brillare gli occhi. Bagoga, dopo tutti questi anni, si sente più senese o montalcinese? “Montalcinese”, risponde lui. Non avevamo dubbi.

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