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Top 100 Cellar Selections, Brunello n. 1 al mondo

Claudio TipaIl Brunello di Montalcino Poggio di Sotto 2018 è il n. 1 della “Top 100 Cellar Selections” 2023 by “Wine Enthusiast”. Così la classifica del celebre magazine americano, dedicata a quei vini che escono sul mercato ora, ma da tenere in cantina, da far evolvere per esprimere al meglio il loro potenziale. E così il Brunello della cantina che fa parte del Gruppo Collemassari di Claudio Tipa è al vertice davanti ad un mostro sacro come l’Unico 2012 di Vega Sicilia, dalla Spagna, ed in particolare dalla Ribera del Duero, e al Côte-Rôtie Les Grand Places 2020 di Domaine Jean-Michel Gerin, dalla Francia.
Ma tante sono le etichette italiane selezionate, come spesso accade, e che confermano la grandezza del trittico Toscana-Piemonte-Veneto, quando si parla di vini da lungo invecchiamento in Italia. Il Brunello di Montalcino 2018 di Poggio di Sotto “non [è] il più blasonato del suo territorio, ma che vino! Un naso terroso e pietroso, tannini robusti e un’acidità infuocata dimostrano la sua longevità”, scrive, a questo proposito, Danielle Callegari, che, insieme a Jeff Porter, è la firma dall’Italia di “Wine Enthusiast”.

Una classifica, quella di “Wine Enthusiast”, che contempla vini da 14 Paesi, e che segnale un cambiamento di approccio da parte della rivista, che è anche un cambiamento di mercato. “Sarebbe stato facile stilare un elenco dei vini più collezionabili al mondo tra quelli che i nostri recensori professionisti hanno assaggiato alla cieca negli ultimi 12 mesi: basta scegliere i vini noti e con i prezzi più alti. Ma abbiamo pensato che, dopo la pandemia e appesantiti dall’inflazione, i lettori “Wine Enthusiast” meritino un approccio diverso per le Top 100 “Cellar Selections”. Al giorno d’oggi, le bottiglie d’élite di Cabernet di Borgogna, Bordeaux e California vengono vendute per migliaia di dollari, se riesci a trovarle. Quindi, abbiamo guardato altrove, setacciando un anno di selezioni di cantine e creando un diverso tipo di elenco, che valorizza il costo più moderato ed il gusto della scoperta. 47 dei 100 vini selezionati costano meno di 100 dollari, e 18 sono sotto i 50 dollari. Nessuno ha un prezzo superiore a 800 dollari”.

Due Brunello tra i top di Falstaff

Due Brunello tra i top di Falstaff“101 migliori vini italiani”, secondo l’autorevole magazine tedesco Falstaff (nel numero di Giugno 2023, che ha per titolo di copertina “La Dolce Vita - Il mondo italiano del piacere in tutte le sue sfaccettature”), la voce più seguita in un mercato, quello teutonico, fondamentale per i produttori italiani. In quella che, spiega a WineNews, il corrispondente dall’Italia, Otmar Kiem, “non è un classifica, ma una selezione di vini di altissima qualità ed interessanti, che, secondo noi, sono quelli fondamentali da assaggiare per capire la varietà e la diversità del vino italiano, e l’essenza di alcuni territori". Tra i vini presenti anche il Tenuta Nuova Brunello di Montalcino di Casanova di Neri ed il Brunello di Montalcino Riserva di Poggio di Sotto.

Poggio di Sotto sbarca su “La Place de Bordeaux”

Claudio TipaPoggio di Sotto - una delle realtà più importanti del mondo del Brunello, nata nel 1989 e dal 2011 di proprietà di ColleMassari Wine Estates, gruppo della famiglia Tipa-Bertarelli - sbarca su “La Place de Bordeaux”, circuito di distribuzione di riferimento per i vini pregiati francesi e nell’ultimo decennio allargato ai vini di alta gamma internazionali, con una particolare attenzione verso quelli italiani.

“A partire dal 2023 partirà una partnership su La Place e un gruppo selezionato di négociant: una mossa volta ad incrementare ulteriormente la reputazione di questo storico marchio e la sua strategia di distribuzione capillare e qualificata nel mondo”, commenta Giuseppe Di Gioia, Ceo del Gruppo ColleMassari Wine Estates, che controlla Poggio di Sotto”.

Excellence Vin è il partner scelto per questa operazione e si occuperà di coordinare le allocazioni e la vendita attraverso un gruppo limitato di négociants per alcuni mercati dell’Oriente ad alto potenziale di penetrazione: Cina, Macau, Vietnam, Filippine, Indonesia e Korea del Sud.

“Un anno importante per noi, segnato da riconoscimenti internazionali, come i 100 punti di Wine Advocate per la nostra Riserva e il posizionamento nel Live-ex tra i primi 10 vini più scambiati nel mercato USA e Asia per il Brunello di Montalcino 2017”, continua Di Gioia. Inizialmente saranno due le referenze trattate (la Riserva 2017 non è stata prodotta): il Brunello annata e il Rosso di Montalcino, prodotti dai 20 ettari di Castelnuovo dell’Abate.

Addio al fondatore di Poggio di Sotto

Piero Palmucci, fondatore di Poggio di Sotto (credit AcquaBuona)Montalcino piange la scomparsa di Piero Palmucci, fondatore di Poggio di Sotto, una delle realtà più importanti del mondo del Brunello, da lui creata nel 1989 e condotta per 22 anni fino alla cessione al gruppo ColleMassari, nel 2011. “Conobbi Palmucci appena arrivò a Montalcino – ricorda il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci – in Svezia aveva un’azienda di autotrasporti ed era a digiuno di agricoltura e viticoltura. Per questo iniziò a frequentare Il Poggione, come amico, per chiedere consigli e capire come funzionava la produzione a Montalcino”. Poggio di Sotto era un podere intorno a Castelnuovo dell’Abate, che Palmucci ampliò acquistando terreni limitrofi. “È stato lungimirante, si è attorniato di collaboratori professionalmente validi, in primis Giulio Gambelli che gli seguiva la parte enologica - prosegue Bindocci - fu tra i primi ad intraprendere coltivazione biologica, dimostrando attenzione e grande rispetto verso la terra. Il suo era un vino di carattere tradizionale, un ottimo Brunello, che negli anni è riuscito a raggiungere risultati importanti e premi ampiamente meritati”.

A raccontare alcuni aneddoti di Piero Palmucci è anche Giampiero Pazzaglia, direttore generale di Poggio di Sotto. “Era una sera del novembre 1988, lavoravo da Argiano e arrivò un uomo. Mi disse: voglio lavorare per lei. Mi raccontò la sua storia, che era grossetano, che aveva conosciuto la moglie a Riva del Sole, che avevano vissuto in Svezia e che avevano un sogno: gestire una fattoria e fare vino. Però prima aveva bisogno di fare esperienza in un’azienda. Insomma, volevano fare gli operai da me! Gli rispondo: parliamone a gennaio. Aggiunsi che Beppe Bianchini vendeva un podere a Castelnuovo dell’Abate. La serata finì lì. Poi a primavera dell’anno successivo mi richiama e mi dice: ho seguito il tuo consiglio, ho comprato Poggio di Sotto. E dov’è, rispondo io. E lui: vieni a trovarmi, esci da Castelnuovo per andare a Sant’Antimo... fu così che iniziò la sua avventura”.

Pazzaglia ricorda Palmucci come una persona “tignosa, meticolosa. Un tipo particolare, ma molto legato alle tradizioni, alle sue visioni, che oggi sono una grande ricchezza per il territorio. Ha lasciato un patrimonio importantissimo a Montalcino. Il suo progetto è arrivato fino a noi e continua ad esistere a Poggio di Sotto”.

Palmucci (la foto è ripresa dal canale YouTube de L’AcquaBuona) costruì Poggio di Sotto dal nulla e arrivò fino a 32 ettari di terreno, di cui 12 a vigneto, prima di cedere la proprietà nel 2011 al gruppo ColleMassari dei fratelli Maria Iris Bertarelli e Claudio Tipa. Gli ultimi anni viveva nella sua casa al mare. “Lo rincontrai sei o sette anni fa, a Castiglion della Pescaia, con la bici elettrica e il suo sorriso gioviale – aggiunge Bindocci – non possiamo che ricordarlo con estremo piacere. Siamo vicini alla famiglia”.

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