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Laboratorio, giù il sipario. E in futuro...

Premio Città di Montalcino 2023“Bisogna proseguire nella strada che abbiamo intrapreso, che ha fatto del Laboratorio un interlocutore a livello internazionale a livello storiografico. Si possono sostanziare i rapporti con le scuole di Montalcino, c’è piena disponibilità dei collaboratori del Laboratorio e ci auguriamo che di qui a breve si possa mettere in piedi una serie di interventi. Il radicamento a Montalcino passa anche da un rapporto con i Quartieri, che c’è stato solo marginalmente. Anche quella è una pista sulla quale dobbiamo incamminarci. Ci sono poi delle ricerche di riferimento territoriale che possono essere compiute, tanta è la ricchezza della documentazione disponibile per quanto riguarda Montalcino e la Val d’Orcia. Ricerche nelle quali possono essere impegnati i più giovani tra i nostri allievi e collaboratori. Mi fa piacere che c’è piena disponibilità anche dell’amministrazione comunale”. Così Alfio Cortonesi, storico di Montalcino e professore all’Università della Tuscia di Viterbo, analizza a MontalcinoNews il percorso compiuto dal Laboratorio di Storia Agraria di Montalcino, la cui edizione n. 24, che ha messo al centro le pratiche di sostenibilità e l’utilizzo delle risorse nelle campagne medievali e moderne, si è chiusa stamattina nel Complesso di Sant’Agostino.

Laboratorio di Storia Agraria al Tempio del Brunello“Una sede perfetta, con spazi adatti e la giusta atmosfera”, sottolinea Mario Marrocchi, segretario del Cesscalc, il Centro Studi che organizza il Laboratorio. “Il taglio didattico è stato positivo, con grande interesse da parte della decina di studenti presenti. Studenti e studentesse, visto che c’è stata la prevalenza del genere femminile. È andato bene anche il collegamento da Parigi con lo storico francese Mathieu Arnoux; le esperienze da remoto sono interessanti, purchè rimangano limitate. Ci teniamo al fatto che il laboratorio resti in presenza. Il lavoro su documenti e fonti rimane centrale e per fortuna non ci hanno sostituito ancora con le macchine (ride, ndr)”.

Premio Città di Montalcino 2023, la cerimonia di consegnaC’è poi il Premio “Città di Montalcino”, che quest’anno ha visto anche il ritorno della sezione “arte, comunicazione e spettacolo”, andata all’esperto di Caravaggio e amico di Montalcino Bert Treffers, mentre la sezione storiografica se l’è aggiudicata il geografo Leonardo Rombai.

Chiusa un’edizione, già si pensa alla prossima. “Il modo di crescere c’è senz’altro, possiamo migliorare i risultati, la volontà non manca – conclude Alfio Cortonesi – il nuovo corso passerà attraverso un maggiore radicamento territoriale, senza venir meno ai nostri obiettivi scientifici. Il discorso per noi è stato sempre quello di scavare le radici di una problematica attuale, vedere la sua genesi per aiutare a risolverla. Quest’ultimo discorso può avere un radicamento territoriale più solido”.

Montalcino omaggia la civiltà contadina

Laboratorio di Storia Agraria di MontalcinoDue grandi studiosi ma anche due persone capaci di comunicare al grande pubblico il senso della loro ricerca e del loro pluriennale lavoro. Gli “alfieri” della civiltà contadina di Montalcino quest’anno sono Leonardo Rombai e Bert Treffers, vincitori del Premio “Città di Montalcino” 2023, che quest’anno torna in versione doppia (oltre alla sezione storica anche quella riservata ad arte, comunicazione e spettacolo) e sarà anticipato, il 2 settembre al Teatro degli Astrusi (ore 21.15), dallo spettacolo teatrale “Per una manciata di donne e terra”, che mette al centro la riforma agraria in Maremma, per la regia e l’adattamento di Martina Guideri, e il ruolo della donna, in passato meno evidente rispetto a quello dell’uomo ma non per questo meno faticoso o importante.

Il giorno dopo, domenica 3 settembre, nel Chiostro di Sant’Agostino (ore 18) si terrà appunto la consegna del Premio “Città di Montalcino per la storia della civiltà contadina”, promosso dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Brunello, in piena sintonia con il Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino. Il Premio conosce una stretta parentela con il Laboratorio internazionale di storia agraria, appunto organizzato dal Cesscalc: un altro, tradizionale appuntamento di Montalcino legato al primo fine settimana di settembre.

Se il Laboratorio è un’iniziativa prettamente scientifica, un’occasione per seguire delle lezioni didattiche tenute da docenti che sono universalmente riconosciuti tra i massimi esperti in tema di storia agraria, il Premio è un evento che intende rimarcare lo stretto rapporto ancora oggi palpitante a Montalcino tra presenza antropica e natura, tra insediamenti e ambiente. La civiltà contadina è la civiltà di Montalcino, una terra in cui cultura e agricoltura vanno a braccetto, senza nessun reciproco atteggiamento di autosufficienza o di distanza. Per questo, ormai quasi un quarto di secolo fa, si decise di approfondire anno per anno le conoscenze relative alla storia agraria affidandosi a studiosi come Massimo Montanari, Alfio Cortonesi, Gabriella Piccinni, Giuliano Pinto e Danilo Gasparini (fondatori del Cesscalc) ma, anche, di offrire un’occasione di immediata promozione della civiltà contadina, appunto tramite l’istituzione del Premio.

Si arriva così alla domenica 3 settembre quando, prima della cerimonia vera e propria, un ulteriore segno di ripartenza si può cogliere nella videoconferenza che il Cesscalc ha voluto ideare, in collegamento con Parigi, alle ore 10.45. Mathieu Arnoux, medievista e storico delle campagne presenterà in tale occasione il suo ultimo libro, Un monde sans ressources. L’iniziativa consentirà così di aprire un’ulteriore finestra per il mondo della ricerca verso il grande pubblico e per Montalcino stessa con quella dimensione globale che ormai raggiunge qualsiasi luogo.

L’assegnazione del premio avverrà nel Chiostro di Sant’Agostino a partire dalle ore 18 e vede tornare attive entrambe le sezioni in cui il premio si è articolato in passato. Una prima, riservata alla ricerca storica, ha conosciuto una regolare assegnazione anche in tempi recenti e premia, quest’anno, un geografo storico di livello assoluto: si tratta di Leonardo Rombai, assiduo cultore della storia rurale; mentre la seconda, rivolta al mondo della comunicazione, dello spettacolo e dell’arte, torna quest’anno premiando Bert Treffers, storico dell’arte conosciuto internazionalmente per i suoi studi su Caravaggio ma anche amico e cultore della storia e dell’identità montalcinese. L’evento verrà allietato da un intermezzo musicale con Cecilia Cuglitore al flauto traverso.

La giuria – composta da Silvio Franceschelli, Maddalena Sanfilippo, Lisa Baracchi, Fabrizio Bindocci, Donatella Cinelli Colombini, Alfio Cortonesi, Remo Grassi, Massimo Montanari, Giuliano Pinto e Manfredi Rutelli – è grata ai due premiati per aver accettato il premio così da rendersi alfieri della civiltà contadina di Montalcino per l’anno 2023/24.

Per ulteriori informazioni: info@centrostudimontalcino.it.

Rinviato al 2021 il Laboratorio di Storia Agraria

Alfio Cortonesi, docente di Storia medievale all’Università della Tuscia di ViterboIl programma era già tutto pronto, ma l’edizione 2020 del Laboratorio Internazionale di Storia Agraria, uno degli eventi di punta di Montalcino, non si farà. “Dato il carattere dell’iniziativa, in cui conta non poco anche il rapporto che si instaura fra docenti e giovani ricercatori, si è ritenuto non avesse senso ridurre il tutto al formato online”, spiega Alfio Cortonesi, storico di Montalcino, professore all’Università della Tuscia e fondatore nel 1997, con Massimo Montanari e Raffaele Licinio, del Centro di Studi per la Storia delle Campagne e del Lavoro Contadino, che un anno dopo diede il via al Laboratorio. Da allora, la prima settimana di settembre, Montalcino è sempre stata il punto di incontro dei principali studiosi di storia agraria e rurale, con lezioni aperte e borse di studio rivolte a giovani studiosi, laureandi, laureati, dottorandi e dottorati. Ma stavolta il Covid-19 ha fermato l’iniziativa, che ripartirà dal 2021 con tema (“Politiche per la campagna nell’Europa medievale”) e programma invariati. A breve invece arriverà una decisione sul Premio “Città di Montalcino”, promosso dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Brunello e assegnato ogni anno a personalità che nell’ambito della ricerca storica e nel mondo dello spettacolo contribuiscono a valorizzare la civiltà contadina. I membri della giuria si esprimeranno sul da farsi, è indubbio che il legame forte del Premio con il Laboratorio possa influenzare nella scelta finale.

Carocci, Petrarca e i contadini-soldato

Sandro Carocci, vincitore del premio Città di Montalcino 2019“Sono contentissimo del riconoscimento, per il suo prestigio e perché è molto sentito tra gli addetti al mestiere e non solo”. A parlare, alla Montalcinonews, è Sandro Carocci, professore ordinario di Storia medievale all’Università di Roma 2 Tor Vergata e vincitore del premio “Città di Montalcino” 2019. Carocci, che interverrà oggi al Laboratorio Internazionale di Storia Agraria (ore 15), prenderà parola anche durante la consegna del premio, domani pomeriggio in Piazza del Popolo (ore 17.30). “Proporrò una relazione dal titolo strano: “Francesco Petrarca e i contadini-soldato”. Petrarca era poco interessato ai contadini, però c’è un brano molto interessante che ci racconta il suo stupore. Petrarca sta andando a Roma per la prima volta in vita sua, si ferma 15 giorni nel Lazio del Nord e racconta in una lettera a un amico romano, Giovanni Colonna, quello che stava vivendo in quei giorni: l’emozione di vedere Roma ma anche lo stupore di un mondo di contadini così diverso dalla Toscana o dalla Provenza. I contadini laziali andavano a giro armati, con spade, lance, scudi, elmi. Ecco, Petrarca non sta raccontando frottole ma una realtà diversa. Voglio spiegare perché la società contadina del Lazio medievale è così militarizzata, perché ci sono i contadini-soldato, che oltre a lavorare la terra devono anche combattere in modo professionale”.

Portando il tema al giorno d’oggi, spiega Carocci, “adesso per fortuna la signoria non esiste più, il contadino è un lavoratore del tutto libero, non esistono più contratti agrari come la mezzadria, che sottoponeva i lavoratori della terra ad un controllo molto stretto. Oggi diventare contadino è prima di tutto una scelta economica, ma anche una scelta di vita, specialmente per le nuove generazioni”.

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La band Leggera e rock premiata da Montalcino

Leggera Electric Folk BandTra i momenti più attesi del Laboratorio di Storia Agraria c’è sicuramente la consegna del premio “Città di Montalcino”, riconoscimento promosso dal Comune e dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Se per la sezione “storiografia” sarà premiato Sandro Carocci, professore ordinario di Storia medievale all’Università di Roma 2 Tor Vergata, in quella dello “spettacolo” il nome prescelto è quello della Leggera Electric Folk Band, formazione musicale unica nel suo genere in Toscana, che unisce il rock alla poesia della musica popolare. Abbiamo contattato uno dei componenti, Gianmarco Nucciotti per parlare del background musicale della band amiatina e delle loro caratteristiche.“Siamo contenti di ricevere un premio del genere dalla città di Montalcino. Lavoriamo da quasi 10 anni insieme, un lavoro di ricerca, di studio e di arrangiamenti con cui vestire vecchi brani. Facciamo anche nuovi testi, la nostra musica è uscita fuori dalla Toscana ricevendo un’accoglienza molto positiva. Senza dubbio ricevere un premio da Montalcino ci fa piacere, vuol dire che sempre di più qualcuno si accorge di noi”. Due album all’attivo, la Leggera Electric Folk Band vanta collaborazioni con Riccardo Corso (che ha lavorato, tra gli altri, con Simone Cristicchi, Paola Turci, Max Gazzè) e Francesco Musacco (anche lui collaboratore di Cristicchi e in passato di Alex Baroni, Luca Carboni, Emma Marrone) ed è pronta a “fabbricare” un nuovo disco che arriverà nel decennale dalla nascita del gruppo. “Uscirà nel 2020 - continua Nucciotti - conterrà canzoni popolari per la maggior parte scritte da noi su temi di una volta ma che anche oggi rimangono molto attuali”. La Leggera Electric Folk Band ha una passione particolare per i canti d’amore e di osteria che vuole divulgare alle nuove generazione con la speranza che queste possano farle proprie e riproporle in futuro magari con nuovi aggiornamenti. La band, composta da dieci elementi, ripropone le vecchie canzoni popolari “vestendole” con un abito nuovo fatto di ritmi folk e rock. “Questo genere non deve cadere nel dimenticatoio - aggiunge Nucciotti - o essere riservate a un pubblico di pochi intimi. Siamo felici che davanti al palco vediamo gente di tutte le età, dai ventenni ai signori più anziani”. Quasi dieci anni di carriera sono un bel traguardo per un gruppo che oltre al talento porta avanti un messaggio che va oltre la musica ma parla di quello che eravamo e delle origini della nostra terra. Tra le soddisfazioni avute fino ad adesso c’è il significativo monologo scritto e interpretato da Simone Cristicchi e contenuto nell’album “Gente Allegra Iddio l’Aiuta”. Domenica a partire dalle ore 17.30 la Leggera Electric Folk Band sarà in Piazza del Popolo in formazione ridotta per ritirare il premio ed esibirsi per un concerto di circa mezz’ora. Vi consigliamo di venirli a trovare ascoltando parole e suoni.

I vincitori del Premio “Città di Montalcino” 2019

Sandro Carocci, vincitore del premio Città di Montalcino 2019Sandro Carocci e la Leggera Elettric folk band sono i vincitori del premio “Città di Montalcino” 2019, promosso dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Brunello, giunto all’edizione n. 20 e assegnato ogni anno a personalità che nell’ambito della ricerca storica e nel mondo dello spettacolo contribuiscono a valorizzare la civiltà contadina. La cerimonia di consegna si terrà il 1 settembre (ore 17.30) sotto le Logge di Piazza del Popolo.

Per la “sezione storiografia” sarà premiato Sandro Carocci, professore ordinario di Storia medievale all’Università di Roma 2 Tor Vergata. Carocci si occupa di storia economica e sociale dell’Italia tardo-medievale, con particolare riferimento a Roma, al Lazio e al Mezzogiorno d’Italia. Uno dei suoi ultimi titoli è dedicato alle signorie del Mezzogiorno (“Signorie di Mezzogiorno. Società rurali, poteri aristocratici e monarchia (XII-XIII secolo)”, Viella, 2015). La giuria del premio Città di Montalcino (composta da studiosi di alto livello della storia agraria come Massimo Montanari, Alfio Cortonesi e Giuliano Pinto, il sindaco e l’assessore alla cultura di Montalcino Silvio Franceschelli e Christian Bovini oltre a giornalisti, imprenditori e personalità del mondo della cultura e dell’arte come Sandro Ruotolo, Donatella Cinelli Colombini, Elisa Fanti, Lisa Baracchi e Manfredi Rutelli) ha voluto dare un riconoscimento alla sua costante attenzione per il mondo rurale e la condizione contadina, citando una sua monografia su Tivoli e le sue campagne, “Tivoli nel basso medioevo. Società cittadina ed economia agraria”. Carocci interverrà alla consegna del premio con un contributo dal titolo “Francesco Petrarca e i contadini-soldato”, tema che chiama in causa le corvées militari cui i contadini erano talora sottoposti in contesto di signoria rurale.

Leggera Electric Folk BandIl premio Città di Montalcino 2019 “sezione spettacolo” va alla Leggera Electric Folk Band, una formazione musicale unica nel suo genere in Toscana, che unisce il rock alla poesia della musica popolare. Il punto di forza della band è la rivalutazione dei vecchi canti popolari che avvicina un pubblico ampio alla memoria conservata nelle canzoni del passato contadino.

Il premio “Città di Montalcino” si affianca al Laboratorio di Storia Agraria, promosso dal Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino (CESSCALC) che ha sede a Montalcino e che quest’anno prenderà il via dal 30 agosto al 1 settembre (di cui Montalcinonews è media partner). Le lezioni, tenute dai principali studiosi di storia agraria e rurale, italiani e stranieri, sono rivolte a giovani studiosi, laureandi, laureati, dottorandi e dottorati, cultori della materia, docenti, operatori culturali. La partecipazione è libera e gratuita.

“Il Laboratorio e il premio Città di Montalcino per la storia della civiltà contadina sono due appuntamenti irrinunciabili per il nostro territorio - spiega il sindaco Silvio Franceschelli - che ogni anno salutiamo con piacere perché ci ricordano il passato e la tradizione che hanno dato a Montalcino i suoi tratti caratteristici e su cui vogliamo continuare a riflettere per costruire il nostro presente e il nostro futuro. Un grazie agli studiosi e ai componenti della giuria del premio che ogni anno ci danno modo di valorizzare la ricchezza che deriva dalla storia e dalla cultura contadina”.

“Da 21 anni Montalcino ha l’onore di ospitare un’iniziativa scientifica di alto livello come il Laboratorio di storia agraria - sottolinea l’assessore alla cultura, Christian Bovini -  e da due decenni ha potuto accogliere tanti ricercatori e personalità dell’arte e dello spettacolo che in diversi modi hanno saputo portare all’attenzione di tutti il mondo rurale e le sue eredità, dal regista Ermanno Olmi al cantante Simone Cristicchi, per citarne solo due esempi. Il nostro obiettivo oggi è quello di continuare a raccogliere il patrimonio, di conoscenze e di emozioni legate alla vita delle campagne, che questo doppio appuntamento di inizio settembre ci regala ogni anno”.

La cerimonia del Premio Città di Montalcino

Lo studioso Mauro AmbrosoliIn Piazza del Popolo si è tenuta la cerimonia del Premio “Città di Montalcino” per la Storia della Civiltà Contadina. Un appuntamento giunto alla diciannovesima edizione e strettamente collegato al Laboratorio di Storia Agraria che, arrivato nel 2018 al ventesimo anno di vita, ha dato vita a un lungo weekend di approfondimento, dibattiti e riflessioni. Merito del Centro di Studi per la Storia delle Campagne e del Lavoro Contadino, il motore culturale di questo evento che mobilita anche un bel numero di Università italiane. Introdotto dall’assessore Christian Bovini, che ha fatto gli onori di casa per conto dell’amministrazione comunale che appoggia il Laboratorio sin dalla sua nascita, il presidente del Centro Studi di Montalcino Massimo Montanari ha fatto il punto della situazione di quanto prodotto fino adesso. Un viaggio lungo venti anni e che ha attraversato momenti di profondi cambiamenti. Poi ci sono state le premiazioni, offerte dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino rappresentato oggi dal direttore Giacomo Pondini, con lo studioso Mauro Ambrosoli (anticipato dalle motivazioni del riconoscimento per la sezione Storiografica lette da Alfio Cortonesi) che ha fatto un intervento approfondito sottolineando il contributo della civiltà contadina alla preparazione alle innovazioni. Andrea Cresti, regista delle rappresentazioni del Teatro Povero di Monticchiello, ha introdotto il premio per la sezione Comunicazione e Spettacolo al Gruppo “Il Maggio” di Castiglione d’Orcia che sul finale ha fatto battere le mani ai presenti grazie ai canti della tradizione accompagnati da un brillante sottofondo musicale. Premio speciale all’artista David Riondino  che ha ricordato una sua esibizione proprio in piazza circa quindici anni fa e che per l’occasione ha regalato una bella dedica alla città. Un pomeriggio che ha visto la presenza di un discreto numero di persone per un evento che continua, con serietà e competenza, nella propria missione.

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Assegnato il Premio Città di Montalcino 2017

Cerimonia Premio Città di Montalcino 2017Si è appena conclusa la diciannovesima edizione del Laboratorio di Storia Agraria a Montalcino. Due giorni di dibattiti e approfondimenti a cui hanno partecipato esperti e studiosi accademici. Un appuntamento che si rinnova di anno in anno e ormai radicato nel territorio. Il Laboratorio di Storia Agraria, appuntamento firmato dal Centro studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino, prosegue nella propria mission confermandosi uno degli eventi nazionali di riferimento in chiave storiografica. Oggi, con una cerimonia in Piazza del Popolo, si è assegnato anche il Premio “Città di Montalcino” per la storia della civiltà contadina. Lo hanno vinto il professor Zeffiro Ciuffoletti e l’artista Ugo Chiti.

Dopo i saluti dell’assessore Bovini, ha preso la parola Alfio Cortonesi, Direttore del Centro studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino. “Al laboratorio - illustra Cortonesi - partecipano studiosi legati al mondo rurale e contadino, aspetti che sono per noi importanti da preservare nella storia e nella cultura. Il prossimo anno il Laboratorio festeggerà il ventennale, abbiamo raggiunto risultati molto buoni. Il Centro Studi ha promosso una serie di conferenze alla Scuola Primaria e al Linguistico, le riproporremo potenziandole. Vogliamo che il Laboratorio sia un radicamento alla società che lo ospita. Vorrei esprimere gratitudine a Cristina Paccagnini che il prossimo anno non ci potrà supportare (andrà in pensione ndr) ma anche alla Montalcinonews e alla WineNews per il supporto dato con cordialità”. “C’è passione nelle parole di Cortonesi - spiega l’assessore Christian Bovini - ringrazio il Laboratorio, avere dei punti fermi per noi è una certezza. Tante realtà lavorano compatte all’unisono, la Montalcinonews come media partner ma anche il Consorzio del Vino Brunello, l’Amministrazione Comunale e l’Ufficio della Cultura. Ringrazio tutti i membri della giuria”. Giuliano Pinto ha spiegato le motivazioni del premio assegnato a Zeffiro Ciuffoletti. Il professore di Storia Contemporanea dell’Università di Firenze, ha fatto un intervento articolato dal titolo “La vitivinicoltura italiana una rivoluzione di successo”. “La vitivinicoltura - ha introdotto Ciuffoletti - è la più grande rivoluzione di successo dopo l’Unità di Italia”. Al momento dell’unificazione, si legge nell’intervento, la prima statistica del Regno riportava che l’Italia esportava 322.841 ettolitri di vino prevalentemente da taglio. Mentre la Francia esportava sopra 3 milioni di ettolitri di vini di qualità. “Adesso l’abbiamo superata in termini di esportazione - ha aggiunto Ciuffoletti - nella grande competizione del vino l’Italia è vincente, questo è l’importante”. Il professore ha sottolineato come, quando è nato il Consorzio del Vino Brunello, c’erano circa 25 produttori, adesso ce ne sono migliaia con 9 milioni di bottiglie prodotte.

Qui subentra il fattore paesaggio e la sua compatibilità con numeri così importanti. Anche se, come spiega Ciuffoletti, il paesaggio italiano e toscano è stato fatto più dall’uomo che dalla natura. Spetta all’uomo cercare gli equilibri e la compatibilità, come da queste parti, in realtà, è successo. “Se non ci fosse stata la vitivinicoltura pensate al paesaggio come sarebbe cambiato. La conservazione del senso della misura è tipico della cultura toscana, abbiamo un senso di equilibrio che commuove gli studiosi che vengono qui. La bellezza del paesaggio è un valore aggiunto, per questo bisogna trovare il giusto equilibrio che viene dalla cultura dell’uomo, dalle sue necessità economiche, ma anche dal senso antico e classico, quella della misura”. E Montalcino è famosa nel mondo anche per il suo paesaggio e per riuscire a trovare una pregevole armonia tra tutte le componenti. Manfredi Rutelli ha invece elencato le motivazioni del premio per Ugo Chiti; è lui l’esponente del mondo dello spettacolo a cui è stato assegnato il “Città di Montalcino” grazie al suo linguaggio teatrale originale e sperimentale. Chiti ha ringraziato e subito dopo si è esibito in una performance che ha strappato applausi. I premi sono stati promossi dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino (presente il direttore Giacomo Pondini per la consegna dei riconoscimenti) e dal Comune di Montalcino.

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