Carlo III nuovo re. Quella visita a Montalcino...
La notizia della scomparsa della Regina Elisabetta ha fatto il giro del mondo in pochi istanti ed ha colpito anche Montalcino. Già perché c'è un legame tra la British Royal Family e il nostro territorio ed è legato al vino, scelto sovente per celebrare eventi speciali. Basti pensare che quando Elisabetta II d'Inghilterra sposò nel 1947 nell'Abbazia di Westminster il principe Filippo d'Edimburgo al banchetto di nozze fu servito, insieme a grandi champagne e vini francesi, il Brunello di Montalcino di Biondi-Santi. Stessa griffe che ritrovò il 28 aprile 1969 all'Ambasciata italiana di Londra, quando in occasione di una cena in onore della Regina, il presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat scelse personalmente il Brunello Riserva 1955, la bottiglia che "Wine Spectator" ha inserito, come unico vino italiano, tra le migliori del Novecento. Aneddoti preziosi, ripercorsi da WineNews per Adnkronos, che testimoniano la passione dell'amata Regina per il Belpaese. Oggi Carlo III farà il suo primo discorso da re. E qui a Montalcino i ricordi della sua visita sono impressi ancora nella memoria di molti. Il nuovo re è un grande amante della Toscana e dei suoi vini non poteva farsi mancare Montalcino nei suoi numerosi viaggi toscani. Carlo visitò Montalcino la prima volta negli anni ’80 (accolto da tanti curiosi), in compagnia dei marchesi Bona e Vittorio Frescobaldi (tra loro c'è un’amicizia che dura da anni, tanto che sono stati tra i pochissimi italiani invitati al matrimonio di William e Kate nel 2011, ai quali hanno donato pregiate bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva Castelgiocondo). Nel suo primo giorno a Montalcino, vissuto con il sorriso, e da allora c’è tornato spesso nel nostro territorio, Carlo si fermò all’Antica Fiaschetteria, storico locale Liberty che da decenni rappresenta, con i suoi arredi d’epoca, una delle soste obbligate per i visitatori, godendosi poi una passeggiata lungo le vie principali del paese. Non si fece naturalmente mancare, raccontano le cronache dell'epoca, un assaggio dei piatti tipici locali.
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