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Bboff 2021, il 6 marzo si svelano le stelle

Riccardo Talenti, vicepresidente del Consorzio del Brunello“Abbiamo rimodellato Benvenuto Brunello 2021 in sicurezza e con distanziamenti anti Covid, accoglieremo in numero limitato persone che potranno degustare i vini di 140 aziende serviti da sommelier”. Riccardo Talenti, vicepresidente e responsabile commissione marketing e comunicazione del Consorzio del Brunello, presenta così Bboff2021, di scena tutti i fine settimana di marzo (da sabato a lunedì, i biglietti si acquistano sul sito ufficiale) a cominciare da sabato 6 marzo, quando saranno svelate le stelle da assegnare alla vendemmia 2020. “Non abbiamo voluto abbandonare la tradizione – dice Talenti – premieremo l’ultima vendemmia e anche i nostri amici ristoratori ed enotecari italiani e internazionali con il premio Leccio d’Oro. L’evento si potrà seguire sui nostri canali social”.

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Montalcino, al via la vendemmia

La vendemmia 2017 si preannuncia la più scarsa degli ultimi decenniUva non abbondante ma sana, premesse per un’ottima annata e stavolta niente vendemmia anticipata, con i viticoltori che dopo il rischio peronospora incrociano le dita sperando in un meteo benevolo in questi ultimi giorni. Ci siamo, a Montalcino la vendemmia del Sangiovese sta per partire.

“Sicuramente non vendemmieremo prima del 15 settembre, anche se la maturazione è sopra l’80% e l’uva è sana per quanto in alcune zone ci sia stata la peronospora - spiega al Corriere Fiorentino Riccardo Talenti, produttore e vicepresidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino - la quantità è nella nostra media, dovremo imbottigliare 8 milioni di Brunello e 4 milioni di bottiglie di Rosso. Le premesse sono per una buona qualità, ma il meteo è un po’ un’incognita”. Anche Donatella Cinelli Colombini, presidente della Doc Orcia e produttrice di Brunello al Casato Prime Donne, punta sul rosso più prestigioso: “tra le due zone l’uva migliore è senza dubbio a Montalcino. E se avessimo un settembre assolato ci sarà una vendemmia a cinque stelle. Perché le piogge hanno reidratato il terreno, che ne aveva bisogno, e perché un’estate fresca è l’evento propulsivo di ogni grande vendemmia. Sulle piante c’è poca uva, tanto che non faremo diradamenti, ma sanissima”.

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