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“Via del Renaio, situazione vergognosa”

Rifiuti in Via del RenaioUn nostro lettore denuncia quella che giudica “una situazione vergognosa” in Via del Renaio, a due passi dal centro storico di Montalcino. Una zona residenziale e di passaggio verso aziende che vivono anche grazie al turismo. Il tema è ormai lo stesso: la raccolta rifiuti. Stamattina, alle ore 8.30, dopo il passaggio degli operatori ecologici, i sacchi lasciati fuori dal cassonetto (che è costantemente pieno) non sono stati ritirati.

“Per fortuna che con questo caldo i residui di cibo iniziano a generare un bell’aroma tutt’intorno e aiutano la biodiversità attirando simpatiche mosche e vespe - commenta ironicamente il lettore, Riccardo Bogi - non è la prima volta, capita spessissimo che quel punto di raccolta sia intasato per giorni, si accumuli immondizia che spesso viene lasciata fuori e magari non raccolta del tutto. Dovrebbe essere trovata una soluzione diversa per evitare che si sfoci nel degrado”. Bogi conclude spiegando che inizierà a “documentare la situazione giornalmente” per mostrare come appare la zona attorno al cimitero, dove ci vivono sempre più persone e famiglie.

Tari, +5%. “Ma nessun impatto per le famiglie”

Raccolta rifiuti Sei ToscanaTorna il turismo, riprendono le attività di aziende, bar, ristoranti e alberghi e crescono, giocoforza, i volumi della spazzatura. Così, quest’anno, il costo dei rifiuti a Montalcino aumenterà del 5%. Il dato arriva dall’assemblea dei 104 comuni dell’Ato Toscana Sud Est dopo aver approvato il Piano economico finanziario del 2022, che stabilisce i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per ciascun comune, da finanziare tramite la Tari. Se la media della provincia di Siena sorride (-3,99%, passando da 66,1 milioni del 2021 a 63,4 milioni) e 18 comuni beneficeranno di un importo ridotto – a partire da Siena (-9,6%), ma c’è chi va anche in doppia cifra come Chianciano (-12%), Radicondoli (-12,8%), Sinalunga (-17,4%) e Castiglione d’Orcia (-21%) – Montalcino è tra gli enti che registrano un aumento. La città del Brunello pagava il business dei rifiuti 1.753.187 euro nel 2021 e dovrà adesso pagarne 1.840.846 (87.659 euro in più).

“È una questione legata ai flussi e ai costi di gestione – sottolinea a MontalcinoNews il sindaco Silvio Franceschelli – ci sono stati dei flussi straordinari legati all’incremento produttivo. Come crescono il turismo e la mole dei rifiuti, cresce anche l’importo della tariffa. Ma non sarà percepito dalle famiglie, se non leggermente (l’aumento dovrebbe essere intorno all’1,2%, ndr). Mentre per le imprese vediamo quanto recuperiamo dall’evasione, che ogni anno è di almeno 50.000 euro, e poi faremo un bando nel mese di agosto per compensare gli aumenti. Il Comune di Montalcino metterà a disposizione tra i 70.000 e i 100.000 euro”.

Va precisato che il Piano economico finanziario, e l’aumento del 5% per Montalcino, disegnano uno scenario generale ma la tariffa finale della Tari dipenderà anche da un altro fattore. Da quest’anno infatti si applica in tutti i comuni il modello Arera (l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), che potrebbe portare a delle riduzioni per alcuni soggetti e a degli aumenti per altri (ad incidere anche il numero di persone nel nucleo familiare).

I comuni dell’Ato Toscana Sud Est, una volta ricevuto il Pef, dovranno approvare la Tari entro fine mese, il consiglio comunale di Montalcino lo farà il 30 maggio. “In futuro – conclude il primo cittadino – ci sarà un nuovo piano di gestione con un investimento di Sei Toscana di 150 milioni di euro che porterà a una stabilizzazione del sistema di raccolta e delle tariffe”.

Rifiuti ed escrementi in Via delle Scuole

Rifiuti in Via delle Scuole a MontalcinoArriva in redazione una segnalazione di un altro caso di rifiuti abbandonati (e non solo) a Montalcino. Stavolta ci spostiamo in Via delle Scuole, la strada parallela al corso, dove, scrive una nostra lettrice, “la maggior parte dei turisti transita per ammirare il paesaggio. Come cittadina di Montalcino vorrei fare presente l’indecenza che vi troviamo: spazzatura, lattine, mozziconi di sigaretta e purtroppo escrementi non solo di animali ma anche umani”.

Raccolta differenziata in calo a Montalcino

Raccolta differenziata in calo a MontalcinoNonostante un notevole incremento in gran parte della Provincia (+5,23%), a Montalcino la raccolta differenziata non riesce a decollare. Anzi, nei primi sei mesi del 2019 c’è stato un leggero passo indietro (-1,37%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati, elaborati dalla Montalcinonews, arrivano da Ato Toscana Sud, la macroarea che comprende i Comuni delle Province di Siena, Arezzo e Grosseto.

Da gennaio a giugno 2019, nel Comune di Montalcino, sono state prodotte 2.008 tonnellate di rifiuti urbani, delle quali 912 di differenziata (45,41%). Nella prima metà del 2018 i rifiuti erano maggiori (2.104 tonnellate) ma maggiore era anche la raccolta differenziata (46,78%). Va detto, comunque, che confrontando l’inizio del 2019 con tutto il 2018 (e non soltanto i primi sei mesi) il risultato diventa positivo (+0,7%), e andando a ritroso negli anni troviamo una discreta crescita (era il 41,42% nel 2017, il primo anno post-fusione).

Allargando l’orizzonte, in trend negativo nella Provincia di Siena, oltre a Montalcino, ci sono soltanto Chianciano, Monticiano, Rapolano e San Gimignano. La crescita maggiore arriva da Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Chiusdino, Montepulciano, Monteriggioni, Monteroni, Sinalunga, Sovicille e Trequanda. Chiusi è il comune più virtuoso (79,94%), seguito da Torrita (76,73%) e Sinalunga (74,18%), mentre la maglia nera va a Castiglione d’Orcia (21,14%).

Raccolta differenziata, i numeri a Montalcino

Raccolta differenziata, i numeri di Montalcino nel 2017È salita di pochissimo la percentuale di raccolta differenziata a Montalcino. I dati, riferiti al 2017 ed elaborati dalla Montalcinonews, arrivano dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse, società della Regione Toscana con ruolo di assistenza e supporto in ambito della gestione dei rifiuti. Al 31 dicembre 2017 il Comune di Montalcino (5.919 abitanti) ha prodotto 4.068 tonnellate di rifiuti, differenziandone 1.685, cioè il 41,42% (+0,38% rispetto al 2016). Resta alto il numero di chili pro capite: ogni cittadino ha prodotto 687,26 chili di rifiuti (erano 735 chili del 2016). Una diminuzione dovuta al fatto che i dati 2017 considerano Montalcino e San Giovanni d’Asso sotto un’unica amministrazione, mentre nell’anno precedente troviamo numeri separati: Montalcino che ricicla il 42,95% e produce 769 chili pro capite (complice anche l’alto numero di aziende), San Giovanni d’Asso che va malissimo nella differenziata (appena il 25,74%) ma si riscatta nel pro capite (544 chili).

Estendendo la ricerca alle altre zone limitrofe, i numeri di Montalcino risultano superiori a Siena (40,25% di differenziata), Abbadia San Salvatore (39,74%), Murlo (36,43%), Piancastagnaio (35,76%), Cinigiano (29,34%), Castel del Piano (21,79%) e Castiglione d’Orcia (19,34%) e inferiori a San Quirico (42,46%), Monteroni (50,76%), Buonconvento (52,10%), Pienza (63,23%), Asciano (65,30%) e Rapolano Terme (66,93%), questi ultimi due gli unici ad aver centrato l’obiettivo del 65% di differenziata stabilito dalla norma nazionale per il 2012. Montalcino si trova quindi molto distante dalla quota 65 e dalla media regionale (53,89%), anche se in zona c’è chi è messo peggio, visto che l’Ato Toscana Sud (Province di Arezzo, Grosseto, Siena e Comuni livornesi della Val di Cornia) si attesta al 39,4% (+1,2% rispetto al 2016). Decisamente meglio gli altri ambiti territoriali. Ato Toscana Centro (Città Metropolitana di Firenze e Province di Pistoia e Prato) e Ato Toscana Costa (Province di Lucca, Massa, Pisa e Livorno, tranne la Val di Cornia) totalizzano entrambi un 58,7% di differenziata.

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