xx

Sanguis Jovis, un'edizione da ricordare

Ieri ha preso inizio la quinta edizione di Sanguis JovisUn progetto unico e che cresce di anno in anno. A due settimane dalla chiusura a Montalcino della quinta edizione della Summer School Sanguis Jovis, Rodolfo Maralli, presidente dalla Fondazione Banfi che è la realtà organizzatrice della Summer School, fa un breve bilancio dell'edizione 2022. Una edizione “di grande successo e di altissimo spessore, una delle più riuscite di sempre, a cui hanno partecipato 24 selezionatissimi partecipanti, a fronte di oltre 80 candidature valide, a dimostrazione della crescente visibilità e autorevolezza dei nostri progetti culturali. Bella e eterogenea è stata la classe finale, equamente suddivisa tra student e professional, provenienti dalle principali università italiane e dalla più riconosciute aziende del territorio, di Montalcino e non solo. Tra loro, anche i due vincitori dei premi di laurea dedicati a Rudy e Alberto, due amici e colleghi che ci piace ricordare e celebrare attraverso la ricerca e l'insegnamento ai giovani, temi a loro tanto cari”.

Il tema di questa quinta edizione era “I Figli del Sangiovese nel Mondo” e sulle potenzialità di questo straordinario vitigno fuori dalla Toscana e dall'Italia. Coordinati dai professori Attilio Scienza e Alberto Mattiacci e con la preziosa presenza del Master of Wine Gabriele Gorelli, si sono avvicendati nelle lezioni (in aula e in campo) i migliori accademici e ricercatori italiani “che ci hanno portato - continua Maralli - la loro testimonianza, la loro esperienza e il loro punto di vista sul Sangiovese del presente e del futuro. Lezioni frontali, degustazioni (ben 6, con oltre 30 vini degustati) e vivaci dibattiti hanno arricchito la cultura di tutti, docenti e discenti, come solo la Summer School sa fare”. Maralli ha ringraziato chi sta dietro all'organizzazione ma anche i partner del progetto (c'è anche MontalcinoNews ndr) che hanno dato il loro contributo per permettere a tutti i partecipanti di “assistere gratuitamente (grazie alle borse di studio offerte ndr), con profitto e crescente interesse, a questa quinta edizione della Summer School Sanguis Jovis”.

Banfi, il ricordo per Rudy e Bilancio di Sostenibilità

Un momento della cerimonia del Premio di Laurea in Viticoltura ed Enologia Rudy Buratti

Ieri pomeriggio al Teatro degli Astrusi di Montalcino Banfi e Fondazione Banfi hanno presentato la terza edizione del Premio di Laurea in Viticoltura ed Enologia Rudy Buratti e il Bilancio di Sostenibilità 2020. La Fondazione Banfi, attraverso Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese, e la Scuola Enologica di San Michele all’Adige hanno deciso di ricordare la straordinaria figura di Rudy, prematuramente scomparso a gennaio 2018, attraverso un premio di laurea a lui dedicato in Viticoltura ed Enologia. Rudy, si era diplomato presso la Scuola Enologica di San Michele all’Adige nel 1981, ed era arrivato a Banfi nel 1983. Tra i principali protagonisti della straordinaria storia imprenditoriale dell’azienda leader nel territorio, Buratti è stato grande promotore della mission di Sanguis Jovis ed il premio intende ricordarne la figura umana e professionale, portandola ad esempio ai giovani del settore.

Il vincitore della terza edizione è Mario Wegher con lo studio sulla “Comparazione di due metodi per la riduzione della compattezza del grappolo nella Vitis Vinifera vs il Pinot Grigio”. Stefano Tiefenthaler, invece, è il vincitore della seconda edizione del Premio che, causa pandemia, non ha potuto svolgersi regolarmente nel 2020. Tiefenthaler ha presentato lo studio sulla “Determinazione della concentrazione di rotundone nei vini Syrah italiani”. Entrambi i vincitori, oltre a ricevere una borsa di studio, hanno la possibilità di frequentare gratuitamente la quarta edizione della Summer School “Sanguis Jovis” in corso in questi giorni ad Ocra Montalcino il cui tema affrontato è “Maturazione e maturità del Sangiovese: la ricerca di un equilibrio tra viticultura ed enologia”.

Presentato ufficialmente anche il Bilancio di Sostenibilità di Banfi che è consultabile nella sua forma estesa e nel suo abstract, a questo link: https://www.banfi.it/it/sostenibilita/.

“Ricordare Rudy è difficile tanto è stato il suo lascito culturale - commenta Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi - e il Premio di laurea giunto alla terza edizione e che sta riscuotendo un grandissimo successo è il modo migliore per ricordare un personaggio che aveva fatto dell'insegnamento, della ricerca, della passione e del trasferimento di questi concetti alle nuove generazioni un suo punto di forza: è in questo modo che ricorderemo il grande Rudy ora e per sempre”. E sul bilancio di sostenibilità Maralli ha risposto alla MontalcinoNews spiegando che si tratta di un progetto importante “che abbraccia quattro pilastri fondanti dell'azienda Banfi: il pionierismo, la ricerca, la condivisione e il rispetto”. Temi che hanno fatto dell'azienda un punto di riferimento a livello mondiale.

Di seguito il video della cerimonia al Teatro degli Astrusi di Montalcino con l'intervista completa a Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi.

L’Alta Scuola del Sangiovese si fa internazionale

Il SangioveseDa vitigno poco conosciuto, nei suoi aspetti tecnici e scientifici, a protagonista della ricerca e della divulgazione in un pubblico di non soli addetti ai lavori. Il salto culturale del Sangiovese si deve alla Fondazione Banfi, emanazione culturale della cantina leader del Brunello di Montalcino, che, dal 2017, ha istituito a Montalcino la “Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese”, il primo Centro Studi permanente sul Sangiovese che, ora, si prepara ad andare nel mondo. “Formazione, ricerca scientifica e comunicazione sono i tre punti chiave del nostro progetto culturale sul Sangiovese” ha sottolineato, nei giorni scorsi, a Roma, il presidente di Fondazione Banfi Rodolfo Maralli affiancato dal presidente di Sanguis Jovis Attilio Scienza e dal direttore Alberto Mattiacci. “La formazione si realizza ogni anno attraverso la Summer School, ne abbiamo già svolte tre, e la Winter School che, invece, è a cadenza biennale. La prima del 2018 ha avuto un grande successo. Il nostro progetto formativo in generale sta crescendo e riscuote grande interesse, a ogni edizione arrivano oltre 100 richieste per 20-25 posti a disposizione”. Ma l’idea, anticipa Maralli a WineNews, è “di portare il format della Scuola all’estero, oppure di far accedere studenti stranieri adeguandosi con docenti multilingue”.

Sul secondo pilastro che caratterizza l’Alta Scuola del Sangiovese, la ricerca scientifica, Maralli ha osservato che la Fondazione Banfi finanzia ricerche “di altissimo livello, due-tre all’anno, in ambito non solo agronomico ma anche manageriale e di marketing”.

Sul terzo aspetto qualificante della Scuola, quello della comunicazione, Maralli ha detto che la Fondazione intensificherà anche il suo ruolo di “casa editrice” avviato che ha già portato alla pubblicazione de “I Quaderni di Sanguis Jovis”, di cui è appena uscito il secondo, intitolato “Il Sangiovese del futuro - Cambiamenti tra clima, vitigno, mercato”, che raduna le conclusioni delle Summer School 2017 e 2018. Il prossimo progetto editoriale, che, a breve, vedrà la luce, sarà un magazine destinato a promuovere ulteriormente la cultura e la valorizzazione del Sangiovese.

Sono state, intanto, fissate per il 4-6 marzo 2020 e per il 6-10 luglio 2020 le date delle prossime Winter School e Summer School. “Come ogni anno ci aspettiamo - ha sottolineato ancora Maralli - adesioni superiori ai posti a disposizione, evidenziando che la metà degli ammessi ai Corsi, tra le domande prescelte che riguardino studenti non occupati, usufruiranno di borse di studio per la frequenza gratuita. L’unico costo per loro sarà arrivare a Montalcino, poi vitto e alloggio saranno offerti dalla Fondazione Banfi”.

“La prossima edizione della Winter School - ha anticipato il direttore Alberto Mattiacci - verterà sui valori della marca, in quanto la marca è una variabile aziendale fondamentale, che richiede competenza, e invece, salvo pochi casi, nel mondo del vino su questo aspetto c’è molta approssimazione. Ai nostri studenti insegneremo - ha aggiunto Mattiacci - che la marca è un edificio complesso che deve essere costruito su basi solide e deve resistere nel tempo. Il primo giorno di Corso porteremo in cattedra accademici ma anche rappresentanti di aziende, il secondo faremo più lavoro sul campo e ci concentreremo su chi ha costruito un piano di comunicazione per la marca e il terzo giorno vedremo perché la marca è un valore economico patrimoniale”.

Dei temi della prossima Summer School ha, invece, parlato il presidente della Scuola Sanguis Jovis, Attilio Scienza, osservando che l’attenzione sarà puntata sul momento di maturazione del vigneto, “quel mese e mezzo in cui si decide tutta la storia del vino. Proveremo ad analizzare tutti quei fattori ambientali che portano a quel fatidico mese e mezzo. Quest’anno abbiamo, invece, lavorato sul tema del terroir - ha raccontato Scienza - puntando ad incrociare la teoria con la pratica. Proprio questo incrocio manca in genere alla cultura formativa italiana. Abbiamo portato gli studenti sui vari terreni facendo spiegare dai geologi le caratteristiche dei vari appezzamenti e facendo poi assaggiare in cantina i vari vini per capire le diversità dei prodotti dei vari terroir. In aula si può raccontare quello che si vuole, ma se lo studente non sa giudicare con i suoi sensi...”.

Maralli: Montalcino nella mappa del grande jazz

Rodolfo Maralli, responsabile marketing e commerciale Banfi Srl“Il festival è cresciuto dal punto di vista di credibilità e audiance, ma soprattutto è diventato un punto fisso nella mappa del grande jazz. Dopo 22 anni molti musicisti chiedono di venire qui perché di festival ce ne sono tanti ma non con questa atmosfera, questa passione e questa competenza del pubblico. In 100 anni abbiamo educato il popolo italiano a bere grandi vini, in 22 anni lo abbiamo educato a una musica magari non per tutti ma che, se ascoltata con attenzione, è la perfetta accompagnatrice di un bicchiere di vino. Hanno gli stessi ritmi, la stessa meditazione e la stessa richiesta di cultura e attenzione”. A parlare, in una videointervista alla Montalcinonews, è Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi, l’emanazione culturale di Castello Banfi che, tra i tanti progetti, organizza ogni anno a luglio Jazz & Wine, uno dei festival jazz più longevi nel panorama europeo e uno dei più imitati. Un’idea vincente, quella di unire musica e vino di alta qualità, portata avanti nel tempo grazie alla collaborazione con il Comune di Montalcino e la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma, oltre a diversi parner storici.

Il sassofonista e cantante francese Sebastien Chaumont nelle storiche mura di Castello BanfiDopo l’anteprima del 2 luglio con il sassofonista e cantante francese Sebastien Chaumont, all’interno delle storiche mura di Castello Banfi, il festival si aprirà il 9 luglio sempre a Castello Banfi con una all stars band capitanata dall’affermato compositore, batterista e cantante messicano Israel Varela. Dal 10 al 14 luglio il festival si sposta nella Fortezza di Montalcino, che vedrà salire sul palco personaggi del calibro di Kurt Rosenwinkel, Dee Dee Bridgewater, Roberto Gatto e Stefano Di Battista (qui il programma completo).

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. Per info, prenotazioni e biglietti contattare la Proloco di Montalcino (0577 849331 / 348 8855416 - info@prolocomontalcino.com). I biglietti possono essere acquistati online su Eventbride.

Guarda il video:

“Vino e Mercati Terzi” a Roma con Maralli (Banfi)

Rodolfo Maralli, direttore sales e marketing per Castello BanfiDomani pomeriggio a Roma (Palazzo della Valle) si terrà il workshop “Vino e Mercati Terzi” promosso da Confagricoltura. Un evento importante arricchito dalla presenza di studiosi e addetti del settore e la cui conclusione dei lavori sarà a cura del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio. Nello spazio dedicato alle “Best Practice” è prevista la testimonianza di Rodolfo Maralli, sales & marketing director di Banfi che parlerà di mercati esteri.

Il Sangiovese del futuro non preoccupa

Si è conclusa l’edizione n. 2 della Summer School Sanguis Jovis della Fondazione BanfiSi è appena conclusa l’edizione n. 2 della Summer School Sanguis Jovis, il progetto di alta formazione tecnico-scientifica promosso dalla Fondazione Banfi e finalizzato alla conoscenza e alla condivisione del vitigno più importante d’Italia, il Sangiovese. Durante i suoi cinque giorni di lezioni frontali, approfondimenti “sul campo” e degustazioni mirate, è stato affrontato il tema estremamente attuale del cambiamento e delle sfide che ci attendono. “Clima, Vite, Cantina, Mercato: come sarà il Sangiovese del futuro?” è stato, infatti, l’ambizioso tema dibattuto dagli oltre 30 docenti intervenuti, tra professori universitari, ricercatori, enologi ed agronomi. Docenti che, con il loro prestigio e la loro riconosciuta esperienza, hanno dato lustro e spessore scientifico a tutto il progetto formativo di Sanguis Jovis.

“I 22 partecipanti, selezionati tra le oltre 70 domande pervenuteci, ci stanno riportando commenti entusiastici ed estremamente lusinghieri sia sulla qualità delle lezioni che, soprattutto, sulla bontà del progetto Sanguis Jovis più in generale”, spiega alla Montalcinonews Rodolfo Maralli, presidente della Fonzazione Banfi. “Un ulteriore sprone ad andare avanti e a guardare con fiducia ai prossimi progetti che, oltre alla formazione, si articoleranno anche sulla comunicazione del Sangiovese e sulla ricerca scientifica. Ci tengo a ringraziare la Montalcinonews per il preziosissimo e fondamentale contributo garantitoci e per l’altrettanto fondamentale copertura mediatica”.

Il Professore Attilio Scienza“Siamo partiti con delle premesse pessimistiche - commenta Attilio Scienza, presidente di Sanguis Jovis - avevamo ipotizzato che il cambiamento climatico potesse modificare i caratteri sensoriali di un vino che piace a molti. Ci siamo accorti invece che il Sangiovese ci ha battuti tutti! È un vitigno che ha attraversato periodi di grande caldo, freddo, siccità e piogge e si è creato un assetto genetico estremamente reattivo nei confronti dell’ambiente. Reagisce per superare lo stress, ma non modifica le sue caratteristiche. Questo ci dà molta fiducia per il futuro. Bisogna pensare anche che il cambiamento climatico è perlopiù di natura mediatica. I cambiamenti stagionali vengono amplificati dai media. 100 anni fa non c’erano tv e giornali, la gente affrontava il clima normalmente. Siamo soggetti ad un clima mutevole, con bombe d’acqua potenti, ma non abbiamo memoria storica del passato. Pensate che in 40 anni, qui a Montalcino, la temperatura media dell’ambiente è aumentata di appena 0,7°. Il Sangiovese è un vitigno straordinario che se la caverà sempre. Basta assecondarlo un po’, non forzarlo, non portarlo fuori dagli ambienti di vocazione. Ma se lo mettiamo nel posto giusto e lo coltiviamo bene, il vino buono lo berremo sempre”.

La Fondazione Banfi sta già lavorando alla prossima edizione della Summer School Sanguis Jovis, che si svolgerà nel mese di luglio 2019 e che avrà come tema di studio ed approfondimento “I Terroir del Sangiovese”. “Analizzeremo in modo approfondito i cinque-sei grandi territori dove si coltiva il Sangiovese - conclude Scienza - Valuteremo le differenze ma soprattutto cercheremo di trovare quegli elementi di comunicazione che possono aiutarci a rendere migliore questo vino”.

Guarda il video:

Si alza il sipario sul Jazz & Wine in Montalcino

Si alza il sipario sul Jazz & Wine in Montalcino“È il primo festival che ha unito musica jazz e vino di qualità. Un format imitato in tutto il mondo, anche in Napa Valley in California, e ne siamo felici perché dimostra la bontà del progetto. Tutti riconoscono che noi siamo stati i primi”. A parlare, in un’intervista alla Montalcinonews, è Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi e animatore del festival “Jazz & Wine in Montalcino”, che dopo l’anteprima di giovedì scorso con la band di Dayna Stephens è pronto ad esordire questa sera (ore 21.45) dentro le mura di Castello Banfi, la cantina ideatrice (assieme alla famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma) di questa brillante iniziativa giunta all’edizione n. 21. “Cominciamo coi Dirty Six, sei grandi musicisti italiani, giovani ma già affermati, espressione del contemporary jazz”, aggiunge Maralli. Sul palco Daniele Scannapieco (sax), Claudio Filippini (piano), Lorenzo Tucci (drums), Tommaso Scannapieco (bass), Gianfranco Campagnoli (trumpet) e Roberto Schiano (trombone).

Domani il festival si sposta nella trecentesca Fortezza di Montalcino con il tango jazz della “Jazz & Wine Orchestra” diretta da Mario Corvini e un grande ospite internazionale, il sassofonista e compositore argentino Javier Girotto. Due i set: si comincia con “Our Monk”, progetto dedicato alla musica di Thelonious Monk, preso come modello e riferimento per il suo approccio esecutivo eclettico e originale, per poi intraprendere un viaggio che approdi alle sonorità tradizionali argentine del tango riletto in chiave jazz. Una scommessa vinta quella della Jazz & Wine Orchestra: tra i primissimi credere in un progetto come questo, oggi l’orchestra, che si è aggiudicata il premio SIAE, è presente nei migliori festival nazionali ed è resident orchestra al festival di Montalcino dal 2015.

La rassegna prosegue il 19 luglio quando Joshua Redman, uno degli artisti più acclamati del panorama jazz internazionale, considerato fra i più importanti sassofonisti del mondo, salirà sul palco al fianco del trio del batterista Billy Hart, leggenda del jazz statunitense, dando vita a una vera e propria all stars band, con Ethan Iverson al pianoforte e Ben Street al contrabbasso.

Il 20 luglio si celebra il miglior jazz italiano con “Around Gershwin”, lo spettacolo di Giovanni Tommaso (c.bass) e Rita Marcotulli (piano), accompagnati dal talentuoso Alessandro Paternesi (drums). Il trio darà vita a un appuntamento trascinante con un repertorio dedicato a celebri standard di George Gershwin e ad alcune composizioni originali di Giovanni Tommaso, tra i senatori del jazz italiano.

Il festival prosegue il 21 luglio con “In Motion Beat”, la band che raggruppa musicisti di cinque diversi Paesi e che porta in Europa il meglio del melting pot newyorkese, città dove vivono e lavorano da anni. Il sound del gruppo rappresenta l’eterogeneo background culturale dei musicisti che lo compongono e che sono Eleni Arapoglou (vocals), Erin Bentlage (vocals), Daniel Rotem (saxophone), Mike Bono (guitar), Christian Li (piano), Luca Alemanno (bass) e Roberto Giaquinto (drums).

Gran finale il 22 luglio con l’altra grande star internazionale di questa edizione. Alla Fortezza di Montalcino arriva Christian McBride’s New Jawn. McBride è uno dei musicisti più autorevoli e rispettati del mondo musicale contemporaneo. Vincitore di ben cinque Grammy Awards, ha partecipato alla registrazione di più di 300 dischi di ogni genere. Il suo contrabbasso è il pilastro su cui hanno poggiato gli equilibri di innumerevoli band. Con lui Josh Evans (trumpet), Marcus Strickland (saxophone) e Nasheet Waits (drums).

E se dovessimo scegliere un vino ideale da abbinare al jazz? “La musica jazz è da meditazione, per riflettere, assaporare e godere la vita - risponde con un sorriso Maralli - quindi sceglierei un grande rosso toscano, come un Supertuscan o un Brunello di Montalcino, o se siamo in Piemonte va bene anche un Barolo. Ma dato che il festival nasce qui, direi che il Brunello è il vino giusto per un progetto che unisce i sensi raffinati del palato e dell’udito, per godere la musica sotto le stelle di Montalcino e in una Fortezza storica”.

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. Per informazioni, prenotazioni e biglietti contattare la Proloco Montalcino (0577 849331/348 8855416 - info@prolocomontalcino.com). Biglietti disponibili anche online su Eventbrite.

Guarda il video:

Back to top