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“Premio Rudy Buratti”, la cerimonia l’11 luglio

Ci ha lasciato Rudy Buratti, direttore enologo di BanfiHa riscosso un grande successo l’edizione n. 6 del Premio di Laurea in Viticoltura ed Enologia Rudy Buratti, riconoscimento ideato dalla Fondazione Banfi, in collaborazione con il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente di San Michele all’Adige e Assoenologi Trentino, come omaggio alla straordinaria figura umana e professionale di Rudy Buratti, che ha contribuito enormemente alla storia imprenditoriale di Banfi. La cerimonia del premio si terrà l’11 luglio alla cantina Banfi e vedrà l’esposizione della tesi del vincitore Paolo Viviani, dal titolo “Gene editing of grapevine protoplasts using a microfluidic platform”. Grazie al riconoscimento, Viviani potrà partecipare alla Summer School 2024 di Sanguis Jovis, dall’8 al 12 luglio a Montalcino, che avrà come tema “Annata 2034: cosa berremo? Scenari reali per futuri possibili”.

Premio Buratti a Silvia Morando (Università di Trento)

Premio Rudy Buratti n.5: la premiazione sul palco del Teatro degli Astrusi di MontalcinoIeri pomeriggio il Teatro degli Astrusi di Montalcino ha ospitato la cerimonia di premiazione della quinta edizione del Premio Rudy Buratti, lo storico direttore enologo della cantina leader del Brunello di Montalcino, scomparso prematuramente nel gennaio 2018 e ancora nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Buratti è stato uno dei protagonisti nella storia imprenditoriale unica e di grande successo di Banfi. La Fondazione Banfi e il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente di San Michele all'Adige, in collaborazione con Assoenologi Trentino, con questo premio intendono omaggiare la figura umana e professionale di Rudy (diplomato presso la Scuola Enologica di San Michele all'Adige nel 1981), portandola ad esempio ai giovani del settore. Il premio, attribuito ad una tesi/elaborato finale di laurea triennale in Viticoltura ed Enologia a carattere sperimentale, che abbia affrontato tematiche di ambito viticolo ed enologico, quest'anno è stato assegnato a Silvia Morando (Università di Trento) che ha prodotto una tesi dal titolo "La mineralità dei vini: indagine sul significato sensoriale del termine". Per lei un premio di 1.500 euro e la possibilità di frequentare gratuitamente la Summer School Sanguis Jovis, edizione n.6, in fase di svolgimento fino al 14 luglio. Rudy Buratti, sul palco del Teatro degli Astrusi, è stato ricordato da Silvio Franceschelli, sindaco di Montalcino e senatore della Repubblica; Rodolfo Maralli, presidente di Banfi; Elizabeth Koenig, direttore hospitality di Castello Banfi Wine Resort; Remo Grassi, presidente Fondazione del Brunello e per oltre 40 anni tra i più importanti protagonisti di Banfi. Assente il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Iniziata intanto la sesta edizione di Sanguis Jovis: nel primo giorno di lezioni ed incontri i partecipanti hanno approfondito il discorso su quattro temi fondamentali come scienza, terra, tecnologia e mercato.

Banfi, il ricordo per Rudy e Bilancio di Sostenibilità

Un momento della cerimonia del Premio di Laurea in Viticoltura ed Enologia Rudy Buratti

Ieri pomeriggio al Teatro degli Astrusi di Montalcino Banfi e Fondazione Banfi hanno presentato la terza edizione del Premio di Laurea in Viticoltura ed Enologia Rudy Buratti e il Bilancio di Sostenibilità 2020. La Fondazione Banfi, attraverso Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese, e la Scuola Enologica di San Michele all’Adige hanno deciso di ricordare la straordinaria figura di Rudy, prematuramente scomparso a gennaio 2018, attraverso un premio di laurea a lui dedicato in Viticoltura ed Enologia. Rudy, si era diplomato presso la Scuola Enologica di San Michele all’Adige nel 1981, ed era arrivato a Banfi nel 1983. Tra i principali protagonisti della straordinaria storia imprenditoriale dell’azienda leader nel territorio, Buratti è stato grande promotore della mission di Sanguis Jovis ed il premio intende ricordarne la figura umana e professionale, portandola ad esempio ai giovani del settore.

Il vincitore della terza edizione è Mario Wegher con lo studio sulla “Comparazione di due metodi per la riduzione della compattezza del grappolo nella Vitis Vinifera vs il Pinot Grigio”. Stefano Tiefenthaler, invece, è il vincitore della seconda edizione del Premio che, causa pandemia, non ha potuto svolgersi regolarmente nel 2020. Tiefenthaler ha presentato lo studio sulla “Determinazione della concentrazione di rotundone nei vini Syrah italiani”. Entrambi i vincitori, oltre a ricevere una borsa di studio, hanno la possibilità di frequentare gratuitamente la quarta edizione della Summer School “Sanguis Jovis” in corso in questi giorni ad Ocra Montalcino il cui tema affrontato è “Maturazione e maturità del Sangiovese: la ricerca di un equilibrio tra viticultura ed enologia”.

Presentato ufficialmente anche il Bilancio di Sostenibilità di Banfi che è consultabile nella sua forma estesa e nel suo abstract, a questo link: https://www.banfi.it/it/sostenibilita/.

“Ricordare Rudy è difficile tanto è stato il suo lascito culturale - commenta Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi - e il Premio di laurea giunto alla terza edizione e che sta riscuotendo un grandissimo successo è il modo migliore per ricordare un personaggio che aveva fatto dell'insegnamento, della ricerca, della passione e del trasferimento di questi concetti alle nuove generazioni un suo punto di forza: è in questo modo che ricorderemo il grande Rudy ora e per sempre”. E sul bilancio di sostenibilità Maralli ha risposto alla MontalcinoNews spiegando che si tratta di un progetto importante “che abbraccia quattro pilastri fondanti dell'azienda Banfi: il pionierismo, la ricerca, la condivisione e il rispetto”. Temi che hanno fatto dell'azienda un punto di riferimento a livello mondiale.

Di seguito il video della cerimonia al Teatro degli Astrusi di Montalcino con l'intervista completa a Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi.

La terza edizione del Premio Rudy Buratti

Rudy BurattiLunedì 20 settembre alle ore 18.30 si svolgerà al Teatro degli Astrusi di Montalcino la presentazione della terza edizione del Premio Rudy Buratti e del Bilancio di Sostenibilità 2020. Un evento firmato da Banfi, azienda leader del territorio e Fondazione Banfi, nel giorno in cui inizierà la quarta edizione della Summer School Sanguis Jovis dal titolo “Maturazione e maturità del Sangiovese - La ricerca di un equilibrio tra viticoltura ed enologia”. Il premio è un omaggio a una grande persona ed a un professionista esemplare, Rudy Buratti, rimasto nel cuore di tutti ed è attribuito ad una tesi/elaborato finale di laurea che abbia affrontato tematiche di ambito viticolo ed enologico. In ottemperanza alle vigenti disposizioni, sarà possibile l'accesso al Teatro degli Astrusi di Montalcino ad un numero limitato di partecipanti.

Montalcino omaggia Buratti. Consegnato il Premio di Banfi

La consegna del 1° premio di laurea in Viticoltura ed Enologia dedicato a Rudy BurattiIl 15 luglio, al Teatro degli Astrusi di Montalcino, si è svolta la consegna del 1° premio di laurea in Viticoltura ed Enologia dedicato a Rudy Buratti, direttore enologo di Banfi scomparso nel gennaio 2018. Un’iniziativa della Fondazione Banfi, come spiega il presidente della Summer School Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese Attilio Scienza. “L’idea è nata in modo corale tra chi ha lavorato con Rudy per arrivare ad avviare la Summer School - sottolinea alla Montalcinonews il professore dell’Università di Milano - che è il risultato di tanti soggetti e tra i più animati è stato proprio Rudy. Bisognava ricordarlo, bisognava dare la testimonianza di questa sua azione e quale modo migliore se non istituire un premio per un enologo di una scuola in cui Buratti si è laureato, la Scuola Enologica di San Michele all’Adige?”.

Stefano Delledonne ha vinto il 1° premio di laurea in Viticoltura ed Enologia dedicato a Rudy BurattiA vincere la prima edizione del premio “Rudy Buratti” è stato Stefano Delledonne, con uno studio innovativo legato alla conservazione del vino su uno scaffale di un supermercato. “L’obiettivo è di simulare le reali condizioni di un supermercato e vedere l’influenza che ha sulla luce e sulla conservazione del vino bianco”, commenta Delledonne, che si dice onorato di essere a Montalcino. “È una grande occasione per me, sono sempre stato affascinato dai vostri territori”.

Attilio Scienza, presidente della Summer School Sanguis JovisDelledonne ha vinto una borsa di studio di 1.500 euro e la possibilità di frequentare gratuitamente la terza edizione della Summer School, che si tiene dal 15 al 19 luglio nel Complesso di Sant’Agostino ed è dedicata ai terroir del Sangiovese in Toscana. “Si tratta di un aspetto pratico - aggiunge Scienza - vogliamo portare i ragazzi in campagna, nei vigneti, per far vedere le radici, il terreno e toccare con mano il ruolo e il significato del terroir. È una testimonianza importante, forse l’unico esempio che viene realizzato in Italia per mettere finalmente a contatto il significato spesso mitologico del terroir con una degustazione che concretizza lo stesso terroir in un vino con dei precisi descrittori sensoriali”.

Nel corso della serata sono intervenuti sul palco il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli, il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci, il presidente della Fondazione Banfi Rodolfo Maralli, il presidente di Banfi srl Enrico Viglierchio e la moglie di Rudy, Ursula Ciola, presente assieme a sua figlia Alexandra.

Guarda il video:

Un premio di laurea dedicato a Rudy Buratti

Rudy BurattiUn omaggio a una grande persona e a un professionista esemplare. Che ancora è nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto e che gli hanno voluto bene. La Fondazione Banfi, attraverso Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese e la Scuola Enologica di San Michele all’Adige, ha deciso di ricordare la figura di Rudy Buratti, il Direttore Enologo di Banfi prematuramente scomparso a gennaio 2018, dedicandogli un premio di laurea in Viticoltura ed Enologia. Rudy Buratti, diplomatosi presso la Scuola Enologica di San Michele all’Adige nel 1981, arriva a Montalcino nel 1983, divenendo uno dei protagonisti principali della straordinaria storia imprenditoriale di Banfi. Il premio, in perfetta linea con la mission di Sanguis Jovis, di cui Buratti era stato grande promotore, intende ricordarne la figura umana e professionale, portandola ad esempio ai giovani del settore. Il bando ha riscosso successo, con oltre trenta elaborati arrivati. Vincitore di questa prima edizione è Stefano Delledonne con uno studio innovativo, legato alla conservazione del vino nella distribuzione moderna: “Come evolve il vino conservato su uno scaffale di un supermercato? Valutazione di parametri chimici, fisici e sensoriali”. Il progetto prevedeva la valutazione delle caratteristiche sensoriali (olfattive), fisiche (colore) e chimiche (riboflavina) di bottiglie di vino bianco, prodotte con varietà differenti, esposte alla luce con conseguente comparsa del difetto noto come “gusto di luce”. Al vincitore, oltre a ricevere una borsa di studio, sarà data la possibilità di frequentare gratuitamente la prossima Summer School (15-19 luglio 2019). La presentazione ufficiale dell’edizione 2019 del Premio di Laurea in Viticoltura ed Enologia Rudy Buratti avrà luogo il 15 luglio alle ore 18.30 presso il Teatro degli Astrusi di Montalcino. “Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese”, che proprio il 15 luglio si appresta a dare il via alla terza edizione della Summer School, dal tema “I Terroir del Sangiovese In Toscana: Conoscenza, Storytelling, Mercato”, continua il suo percorso a tre anni dalla propria nascita con l’obiettivo di potenziare, difendere e diffondere il valore prodotto dalla vitienologia del Sangiovese di Montalcino e della Toscana.

Il tributo di Assoenologi a Rudy Buratti

Ci ha lasciato Rudy Buratti, direttore enologo di BanfiCon il suo lavoro ha contribuito a far crescere e qualificare l’intera professione e chi, a partire dai più giovani, conoscendone la filosofia e la sua messa in pratica, intraprende il suo stesso mestiere: da enologo ad enologo, domani all’Hosteria Toblino a Sarche di Calavino, Assoenologi dedica un ricordo-tributo alla professionalità ed eredità di Rudy Buratti, direttore enologo di Banfi, prematuramente scomparso, le cui radici affondano proprio in Trentino. Con una “foglia di Sangiovese”, simbolo della passione per la vite ed il vino.

È dai vigneti trentini che Buratti era “sceso” in Toscana, per entrare in Banfi, giovanissimo, nel lontano 1983, innamorato della cantina che ha fatto conoscere il Brunello di Montalcino nel mondo, dove aveva lavorato al fianco dell’enologo-manager Ezio Rivella per quasi 20 anni, prima di assumersi, a partire dal 1999, la totale responsabilità produttiva dell’azienda, artefice di alcuni tra i vini italiani più rappresentativi ed emozionanti. “Una professionalità guidata da un forte carattere, tipicamente trentino, lucido e preciso, e com’è proprio di un grande enologo - lo ricorda il direttore di WineNews Alessandro Regoli - ma anche da una grande passione che abbiamo condiviso in una lunga amicizia, con me, toscano schietto, scorbutico e un po’ brontolone, e che, grazie ad un dialogo ed uno scambio costante di idee, ha permesso di accrescere competenze e professionalità anche nel mio mondo, quello della comunicazione enologica”.

Banfi e il ricordo per Rudy Buratty a Vinitaly

Gabriele Pazzaglia, Matteo Bagnoli e Marica MencarelliUna giornata che ha commosso i presenti ma che, allo stesso tempo, ha saputo guardare al futuro con fiducia e ottimismo. Perché quello che di grande è stato fatto in passato continuerà a vivere. Oggi a Vinitaly, Banfi ha ricordato Rudy Buratti, l’indimenticato enologo scomparso, troppo presto, lo scorso gennaio. Per l’iniziativa “I 3 vini del cuore di Rudy Buratti” hanno fatto sentire in tanti la loro presenza tra quelli che hanno lavorato a fianco di questa persona che è rimasta nel cuore di Montalcino e non solo. Il ricordo è stato toccante e puro. Ha parlato Enrico Viglierchio, direttore generale di Banfi, Marica Mencarelli, Gabriele Pazzaglia e Matteo Bagnoli, ovvero il giovane team che ha reso omaggio al maestro attraverso i suoi vini: Mencarelli ha presentato l’Excelsus 2014, Pazzaglia il Brunello di Montalcino Poggio alle Mura Riserva 2007 e Bagnoli il Florus 2014. Una giornata dove il cuore e i sentimenti hanno guardato verso il cielo. Rudy ne sarà orgoglioso.

Banfi ricorda Buratti a Vinitaly

Ci ha lasciato Rudy Buratti, direttore enologo di BanfiAnche Banfi sarà protagonista del prossimo Vinitaly (15-18 aprile) con numerose iniziative in calendario. Domenica 15 aprile, alle ore 15, la Fondazione Banfi illustrerà “I nuovi progetti di Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese”. I professori Attilio Scienza e Alberto Mattiacci, rispettivamente Presidente e Direttore Scientifico di Sanguis Jovis e Rodolfo Maralli, Presidente della Fondazione Banfi, esporranno un aggiornamento sul progetto nato un anno fa e introdurranno il programma della seconda edizione della Summer School che avrà come titolo “Quale sarà il Sangiovese del futuro?” (10-14 settembre 2018 ad OCRA, Scuola Permanente dell’Abitare a Montalcino). A seguire Gabriella De Lorenzis e Leila Caramaico presenteranno i risultati del primo grant di ricerca finanziato dalla Fondazione Banfi, sempre all’interno del progetto di Sanguis Jovis: “Il miglioramento della produttività e della qualità dell’uva e del vino, attraverso la valorizzazione delle risorse naturali”.

Lunedì 16 aprile, alle ore 11, l’evento “Banfi: 1978-2018, 40 anni di successi, di storia e di conoscenza”. Cristina Mariani-May e Enrico Viglierchio, rispettivamente CEO e Direttore Generale di Banfi, con numerosi aneddoti e storie ripercorranno le tappe salienti della storia di Banfi, dalle prime barbatelle piantate fino ad oggi. Al termine si potrà degustare, in anteprima, il vino celebrativo, prodotto in edizione limitata: “Quaranta”. Il vino ripercorre le annate più significative della storia di Banfi, in un assemblaggio di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah. Sempre lunedì 16 aprile, alle ore 15, sarà di nuovo la volta della Fondazione Banfi con i risultati dell’altro grant di ricerca, con il professore Fabio Babiloni, dell’Università La Sapienza che spiegherà “Le ricerche sul neuromarketing e la narrazione del Sangiovese”. Un’analisi delle reazioni della mente umana agli stimoli neurologici percepiti in una degustazione di vino a base Sangiovese. A seguire la professoressa Costanza Nosi, dell’Università LUMSA di Roma, esporrà i risultati della sua ricerca: “La comunicazione on e offline del Sangiovese, nelle diverse declinazioni di vitigno, uva e vino, nei mercati stranieri”.

Martedì 17 aprile, alle ore 11, arriverà un momento di grande emozione con “I 3 vini del cuore di Rudy Buratti”. Un pensiero a Rudy attraverso i suoi vini, presentati dal trio che compone il giovane team da lui guidato fino alla sua scomparsa, avvenuta lo scorso gennaio. Un ricordo dal cuore e con il cuore.

In mezzo agli eventi ufficiali, momenti più o meno ludici, come l’incontro con Alessandro Baronciani, l’illustratore che ha disegnato l’etichetta dell’Edizione Limitata de La Pettegola (martedì 17 aprile, ore 12:30-13:30, solo su prenotazione) o i tre momenti di aperitivo Jazz&Wine, ogni giorno alle ore 16.30, in cui si presenteranno i nuovi vini Banfi: Cost’è, il nuovo rosé, Bepop, l’Asti Secco e le edizioni limitate del Tener.

Banfi, modello di amore e filosofia unica

Rudy Buratti e Cristina Mariani-MayL’ultimo saluto a Rudy Buratti è stato doloroso e commovente. Ma il direttore enologo di Banfi, scomparso prematuramente a soli 56 anni, rimarrà sempre nei cuori di tutti quelli che lo hanno conosciuto e che ne hanno apprezzato le grandi doti umane e professionali, qualità non sempre scontate nel mondo del vino. La storia di Buratti si lega a doppio filo a quella di Banfi e non verrà dimenticata perché sono pagine di inchiostro vivo, sono un pezzo di storia della città e del suo cambiamento avvenuto negli ultimi decenni. Rudy, “un trentino fino al midollo”, come ha detto alla Montalcinonews Ezio Rivella, è arrivato nella terra del Brunello giovanissimo, poco più che ventenne. Ha assistito, partecipando come protagonista, al successo internazionale dell’azienda che ha trascinato dietro di sé un intero territorio proiettando il nome di Montalcino a un livello fino a quel momento sconosciuto. Il “modello Banfi” ha fatto scuola ed è stata una rivoluzione per il mondo del vino. Ma un esempio imprenditoriale vincente non può resistere nel tempo se non possiede una sincera filosofia di amore per il territorio e soprattutto verso coloro che, con passione e impegno quotidiano, rendono possibile tutto ciò. Sono le persone, ovvero il capitale di un’azienda, quelle per cui Banfi ha dimostrato profondo rispetto e attaccamento. Cristina Mariani-May, proprietaria di Castello Banfi, ha voluto esserci al funerale di Buratti. Lo ha fatto senza “far rumore”, prendendo un volo dagli Stati Uniti e mischiandosi con la gente, con le persone che hanno conosciuto Rudy e che gli hanno voluto bene. Ha pronunciato delle parole che hanno toccato il cuore. Il suo saluto a Buratti si è trasformato un secondo dopo nel saluto di tutti. La presenza di Mariani-May è stata silenziosa e discreta ma il suo bel gesto non è passato inosservato. Perché è stato di cuore, umile e sincero. Proprio come era Rudy.

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