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Le api trovano casa all'Abbazia di Sant'Antimo

Api a Sant'Antimo (foto pagina Facebook Abbazia di Sant'Antimo)L'Abbazia di Sant'Antimo, capolavoro dell'architettura romanica che leggenda vuole sia stata costruita all'epoca del Sacro Romano Impero (XI secolo) per volontà di Carlo Magno, ha dei nuovi ospiti o meglio delle amiche speciali. Sono le api, con alcune famiglie di questi insetti che da qualche giorno sono arrivate in uno dei luoghi più belli che esistano al mondo. Le api richiamano subito alla biodiversità ma trovano anche molti collegamenti con il simbolismo religioso. L'operosità in primis, aspetto che fa parte della vita dell'Abbazia, basti pensare al motto dei monaci benedettini "ora et labora" che scandiva le loro giornate. Le api sono citate più volte nella Bibbia, la terra promessa di Dio "dove scorre latte e miele", frase tra le più famose e iconiche del "Libro Sacro". E poi l'Exultet, l'inno che viene cantato nella notte di Pasqua con l'antico testo che omaggia le api. Senza dimenticare che la cera di questi insetti è stata storicamente utilizzata per le candele ed i ceri.
Storia, religione ma anche cultura: negli ultimi anni dal Louvre di Parigi (nel vicino giardino delle Tuilieres) al Giardino di Boboli nelle Gallerie degli Uffizi a Firenze, le api, preziosissime per l'equilibrio del nostro ecosistema, sono state accolte e difese. Prossimamente a Sant'Antimo saranno organizzate anche delle visite guidate.

(Foto: pagina Facebook Abbazia di Sant'Antimo)

La degustazione di liquori all'Abbazia di Sant’Antimo

L'Abbazia di Sant'AntimoAd aprile doppio appuntamento dell’Officina dell’Arte Spirituale all’Abbazia di Sant’Antimo. Si comincia il 9 aprile con “L’alchimia del gusto”. Alle ore 14.45 ritrovo in Abbazia, alle ore 15 visita guidata dell’Abbazia e della Via della Luce e alle ore 16 degustazione di amari con Aurelio Visconti, l’artigiano che trasforma le spezie in liquori senza tempo, con abbinamento di prodotti tipici. Costo di 12 euro.

Il 24 aprile si terrà la “Visita guidata tra storia e liquori”. Alle ore 14.45 ritrovo in Abbazia, alle ore 15 visita guidata dell’Abbazia e della Via della Luce e alle ore 16 degustazione di amari della Farmacia monastica con abbinamento di prodotti tipici (costo di 12 euro).

Si ricorda che per la partecipazione è necessaria la prenotazione: 0577 286300 o antimo@operalaboratori.com.

Padre Andrea Forest ci ha lasciati

Padre Andrea Forest (foto: pagina Facebook Abbazia di Sant'Antimo)La notizia della sua scomparsa ha creato un senso di vuoto immediato per chi lo ha conosciuto e per tutti i fedeli. Ci lascia Padre Andrea Forest, colui che aveva creato una comunità di Canonici Regolari Premostratensi a Sant'Antimo per ridare vita all’Abbazia (su richiesta dell’allora Arcivescovo di Siena, Monsignor Staccioli) nel 1979. Un pezzo di storia di Montalcino, un punto di riferimento spirituale e sociale per 36 anni con la comunità dei Norbertini che è stata presente fino al 2015, anno di trasferimento all'Abbazia di Frigolet (Avignone) in Francia. E proprio a Frigolet domani si terranno i funerali di Padre Andrea Forest che era nato nel 1931 in Bretagna.

La notizia della sua scomparsa ha generato commozione per le tante persone che lo avevano apprezzato e voluto bene. Tra questi anche Raffaella Lambardi, per anni presidente dell'Associazione Amici di S.Antimo, una realtà che nacque per sostenere questa comunità religiosa e che fece tanto per la spiritualità del posto, per i giovani e la cultura. Fu lei il 22 novembre 2015 durante la Messa di saluto per il trasferimento della comunità Premostratense nell'Abbazia di Frigolet, ha portare ai monaci il ringraziamento dell'Associazione per i 36 anni di permanenza a Sant'Antimo. Fu un momento emozionante, l'addio dei Canonici Regolari Premostratensi colpì molto la comunità locale.

"Per il territorio è stato un periodo importante - dice Lambardi a Montalcinonews.com - una fucina di progetti nuovi, l'Abbazia di Sant'Antimo ebbe una rinascita, ci veniva il mondo intero a frequentarla e questo grazie al carisma di Padre Andrea Forest. Si aprì una nuova epoca. Tanta gente con una cultura importante desiderò scoprire Sant'Antimo. Noi come associazione facevamo cose per le scuole, furono anni importanti per la liturgia, la scuola di canto. Padre Andrea era rimasto attaccato alle persone che lo avevano sostenuto: ho ancora sulla scrivania la sua ultima lettera inviatami prima di Natale nella quale mi parla dei suoi novanta anni, che presto arriverà la fine e dice "un altro spostamento... senza ritorno". Raffaella Lambardi ha scritto anche un post con un ricordo personale dove esprime tutto il suo affetto e riconoscenza. Nella pagina Facebook dell'Abbazia di Sant'Antimo è stata pubblicata una dedica a Padre Andrea: "Vogliamo ringraziare il Signore per averci donato Padre Andrea che è stato un'architrave di fede per la nostra Abbazia. Il suo sguardo penetri il cielo e custodisca tutti coloro che attraversano questo luogo di pace".

(foto: pagina Facebook Abbazia di Sant'Antimo)

A Sant’Antimo si scopre Ildegarda di Bingen

L’Abbazia di Sant’Antimo, cuore di una sapienza anticaUna giornata alla scoperta di Santa Ildegarda di Bingen, la monaca benedettina vissuta nel 1100, Santa e Dottore della Chiesa Universale dal 2012, si terrà sabato 16 ottobre, dalle ore 16 alle ore 18, presso l’Abbazia di Sant’Antimo. L’incontro, a ingresso libero, dal titolo “La salute del corpo: un cammino di salvezza per l’anima. L’insegnamento di Santa Ildegarda di Bingen”, è organizzato dalla comunità diocesana di Sant’Antimo e da Thesaura Naturae. Il seminario, con la partecipazione di Don Angelo Colace e della dottoressa Sabrina Melino, studiosa, ricercatrice e fondatrice dell’azienda di Stresa, avrà come tema fondante il binomio salute-salvezza al centro dell’opera ildegardiana.

Secondo la mistica del Reno è solo riconoscendo l’intima unione tra anima e corpo nella luce dello Spirito che diventeremo consapevoli della stretta relazione esistente tra salute e salvezza. L’uomo non è un essere indipendente, ma come massima espressione della sacralità del Creato di cui è responsabile, attraverso il corpo esprime, dell’anima, il desiderio e la volontà, dello Spirito, l’intuito e la comprensione. Solo se si è in grado di procedere nel percorso unico e autentico della propria vita, dove il talento individuale - dono dello spirito - trova espressione, saremo in grado di vivere una vita in salute e allo stesso tempo preservare, per il nostro stesso bene, il Creato.

Un approccio, quello ildegardiano, oggi particolarmente utile per delineare un nuovo concetto di stile di vita, in grado di dare risposte all’uomo moderno che, coinvolto in un delicato passaggio storico, alle prese con isolamento e fragilità, è più esposto a forme di malattia cronica e sente forte la necessità di rivalutare la relazione con l’ambiente, la riscoperta di valori di coesione sociale e di nutrire il suo anelito spirituale.

“In questo difficile momento storico, che Ildegarda descriverebbe attraverso i suoi simboli come lo strato di buio sotteso alla Luce, perseguire con costanza, determinazione, fede e temperanza il proprio cammino ci consentirà di vedere il buio come una grande opportunità di purificazione personale prima che globale – dice Sabrina Melino - In questo cammino comprenderemo come Tutto ha in realtà un senso preciso e funzionale alla nostra realizzazione”.

Per comunicare la partecipazione: +39 0577 286300 – abbazia@antimo.it.

Jazz&Wine arriva all’Abbazia di Sant’Antimo

L'Abbazia di Sant'AntimoUna location unica al mondo per uno spettacolo denso di emozioni: stasera (ore 21.45), nella suggestiva cornice dell’Abbazia di Sant’Antimo, Peppe Servillo (voce), Javier Girotto (sax soprano e baritono) e Natalio Mangalavite (piano, tastiere, voce) presentano “Parientes”, un viaggio nei ricordi, nelle persone, nell'immaginario di un popolo migrante che ha dato vita ad un’altra cultura e, nel contempo, ha preservato la propria portandovi nuova linfa. Uno spettacolo trascinante, fatto di intense musiche, di storie e di esperienze, per una notte da non perdere, impreziosita da un palcoscenico allestito in un luogo unico ed irripetibile.

La rassegna musicale, che nasce dalla collaborazione tra la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma, l’azienda vinicola Banfi e il Comune di Montalcino, si concluderà domani 2 agosto in Piazza del Popolo di Montalcino con Rosalia De Souza e il suo quintetto. Voce internazionale, la cantante brasiliana presenterà “Il Brasile che mi piace”, uno spettacolo in cui propone i brani che l’hanno resa apprezzatissima interprete nei suoi tre lustri di carriera.

Dopo l'esordio di Nick The Nightfly, ieri è stata la volta del duo Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, a Castello Banfi.

Guarda il video:

Birra del Frate unisce Valdorcia e Provenza

Padre GiancarloDalla Provenza alla Val d'Orcia, una “bionda” che unisce due territori unici. Amanti della birra questa notizia fa per voi. Già perché il Birrificio San Quirico lancia la nuova etichetta Birra del Frate, prodotta in onore dei Premostratensi dell’Abbazia di Saint-Michel de Frigolet che sono stati a lungo (in molti ve lo ricorderete) i custodi dell’Abbazia di Sant’Antimo a Montalcino. “Questa birra - spiega Roberto Rappuoli, titolare del Birrificio San Quirico - è un omaggio alla grande amicizia che da anni mi lega a Padre Giancarlo Leroy, Priore della comunità di frati che per trentasei anni hanno vissuto a Sant’Antimo, uno dei luoghi-simbolo della Val d’Orcia. Da qualche tempo si sono trasferiti definitivamente nei pressi di Avignone, ma per sottolineare il profondo legame che ancora li lega al nostro territorio abbiamo voluto dedicargli questa birra, che sarà venduta sia nel nostro birrificio, sia all’Abbazia di Frigolet”. La Birra del Frate nasce da una ricetta segreta ideata da padre Giancarlo - che ha una formazione accademica in chimica - insieme a Roberto Rappuoli. Due le etichette prodotte: una chiara stile Saison ed una ambrata stile Belgium Pale Ale. La produzione e il culto della birra sono profondamente radicati in quest’Ordine: basti pensare che la famosa birra Leffe nacque nel 1240 proprio grazie ai monaci Premostratensi dell’Abbazia di Leffe, in Belgio, che in un periodo caratterizzato da numerose epidemie vollero creare una bevanda sana: l’ebollizione che avviene durante il processo di fermentazione della birra uccideva infatti i microbi, rendendola più sicura dell’acqua. Ancora i Premostratensi firmarono le birre dell’Abbazia di Grimbergen, sempre in Belgio all’inizio del sec. XVII. I Premostratensi sono sacerdoti che uniscono alla vita contemplativa l’esercizio del sacerdozio (culto liturgico, ministero parrocchiale, ma anche educazione della gioventù e apostolato missionario). I Premostratensi arrivarono all’Abbazia di Sant’Antimo, a Montalcino, alla fine degli anni Settanta: prima l’abbazia era rimasta chiusa per 500 anni, dal 1462, per decisione di Papa Pio II. La “Birra del Frate” sarà presentata domani, mercoledì 8 luglio alle ore 18.30, al Birrificio San Quirico, alla presenza di Padre Giancarlo che per l’occasione verrà appositamente dalla Francia. Sarà anche un'occasione per i fedeli di salutarlo con piacere magari...con un fresco brindisi a base di birra!

A Sant’Antimo la messa trasmessa su Fb

Don Giovanni Ferrari insieme all'arcivescovo Augusto Paolo LojudiceSe insegnanti e scolari attivano la didattica a distanza, gli studenti universitari si laureano su Skype e i lavoratori sperimentano lo “smart working”, anche il mondo cattolico si adegua e si adatta alle normative del Governo nell’epoca del Coronavirus. Il Dpcm Conte del 9 marzo ha vietato in tutta Italia le cerimonie religiose: niente più messe, battesimi, comunioni, cresime, matrimoni, funerali e ogni attività come catechismo, pellegrinaggi, ritiri, benedizioni di Pasqua. Le chiese, anche a Montalcino, restano aperte per la preghiera individuale, rispettando il metro di distanza ed evitando assembramenti di persone. Ma la tecnologia ha permesso ai fedeli, in questi giorni difficili, di seguire comunque la messa in diretta streaming.

Ha cominciato Papa Francesco, con l’Angelus da Piazza San Pietro e la messa privata celebrata ogni giorno nella cappella di Santa Marta, e hanno proseguito diversi vescovi e parroci in tutta Italia. Domenica 15 marzo, per esempio, la Santa Messa dell’arcivescovo di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino Augusto Paolo Lojudice nel Duomo di Siena sarà trasmessa su Canale 3, Siena Tv e Mia Radio, la radio ufficiale dell’arcidiocesi. Lo stesso giorno, all’Abbazia di Sant’Antimo, don Giovanni Ferrari celebrerà una messa in collegamento Facebook in modo da permettere ai fedeli di sentirsi uniti “a noi nella preghiera perché si possa superare questo momento di grave difficoltà - spiega don Giovanni - non abbiate paura, diceva Giovanni Paolo II, e lo ripeto anche io a voi: non abbiate paura. In questo momento siamo chiamati a vivere una parola a noi sconosciuta, “privazione”. La privazione forse ci aiuta a purificare noi stessi dai nostri egoismi. Ci deve far trovare più preparati alla Pasqua, più solidali, più uniti”.

Le “Meraviglie” di Alberto Angela a Sant’Antimo

L’Abbazia di Sant’Antimo, cuore di una sapienza anticaÈ passato anche da Montalcino il viaggio di “Meraviglie - la penisola dei tesori”, terza stagione del programma televisivo ideato e condotto da Alberto Angela che sta andando in onda nei sabato di gennaio su Rai 1. La seconda puntata, quella dell’11 gennaio, è stata dedicata a Venezia, Paestum e Firenze. Prima del capoluogo toscano, però, le telecamere Rai si sono soffermate sull’Abbazia di Sant’Antimo, con una serie di riprese dall’alto.

“Isolata nel verde della Val d’Orcia, nei pressi di Montalcino - ha detto la voce narrante di Francesco Pannofino, storico doppiatore di George Clooney e Denzel Washington - l’Abbazia di Sant’Antimo infonde serenità e pace in chi si trovi a percorrere la Via Francigena, la strada dei pellegrini che da nord andavano a Roma. È soltanto una leggenda che a fondarla sia stato Carlo Magno, per una grazia ricevuta, ma la leggenda contribuisce al fascino emanato dalla costruzione. Capolavoro dell’architettura romanica, l’Abbazia di Sant’Antimo presenta una struttura solida che gioca sul contrasto tra le morbide absidi semicircolari che superano i 20 metri d’altezza e la forma quadrata della torre che svetta sulla costruzione. Accanto, l’immancabile cipresso della campagna toscana sembra voler gareggiare in altezza con la torre”.

La puntata si può rivedere qui. La descrizione di Sant’Antimo si trova dopo circa un’ora e 22 minuti.

Il progetto 2.0 di Sant’Antimo

Il progetto per digitalizzare le pergamene di Sant’AntimoMettere a sistema due importanti fulcri della storia del territorio senese, due riferimenti identitari per le comunità locali che condividono l’origine (tra il finire dell’VIII e l’inizio del XIX secolo) e una simile finalità. Parliamo delle Abbazie di Sant’Antimo e Abbadia San Salvatore, inserite nel nuovo progetto della Compagnia San Marco Papa (l’associazione che gestisce la parte culturale dell’Abbazia di San Salvatore) in collaborazione con l’Università di Siena, l’Istituto per la valorizzazione delle Abbazie Storiche della Toscana, i Comuni di Abbadia San Salvatore e Montalcino (la cui giunta ha approvato l’iniziativa il 20 settembre) e l’Archivio di Stato di Siena, che conserva i principali documenti delle due abbazie, centinaia di pergamene che, questo l’intento del progetto, verranno riprodotte digitalmente, per renderle fruibili non solo sul web (nei database dell’Archivio di Stato e dell’Università di Siena), ma anche in una postazione fisica in entrambe le strutture museali annesse ai due monasteri, in modo da metterle a disposizione di turisti, studiosi e abitanti del posto.

Per quanto riguarda Sant’Antimo l’idea è di scegliere una collocazione direttamente all’Abbazia, in un posto accessibile gratuitamente, oppure a Montalcino, per esempio nel Museo Civico e Diocesano. Il costo dell’operazione, nel complesso, è stimato in 30.000 euro. Parte delle spese (8.000 euro) è arrivata dalla Fondazione Mps, tramite il bando “SIENAindivenire 2019”. A richiedere il contributo è stato il capofila del progetto, la Compagnia San Marco Papa, che, come si legge in un comunicato della Fondazione Mps, “attraverso la digitalizzazione delle pergamene di San Salvatore e di Sant’Antimo, conservate attualmente presso l’Archivio di Stato (…), svilupperà un itinerario virtuale tra tradizione e innovazione, realizzando una piattaforma web dedicata ai più giovani e rafforzando, così, i legami storici e territoriali tra Siena, Abbadia e Montalcino”.

Concerto Magnificat a Sant’Antimo

La Madonna di Sant’AntimoCanti sacri, liturgici e religiosi che invitano ad entrare lungo i sentieri tracciati dal sentimento di devozione alla Vergine Madre. È il programma di “Magnificat”, il concerto che il 31 agosto (ore 18) la Lehniner ChoralSchola di Berlino e il coro Cantus Anthimi eseguiranno all’Abbazia di Sant’Antimo, con brani che spazieranno dalla monodia gregoriana e medievale alla polifonia rinascimentale, fino al contemporaneo Arvo Part.

Il concerto, a ingresso libero, prende nome dalla composizione dedicata a Maria di Claudio Monteverdi. A distanza di 450 anni dalla sua nascita, la musica del maestro di cappella della basilica di S. Marco a Venezia, direttore anche di gruppi femminili, continua a suonare come moderna, fuori dal tempo e nel pieno rispetto della naturale continuità fra parola e suono. Coraggioso e consapevole innovatore, Monteverdi ha toccato vertici di grazia e bellezza raramente superati.

Il 1 settembre (ore 11) il coro Cantus Anthimi sarà presente in occasione della Santa Messa che sarà presieduta dall’Arcivescovo di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, monsignor Augusto Paolo Lojudice.

Per informazioni: +39 0577286300; abbazia@antimo.it.

Focus: ChoralShola e Cantus Anthimi

La ChoralSchola è nata presso l’ex abbazia cistercense di Lehnin, da 18 anni anche centro per il restauro di codici monastici medievali. Il direttore Andreas Behrendt ha riunito un gruppo di cantori che attinge il suo repertorio da manoscritti antichi per animare messe e celebrazioni liturgiche, oltre a tenere concerti in vari Paesi europei. In questa occasione si esibirà con il coro Cantus Anthimi. Diretto da Livio Picotti, il coro è nato nel 2004 presso l’Abbazia di Sant’Antimo, dove si tengono anche seminari e corsi di canto gregoriano fino alla prima polifonia rinascimentale.

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