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Settimana del Miele, il mondo dell’apicoltura a Montalcino

Torna come ogni anno a Montalcino la Settimana del Miele, tra i più importanti appuntamenti del settore nel panorama nazionaleIn una delle terre più famose del vino ritorna, puntuale, la Settimana del Miele (Montalcino, 6-8 settembre), tradizionale appuntamento annuale dedicato al mondo dell’apicoltura e ai prodotti dell’alveare. In programma laboratori di educazione alla degustazione di prodotto, mini corsi di apprendimento sulle pratiche apistiche, una conferenza nazionale di aggiornamento tecnico per gli apicoltori e una giornata dedicata al rapporto di approfondimento sul binomio miele e benessere. E poi il momento più atteso, la premiazione dei migliori mieli nello storico concorso “Roberto Franci”, oltre alla proclamazione del Miele del Sindaco dell’anno.

Per il mondo apistico italiano il binomio miele-Montalcino rappresenta non solo la storia, ma l’evoluzione di quasi mezzo secolo delle dinamiche tecniche ed economiche riguardanti la produzione del miele italiano. Quello di Montalcino, infatti, nel 1976 rappresentava il primo appuntamento dedicato al prodotto principe dell’alveare, il miele, e vedeva promotori dell’iniziativa il Comune e gli apicoltori del territorio. Una scelta all’epoca nuova, nel giro di pochi anni imitata in diversi territori d’Italia. Una scelta d’origine divenuta oggi l’Agenda annuale degli appuntamenti delle Città del Miele (di cui Montalcino è tra i soci fondatori): oltre 20 eventi fissi che da luglio a fine ottobre, ogni anno, vedono altrettanti territori confermare la collaborazione tra Comuni e apicoltori locali, originando un’azione collettiva a favore dello sviluppo tecnico di settore e della qualità di prodotto.

Sarebbe infatti riduttivo considerare questi diversi appuntamenti del miele come mere iniziative locali. Nella realtà rappresentano un’azione a valore di forte promozione collettiva, che negli anni ha contribuito alla crescita pro-capite del consumo di miele in Italia, a far conoscere la significativa offerta di varietà di mieli italiani nel loro legame con i territori d’origine anche nel loro abbinamento con le diverse cucine regionali; il tutto prestando attenzione anche a sostenere lo sviluppo produttivo, offrendo agli apicoltori del territorio incontri tecnici di confronto e aggiornamento professionale.

Il programma della Settimana del Miele

Venerdì 6 settembre

ore 10 Fortezza - Apertura Mostra Mercato
ore 17 Fortezza - Inaugurazione 43°Settimana del Miele

Sabato 7 settembre

ore 9 Fortezza - Apertura stand Mostra Mercato.
ore 9.30 Teatro degli Astrusi - Conferenza Nazionale
ore 17 Fortezza - Premiazione dei vincitori del Concorso Internazionale dei Mieli “Roberto Franci” 2019

Domenica 8 settembre

ore 9 Fortezza - Apertura stand Mostra Mercato.
ore 11 Fortezza - Minicorso per apprendere le prime nozioni di apicoltura
ore 16 Fortezza - Laboratorio "I gusti del miele" con la presenza di esperti degustatori
ore 19 Fortezza - Chiusura Mostra Mercato.
Nella giornata di domenica previsto un angolo benessere.

Premio Franci, il miglior miele d’Italia è di timo

Il miglior miele d’Italia è di timo. Lo ha deciso, a Montalcino, una giuria di esperti degustatori nello storico concorso nazionale “Roberto Franci” Il miglior miele d’Italia? È di timo e arriva dalla calda Sicilia, più precisamente Siracusa. Lo ha deciso, a Montalcino, una giuria di esperti degustatori del “dolce prodotto” nello storico concorso nazionale “Roberto Franci” della “Settimana del Miele” (8-10 settembre), tra le più importanti kermesse del mondo dell’apicoltura in Italia. Il primo posto è andato all’Azienda Agricola Milluzzo di Sebastiano Milluzzo. Secondi a pari merito L’ape e L’arnia di Giulio Iacovanelli (Chieti), col miele di girasole, e Apicoltura Zipoli di Balarini Ancilla (Crema) col miele di tiglio. Terzo posto ancora per L’ape e L’arnia di Giulio Iacovanelli, stavolta col miele di eucalipto. Le quattro aziende ritireranno il premio domani sera al Teatro degli Astrusi, a Montalcino. Verranno premiati anche i vincitori delle singole varietà di miele prodotte in tutta Italia, Paese che detiene più tipologie al mondo (e la Toscana è un record nel record, con oltre dieci varietà). 85 i partecipanti al concorso: si tratta di un numero praticamente dimezzato rispetto alla media delle edizioni precedenti, spiegato dal terribile clima che ha afflitto il settore apistico e messo in ginocchio gli apicoltori italiani, con dati impietosi sulla produzione di miele di quest’anno (crollo del 70-80%) e sullo stato di salute delle api.

Attesa anche per il “Miele del sindaco”, premio nato proprio a Montalcino nel 2011 che “non è un riconoscimento di qualità - precisa l’associazione che lo organizza (Le Città del Miele) - ma di identità territoriale. Ogni anno scegliamo il miele che più di altri porta con sé il territorio di origine. Il premio lo annunciamo a Montalcino, ma poi penseremo a consegnarlo alla città vincitrice. Si premia anche l’apicoltore che l’ha prodotto, ma in prima istanza la città”.

Apiterapia e salute alla Settimana del Miele

Si parlerà di apiterapia e salute nel convegno della Settimana del Miele 2017Al centro della “Settimana del Miele” (Montalcino, 8-10 settembre), tra una degustazione ed una visita in un’azienda del territorio, si terrà la conferenza nazionale dell’apicoltura, un convegno che ogni anno riunisce professionisti ed esperti del settore per affrontare un tema di estrema attualità nel panorama nazionale (sabato 9 settembre, ore 9.30-16.30, Teatro degli Astrusi).

Largo spazio sarà dato all’apiterapia, ovvero il trattamento delle malattie con prodotti raccolti, trasformati e secreti dalle api. Il primo ad intervenire, il naturopata Michele Buffa, esporrà “il tema in generale e del come ci si può curare con i vari prodotti dell’alveare, dal veleno (apipuntura) al miele. Il convegno si concentrerà sul polline, sia alimentare che curativo. Ovviamente la crisi del settore ha danneggiato la sua reperibilità, e noi vogliamo disporre di un alimento naturale, nel pieno rispetto delle api”.

Il secondo intervento sarà di Angelo Canale, dell’Università di Pisa. “Tratterò di polline raccolto dalle api come alimento per l’uomo - spiega il professor Canale - in particolare inquadrerò la problematica dal punto di vista delle trasformazioni a cui dobbiamo sottoporre l’alimento dopo la raccolta, in termini di disidratazione”. Il polline fresco, appena raccolto dalle api, ha un contenuto di acqua che lo renderebbe deteriorabile nel tempo, se conservato a temperatura ambiente. Deve quindi seguire la catena del freddo, a - 20°, durante il trasporto e la messa in commercio, con costi decisamente rilevanti. L’alternativa, finora, era farlo seccare in stufa, col risultato di abbassare fortemente il valore biologico. Adesso però pare che una soluzione si sia trovata. “Abbiamo condotto delle ricerche a Pisa, finanziate dalla Regione Toscana - continua Canale - per mettere a punto dei metodi di disidratazione alternativi all’uso del calore. Ci siamo concentrati su liofilizzazione e uso delle microonde, due tecniche che permettono di deidratare il polline fino a valori di umidità che garantiscono sicurezza alimentare senza perdite significative di valore nutrizionale”. Un progetto di durata biennale, concluso a gennaio 2017, che consentirà così la disponibilità di polline disidratato conservabile a temperatura ambiente, ad esempio sullo scaffale di un supermercato, con proprietà nutrizionali e funzionali paragonabili a quello del polline fresco.

Il polline, sottolinea Canale, è considerato dalla farmacopea internazionale come alimento farmaco, perché ha una composizione bilanciata negli elementi nutritivi: da un 16 a un 30% di acqua, 37% di zuccheri e 40% circa di proteine. Il resto sono vitamine, lipidi, polifenoli (antiossidanti) e minerali. “Il polline - aggiunge il professore dell’Università di Pisa - dispone di proprietà antiossidanti, antinfammiatorie, antimicrobiche, antitumorali e antianemiche. È quindi un ottimo integratore della dieta. Inoltre, assumere proteine dal polline è un modo sostenibile di alimentarsi, perché esso si produce in condizioni ecosostenibili. Le api lo raccolgono a prescindere perché serve per la loro alimentazione. Non è come allevare un bovino, che richiede un utilizzo di cereali, acqua, suolo. Per questo il polline è un alimento interessante per soddisfare il fabbisogno di proteine nei paesi del terzo mondo, dove ci sono problematiche ambientali ad allevare animali”.

Canale allargherà il discorso alla tematica del miele e della moria delle api, “che dipende da molti fattori, non solo climatici. È stata un’annata disastrosa, che influisce sia sul miele che sul polline, sempre più difficile da produrre”.

In mattinata invece l’argomento portante, dal titolo “Cambiamenti climatici, pratiche agricole: Quali effetti sull'apicoltura?”. “Si tratta di un convegno rivolto agli apicoltori, ma anche a tutti gli agricoltori, visto che si parlerà di andamenti climatici, sostenibilità ecologica e utilizzo di pesticidi”, spiega Federico Ciacci, vicepresidente di Asga, l’associazione che organizza la “Settimana del Miele”.

Interverranno Gennaro Giliberti (rappresentante della Regione Toscana), Gianpiero Maracchi e Marco Mancini (Accademia dei Georgofili), Giovanni Guido (Unaapi - Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani), Sauro Simoni (Crea - Consiglio per la Ricerca in Agricoltura), Claudio Porrini (Università di Bologna) e Michele Valleri (Osservatorio del Miele).

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