xx

Concorso “Roberto Franci”, tutti i mieli premiati

La Settimana del MieleMolise e Piemonte in testa con tre riconoscimenti, seguite dall’Abruzzo (2) e da Toscana, Sardegna, Marche e Puglia (1). Sono i verdetti del prestigioso concorso internazionale del miele “Roberto Franci”, svelati in occasione della “Settimana del Miele” di Montalcino. Quest’anno, a differenza delle edizioni passate, non è stato incoronato il miglior miele in assoluto, ma solo le sezioni che premiano le singole tipologie. Nella categoria mieli primaverili primo posto per il miele di erica dell’azienda agricola La Bresca di Verani Giada (Pisa). Tra i mieli estivi vince il miele di corbezzolo prodotto da Antica Apicoltura Gallurese (Padru, Sassari), seguito dal miele di girasole di L’Ape e l’Arnia di Iacovanelli Giulio (Recanati, Macerata) e dal miele di rododendro di Miemole di Lambiase Rosa (Bobbio Pellice, Torino). Il miglior miele di acacia arriva da Penne (Pescara) e lo produce Apicoltura Colle Salera. Al secondo posto l’Apicoltura Canavesana di Deborah Caserio (Mercenasco, Torino). L’Ape e l’Arnia di Iacovanelli Giulio vince anche il premio per il miglior miele di sulla (prodotto a Campobasso) e il miglior miele di agrumi (prodotto invece a Ginosa, Taranto). Nella categoria mieli di coriandolo primo posto per Apicoltura Luca Finocchio (Rotello, Campobasso) e secondo posto per Apicoltura Colle Salera (Castelnuovo della Daunia, Foggia), che ottiene pure il premio per il miglior millefiori (produzione a Cansano, L’Aquila). Infine, il primo classificato nella categoria miele di castagno è Apicoltura Canavesana di Deborah Caserio (Strambinello, Torino).

Settimana del Miele, il mondo dell’apicoltura a Montalcino

Torna come ogni anno a Montalcino la Settimana del Miele, tra i più importanti appuntamenti del settore nel panorama nazionaleIn una delle terre più famose del vino ritorna, puntuale, la Settimana del Miele (Montalcino, 6-8 settembre), tradizionale appuntamento annuale dedicato al mondo dell’apicoltura e ai prodotti dell’alveare. In programma laboratori di educazione alla degustazione di prodotto, mini corsi di apprendimento sulle pratiche apistiche, una conferenza nazionale di aggiornamento tecnico per gli apicoltori e una giornata dedicata al rapporto di approfondimento sul binomio miele e benessere. E poi il momento più atteso, la premiazione dei migliori mieli nello storico concorso “Roberto Franci”, oltre alla proclamazione del Miele del Sindaco dell’anno.

Per il mondo apistico italiano il binomio miele-Montalcino rappresenta non solo la storia, ma l’evoluzione di quasi mezzo secolo delle dinamiche tecniche ed economiche riguardanti la produzione del miele italiano. Quello di Montalcino, infatti, nel 1976 rappresentava il primo appuntamento dedicato al prodotto principe dell’alveare, il miele, e vedeva promotori dell’iniziativa il Comune e gli apicoltori del territorio. Una scelta all’epoca nuova, nel giro di pochi anni imitata in diversi territori d’Italia. Una scelta d’origine divenuta oggi l’Agenda annuale degli appuntamenti delle Città del Miele (di cui Montalcino è tra i soci fondatori): oltre 20 eventi fissi che da luglio a fine ottobre, ogni anno, vedono altrettanti territori confermare la collaborazione tra Comuni e apicoltori locali, originando un’azione collettiva a favore dello sviluppo tecnico di settore e della qualità di prodotto.

Sarebbe infatti riduttivo considerare questi diversi appuntamenti del miele come mere iniziative locali. Nella realtà rappresentano un’azione a valore di forte promozione collettiva, che negli anni ha contribuito alla crescita pro-capite del consumo di miele in Italia, a far conoscere la significativa offerta di varietà di mieli italiani nel loro legame con i territori d’origine anche nel loro abbinamento con le diverse cucine regionali; il tutto prestando attenzione anche a sostenere lo sviluppo produttivo, offrendo agli apicoltori del territorio incontri tecnici di confronto e aggiornamento professionale.

Il programma della Settimana del Miele

Venerdì 6 settembre

ore 10 Fortezza - Apertura Mostra Mercato
ore 17 Fortezza - Inaugurazione 43°Settimana del Miele

Sabato 7 settembre

ore 9 Fortezza - Apertura stand Mostra Mercato.
ore 9.30 Teatro degli Astrusi - Conferenza Nazionale
ore 17 Fortezza - Premiazione dei vincitori del Concorso Internazionale dei Mieli “Roberto Franci” 2019

Domenica 8 settembre

ore 9 Fortezza - Apertura stand Mostra Mercato.
ore 11 Fortezza - Minicorso per apprendere le prime nozioni di apicoltura
ore 16 Fortezza - Laboratorio "I gusti del miele" con la presenza di esperti degustatori
ore 19 Fortezza - Chiusura Mostra Mercato.
Nella giornata di domenica previsto un angolo benessere.

Si apre l’edizione n.42 della Settimana del Miele

Settimana del Miele 2018 a MontalcinoNon c’è più quell’attesa degli anni d’oro ma la Settimana del Miele a Montalcino, giunta all’edizione n.42, rimane un evento importante anche se, probabilmente, andrebbe rilanciato e rimesso al centro dell’attenzione su scala nazionale. Questa mattina si è aperta la mostra-mercato in Fortezza con i primi curiosi che si sono avvicinati agli stand dove in primo piano c’è il prelibato “oro giallo” che quest’anno, almeno in Toscana, sembra aver dato incoraggianti segnali di ripresa quantitativamente e qualitativamente parlando. Gli apicoltori stanno rispondendo alle domande di turisti e honey-lovers spiegando le particolarità delle varie tipologie di miele e sicuramente, nonostante i banchini non siano tantissimi, gli appassionati potranno trovare prodotti di grande qualità. Oggi pomeriggio, ore 17, l’inaugurazione ufficiale sempre in Fortezza. Domattina al Teatro degli Astrusi la Conferenza Nazionale “Apicoltura 2018: dalla cera alla pappa reale. Nuovi e vecchi problemi” e le premiazioni, dalle ore 18, de “Il Miele del Sindaco” e del “Roberto Franci”. Domenica pomeriggio la chiusura della Settimana del Miele, la mostra mercato resterà aperta per tutto il weekend in Fortezza, cuore dell’evento, dove si alterneranno varie iniziative.

Il miele più buono del 2018 è di corbezzolo

Il miele più buono del 2018 è di corbezzolo Il Friuli Venezia Giulia al primo posto, con ben sei riconoscimenti, seguito da Abruzzo (5), Sardegna (3) e Toscana (2). Sono i verdetti del prestigioso concorso internazionale del miele “Roberto Franci”, che si svolge a Montalcino in occasione della “Settimana del Miele” (7-9 settembre). Il miglior miele in assoluto è di corbezzolo, e lo conquista l’Antica Apicoltura Gallurese (Sardegna), che ottiene anche il premio della sezione “Rari”. Al secondo posto il miele di acacia di Mirko Muzzati e Silvia Tortora (Friuli Venezia Giulia), che strappano anche il titolo di miglior miele di castagno. Ultimo gradino del podio per il miele di coriandolo dell’Apicoltura Luca Finocchio di Luca Finocchio (Abruzzo).

Nelle sezioni che premiano le singole tipologie spicca L’Ape e l’Arnia di Giulio Iacovanelli (Abruzzo), che si porta a casa il miglior miele di sulla e di girasole, e Christian Revelant (Friuli Venezia Giulia), con i mieli di millefiori e tiglio. La Toscana conquista il trifoglio (Agricola Forte S.S.) e il cardo (Azienda Agricola La Bresca di Verani Giada), mentre il ciliegio va a Km 17 di Andrea Carninci (Friuli Venezia Giulia), il timo a Mele Salvatore Agenzia Forestas (Sardegna) e gli agrumi a Adi Agricoltura (Abruzzo).

Le premiazioni averranno sabato 8 settembre nelle sale interne della Fortezza di Montalcino (ore 18.30).

Focus: Concorso “Roberto Franci” di Montalcino, tutti i premiati

1° posto assoluto: Antica Apicoltura Gallurese (Sardegna) col miele di corbezzolo

2° posto assoluto: Il miele di Roncs di Mirko Muzzati e Silvia Tortora (Friuli Venezia Giulia) col miele di Acacia

3° posto assoluto: Apicoltura Luca Finocchio di Luca Finocchio (Abruzzo) col miele di Coriandolo.

Sulla - L’Ape e l’Arnia di Giulio Iacovanelli (Abruzzo)

Trifoglio - Agricola Forte S.S. (Toscana)

Girasole - L’Ape e l’Arnia di Giulio Iacovanelli (Abruzzo)

Millefiori - Revelant Christian (Friuli Venezia Giulia)

Castagno - : “Il miele di Roncs” di Mirko Muzzati e Silvia Tortora (Friuli Venezia Giulia)

Ciliegio - Km 17 di Andrea Carninci (Friuli Venezia Giulia)

Timo - Mele Salvatore Agenzia Forestas (Sardegna)

Tiglio - Revelant Christian (Friuli Venezia Giulia)

Rari - Antica apicoltura Gallurese (Sardegna)

Agrumi - Adi Agricoltura (Abruzzo)

Acacia - “Il miele di Roncs” di Mirko Muzzati e Silvia Tortora (Friuli Venezia Giulia)

Cardo - Azienda Agricola La Bresca di Verani Giada (Toscana)

Coriandolo - Apicoltura Luca Finocchio di Luca Finocchio (Abruzzo)

Miele di Montalcino porta bene al Tg2 Eat Parade

Federico Ciacci durante l'intervista ad Eat ParadeE il miele di Montalcino fa ascolti da hit parade, pardon, da “Eat Parade”. La rubrica del Tg2 ideata dal giornalista Bruno Gambacorta nella puntata andata in onda venerdì scorso ha avuto come controcopertina proprio la nostra città e la Settimana del Miele che si è svolta nella patria del Brunello che ha fatto il punto sulla situazione italiana mettendo in evidenza anche il problema della siccità. Le immagini si sono aperte su una panoramica di Montalcino a cui sono seguite le dichiarazioni di Federico Ciacci, vicepresidente dell’Associazione Apicoltori Toscana Meridionale, che ha elencato come le difficoltà di quest’anno abbiano contribuito a un calo di produzione dell’80% e a una situazione drammatica. Le conseguenze? La mancanza di molti tipi di miele italiano e un aumento dei prezzi. Eat parade è stato il programma più visto su Raidue in termini di share e secondo in termini assoluti, con un milione e trecentomila spettatori. Il miele, insomma, ha portato bene alla Rai!

Le curiosità della Mostra Mercato del miele

I produttori parlano del mieleNon solo convegni, premi e “bollettini” di un’annata difficile per i produttori. La “Settimana del Miele” a Montalcino, andata in archivio domenica, ha proposto anche una serie di curiosità che era possibile osservare passeggiando tra uno stand e l’altro. Odori, profumi, assaggi e tante novità da un mondo che è molto di più di quello che troviamo dentro a un vasetto. Perché se è vero che le tipologie di miele tradizionali sono sempre in cima alle preferenze dei consumatori, nuovi prodotti si affacciano sul mercato per incontrare i palati più esigenti e di coloro che sono in cerca sempre della novità. E poi ci sono gli strumenti per l’apicoltore, oggetti realizzati con cura artigianale e con materiali di prima fascia. Anche questo è il “Made in Italy” che piace al mondo e non è un caso che tra i visitatori avvistati con le shoppers in mano molti erano proprio stranieri.

GUARDA IL VIDEO

Si chiude la Settimana del Miele. “Scommessa vinta”

Monica Cioni, presidente ASGA, traccia un bilancio della Settimana del Miele appena conclusa“Quest’anno la crisi nell’apicoltura si è fatta sentire tantissimo, portare a termine il progetto era una grossa scommessa e riteniamo di averla vinta”. Monica Cioni, presidente dell’Asga (Associazione Apicoltori Siena Grosseto Arezzo), traccia un bilancio positivo della “Settimana del Miele” (8-10 settembre), gli stati generali del settore che da 41 anni richiamano a Montalcino apicoltori, esperti, consumatori e appassionati da tutta Italia. “Ho sentito sia i visitatori che le aziende, erano tutti soddisfatti - spiega Cioni - la richiesta del prodotto era e rimane altissima. Venerdì e sabato abbiamo riscontrato l’affluenza maggiore, domenica un po’ meno ma lo capisco, il maltempo ha bloccato molte persone nel week-end”. Per l’Asga sono stati tre giorni intensi, con mostre, stand, visite nelle aziende apistiche, degustazioni e poi il l’evento clou, la conferenza nazionale, dedicata ai problemi che affliggono il mondo delle api, dagli effetti climatici all’utilizzo dei pesticidi. “Il convegno è stato interessantissimo, è piaciuta tanto anche la parte dedicata al polline e all’apiterapia, un tema che incuriosisce un po’ tutti. Altra nota lieta è stata la premiazione del concorso “Roberto Franci”, con la soddisfazione del primo classificato che è arrivato dalla Sicilia”.

Dedicato a Roberto Franci, storico apicoltore di Montalcino e ideatore della “Settimana del Miele”, il concorso è presieduto da una giuria di massimi esperti degustatori che ogni anno elegge i tre migliori mieli d’Italia. Sulla vetta del podio del 2017 è salito il miele di timo dell’azienda Milluzzo, in provincia di Siracusa. Secondo posto ex aequo per il miele di tiglio dell’Apicoltura Zipoli (Crema) e il miele di girasole di L’ape e L’arnia di Giulio Iacovanelli (Chieti), che ha anche conquistato la medaglia di bronzo con il miele di eucalipto. “Di solito la produzione è maggiore - racconta Iacovanelli - invece quest’anno ha avuto un calo del 70%. Però la qualità è nettamente superiore e non capisco il motivo, perché in genere, se si produce di meno, il prodotto risulta peggiore”.

Torna come ogni anno a Montalcino la Settimana del Miele, tra i più importanti appuntamenti del settore nel panorama nazionaleC’era attesa anche per il “Miele del sindaco”, premio nato proprio a Montalcino e promosso da Le Città del Miele che, a differenza del “Roberto Franci”, non è un riconoscimento di qualità ma di identità territoriale. La tipologia che quest’anno più di altri si è legata con il territorio di origine è il miele di ciliegio canino (meglio noto come miele di marasca), proveniente dalla città di Sacile (Friuli Venezia Giulia), considerata il “giardino della serenissima” fin dai tempi dei Dogi. Si tratta di un miele raro, dal sapore classico e dal profumo della marmellata di ciliegie, difficilmente reperibile al di fuori della zona del Carso. Il premio consiste in un attestato sia all’apicoltore che lo ha prodotto, sia alla città, visto che a vincere è idealmente la cittadinanza.

Chiusa l’edizione 2017, si volta pagina e si pensa già al futuro. L’anno prossimo la trecentesca Fortezza di Montalcino, suggestiva cornice della “Settimana del Miele”, inizierà una serie di lavori di ristrutturazione. “La Fortezza era una sicurezza, un connotato perfetto - continua Monica Cioni - pensare a una manifestazione al suo esterno è dura. Probabilmente utilizzeremo una tensostruttura nel piazzale antistante, dove c’è il parcheggio. In ogni caso partiremo presto. In mente ci sono tante cose, mi piacerebbe estendere il convegno, organizzandone uno anche di domenica. Ho avuto tante richieste, sarebbe una gran bella cosa. Noi ci proveremo”.

Nonostante le mille avversità, nonostante i dati impietosi sulla situazione apistica italiana (resa del 30% rispetto alla media nazionale, raccolti azzerati in gran parte della Penisola), nonostante il trend che disegna un orizzonte negativo, il mondo degli apicoltori non molla e continua a sperare in un futuro migliore. E un messaggio di speranza, una piccola fiammella nel buio di questi strani giorni, sono stati lanciati lo scorso fine settimana a Montalcino.

Montalcino in prima fila per gli apicoltori

La conferenza nazionale di oggi al Teatro degli Astrusi di MontalcinoMontalcino farà da portavoce in Regione e a livello ministeriale per trovare sostegno in favore degli apicoltori. La conferma arriva dal sindaco Silvio Franceschelli in occasione della conferenza nazionale dedicata agli effetti dei cambiamenti climatici e delle pratiche agricole sull’apicoltura inserita nel programma della “Settimana del Miele” che si concluderà domani sera. Un impegno, quello del primo cittadino, che giunge in un anno decisamente complicato per una categoria, gli apicoltori, che continua a non arrendersi. D’altronde, come ha sottolineato lo stesso Franceschelli, “l’agricoltura è l’unica strada che possiamo percorrere e non ci dobbiamo scoraggiare se la natura non dona i risultati attesi. Entro una quindicina di giorni mi vedrò con il Ministro per parlare di come sostenere l’agricoltura di qualità”. Proprio quella presente nel weekend a Montalcino dove in Fortezza sono allestiti stand arrivati dalle varie regioni d’Italia.

Gli apicoltori difficilmente dimenticheranno l’annata trascorsa, che ha accelerato il trend negativo degli ultimi anni. Iniziando dagli andamenti climatici anomali, un tema affrontato nella conferenza di oggi al Teatro degli Astrusi da Marco Mancini, direttore Fondazione Clima e Sostenibilità. “Il numero dei giorni piovosi è diminuito di circa il 10% e quando piove lo fa intensamente”. Causando spesso danni all’agricoltura che la scorsa primavera si è dovuta difendere anche da una gelata eccezionale. Caldo e siccità, due termini che hanno accompagnato questa estate e che ha messo in crisi la produzione di miele. Senza dimenticare un altro tema spinoso, quello dei pesticidi. Le api sono le sentinelle del nostro ambiente, fanno un monitoraggio continuo del territorio. I pesticidi però saturano gli ecosistemi con conseguenze che possono risultare molto pesanti. La scomparsa dell’insetto “operaio” non si tratta di allarmismo ma di un fenomeno purtroppo reale. “Le api hanno alzato le gambe ma non stanno dormendo” commenta amaro l’esperto Giovanni Guido di Unaapi che ha sottolineato anche come in alcune zone ormai non si producono più da anni alcune tipologie di miele. Se lo scenario è a tinte scure, ci sono anche dei timidi segnali positivi emersi dalla voce degli addetti ai lavori presenti a Montalcino in questi giorni. Gli apicoltori hanno passione e spirito di sacrificio. E non si arrendono. Lo ha sottolineato anche Duccio Pradella, presidente Arpat. “Mi piace ricordare una frase che mi ha detto recentemente un apicoltore: se dovesse arrivare quest’anno una stagione come quella precedente smetto. E’ venuta ancora peggio, quindi continuo”. Poi ci sono i giovani, comprese le donne, che si stanno avvicinando alla professione seguendo corsi specifici. Il miele piace e gli “honey lovers” sono in aumento. Negli stand presenti nella trecentesca Fortezza il consumatore si avvicina con curiosità, dimostrando di apprezzare il prodotto di eccellenza ed ottenuto con standard qualitativi elevati. E la Toscana, in questa ottica, ha ancora un grande appeal a livello internazionale.

Guarda il servizio della conferenza della “Settimana del Miele” di Montalcino:

Apiterapia e salute alla Settimana del Miele

Si parlerà di apiterapia e salute nel convegno della Settimana del Miele 2017Al centro della “Settimana del Miele” (Montalcino, 8-10 settembre), tra una degustazione ed una visita in un’azienda del territorio, si terrà la conferenza nazionale dell’apicoltura, un convegno che ogni anno riunisce professionisti ed esperti del settore per affrontare un tema di estrema attualità nel panorama nazionale (sabato 9 settembre, ore 9.30-16.30, Teatro degli Astrusi).

Largo spazio sarà dato all’apiterapia, ovvero il trattamento delle malattie con prodotti raccolti, trasformati e secreti dalle api. Il primo ad intervenire, il naturopata Michele Buffa, esporrà “il tema in generale e del come ci si può curare con i vari prodotti dell’alveare, dal veleno (apipuntura) al miele. Il convegno si concentrerà sul polline, sia alimentare che curativo. Ovviamente la crisi del settore ha danneggiato la sua reperibilità, e noi vogliamo disporre di un alimento naturale, nel pieno rispetto delle api”.

Il secondo intervento sarà di Angelo Canale, dell’Università di Pisa. “Tratterò di polline raccolto dalle api come alimento per l’uomo - spiega il professor Canale - in particolare inquadrerò la problematica dal punto di vista delle trasformazioni a cui dobbiamo sottoporre l’alimento dopo la raccolta, in termini di disidratazione”. Il polline fresco, appena raccolto dalle api, ha un contenuto di acqua che lo renderebbe deteriorabile nel tempo, se conservato a temperatura ambiente. Deve quindi seguire la catena del freddo, a - 20°, durante il trasporto e la messa in commercio, con costi decisamente rilevanti. L’alternativa, finora, era farlo seccare in stufa, col risultato di abbassare fortemente il valore biologico. Adesso però pare che una soluzione si sia trovata. “Abbiamo condotto delle ricerche a Pisa, finanziate dalla Regione Toscana - continua Canale - per mettere a punto dei metodi di disidratazione alternativi all’uso del calore. Ci siamo concentrati su liofilizzazione e uso delle microonde, due tecniche che permettono di deidratare il polline fino a valori di umidità che garantiscono sicurezza alimentare senza perdite significative di valore nutrizionale”. Un progetto di durata biennale, concluso a gennaio 2017, che consentirà così la disponibilità di polline disidratato conservabile a temperatura ambiente, ad esempio sullo scaffale di un supermercato, con proprietà nutrizionali e funzionali paragonabili a quello del polline fresco.

Il polline, sottolinea Canale, è considerato dalla farmacopea internazionale come alimento farmaco, perché ha una composizione bilanciata negli elementi nutritivi: da un 16 a un 30% di acqua, 37% di zuccheri e 40% circa di proteine. Il resto sono vitamine, lipidi, polifenoli (antiossidanti) e minerali. “Il polline - aggiunge il professore dell’Università di Pisa - dispone di proprietà antiossidanti, antinfammiatorie, antimicrobiche, antitumorali e antianemiche. È quindi un ottimo integratore della dieta. Inoltre, assumere proteine dal polline è un modo sostenibile di alimentarsi, perché esso si produce in condizioni ecosostenibili. Le api lo raccolgono a prescindere perché serve per la loro alimentazione. Non è come allevare un bovino, che richiede un utilizzo di cereali, acqua, suolo. Per questo il polline è un alimento interessante per soddisfare il fabbisogno di proteine nei paesi del terzo mondo, dove ci sono problematiche ambientali ad allevare animali”.

Canale allargherà il discorso alla tematica del miele e della moria delle api, “che dipende da molti fattori, non solo climatici. È stata un’annata disastrosa, che influisce sia sul miele che sul polline, sempre più difficile da produrre”.

In mattinata invece l’argomento portante, dal titolo “Cambiamenti climatici, pratiche agricole: Quali effetti sull'apicoltura?”. “Si tratta di un convegno rivolto agli apicoltori, ma anche a tutti gli agricoltori, visto che si parlerà di andamenti climatici, sostenibilità ecologica e utilizzo di pesticidi”, spiega Federico Ciacci, vicepresidente di Asga, l’associazione che organizza la “Settimana del Miele”.

Interverranno Gennaro Giliberti (rappresentante della Regione Toscana), Gianpiero Maracchi e Marco Mancini (Accademia dei Georgofili), Giovanni Guido (Unaapi - Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani), Sauro Simoni (Crea - Consiglio per la Ricerca in Agricoltura), Claudio Porrini (Università di Bologna) e Michele Valleri (Osservatorio del Miele).

Honey lovers a voi, la Settimana del Miele a Montalcino

Si apre la Settimana del Miele a MontalcinoConoscere l’universo delle api, scoprire cosa c’è dietro al vasetto, trovare il proprio miele preferito, e, soprattutto, apprendere i segreti del mestiere di apicoltore, custode delle “sentinelle” ambientali per eccellenza e paladino della natura, anche in mezzo a mille difficoltà, quanto mai attuali, dalla sofferenza delle api minacciate da pesticidi, parassiti e clima impazzito, ad una crisi ambientale di cui sono proprio questi preziosi insetti a dare il segnale: tra degustazioni guidate, minicorsi, visite agli “alveari aperti” e approfondimenti di apiterapia, gli honey lovers si danno appuntamento alla “Settimana del Miele” nella trecentesca Fortezza di Montalcino (8-10 settembre), gli stati generali dell’apicoltura italiana, occasione per tracciare il bilancio di un’annata drammatica per il miele italiano (nella Conferenza Nazionale, 9 settembre), con la produzione 2017 ai minimi storici e raccolti quasi a zero in alcuni territori. Ma gli apicoltori non si danno per vinti: “l’amore per l’apicoltura c’è e ci sarà per sempre - sottolinea Monica Cioni, presidente della rassegna - è vero, il clima fa paura e l’ape è sensibile al cambiamento climatico e a tutti i trattamenti fatti in agricoltura. Ma non deve essere un motivo per mollare. L’apicoltura è una vocazione, se non ti piace non puoi farla. Chi ama la natura la porterà sempre avanti”.

Grazie ai 45.000 apicoltori censiti e operanti in Italia, di cui quasi 20.000 quelli che lo fanno non per diletto e autoconsumo, ma per immettere miele e prodotti apistici sul mercato (con tutti i parametri di legge tra cui la partita Iva), l’apicoltura rappresenta un settore importante per l’agricoltura italiana, con 1,2 milioni di alveari sparsi nelle campagne, un valore stimato di 150-170 milioni di euro più 2 miliardi di euro dall’attività di impollinazione delle api alle colture. E con l’Italia che vanta il record di 51 varietà, al centro, a Montalcino, di una Mostra Mercato, degustazioni (9 settembre) e laboratori con gli esperti su “I gusti del miele” (10 settembre).

Un settore che continua a suscitare interesse, e che alla “Settimana del Miele” si potrà conoscere da vicino con visite guidate alle aziende apistiche locali (9 settembre) e Minicorsi per apprendere le prime nozioni di apicoltura (10 settembre): come rivela l’associazione apistica Arpat, si avvicinano alla professione medici, avvocati, impiegati, imprenditori, industriali, operai, donne, uomini. Persone con sensibilità e che hanno compreso l’importanza di un insetto che è un instancabile lavoratore, nutre se stesso, animali e uomini - nella due giorni di Montalcino il pubblico potrà conoscere le potenzialità curative delle api nel Convegno dell’Associazione italiana di apiterapia (9 settembre) - ma che oggi come non mai è a fortissimo rischio.

Ai problemi cronici, si è aggiunto il clima anomalo che, tra gelate primaverili e caldissimo in estate, ha affossato la produzione di miele e messo in ginocchio gli apicoltori, con il raccolto 2017 che si ferma al 30% della media nazionale (secondo le stime, nell’annata, non si arriverà a 90.000 quintali), con un crollo mai visto a memoria degli stessi apicoltori, riusciti a produrre in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nell’arco alpino e lungo l’Appenino Tosco-Emiliano. Non è andata male per castagno e tiglio ma sempre in alta collina e nelle vallate alpine, e per gli agrumi in Sicilia, Calabria e nella costiera ionica. Per il resto, dalla Maremma alla Provincia di Alessandria, le produzioni sono quasi a zero, dal girasole all’eucalipto, acacia, sulla, erba medica e melata. Secondo l’Osservatorio Nazionale del Miele non ci sarà neppure il pregiato corbezzolo in Toscana, tra le regioni più vocate ma con crolli fino all’80% della produzione a Montalcino, appena 3 kg a famiglia prodotti nella zona di Monteaperti e la vespa velutina, nemica delle api, che tiene in apprensione gli apicoltori di Carrara.

Eppure, le aziende agricole che hanno nelle api l’attività esclusiva o prevalente sono in crescita, e molti giovani vedono nell’apicoltura, oltre che una passione, l’opportunità di costruirsi una fonte di reddito: solo in Toscana sono ben 98.172 gli alveari presenti in anagrafe, di cui il 73% detenuto dagli apicoltori (4.657 quelli con sede legale), imprenditori agricoli a tutti gli effetti e agricoltori riconosciuti dalla legge, con il 40% delle aziende che commercializza la propria produzione.

Back to top