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In piena stagione turistica, il complesso di Sant’Agostino è chiuso due giorni su sette

Gli orari, in piena stagione turistica, del complesso di Sant’AgostinoIn piena stagione turistica, il complesso di Sant’Agostino rimane chiuso due giorni su sette (martedì e mercoledì): è il cuore culturale di Montalcino, con il suo splendido e ricercato Museo Civico e Diocesano (anche se sono in corso lavori per cui alcune sale sarebbero comunque non visitabili, con toilette e ascensore non funzionanti, da tempo), l’interessante raccolta archeologica, la splendida Chiesa di Sant’Agostino (luogo spirituale e di arte, strettamente di culto), il Tempio del Brunello. Così è se vi piace!

“Travel + Leisure”, rivista-brand più influenti del mondo, nomina Castiglion del Bosco Rosewood Hotel come il migliore d’Europa

Il paesaggio di Castiglion del Bosco (foto by Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel)“Travel + Leisure”, una delle riviste-brand più influenti del globo, ha appena svelato i migliori hotel del mondo e, in Europa, il primo posto va ad una struttura immersa in una tenuta di 2.500 ettari, tra boschi e vigneti, e oltre 900 anni di storia, nel cuore della Toscana, a Montalcino: si tratta di Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel, che ha ottenuto l’impressionante punteggio di 99,58 su 100, frutto del voto di 207.000 lettori che hanno partecipato ai World’s Best Awards.
Una scelta comprensibile: l’ampia proprietà, con 42 suite e 11 ville private, ospita l’unico golf club privato d’Italia, oltre alla storica cantina Castiglion del Bosco e ai vigneti di Brunello di Montalcino. Gli ospiti delle ville possono rilassarsi accanto alle loro piscine private, mentre la piscina a sfioro principale dell’hotel offre una vista spettacolare sul borgo collinare di Montalcino e sulla Val d’Orcia, sito Patrimonio mondiale dell’Unesco. L’offerta gastronomica è all’altezza della cornice e comprende il Ristorante Campo del Drago, con due stelle Michelin ed una cucina che utilizza esclusivamente ingredienti toscani, la trattoria in stile osteria La Canonica e il Pool Bar, e che celebra anche un bellissimo orto biologico della tenuta.
Se Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel, si è aggiudicato il primo posto in Italia ed in Europa, il titolo di miglior hotel del mondo è andato al Patina Osaka, grazie alle sue viste, senza ostacoli, sul Castello di Osaka ed a uno spazio benessere di 1.400 metri quadrati. Tra i 100 migliori hotel del mondo, solo 12 si trovano in Europa, che sono Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel, Montalcino, Italia; Six Senses Crans-Montana, Svizzera; Il Sereno Lago di Como, Torno, Italia; Rosewood Villa Magna, Madrid, Spagna; Grand Hotel Excelsior Vittoria, Sorrento, Italia; Mandarin Oriental, Parigi, Francia; Collegio alla Querce, Auberge Collection, Firenze, Italia; The Stafford London, Regno Unito; The Dolli at Acropolis, Atene, Grecia; Canaves Epitome, Santorini, Grecia; The Ritz-Carlton, Istanbul, Turchia; Le Bristol Paris, Francia.

Focus - Castiglion del Bosco, tra il lusso dell’hotel e i vigneti circondati dalla natura incontaminata e bellissima della macchia mediterranea

Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel (foto dalla galleria sul sito della struttura)Posizionata nel cuore del Parco Naturale della Val d’Orcia, sito protetto dall’Unesco, tra centinaia e centinaia di ettari di bosco, come del resto dice il suo nome (unica cantina ad averlo nel suo nome a Montalcino), Castiglion del Bosco è una tenuta di più di 2.000 ettari, le cui origini risalgono ad oltre 900 anni fa; racchiude le antiche rovine del castello del 1100 d.C., una chiesa medievale di San Michele Arcangelo del XIV secolo (con affreschi del maestro di scuola senese Pietro Lorenzetti) ed il borgo (lo storico villaggio, dove ha soggiornato a lungo il poeta, attore e drammaturgo Eduardo De Filippo ed ex senatore a vita della Repubblica Italiana, che oggi costituisce il cuore pulsante del resort gestito da Rosewood) nel quale sorgono suite e ville, abbracciate dalla campagna senese. Non tutti lo sanno, ma Castiglion del Bosco possiede uno dei più bei vigneti del mondo (in foto, La Capanna), 40 ettari a corpo unico solo Sangiovese, e, soprattutto, con una particolarità, circondati totalmente da macchia mediterranea, regno di caprioli, fagiani, cinghiali e volpi, e di una biodiversità assoluta. E, ovviamente, del Sangiovese.
La storica cantina di Castiglion del Bosco (che è uno dei 25 soci fondatori del Consorzio del Vino Brunello nel 1967) ha imboccato una strada nuova nella produzione dei suoi vini e ha raddoppiato il suo rapporto con Montalcino, “chiamando” uno degli enologi che più è legato a Montalcino da decenni: Giuseppe Gorelli, a sua volta piccolo produttore di Brunello (e che è stato, negli Anni Ottanta del Novecento, il primo dipendente del Consorzio di Montalcino, ed ha collaborato, veramente gomito a gomito, con Giulio Gambelli). Gorelli, però, non è certo solo alla guida del progetto, ma lavora in una squadra di oltre 35 persone, composta dal responsabile di cantina Adriano Benassi e dal responsabile dei vigneti Francesco Silei, coordinata da Laura Paolucci. Un passo fondamentale, quindi, nel percorso, rilanciato con forza da pochi mesi dalla tenuta (con 64 ettari di vigneto complessivi) diretta dal dg Simone Pallesi, all’insegna di una rigorosa ed importante scelta di territorio, che vede nel bosco una delle più importanti risorse di Montalcino (che copre oltre il 60% della superficie dello storico Comune).
A Castiglion del Bosco, c’è poi uno dei migliori ristoranti italiani, quel “Campo del Drago” - due stelle nella guida Michelin 2025 e votato il più bel relais del mondo nel 2022 anche da “Travel + Leisure” nella classifica “The 100 Best Hotels in the World” - dello Chef Matteo Temperini, che torna a creare e a portare a tavola la sua visione contemporanea della Toscana e la filosofia del “cerchio perfetto”. La sua cucina non è solo tecnica, ma anche un atto di responsabilità verso la terra, che si realizza attraverso il rispetto e l’integrità della materia prima, seguendo il ritmo delle stagioni, privilegiando grassi nobili, erbe selvatiche e prodotti del bosco. Gli ingredienti, rigorosamente stagionali, sono coltivati nel “super” orto della proprietà - che ha ricevuto quest’anno la certificazione biologica - e sono il centro e cuore dei menu proposti che rappresentano il territorio, la luce dorata delle colline, il ritmo lento della Val d’Orcia.

VinoVip Cortina, il “Premio Pino Khail” 2026 a Marilisa Allegrini per la valorizzazione del vino italiano

A Marilisa Allegrini (con Alessandro Torcoli) il “Premio Pino Khail” by “Civiltà del Bere”“Marilisa Allegrini è una figura che ha saputo affermarsi come celebrità internazionale del vino. Con instancabile passione ha promosso non solo i territori in cui opera, ma ha anche contribuito a elevare il livello della comunicazione del vino italiano nel mondo. Attraverso iniziative curate con straordinaria attenzione ai dettagli, ha saputo trasmettere quell’eleganza ricca di contenuti che rappresenta uno dei tratti distintivi dello stile italiano”. Così Alessandro Torcoli, direttore della storica rivista del vino italiano “Civiltà del Bere”, alla consegna del premio a “VinoVip Cortina” 2026. Marilisa Allegrini, “lady Amarone”, è un simbolo della Valpolicella e protagonista dell’internazionalizzazione del vino italiano. Entrata nel settore nel 1983, ha guidato lo sviluppo del Gruppo Allegrini con investimenti anche a Bolgheri ed a Montalcino. Prima donna italiana a conquistare la copertina di “Wine Spectator” nel 2017, tre anni dopo è stata nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica. Per questi motivi, la produttrice (che oggi con il gruppo Marilisa Allegrini mette insieme le tenuta di Villa della Torre in Valpolicella, San Polo a Montalcino e Poggio al Tesoro a Bolgheri), è stata insignita del “Premio Khail” il premio, istituito da Alessandro Torcoli, direttore di “Civiltà del Bere”, riservato alle personalità che hanno contribuito in modo determinante alla crescita e all’affermazione dell’enologia italiana nel mondo, e che commemora il giornalista Pino Khail, fondatore della rivista e pioniere della promozione del vino italiano di qualità.

“A tavola sulla spiaggia”: a Forte dei Marmi vince la “Caponata” con abbinamento del Rosso di Montalcino di Aminta (Cecchi)

Michele Marcucci, Simone Bellocci, Serena Mannino, Samanta Fornino, Andrea Cecchi (ph: Lauro Lenzoni)Sono Serena Mannino e Simone Bellocci a portarsi a casa lo “Scolapasta d’oro”, simbolo del piatto forte 2026 e premio più ambito nel Concorso al Bagno Piero di Forte dei Marmi “A tavola sulla spiaggia”, ideata dal famoso pr fiorentino Gianni Mercatali. È il verdetto dell’edizione n. 34, ospitata a Forte dei Marmi, alla presenza anche dell’Assessore alla Cultura della regione Toscana Cristina Manetti, e condotta da Annamaria Tossani. La coppia di vincitori ha trionfato con la “Caponata”, abbinata al Rosso di Montalcino Doc 2023 Aminta, la tenuta della famiglia Cecchi a Montalcino, condotta da Andrea Cecchi e da sua figlia Giulia.
Un premio di una sezione riferita a quei concorrenti che già avevano vinto in uno degli anni precedenti, è andato ad Ilaria Lotti, con la sua “Torta mimosa del Forte” abbinata ad un Florus 2022 Moscadello di Montalcino Castello Banfi (premiazione nella foto di Lauro Lenzoni).
La giuria è composta da 40 persone tra chef stellati, giornalisti enogastronomici e opinion leader, produttori di vino, ristoratori e da personalità del mondo del food e del glamour. Su tutti lo chef Gianfranco Vissani, il critico Davide Paolini, lo chef Riccardo Monco (Enoteca Pinchiorri), lo chef Davide Oldani ed altri grandi nomi della cucina italiana.

Jazz & Wine in Montalcino (dal 20 al 26 luglio) scalda i motori: attesi alcuni dei più autorevoli interpreti della scena contemporanea

Veduta aerea del Castello Banfi e della Fortezza di MontalcinoGrandi artisti e calici di qualità in uno degli scenari più belli del mondo: dal 20 al 26 luglio torna la magia di Jazz & Wine in Montalcino, il festival che - da quasi trent’anni - celebra l’incontro tra grandi protagonisti della scena musicale internazionale, cultura e vino nel cuore della Toscana. Giunta all’edizione n. 29, la rassegna nasce dalla collaborazione tra Alexanderplatz Jazz Club di Roma, Banfi e Comune di Montalcino e si conferma come uno degli appuntamenti più attesi e frequentati dell’estate musicale italiana.
Grazie alla direzione artistica di Eugenio Rubei, nel segno della visione tracciata dal padre Giampiero, la manifestazione propone un cartellone che spazia dall’energia della Kenny Garrett Electric Band alle sonorità raffinate di artisti come Danilo Rea, Enrico Rava, Stefano Di Battista, Rita Marcotulli e Andy Sheppard, passando per omaggi alla tradizione jazz, influenze brasiliane e progetti originali che vedono protagonisti alcuni dei più autorevoli interpreti della scena contemporanea.
La partenza è per lunedì 20 luglio, nella suggestiva cornice di Castello Banfi, con Kenny Garrett Electric Band “Tribute to Miles Davis”. Sassofonista e compositore di Detroit, Kenny Garrett è uno dei più autorevoli eredi del jazz elettrico di Miles Davis: entrò nella band di Miles nel 1987 diventandone membro chiave fino alla sua scomparsa nel 1991.  A Jazz & Wine porta la sua Electric Band con un tributo che attinge direttamente a quell’eredità. Tra i numerosi premi ricordiamo il titolo di NEA Jazz Master.
Si prosegue martedì 21 luglio, sempre a Castello Banfi, con Danilo Rea and Doctor 3. Presente in quasi tutte le edizioni del festival, il nome di Rea è diventato sinonimo della rassegna stessa. Pianista di straordinaria sensibilità, è l’unico italiano citato nella Biographical Encyclopedia of Jazz di Leonard Feather e Ira Gitler. Con Doctor 3 — il trio completato da Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria, fondato nel 1997 e premiato per tre anni consecutivi dalla critica come miglior gruppo jazz — porta sul palco di Castello Banfi tutta la forza di un sodalizio artistico unico nel jazz italiano.
Mercoledì 22 luglio, sempre a Castello Banfi, per il terzo concerto della rassegna, Hamid Drake meets Antonello Salis feat. Stefano “Cocco” Cantini & Rosario Bonaccorso. Hamid Drake, batterista e percussionista jazz americano che unisce influenze afro-cubane, indiane e africane alle sue collaborazioni nel free jazz, sale sul palco con Antonello Salis, uno dei più grandi solisti del jazz italiano, innovatore e creatore di nuove tecniche espressive di fama internazionale. A completare la formazione Stefano “Cocco” Cantini, sassofonista che vanta prestigiose collaborazioni, tra cui Chet Baker e Michel Petrucciani, ed è lo storico animatore del Grey Cat Festival e Rosario Bonaccorso, noto contrabbassista e compositore dalla forte vena emotiva.
Giovedì 23 luglio il festival si sposta a Montalcino, all’interno della storica Fortezza, con Stefano Di Battista Quintet - Special Guest Paco Sery “We Love Miles”. Pilastro dei vari gruppi di Aldo Romano e membro del sestetto di Michel Petrucciani, Di Battista ha pubblicato il suo primo album nel 1997 per la Label Bleu e nel 1998 è arrivato il suo primo ingaggio per la storica Blue Note. A Montalcino presenta l’omaggio al grande artista “We Love Miles”.
Venerdì 24 luglio sul palco di Jazz & Wine una delle voci più riconoscibili e raffinate della Bossa Nova contemporanea: Rosalia de Souza Bossa Band. Nata a Rio de Janeiro, ha collaborato con figure storiche, come Roberto Menescal. A Montalcino si presenta con la sua nuova band nel contesto del Tour Italiano 2026.
Sabato 25 luglio un concerto che si preannuncia intenso, elegante e ricco di emozioni: Rita Marcotulli Quartet Special Guest Andy Sheppard. La pianista italiana più premiata e riconosciuta nel mondo del jazz alla testa del suo quartetto, ospita il sassofonista britannico Andy Sheppard dando vita a un concerto originale pensato solo per Montalcino. Si rinnova così un sodalizio artistico lungo di decenni, raffinato e profondo, alla continua ricerca sonora capace di unire jazz, lirismo e contaminazioni contemporanee.
L’edizione n. 29 del festival si conclude domenica 26 luglio con il botto: sul palco Enrico Rava Quintet The Fearless Five. Rava è sicuramente il jazzista italiano più conosciuto ed apprezzato a livello internazionale. Da sempre impegnato nelle esperienze più diverse, con la sua schiettezza umana ed artistica che lo pone al di fuori di ogni schema, si è imposto come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. A Montalcino porta il suo nuovo progetto, un quintetto “senza paura”, che unisce energie giovani e creative della nuova generazione di musicisti jazz italiani, all’enorme esperienza del band leader.
Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino (la cui direzione artistica è stata affidata ad Eugenio Rubei, di Alexanderplatz Jazz Club di Roma e Sound&Image) avranno inizio alle ore 21.45. Per maggiori Informazioni è possibile visitare la pagina web del festival o quella di Fondazione Banfi mentre, per prenotare, è possibile visitare la pagina apposita su Vivaticket.com. È disponibile anche un’infoline, al numero 892 234.

La gestione dei servizi del Teatro degli Astrusi e del Teatro della Grancia va a  Intrepido Servizi Srl per 51.918 euro

Teatro AtrusiL’amministrazione  comunale di Montalcino, dopo il termine della gestione del Teatrino dei Fondi, ha affidato i servizi strumentali, ausiliari e di supporto del Teatro degli Astrusi di Montalcino e del Teatro della Grancia di Montisi a Intrepido Servizi Srl, che curerà il supporto organizzativo delle due strutture teatrali da luglio 2026 a luglio 2027, un affidamento diretto per la somma di 51.918 euro. 

“Il nuovo affidamento - si legge in una nota del Comune di Montalcino - consentirà di garantire tutti quei servizi indispensabili al funzionamento delle strutture, supportando sia gli eventi organizzati direttamente dal Comune sia quelli promossi da soggetti terzi. Sono inoltre previste attività di sostegno alla programmazione dello spettacolo dal vivo e ai laboratori teatrali rivolti a bambini, ragazzi e adulti”.

Intrepido Servizi Srl è una società che si occupa di servizi culturali per il territorio e per il turismo ed è attiva in numerosi ambiti e progetti, nella gestione dei teatri, nei servizi museali e nei servizi turistici, come si legge sul loro sito: “da sempre Intrepido Cultura e Servizi pone al centro della propria attività la promozione e la gestione del patrimonio culturale e, grazie a un know-how consolidato e una visione proiettata all’innovazione, è in grado di occuparsi con professionalità della gestione dei beni culturali e di servizi integrati per cittadini e turisti”. In particolare Intrepido Servizi “può vantare - si legge ancora sul sito - una specifica esperienza nel campo della gestione di teatri, per quel che riguarda i servizi di sala e biglietteria, avvalendosi dell’impego di personale qualificato e dotato di conoscenze linguistiche e formazione di primo soccorso ed antincendio per rischio elevato”. La società attualmente gestisce: Il Teatro dei Rinnovati e il Teatro dei Rozzi, due storici teatri di Siena; due uffici di informazione turistica a Sarteano e Radicofani; un ostello lungo la Via Francigena, a Radicofani; un autosilo a Siena e due attività di posta privata a Siena e Roma.

Per quanto riguarda invece chi realizzerà  il “cartellone” degli spettacoli, è in corso di definizione.

“La Liste Hotels” 2026: Montalcino, con Castiglion del Bosco, nella classifica dei migliori alberghi di lusso del mondo

Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel (foto dalla galleria sul sito della struttura)Il Rosewood Castiglion del Bosco (foto gentilmente concesse dalla struttura), a Montalcino, fondato dalla famiglia Ferragamo nella Val d’Orcia Patrimonio Unesco, è una tenuta di 900 anni e 2.000 ettari, con 42 suite, 11 ville, scuola di cucina, cantina che produce Brunello di Montalcino, l’unico golf club privato d’Italia ed il ristorante Campo del Drago, due stelle Michelin, celebra anche un bellissimo orto biologico della tenuta. La bellissima struttura si piazza tra i top 50 hotel de “La Liste Hotels” 2026, la classifica dei migliori alberghi di lusso del mondo, insieme ad altre eccellenze tricolore (dal San Pietro di Positano all’Hotel Castelfalfi a Montaione, dall’Hotel Cipriani, A Belmond Hotel a Venezia all’Hotel Il Pellicano a Porto Ercole, dal J.K. Place Capri a Capri al Santa Caterina Hotel Amalfi sulla Costiera Amalfitana).
Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel (foto dalla galleria sul sito della struttura)Fondata a Parigi nel 2015, La Liste ha un metodo di valutazione basato sull’aggregazione di centinaia di fonti, tra cui guide internazionali, testate specializzate, quotidiani e recensioni dei viaggiatori. L’algoritmo prende in esame oltre 7.300 hotel distribuiti in 200 Paesi, offrendo una delle analisi più complete dedicate all’hotellerie di lusso.

Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel (foto dalla galleria sul sito della struttura)L’obiettivo non è formulare un’opinione, ma misurare il consenso internazionale sugli standard di eccellenza. Sono svariati i criteri di valutazione degli hotel, dall’architettura al design degli interni, passando per la qualità del servizio offerto e il rapporto tra qualità e prezzo. Grande attenzione, naturalmente, è rivolta all’esperienza complessiva degli ospiti, l’elemento fondamentale di ogni albergo.

Focus - Castiglion del Bosco, tra il lusso dell’hotel e la natura incontaminata e bellissima della macchia mediterranea

Simone Pallesi, direttore generale della tenuta di Castiglion del BoscoPosizionata nel cuore del Parco Naturale della Val d’Orcia, sito protetto dall’Unesco, tra centinaia e centinaia di ettari di bosco, come del resto dice il suo nome (unica cantina ad averlo nel suo nome a Montalcino), Castiglion del Bosco è una tenuta di più di 2.000 ettari, le cui origini risalgono ad oltre 900 anni fa; racchiude le antiche rovine del castello del 1100 d.C., una chiesa medievale di San Michele Arcangelo del XIV secolo (con affreschi del maestro di scuola senese Pietro Lorenzetti) ed il borgo (lo storico villaggio, dove ha soggiornato a lungo il poeta, attore e drammaturgo Eduardo De Filippo ed ex senatore a vita della Repubblica Italiana, che oggi costituisce il cuore pulsante del resort gestito da Rosewood) nel quale sorgono suite e ville, abbracciate dalla campagna senese.
Il paesaggio di Castiglion del Bosco (foto by Castiglion del Bosco, a Rosewood Hotel)Non tutti lo sanno, ma Castiglion del Bosco possiede uno dei più bei vigneti del mondo (in foto, La Capanna), 40 ettari a corpo unico solo Sangiovese, e, soprattutto, con una particolarità, circondati totalmente da macchia mediterranea, regno di caprioli, fagiani, cinghiali e volpi, e di una biodiversità assoluta. E, ovviamente, del Sangiovese.

La cantina di Castiglion del Bosco ed il suo team (foto cortesia di Castiglion del Bosco)La storica cantina di Castiglion del Bosco (che è uno dei 25 soci fondatori del Consorzio del Vino Brunello nel 1967) ha imboccato una strada nuova nella produzione dei suoi vini e ha raddoppiato il suo rapporto con Montalcino, “chiamando” uno degli enologi che più è legato a Montalcino da decenni: Giuseppe Gorelli, a sua volta piccolo produttore di Brunello (e che è stato, negli Anni Ottanta del Novecento, il primo dipendente del Consorzio di Montalcino, ed ha collaborato, veramente gomito a gomito, con Giulio Gambelli). Gorelli, però, non è certo solo alla guida del progetto, ma lavora in una squadra di oltre 35 persone, composta dal responsabile di cantina Adriano Benassi e dal responsabile dei vigneti Francesco Silei, coordinata da Laura Paolucci. Un passo fondamentale, quindi, nel percorso, rilanciato con forza da pochi mesi dalla tenuta (con 64 ettari di vigneto complessivi) diretta dal dg Simone Pallesi, all’insegna di una rigorosa ed importante scelta di territorio, che vede nel bosco una delle più importanti risorse di Montalcino (che copre oltre il 60% della superficie dello storico Comune).
Matteo Temperini, Chef presso Campo del Drago, a Castiglion del Bosco (foto di Castiglion del Bosco)A Castiglion del Bosco, c’è poi uno dei migliori ristoranti italiani, quel “Campo del Drago” - due stelle nella guida Michelin 2025 e votato il più bel relais del mondo nel 2022 anche da “Travel + Leisure” nella classifica “The 100 Best Hotels in the World” - dello Chef Matteo Temperini, che torna a creare e a portare a tavola la sua visione contemporanea della Toscana e la filosofia del “cerchio perfetto”. La sua cucina non è solo tecnica, ma anche un atto di responsabilità verso la terra, che si realizza attraverso il rispetto e l’integrità della materia prima, seguendo il ritmo delle stagioni, privilegiando grassi nobili, erbe selvatiche e prodotti del bosco. Gli ingredienti, rigorosamente stagionali, sono coltivati nel “super” orto della proprietà - che ha ricevuto quest’anno la certificazione biologica - e sono il centro e cuore dei menu proposti che rappresentano il territorio, la luce dorata delle colline, il ritmo lento della Val d’Orcia.

 

“Golden Vines London” (6-8 novembre): Il Marroneto e Biondi Santi con l’elite del vino mondiale a Londra

Sopra: Jacopo e Alessandro Mori e una bottiglia di Marroneto. Sotto: una bottiglia di Biondi - Santi e Giampiero BertoliniIl Marroneto, la cantina di Alessandro e Jacopo Mori che, più di ogni altra, ormai, in quel di Montalcino, mette d’accordo la critica mondiale nel considerarla un’eccellenza qualitativa assoluta e di grande costanza, e la “culla” della storia del Brunello di Montalcino, quella Tenuta Greppo, dove la famiglia Biondi Santi, alla fine dell’Ottocento, ha inventato e codificato il Brunello (ed oggi di proprietà del gruppo Epi della famiglia francese Descours, e diretta da Giampiero Bertolini): grazie a questi due gioielli, Montalcino sarà tra i protagonisti di “Golden Vines London” by Liquid Icons: evento esclusivo di scena nella capitale inglese dal 6 all’8 novembre, a The Old Bailey, uno dei luoghi storici della City, la “Central Criminal Court”, che insieme ad altri ospita la Corte della Corona e il Tribunale penale centrale di Londra. E che, a novembre, dunque, vedrà protagonisti i grandi vini del mondo e qualche altro nome da novanta d’Italia, di realtà come Krug, Egon Muller, Baron de Rothschild, Chateau d’Yquem e Masseto... In vari momenti. E, appunto, i vini delle due griffe di Montalcino, protagoniste dei “Winemaker Lunch” in calendario il 7 novembre. Biondi Santi insieme a Chateau Lafite Rothschild, Champagne Rare e Trimbach Clos Ste Hune, ed Il Marroneto insieme a Domaine Duroche, Domaine Vincent Dancer, Emidio Pepe ed Oremus.
Un’occasione per ribadire la presenza di Montalcino nell’elite del vino mondiale, grazie al prestigio e al lavoro delle migliori espressioni delle sue cantine, le più prestigiose ed ammirate.

Vigili del Fuoco, al via bando di concorso pubblico per i ragazzi dai 18 ai 26 anni. Mariani: “è un’opportunità importante, partecipate!”

La caserma dei Vigili del Fuoco a MontalcinoIl responsabile della sede distaccata di Montalcino del Comando dei Vigili del Fuoco di Siena, Luca Mariani, scrive alla Montalcinonews per far sapere che il Ministero dell’Interno, con apposito Decreto Direttoriale D.D 2488 del 2 luglio 2026, ha indetto un bando per il reclutamento di 400 allievi Vigili del Fuoco, e lo fa con l’intento di sensibilizzare i ragazzi locali verso un’opportunità di lavoro che da sempre tiene conto di valori umani e coscienza del valore delle istituzioni come concreta rappresentazione del livello di civilizzazione di uno Stato. “Colgo l’occasione per collegarmi all’appello recentemente divulgato in modo capillare dall’Amministrazione Comunale di Montalcino, che intende sensibilizzare la consapevolezza della comunità verso una corretta conoscenza dei rischi presenti sul nostro territorio non solo legati all’ambiente e ma anche alla promiscuità sociale quando ci si trova di fronte a eventi rilevanti - dichiara Mariani- la presenza sul territorio di una sede permanente di Vigili del Fuoco che, con personale professionalmente formato, che garantisce un servizio continuativo h24, completa indubbiamente le risorse istituzionali locali in questa direzione. In questo contesto - prosegue Mariani - desidero rivolgere un appello ai ragazzi locali che si trovano costretti a guardare ad un futuro troppo pieno di incertezze e di elementi ancora sconosciuti che generano una dinamicità incontrollata del mondo del lavoro e non solo e che richiede capacità di riadattamento probabilmente non umane, a prendere in considerazione questa opportunità. Il lavoro del Vigile del Fuoco sicuramente contiene elementi antichi e sani cresciuti con l’uomo, che in parte lo mette al sicuro dai rischi del mondo moderno, da quelli incogniti dell’Ia e che si nutre della risorsa umana proprio come non possono fare molte altre professioni. La manualità, il contatto con la fatica che rende umili, la consapevolezza di correre dei rischi che la paura ti obbliga ad avere sempre presente, l’adrenalina che ci invade, tutti elementi che alla fine si sommano nella impagabile certezza di essere concretamente parte della comunità che ti ha cresciuto, di aver aiutato qualcuno che era in difficoltà o aver evitato il peggio. Niente di tutto questo potrà mai essere sostituito dalla chimica, dalla tecnologia o dall’informatica”, conclude Mariani, che auspica che l’appello ai ragazzi sia accolto con favore.
Ed ecco le “istruzioni per l’uso” per partecipare al bando: possono inoltrare domanda tutti i cittadini Italiani che godono dei diritti politici, con età compresa fra 18 e 26 anni (non compiuti), in possesso di Diploma di Istruzione secondaria e di idoneità psicofisica attitudinale.
Alcuni posti sono riservati a cittadini che hanno svolto servizi di volontariato all’interno del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e ai volontari in ferma prefissata presso le Forze Armate.
Le prime prove di selezione sono collegate ad un test a quiz su materie di cultura generale su chimica, fisica, logica informatica e inglese per poi essere sottoposti a verifiche psicoattitudinali e quindi, in ultimo, 3 prove motorio attitudinali finalizzate a valutare doti di forza-equilibrio, coordinazione e reazione motoria e resistenza.
Le domande possono essere inoltrate esclusivamente online sul portale www.vigilfuoco.it al link dedicato, accendendo tramite identificazione digitale con SPID o CIE entro 30 giorni dalla data di emissione del bando del 2 luglio 2026. A questo link, invece, è possibile scaricare l’allegato A che esplica dettagliatamente lo svolgimento della prova di esame.

Il Comune di Montalcino sceglie gli artisti che realizzeranno le opere per le Feste Identitarie 2026: Emanuele Giannetti e Francesco Mori

Feste IdentitarieIl Comune di Montalcino ha scelto gli artisti che realizzeranno le opere destinate ai Quartieri vincitori delle Feste Identitarie 2026: Emanuele Giannetti firmerà l’opera per il Torneo di Apertura delle Cacce n. 63 (agosto), mentre Francesco Mori realizzerà quella della Sagra del Tordo n. 68 (ottobre).
Per il Torneo di Apertura delle Cacce l’opera dovrà rappresentare la figura dell’arciere in rapporto con il paesaggio collinare di Montalcino, quale simbolo di appartenenza al territorio e sintesi della tensione tra il gesto guerriero e l’orgoglio della comunità. Per la Sagra del Tordo è, invece, richiesta una reinterpretazione della Madonna con Bambino attribuita al Maestro di Panzano, conservata nel Museo Civico e Diocesano di Montalcino, con i santi Ansano e Lorenzo ai lati del trono e Cristo Redentore nella cuspide. Entrambe le opere dovranno, inoltre, riportare gli stemmi dei Quartieri, lo stemma del Comune di Montalcino, la Balzana Senese e la dicitura dell’edizione della manifestazione.
L’iniziativa rientra nell’impegno dell’Amministrazione Comunale a valorizzare l’arte contemporanea, rafforzando il legame tra creatività artistica, tradizione storica e identità dei Quartieri. Le opere finali saranno svelate nelle due manifestazioni: il 7 agosto, per il Torneo di Apertura delle Cacce n. 63, e il 23 ottobre, nella Sagra del Tordo n. 68, entrando così a far parte della tradizione delle Feste Identitarie come simboli di identità, appartenenza e continuità culturale.
Emanuele Giannetti, nato a Siena e originario di Lucignano d’Asso si è formato all’Istituto d’Arte della città e all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Scultore e artista di fama internazionale, nella sua carriera ha realizzato numerose opere monumentali in marmo, bronzo e granito destinate a spazi pubblici, luoghi di culto e musei in Italia e all’estero. Ha partecipato a importanti esposizioni internazionali, tra cui la Beijing International Art Biennale, ed è autore di interventi artistici permanenti in Europa e in Cina. Docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha affiancato all’attività artistica quella di ricerca e insegnamento, collaborando con prestigiose università e istituzioni culturali internazionali. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni permanenti, tra cui quella del Museo Nazionale Cinese di Pechino.
Francesco Mori è pittore, incisore, calligrafo e miniatore. Originario di Grosseto, si è laureato in Storia dell’Arte Medievale all’Università di Siena dove ha conseguito il titolo di dottore di ricerca nella stessa disciplina. Formatosi dal punto di vista artistico anche attraverso il rapporto diretto con allievi e collaboratori di Pietro Annigoni, ha approfondito le tecniche pittoriche tradizionali, la miniatura medievale e la produzione artigianale dei pigmenti, perfezionandosi con maestri calligrafi italiani ed europei. La sua attività unisce rigore storico, ricerca tecnica e una profonda conoscenza delle arti figurative antiche. Mori ha ricevuto prestigiosi incarichi per la realizzazione di vetrate artistiche: ha dipinto la riproduzione della vetrata realizzata da Duccio di Buoninsegna, copia collocata oggi nell’oculo absidale della cattedrale di Siena, ha realizzato le vetrate per la cattedrale di Noto e quattro nuove vetrate per il battistero del Duomo di Pisa; ha ricoperto il ruolo di docente di disegno nell’Accademia di Belle Arti di Perugia.Dalle sue competenze scientifiche è scaturita anche la decennale attività di consulente storico per le rievocazioni dei mestieri medievali del Mercato delle Gaite di Bevagna (Perugia).

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